lunedì 24 agosto 2015

Félix J. Palma, The map of chaos



Quando la persona che ama di più muore in tragiche circostanze, il misterioso protagonista de La mappa del caos fa tutto ciò che può per poterle parlare un'ultima volta. Una seduta con un rinomato medium sembra offrire l'unica soluzione, ma l'esperienza scatena forze terribili che portano il mondo sull'orlo del disastro: la salvezza si può trovare solo ne La mappa del caos, un incomprensibile trattato matematico, che cerca disperatamente di capire. Nella sua ricerca, gli viene offerto inestimabile aiuto da Sir Arthur Conan Doyle, Lewis Carroll, e naturalmente H. G. Wells, il cui Uomo Invisibile sembra essere fuggito dalle pagine del suo famoso romanzo per seminare il terrore tra l'umanità. Solo loro possono scoprire il mezzo per salvare il mondo e trovare la strada che riunirà gli amanti separati dalla morte.

(Sinossi liberamente tradotta dalla seconda di copertina della mia edizione.)

Com'è come non è, scrivere le sinossi dei libri di Palma risulta sempre difficile, anche per chi lo fa di mestiere, e quella riportata sulla sovracoperta della mia edizione statunitense (Atria Books) è ricca di imprecisioni ed elementi fantasiosi, però... Però i romanzi dello scrittore spagnolo sono così intricati da risultare quasi impossibili da delineare nelle poche righe di una seconda di copertina.

The map of chaos (El mapa del caos) conclude la Trilogia vittoriana, apritasi con La mappa del tempo e proseguita con La mappa del cielo. I primi due volumi sono disponibili in italiano, mentre per il terzo, allo stato attuale, non è prevista traduzione e pubblicazione (ho scritto della questione qui.)

Questo romanzo si discosta dai precedenti per struttura: è suddiviso in tre parti molto più coese tra loro di quanto non accadesse nell'impianto a tre racconti interconnessi de La mappa del tempo e La mappa del cielo; il narratore onnisciente fa sentire la propria presenza solo a narrazione bene avviata (attorno a pagina 100) ed è diventato più discreto e meno impertinente, e rinuncia a disorientare il lettore con tutta la serie di trucchetti nella costruzione dell'intreccio a cui ci aveva abituati; la prosa, infine, mi è sembrata meno barocca (ma ciò potrebbe anche dipendere dalle diverse traduzioni.) Queste caratteristiche rendono The map of chaos più armonioso rispetto ai primi due libri, di lettura più immediata. Mi è venuto da pensare che Palma potrebbe essersi fatto influenzare dalle critiche che gli sono state mosse — soprattutto dal pubblico americano — e abbia aggiustato il proprio modo di scrivere di conseguenza. Questa rivoluzione nel modo di scrivere ha, però, lasciato me un po' disorientata e mi ha fatto pensare con nostalgia alla scrittura che avevo trovato ne La mappa del tempo e La mappa del cielo.

Per quanto riguarda i personaggi, ritroviamo H. G. Wells e sua moglie Jane, Montgomery Gilmore ed Emma Harlow e l'ispettore Cornelius Clayton, guadagnamo Arthur Conan Doyle e Lewis Carroll e perdiamo completamente o quasi del tutto Andrew Harrington e Charles Winsolow, Claire Haggerty e il Capitano Shackleton. Non ritrovare Charles e il resto della combriccola mi ha — di nuovo — provocato una certa malinconia... Perché questa decisione?

Devo ammettere, giunta a questo punto del post, che ho delle opinioni contrastanti verso The map of chaos. L'ho sicuramente apprezzato, l'ho trovata una degna conclusione alla triolgia, ma non ho potuto fare a meno di sentire la mancanza del Palma che mi aveva stregata ne La mappa del tempo e La mappa del cielo.

Alcuni dei topoi più interessanti sono quello della conoscenza e degli effetti che ha sull'uomo e dell'importanza di immaginare, sognare e fantasticare. Se la conoscenza porta l'umanità a fare dei passi da gigante, l'iper-analisi e rinunciare completamente a quel pizzico di mistero che caratterizza tutto quello di cui facciamo esperienza può portarci a essere aridi. Sul valore della fantasia, su come ci può rendere ricchi e 'potenti', Palma ha costruito tutta la Trilogia vittoriana e non fa che esprimerlo ancora e ancora anche in questo capitolo conclusivo. In tutto questo, però, l'autore non si dimentica di aver ambientato la propria opera in un'Inghilterra vittoriana, con pressoché la totalità dei protagonisti inglesi, per cui non c'è da stupirsi se, alla fine, un tipico inglese dice a un uomo che ha sempre considerato importante la conoscenza, senza però rinunicare a farsi travolgere dal mistero (probabilmente un perfetto equilibrio, secondo l'autore spagnolo:) «[...] man cannot live by dreams alone, believe me.» Il tipico senso pratico considerato da sempre importante nella società britannica, specialmente all'interno delle middle tons.

See you soon cyberspace cowboy.

Bibliografia e URL:
Félix J. Palma, The map of chaos, New York, Atria Books, 2015
Sito di Félix J. Palma: http://www.felixjpalma.es/
Sulla non pubblicazione in Italia de El mapa del caos ho scritto qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/01/la-trilogia-vittoriana-di-felix-j-palma.html 

lunedì 27 luglio 2015

Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

La freschissima estate cumbriense, per quanto sia più sopportabile di quella che sta stroncando con il caldo torrido le persone che si trovano in Italia, fa prosperare virus di ogni genere. Io, infatti, sono stata malata: tre giorni e mezzo pessimi, di cui non riesco a dimenticare nausea, giramenti di testa, spossatezza... Speriamo di esserci lasciata tutto questo definitivamente alle spalle. Nei due giorni seguenti di convalescenza, però, qualcosa di buono ho combinato: ho letto.

Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora.
Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei.
E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili. Proprio ora che ha bisogno di tutta la sua concentrazione. Perché un'autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. C'è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore.
Come nel più classico dei romanzi, Vani ha davanti a sé molti ostacoli. E non c'è nessuno a scrivere la storia della sua vita al posto suo: dovrà scegliere da sola ogni singola parola, gesto ed emozione.

(Sinossi riportata sul sito della casa editrice Garzanti)

Che scrivere? Che questo libro è partito facendomi prudere le mani. Come da sinossi, Vani aiuterà Riccardo e lo farà con una trovata grandiosa, ma che si fa beffa di diritti d'autore, diritti morali, diritti delle case editrici... Neanche un cenno al fatto che la brillante soluzione che la protagonista del romanzo della Basso tira fuori dal cilindro comporta dei rischi legali. Perché? E per certe cose io non voglio neanche lontanamente sentire parlare di licenza letteraria... 

Proseguendo la lettura, però, ho finito per appassionarmi, tant'è vero che ho smesso di guardare alle caratteristiche formali dell'opera e ho incominciato a 'invidiare' Vani perché può permettersi di magiare male e restare magra, perché è una ghostwriter dotatissima, perché pare proprio faccia breccia nei cuori mashili con una certa facilità... Ho anche preso una cotta per il commissario Berganza, naturalmente, e via dicendo. Sono, insomma, passata da un approccio critico a uno da fangirl.

Confessato quanto sopra, non posso esimermi dallo scrivere, però, che la trama gialla mi è sembrata più che altro funzionale a mettere in risalto alcune doti e qualità umane della protagonista. Penso che qesto romanzo, inoltre, soffra di sindrome da Numbers (la serie televisiva) per cui sembra che, ultimamente, se un personaggio ha un talento spiccato nel fare una cosa, di qualunque cosa si tratti, il personaggio in questione diventa anche imbattibile come collaboratore della polizia nella risoluzione di indagini di ogni genere.

Proprio la sindrome da Numbers, secondo me, ha portato tanti ad accostare Vani all'Alice dei libri della Gazzola. Quest'ultima non sarà una cima della medicina legale, però ha passione e anche talento, a modo suo, cosa che la porta a essere sempre d'aiuto nelle indagini condotte dal commissario Calligaris. E per il resto ci si può lasciare andare alle elucubrazioni più disparate: Alice Basso potrebbe essere la ghostwriter di Alessia Gazzola, Alessia Gazzola potrebbe aver usato lo pseudonimo di Alice Basso per lanciarsi in una nuova avventura o, forse, l'autrice di questo romanzo è una rediviva Bruna Bianchi/Una Chi...

See you soon cyberspace cowboy...  

Bibliografia e URL:
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Milano, Garzanti, 2015
Pagina dediata al romanzo di Alice Basso sul sito Garzanti: http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=3247 

sabato 11 luglio 2015

Luglio col bene che ti voglio... fuffa e aria fritta a volontà



Che voglia di andare in vacanza
Purtroppo i beni culturali non vanno in vacanza quando ci vanno gli altri e mi tocca pazientare. Sono molto impegnata in questo periodo e questo è il motivo per cui ho trascurato le mie attività nel cyberspazio.

Sognando di poter fuggire per qualche giorno, a settembre, magari persino in Italia, per ora mi accontento di portare l'estate nelle mie giornate lavorative mangiando pitta chips e carabao mango essicato e innafiandoli con acqua tonica indiana.


Pitta chips
Carabao mango









 


Leggo, poi, i post delle persone che stanno per andare in vacanza (o già ci sono) e fanno le liste di libri da portarsi in villeggiatura e il mio pensiero va sulle ali dorate...


Niente mare, laghi nostrani (vos-trani?), Appennini, Alpi e Dolomiti, bensì...





 




 




... tanti ovini, soprattutto quelli di razza Herdwick tipici delle fells (alture, per quanto tra le più basse d'Europa) del Distretto dei laghi. Qui, tra l'altro, nemmeno le temperature sono estive. Sì, perché non date retta ai chiarissimi che vivono o vanno a Londra: il Regno Unito si espande al di là di Greater London, e in Cumbria, per esempio, si sono raggiunti i 25 gradi Celsius solo per un giorno, a seguire ci siamo assestati su una massima di 15 gradi con delle punte di 23 nei pochi giorni più miti.

Mi rimangono la fantasia e lo shopping per sentirmi in the summertime e, così, mi dipingo le palpebre con colori sgargianti e compro abiti estivi che spero di mettere tra qualche mese, con tutta probabilità non qui, visto che a fine agosto le Isole britanniche saranno di nuovo investite dalle brezze autunnali.


Sugarpill pro palette by Lip Gloss Gossip

Sono rimasta indietro su tutto
Qualcuno si è accorto che è iniziata la nuova serie di True detective? Io sì, ma sono riuscita a vedere solo i primi venti minuti dell'episodio uno e, poi, non sono riuscita a continuare a guardare il faccione di Colin Farrell, sostanzialmente.


Io non ho alcunché contro Colin Farrell a livello personale (non lo conosco,) ma sullo schermo non mi entusiasma. A parte ciò, il trailer non è riuscito a conquistarmi come, invece, ci era riuscito quello della prima stagione con Matthew McConaughey e Woody Harrelson. Punto forte di True detective è quello di indagare nel marcio che c'è nelle persone e il putrido ti viene sbattuto in faccia fin da subito, quindi, in questo senso, bisogna essere psicologicamente preparati. Credo che la curiosità vincerà e finirò per mettermi di buzzo buono e vederlo, ma per ora rimane in sospeso.

Sono rimasta terribilmente indietro anche con le letture... che nervi. Mi sono, però, buttata sui fumetti, già favorevolmente predisposta dal volume The thrilling adventures of Lovelace and Babbage, di cui avevo scritto nel post precedente a questo.














 





 


Sono arrivata in ritardo, ma anche io ho incominciato la saga di Fables. Prima della produzione televisiva Once upon a time c'era Fables, un fumetto creato da Bill Willingham che racconta le avventure delle due comunità di favole esiliate da secoli nello stato di New York.

C'era una volta, tanto tempo fa, un cattivo che decise di invadere gli universi paralleli dove abitavano i personaggi delle favole. Gli eroi e antieroi che hanno popolato le nostre fantasie da generazioni si trovarono costretti, quindi, a trovare un luogo in cui rifugiarsi e approdarono nel nostro mondo che, misteriosamente, non esercitava alcuna attrattiva sull'invasore brutto e cattivo di cui sopra.

Mi sono immersa e ho presto terminato i primi due volumi deluxe, che raccolgono vari volumetti in brossura e altri contenuti, che possono spaziare da racconti inediti a storie pubblicate come spin off di Fables. Per ora, tra i personaggi, sono spiccati Snow White e Bigby Wolf, ossia Biancaneve, praticamente alla guida della comunità residente in New York City di Fables, e il lupo di Cappuccetto Rosso, agente investigativo ingaggiato per il suo fiuto, ovviamente.

Fables si apre subito con i fuochi d'artificio: la sorella di Snow White, Rose Red, è scomparsa e il suo appartamento è un bagno di sangue... Bigby indaga. In questi due tomi facciamo la conoscenza anche di Barba Blu, un personaggio ambiguo, come ti aspetteresti, e Prince Charming, esattamente agli antipodi del Principe Azzurro che popolava i nostri sogni di bambini.

Cosa ho trovato in Fables? Delle favole disincantate, perché nei secoli è inevitabile farsi scaltri, a contatto con noi uomini, poi... Ci era arrivato anche Herbert George Wells in uno dei suoi romanzi meno popolari, The wonderful visit, in cui un angelo caduto sulla terra, a forza di stare a contatto con gli esseri umani, non può che farsi influenzare dai loro mondani comportamenti. Ma a proposito di Wells...




Si trova — finalmente! — nelle mie mani The map of chaos di Félix J. Palma, il capitolo conclusivo della Trilogia vittoriana, e ora è il momento di andare in apnea per leggerlo.

See you soon cyberspace cowboy...

Bibliografia e URL:
Ho recuperato Luglio di Riccardo del Turco su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=yYZgfVy5LR0 
La foto della Sugarpill Pro Palette l'ho trovata sul blog Lip Gloss Gossip, qui: http://www.lipglossgossip.com/2013/08/sugarpill-pro-palette-review-and.html 
Ttrailer della seconda stagione di True Detective: https://www.youtube.com/watch?v=Q4uxGbhO4ag
Ho scritto di The thrilling adventures of Lovelace and Babbage qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/06/thrilling-comics.html
Bill Willingham et al., Fables. The deluxe edtion book one, New York, DC Comics, 2012
Bill Willingham et al., Fables. The deluxe edtion book two, New York, DC Comics, 2012
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