martedì 15 aprile 2014

Sfida: a colpi di... poesia

Pare che sia di nuovo online! Mentre il mio notebook aspetta di essere riparato, un'anima gentile mi ha prestato un netbook per non essere completamente tagliata fuori.

Ma passiamo a cose più interessanti. Raccolgo — in ritardo — la sfida lanciatami da Endimione Birches sul suo blog a pubblicare una poesia e lo faccio con piacere. Titolo in inglese, ma autore italianissimo. 

In the morning you always come back

Lo spiraglio dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre  –
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolío della brezza,
tepore, respiro
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

20 marzo '50

Cesare Pavese

'Sfido', tanto per incominciare, due persone che so leggere poesie:
Elisa del blog Le nove muse 
AnitaBook del blog L'ora del libro 

Provo a far cadere in tentazione:
Nina Pennacchi del blog Nina Pennacchi's blog 
Manuela Pigna del blog Due luci 

Faccio un tentativo con una blogger che so legge poca poesia e che in questo momento è in vacanza (sfida impossibile?):
Roberta del blog a bright shining lie 

Chi raccoglie la sfida, provi a nominare altri 5 blogger.  

Bibliografia e URL:
Post sul blog Bostonian Library dedicato alla sfida di poesia: http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/04/sfida-di-poesia.html 
Cesare Pavese, In the morning you always come back, in Id., Poesie. Lavorare stanca. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, [s. l.], Mondadori, 1977
Blog Le nove muse: http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/ 
Blog L'ora del libro: http://loradellibro.blogspot.co.uk/
Blog Nina Pennacchi's blog: http://ninapennacchi.blogspot.it/ 
Blog Due luci: http://dueluci.blogspot.it/ 
Blog a bright shining lie: http://abrightshininglie.wordpress.com/    

giovedì 10 aprile 2014

In standby per problemi tecnici

Il blog va in standby perché il mio computer deve essere riparato per un problema elettrico. La mia attività in rete sarà, quindi, ridotta al minimo per un po'. Spero di trovare presto una sorta di portatile sostitutivo... Vedremo.

A presto,
Ludo.

domenica 6 aprile 2014

The perks of being... in Cumbria: Keswick

Lunga pausa per me... sarà la primavera che si sta facendo sentire? In realtà qui, a volte, sembra essere arrivato l'autunno più che la bella stagione. Basta guardare la foto qui sotto:

Derwent Water

Quella che — forse — si intravede sulle montagne là, in fondo, è davvero neve. Con questa immagine del lago Derwent Water vi mostro finalmente un po' d'acqua: mi sono accorta di non aver mai pubblicato l'immagine di un qualche lago, pur bazzicando nel Lake District da diversi mesi ormai.

Se non fosse per questo cespuglio in fiore non
sembrerebbe nemmeno primavera...
Derwent Water fa parte del gruppo dei laghi del Nord (the North Lakes), all'interno del parco nazionale. Relativamente esteso (nel Regno Unito non ci sono laghi poi tanto grandi,) da un punto di vista del trasporto pubblico, il modo più facile per raggiungerlo è da Keswick, che si affaccia sull'estremità Nord di Derwent Water ed è un centro molto frequentato.

Keswick è il tipico luogo turistico, ma caratteristico allo stesso tempo, come ce ne sono altri nel Distretto dei Laghi: Windermere, Ambleside e Grasmere, per esempio.

A Keswick si trovano un numero spropositato di negozi di abbigliamento sportivo, cosa piuttosto naturale, visto che la gran parte delle persone che vengono nel Lake District si dedica alle escursioni (io non più di tanto, ma qualche passeggiata l'ho fatta.) Ma scriviamo di attività commerciali di altro genere...

Ye Olde Friars

Dal 1927 è sede della Ye Olde Friars, una cioccolateria in cui non si può evitare di andare, non fosse altro per la splendida e fantasiosa esposizione di dolciumi.

Qui a fianco un esempio di albero pasquale di tradizione germanica. I rami raccolti nel bosco, si pongono in un vaso e, quindi, si provvede alla decorazione degli stessi con uova dipinte a mano e altri elementi. Allo Ye Olde Friars, nel periodo pre-pasquale, vengono esposti diversi Easter Trees e molte delle decorazioni sono anche in vendita, giusto per invogliare i clienti che, magari, sono riusciti a trattenersi e a non acquistare il cioccolato.

Io sono stata davvero disciplinata e mi sono limitata a comprare un pensierino per me, della liquirizia in una graziosa scatoletta di latta, e un bel regalo per qualcun altro, la Duff Beer dei Simpson, provvista anche di ciambella/donut.

Quanto mi piacciono. Soprattutto la birra. L'idea sarebbe di riuscire di portarla fino in Italia e sto studiando il modo di metterla in valigia per la prossima, fugace apparizione che farò nel Bel Paese.

In qualsiasi paesino dell'Inghilterra, potete sempre trovare un po' di tradizione in una sala da tè. Quando piove, c'è ancora più gusto a rifugiarsi in una tea room. Io, naturalmente, non si sono tirata indietro e ho accolto la possibilità di una pausa dalla pioggia per una sosta da Bryson's con molto piacere.


Bryson's è un negozio diviso tra panificio artigianale, al piano terra, e sala da tè, al primo piano. Se volete un assaggio di tutte le delizie che si possono consumare da Bryson's, date un'occhiata al menu, qui.

Bryson's tea room (immagine presa dal sito. Il locale
era pieno quando ci sono stata e non me la sentivo di
scattare una fotografia)
Io mi sono buttata su una poco originale cioccolata, senza nemmeno la panna e i marshmallow... Sì, i marshmallow, quei dolciumi gommosi che ti si sciolgno in bocca. Nelle isole britanniche, così come in America, è d'uso metterli nella cioccolata fumante e lasciare che si fondano in essa o che all'interno divengano quasi liquidi prima di mangiarli.

Devo dire che guardavo con invidia turisti e gente del luogo che si faceva portare fette di torta e una marea di altre leccornie...

Come ho scritto sopra, a Keswick si trovano molti negozi di articoli sportivi. Tra questi, mi sento di citare George Fisher, che ha sede in quello che una volta era lo studio fotografico dei celebri (da queste parti, per lo meo) fratelli Abrahams.


George e Ashely Abraham erano scalatori e fotografi vissuti tra la fine del XIX e la metà inoltrata del XX secolo. Nel loro studio e negozio erano in vendita le fotografie che scattavano durante le proprie escursioni, quelle di altri scalatori con cui venirono in contatto e, successivamente, i libri e guide alla montagna.

Ashley e George Abraham
Se il loro archivio fotografico documenta i primordi dell'attività degli scalatori nel Distretto dei Laghi, i loro scritti introdussero il concetto di professionalismo nell'alpinismo, che prima era considerato uno sport, e resero popolare un'attività che fino alla fine dell'Ottocento era stata considerata privata e mistica.

All'interno di George Fisher è possibile ammirare alcune (poche purtroppo) stampe tratte dalle loro fotografie, conservate in parte all'Armitt Museum and Library di Ambleside, in parte al Fell & Rock Climbing Club of the English Lake District e, in parte, chissà dove altro...



Qui sopra una splendida fotografia, scattata da uno degli Abrahams, di Napes Needle, probabilmente la roccia meglio conosciuta in Inghilterra a causa della sua caratteristica forma. Fa parte del complesso di Great Gable, sempre nel Distretto dei laghi, un'arrampicata di nemmeno 17 metri, ma considerata particolarmente difficile.

Bibliografia e URL:
Sito della cioccolateria Ye Olde Firars: http://www.friarsofkeswick.co.uk/
Sito del panificio e sala da tè Bryson's: http://www.brysonsofkeswick.co.uk/ 
Menu della sala da tè Bryson's in Keswick: http://www.brysonsofkeswick.co.uk/sites/default/files/brysons_menu_keswick.pdf 
Sito del negozio di articoli sportivi George Fisher: http://www.georgefisher.co.uk/ 
Sui fratelli Abraham, è stato pubblicato tempo fa un bellissimo libro, ricco di illustrazioni: Alan Hankinson, Camera on the crags. A porfolio of early rock climbing photographs by the Abraham Brothers, London, Heinemann, 1975.
The Abraham Brothers sul sito dell'Armitt Museum and Library: http://armitt.com/armitt_website/abraham-brothers-armitt-museum-cumbria/ 
L'archivio fotografico del Fell & Rock Climbing Club conserva alcune delle fotografie dei fratelli Abrahams: http://www.frcc.co.uk/archive.asp?archive_id=355   

domenica 23 marzo 2014

True detective e The King in yellow

Vi è capitato di vedere True detective?


Produzione tutta nuova, già conclusa, andata in onda sulla HBO tra gennaio e marzo di quest'anno, True detective è una serie investigativa che usa l'espediente dell'indagine per parlare di tutto il resto, dell'esistenza. Seguiamo le vite dei poliziotti Rust Cohle (Mattew McConaughey) e Martin Hart (Woody Harrelson) che si incrociano, durante un periodo di diciassette anni, nella caccia a un serial killer.



Mini-serie in 8 puntate, nelle prime quattro l'azione si svolge su due piani narrativi: il 1995, in cui Rust e Martin si mettono sulle tracce di un omicida seriale ed elusivo, e il 2012, quando li reincontriamo in un distretto di polizia, cambiati entrambi, soprattutto Martin, convocati da due poliziotti sulle tracce di un serial killer... probabilmente lo stesso del 1995. Ma c'è qualcosa che non quadra: Martin e Rust sembrano subire dei veri propri interrogatori... che cosa pensa la polizia? Nella quinta puntata si fa un salto nel 2002 e, poi, via nel 2012, verso la conclusione e le rivelazioni finali.

Il punto forte di questo telefilm è che scoprire chi è l'omicida è sì importante, ma nemmeno fondamentale: è molto più interessante vedere come si dispiegano le esistenze di Cohle e Hart, quali sono i loro approcci alla professione, alla vita privata e al resto dell'esistenza; è decisamente più intrigante lasciarsi incantare, forse con disincanto, dal modo in cui è stata ritratta la provincia del profondo sud statunitense; affogare nello squallore e nel cinismo per poi... riuscirne?

Probabilmente il personaggio più intrigante è Rust Cohle, interpretato da un bravissimo Matthew McConaughey fresco di Oscar. Lo incontriamo cinico e pessimista negli anni Novanta, scopriamo che è stato segnato da un passato tragico e veniamo a conoscenza della 'pesante' eredità che si porta dietro da una precedente esperienza in polizia. Dal 1995 (sopra, a sinistra) al 2012 (sopra, a destra) la sua trasformazione fisica — e non solo — è evidente e inquietante. Che cosa gli sarà successo? Filosofeggiante, le risposte che trova alle domande che si pone, o che gli vengono poste, denotano un profondo scetticismo. Intelligente, brillante, ossessionato nel lavoro, ci sembra più digeribile vederlo come un personaggio enigmatico che non per quello che potrebbe essere...

Citazioni dotte
E quindi uscimmo a riveder le stelle (Dante, Inferno, canto XXXIV, ultimo verso)


Esatto: Dante. True detective finisce esattamente come finisce l'Inferno dantesco. Non è un vero spoiler, è più che altro una citazione dotta. Immagino che se ne siano accorti tutti coloro che hanno visto il telefilm e conoscano Dante, tranne me, ovviamente! Me ne sono resa conto solo dopo aver visto il video (questo un po' a rischio spoiler,) qui sopra, sul canale La tana di Lelle... ma dove avrò la testa?

Altra citazione dotta è quella all'autore Robert W. Chambers e alla sua raccolta di racconti The King in yellow (1895.)

Nella serie della HBO si sentono nominare uno Yellow King e una Carcosa che troviamo, originariamente, nei primi quattro racconti della raccolta di Chambers.

The king in yellow è sì il titolo generale dell'opera di Chambers, ma anche un testo teatrale citato nei racconti che aprono la raccolta: The repairer of reputations, The mask, In the court of the dragon e The yellow sign. La particolarità di questo testo, che — ripeto — viene solo nominato e del quale si citano dei brevi passi, è quello di contenere delle verità talmente sconvolgenti sulla natura dell'uomo e del cosmo che chiunque lo legga finisce per perdere la ragione.

Già da questo chi ha visto True detective potrebbe incominciare a tracciare dei parallelismi. Credo che The repairer of reputations e The yellow sign siano i racconti da cui il telefilm ha ripreso più suggestioni. Il mio racconto preferito è The mask, il cui titolo è molto più ingannevole di quello che sembra. Ambientato a Parigi, dove Chambers aveva studiato arte, mi ha ricordato moltissimo Il canto dell'amore trionfante di Turgenev che, guarda caso, dopo essere stato in Francia ed essere entrato in contatto con la letteratura francese, dedicò il proprio racconto a Flaubert (stilisticamente ne è un chiaro omaggio.) Ma sto divagando imperdonabilmente...


Tanto per cambiare al collegamento True detective-The yellow King-The King in yellow non ci sono arrivata da sola: l'ho scoperto guardando il video di Whitney Lee Milam, qui sopra. Grazie alla serie televisiva quest'opera un po' dimenticata, che ha ispirato anche Lovecraft, è stata recuperata e riportata alla gloria. Qualche settimana fa il libro di Chambers è risultato tra i più venduti negli Stati Uniti. Nel mio piccolo, nel piccolo della realtà inglese, se quando ho iniziato a vedere True detective l'opera di Chambers si trovava in una sola filiale Waterstone's tra la Cumbria e il Lancashire, ben presto si è resa disponibile anche nel negozio vicino a dove abito io.

Indipendentemente dalla connessione con True detective, che me l'ha fatto scoprire, cercare e leggere, The king in yellow è una bella raccolta di racconti, che non si limitano al mystery e l'horror, ma trattano anche il soprannaturale, il romanticismo e toccano la fantascienza (alcuni sono ambientati in un futuro poco lontano da quello in cui viveva l'autore.) Leggendoli mi sono come fatta l'idea che un Chambers brillante e colto, che aveva beneficiato di un'educazione umanistica tra il vecchio e il nuovo continente, abbia deciso di mettere per iscritto, in forma artistica, come racconti tutto quello che aveva assorbito nei suoi anni di studio ed esplorazione. 

Bibliografia e URL:
True detective sul sito della HBO: http://www.hbo.com/true-detective#/
Video dedicato a True detective sul canale La tana di Lelle:  http://www.youtube.com/watch?v=e7ry0zDR3AA
Canale La tana di Lelle: https://www.youtube.com/user/LelleTuber 
Robert W. Chambers, The King in yellow, Ware, Wordsworth Editions, 2010
The King in yellow è disponbile gratuitamente su internet, ad esempio su Project Gutenberg: http://www.gutenberg.org/ebooks/8492
Video di Whitney Lee Milam in cui si parla di The King in yellow: https://www.youtube.com/watch?v=I6FpspUYnJY 

giovedì 13 marzo 2014

Io INTJ e tu?

Dove INTJ sta per Introvert iNtuitive Thinking Judging nei tipi Myers-Briggs dei test sulla personalità. 

Il Myers-Briggs Type Indicator è — per essere il più brevi e semplici possibili — una valutazione sulla personalità e il modo in cui un soggetto interagisce con le altre persone e il mondo esterno. Cliccando sul link sopra accederete al sito ufficiale che è l'unico che offre la possibilità di sottoporsi a test autentici.

Esistono, tuttavia, altri test sulla personalità derivati e che riprendono il metodo Myers-Briggs. Il migliore che ho trovato, in lingua inglese, è lo Human-Metrics Test, al quale ci si può sottoporre nell'immediato e, soprattutto, gratuitamente.

Mi capita di rifare questo test, a intervalli irregolari, soprattutto per misurare i miei livelli di introversione, visto che, per quanto sia convinta ogni volta di essere sincera nel rispondere alle domande, a seconda del periodo e dell'umore in cui mi trovo il mio modo di essere e agire subisce delle leggere alterazioni. Non che il mio profilo INTJ muti, ma le percentuali di ciascuna componente cambiano.

L'ultima volta che mi sono sottoposta a questo esame ho ottenuto i seguenti risultati:
 
Introvert(100%)  iNtuitive(12%)  Thinking(1%)  Judging(22%)
  • You have strong preference of Introversion over Extraversion (100%)
  • You have slight preference of Intuition over Sensing (12%)
  • You have marginal or no preference of Thinking over Feeling (1%)
  • You have slight preference of Judging over Perceiving (22%)

Woah, è la prima volta che raggiungo quota 100 in introversione! Anche se, sì, sono molto introversa. Ma, in soldoni, cosa stanno a significare i dati qui sopra?
Da introversa, ho bisogno di momenti di solitudine per ricaricarmi, passo parecchio tempo nella mia testa, mi sento perfettamente a mio agio negli ambienti in cui sono sottoposta a pochi stimoli. Sono anche il tipo di persona che non riesce a chiacchierare del più e del meno con chi non conosco; paradossalmente, per rompere il ghiaccio, mi è più facile intavolare un discorso su argomenti meno informali e più seri. A una festa dove non conosco la maggior parte degli invitati, non mi troverete al centro della sala a fare nuove conoscenze, ma ai lati a relazionarmi con una persona alla volta...
La mia leggera propensione all'intuizione sulla percezione, sta a significare che sono leggermente più portata all'analisi che non a fare affidamento sui miei sensi.
Sono marginalmente più portata a basarmi sulla logica nel prendere le decisioni che non su quello che sento, i miei sentimenti.
E, infine, sono leggermente più propensa ad avere delle opinioni precise e a non cambiare idea sulle cose anziché a essere in grado di percepire la natura multisfaccettata delle cose e ad accettare la coesistenza di diversi aspetti nella loro essenza.

Ovviamente un INTJ è  molto più di questo e, alla fine del test, a seconda del vostro tipo, potrete accedere a un profilo più dettagliato. Per approfondire ulteriormente, una volta ottenuto il vostro risultato, potete dare un'occhiata anche qui (andate in fondo alla pagina.)

Dopo una rapidissima ricerca via internet, ho trovato le seguenti due alternative in italiano di test Myers-Briggs (però non li ho fatti,) nel caso qualcuno volesse provarli:
http://www.lastessamedaglia.it/2011/04/test/
http://www.personality-tests.info/it/test.php

E voi che tipi siete?

Se siete introversi, come me, e avete voglia di scoprire qualcosa di più su di voi, di recente è stato pubblicato da Einaudi un bel libro divulgativo, ma non per questo superficiale: Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare di Susan Cain. Lo lessi tempo fa in inglese e qui sotto potete trovare le mie considerazioni.

Se passate di qui e conoscete dei libri interessanti su introversione ed estroversione, lasciatemi i titoli.


Susan Cain, Quiet. The power of introvers in a World that can't stop talking


Universo introverso
L'essere introverso o l'essere estroverso è un aspetto fondamentale della personalità di ognuno di noi, definisce molto di quello che siamo. Almeno un terzo di noi è composto da introversi, ma il mondo, soprattutto quello occidentale, sembra essere nelle mani degli estroversi e gli introversi si sentono spesso in colpa per come sono. In questo libro Susan Cain spiega come funzionano estroversi e introversi a livello chimico, quanto sono differenti e come la società tenda — sbagliando — a sottovalutare i secondi a favore dei primi. L'autrice fornisce agli introversi una serie di strumenti per capirsi meglio e suggerisce come sfruttare le proprie potenzialità, prendendo a esempio delle persone reali e le loro storie.

Essendo un'introversa, sono stata subito atratta da questa pubblicazione e credo che possa risultare una lettura illuminante, sorprendente, incoraggiante o anche solo piacevole per tutti gli introversi e potrebbe anche soddisfare qualche curiosità degli estroversi. Ho apprezzato questo libro e il modo di scrivere della Cain, ma credo che sia utile spendere qualche parola sul contesto in cui è nato e si è sviluppato per rendersi bene conto di quello che si andrà a leggere. L'autrice è americana e guarda al mondo statunitense quando scrive, che può essere molto diverso da quello europeo, così come da quello italiano.

Tanto per incominciare negli Stati Uniti non si portano sulle spalle da generazioni l'eredità illuminista che, invece, ha avuto una grande influenza sugli europei per i quali, per esempio, il valore dell'individuo, come singolo, non è sempre stato dato moralmente per scontato. Quando la Cain, quindi, mette in discusssione il forte individualismo presente nella società in cui vive, contrapponendolo al grande senso di appartenenza alla comunità che si ha in alcune culture orienali, per cui l'individuo è pronto a sacrificarsi per il bene del gruppo, non ho potuto fare a meno di riflettere sul contesto in cui sono inserita io. Personalmente, credo nell'importanza del singolo indipendentemente dal gruppo di cui è parte: purché non si cada nell'egoismo gratuito ed esclusivo, credo nel'individualismo.

Altra cosa da tener presente è che in Europa, ci sono paesi in cui gli introversi perseguono il loro modo di essere più facilmente di quanto accade negli Stati Uniti. Sono la prima a pensare che sia meno vero per l'Italia, ma ho letto la recensione a questo libro di un inglese che sosteneva che nel Regno Unito introversi ed estroversi sono, tutto sommato, ben bilanciati e il senso di contrasto è minore; il che signifa anche che molti introversi possono permettersi di non nascondersi o di non fare gli pseudo-estroversi.

Consigliato a tutti gli introversi italiani, davvero, per incoraggiamento e, poi, è mai possibile che si sia così pochi? Credo che in molti si riconosceranno in diverse delle situazioni descritte in questa pubblicazione e ciò non potrà che avere un effetto positivo sulla percezione che hanno di loro stessi.

Bibliografia e URL:
Sito del Myers-Briggs Type Indicator: https://www.cpp.com/products/mbti/index.aspx
Pagina in cui ci si può sottoporre allo Human-Metrics Test: http://www.humanmetrics.com/cgi-win/JTypes2.asp
Personality types: http://www.personalitypage.com/html/relationships.html
Due test del tipo Myers-Briggs in italiano: http://www.lastessamedaglia.it/2011/04/test/ e http://www.personality-tests.info/it/test.php
Susan Cain, Quiet. The power of introverts in a World that can't stop talking, London, Viking-Penguin, 2012