domenica 20 aprile 2014

Condividendo... Cosa c'è nella mia borsa?

Un post-sorpresa per la domenica di Pasqua!

Tra i video che mi piace di più guardare, ci sono gli What's in my bag/purse? o Cosa c'è nella mia borsa? Rivelare i segreti della propria borsetta in un blog tradizionale è più insolito, ma in rete si trovano alcune blogger che si sono 'messe a nudo'.

Un po' per divertimento, ho deciso di scoprirmi anch'io, mostrandovi la borsa così come è tornata da una mattina di shopping a Lancaster. 

Qui a fianco la mia borsa, praticamente un bagaglio a mano, dalle misure 31X40 cm, essenziali per una persona come me, che si porta o si porterebbe dietro sempre tutto e anche di più.

Al ritorno dalla mia gita fuori porta, la mia borsa pesava Kg 4,5; neanche tanto per i miei canoni.

Ma passiamo a vedere quello che si può trovare all'interno di questa piccola valigia...

Incominciamo da ciò che pesa di più: il romanzo di Haruki Murakami, Kafka on the shore, in una legatura rigida che sulla spalla si sente tutta. Il libro mi è stato prestato, è il primo che leggo dell'autore giapponese ed è riuscito a colpirmi e conquistarmi con la sua storia un po'... surreale?

Per cercare di non rovinarli, tengo i libri che porto in borsa in un portadocumenti da viaggio, che contiene anche il necessario per prendere appunti durante la lettura.

 

Portafoglio e portamonete. Non sono mai stata tipo da portamonete, ma, quando sono nel Regno Unito, raccolgo nel borsellino le monete che mi servono per la lavanderia, ogni settimana.

Bustine! Fondamentali per mantenere un po' d'ordine nella mia borsa.
Quella più piccola, con i colori dell'ape Maia, contiene:
la chiave di casa (dove abito io una chiave basta per sentirsi sicuri;)
un piccolo blocco per appunti, nel caso dovessi scrivere qualcosa all'improvviso (tipo il numero del servizio taxi) o prestare un foglio volante a qualcuno (cosa che capita più spesso di quanto si possa pensare;)
due penne, perché non sia mai che rimanga senza inchiostro o che una delle due smetta di funzionare per un qualche misterioso motivo;
caramelle con succo di ribes nero;
gomme da masticare;
liquirizie, contenute in una bella scatolina metallica, con pentagramma sul bordo, comprate alla cioccolateria di Keswick;
una bussola, il portafortuna perfetto per un Sagittario, come me, che viaggia molto.
Nella busta più grande, quella con la superfice ricoperta di stampe di baffi, si trovano:
gel igienizzante per le mani;
un generico balsamo nutriente vegano, che io tendo a usare come burrocacao e, quando mi metto di buzzo buono, come ammorbidente per cuticole;
un balsamo per le labbra colorato;
un portaprofumo da viaggio che contiene cK be, la fragranza che indosso da quando ho iniziato a mettere il profumo (non me lo togliete dalla produzione!);
una crema per le mani, pro-age perché prevenire è meglio che curare;
uno specchietto Hello Kitty, che ha iniziato ad accusare l'età e che dovrei sostituire con qualcosa di più funzionale;
un pettine di legno;
dei cerotti, perché non si sa mai;
vi tengo nascosti spazzolino, dentifricio e filo interdentale perché mi fa un po' senso schiaffarli su internet (soprattutto lo spazzolino,) ma ci sono, visto che sono ossessionata con la pulizia dei denti.

Agenda e taccuinio. Entrambi hanno un formato ideale, per le mie esigenze, e l'agenda ha il pregio di essere giornaliera. Io, infatti, non amo le agende settimanali anche se, di solito, non ho mai tanti impegni da farmi riempire di appuntamenti e note pagine intere. Il taccuino lo uso, più o meno, come diario.

Sempre presenti: un pacchetto di fazzoletti, la custodia degli occhiali da vista e l'orario degli autobus. A volte mi porto dietro due pacchetti di fazzoletti perché trovo di averne sempre bisogno per un'infinità di motivi. The Lakes connection è irrinunciabile per il trasporto pubblico all'interno del parco nazionale e per i collegamenti dal Lake District verso le principali città della Cumbria (e non solo.)












E questi, signori, sono i miei pezzi forti: i miei due cellulari 100% dumb phones! Non ho potuto mostrarveli nella stessa immagine perché... sì, io uso i cellulari per scattare le fotografie e qui si spiega la bassa qualità di un gran numero di immagini che pubblico su questo blog. Sopra, a sinistra, un cellulare che dovrebbe risalire al 2003; l'ho ereditato — già ammaccato — e lo uso per la sim italiana. A destra, un telefono che ho comprato nel 2007 e che uso per la sim britannica. Ho sempre usato i cellulari finché non morivano... chissà questi quanto dureranno ancora? 

Dulcis in fundo un sacchetto, di quelli belli grandi, per andare a fare la spesa al supermercato, plastificato, che si rivela utilissimo anche quando ci si deve sedere su panchine ancora umide per la pioggia (la norma;) e la tracolla della borsa perché non si può mai sapere quando potrebbe tornare utile.

Ed ecco svelati i contenuti della mia borsa. Se qualcuno che passa di qui vuole 'mettersi a nudo' sul proprio blog o ha aperto la borsa agli occhi dei curiosi con un video, mi lasci i riferimenti necessari, così potrò saziare la mia curiosità.

Buona Pasqua! 

URL:

martedì 15 aprile 2014

Sfida: a colpi di... poesia

Pare che sia di nuovo online! Mentre il mio notebook aspetta di essere riparato, un'anima gentile mi ha prestato un netbook per non essere completamente tagliata fuori.

Ma passiamo a cose più interessanti. Raccolgo — in ritardo — la sfida lanciatami da Endimione Birches sul suo blog a pubblicare una poesia e lo faccio con piacere. Titolo in inglese, ma autore italianissimo. 

In the morning you always come back

Lo spiraglio dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre  –
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolío della brezza,
tepore, respiro
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

20 marzo '50

Cesare Pavese

'Sfido', tanto per incominciare, due persone che so leggere poesie:
Elisa del blog Le nove muse 
AnitaBook del blog L'ora del libro 

Provo a far cadere in tentazione:
Nina Pennacchi del blog Nina Pennacchi's blog 
Manuela Pigna del blog Due luci 

Faccio un tentativo con una blogger che so legge poca poesia e che in questo momento è in vacanza (sfida impossibile?):
Roberta del blog a bright shining lie 

Chi raccoglie la sfida, provi a nominare altri 5 blogger.

Aggiornamento 20/04/2014
Potete trovare la poesia di Elisa qui.
Potete trovare la poesia di Nina Pennacchi qui.

Aggiornamento 25/04/2014
Potete trovare la poesia di Roberta qui.  

Bibliografia e URL:
Post sul blog Bostonian Library dedicato alla sfida di poesia: http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/04/sfida-di-poesia.html 
Cesare Pavese, In the morning you always come back, in Id., Poesie. Lavorare stanca. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, [s. l.], Mondadori, 1977
Blog Le nove muse: http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/ 
Blog L'ora del libro: http://loradellibro.blogspot.co.uk/
Blog Nina Pennacchi's blog: http://ninapennacchi.blogspot.it/ 
Blog Due luci: http://dueluci.blogspot.it/ 
Blog a bright shining lie: http://abrightshininglie.wordpress.com/ 
Poesia di Elisa sul blog Le nove muse: http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/2014/04/sonetto-lxxv-di-william-shakespeare.html 
Poesia di Nina Pennacchi sul suo blog: http://ninapennacchi.blogspot.it/2014/04/poesia-time.html 
Poesia di Roberta sul blog a bright shining lie: http://abrightshininglie.wordpress.com/2014/04/24/sfida-di-poesia/#comment-1143    

giovedì 10 aprile 2014

In standby per problemi tecnici

Il blog va in standby perché il mio computer deve essere riparato per un problema elettrico. La mia attività in rete sarà, quindi, ridotta al minimo per un po'. Spero di trovare presto una sorta di portatile sostitutivo... Vedremo.

A presto,
Ludo.

domenica 6 aprile 2014

The perks of being... in Cumbria: Keswick

Lunga pausa per me... sarà la primavera che si sta facendo sentire? In realtà qui, a volte, sembra essere arrivato l'autunno più che la bella stagione. Basta guardare la foto qui sotto:

Derwent Water

Quella che — forse — si intravede sulle montagne là, in fondo, è davvero neve. Con questa immagine del lago Derwent Water vi mostro finalmente un po' d'acqua: mi sono accorta di non aver mai pubblicato l'immagine di un qualche lago, pur bazzicando nel Lake District da diversi mesi ormai.

Se non fosse per questo cespuglio in fiore non
sembrerebbe nemmeno primavera...
Derwent Water fa parte del gruppo dei laghi del Nord (the North Lakes), all'interno del parco nazionale. Relativamente esteso (nel Regno Unito non ci sono laghi poi tanto grandi,) da un punto di vista del trasporto pubblico, il modo più facile per raggiungerlo è da Keswick, che si affaccia sull'estremità Nord di Derwent Water ed è un centro molto frequentato.

Keswick è il tipico luogo turistico, ma caratteristico allo stesso tempo, come ce ne sono altri nel Distretto dei Laghi: Windermere, Ambleside e Grasmere, per esempio.

A Keswick si trovano un numero spropositato di negozi di abbigliamento sportivo, cosa piuttosto naturale, visto che la gran parte delle persone che vengono nel Lake District si dedica alle escursioni (io non più di tanto, ma qualche passeggiata l'ho fatta.) Ma scriviamo di attività commerciali di altro genere...

Ye Olde Friars

Dal 1927 è sede della Ye Olde Friars, una cioccolateria in cui non si può evitare di andare, non fosse altro per la splendida e fantasiosa esposizione di dolciumi.

Qui a fianco un esempio di albero pasquale di tradizione germanica. I rami raccolti nel bosco, si pongono in un vaso e, quindi, si provvede alla decorazione degli stessi con uova dipinte a mano e altri elementi. Allo Ye Olde Friars, nel periodo pre-pasquale, vengono esposti diversi Easter Trees e molte delle decorazioni sono anche in vendita, giusto per invogliare i clienti che, magari, sono riusciti a trattenersi e a non acquistare il cioccolato.

Io sono stata davvero disciplinata e mi sono limitata a comprare un pensierino per me, della liquirizia in una graziosa scatoletta di latta, e un bel regalo per qualcun altro, la Duff Beer dei Simpson, provvista anche di ciambella/donut.

Quanto mi piacciono. Soprattutto la birra. L'idea sarebbe di riuscire di portarla fino in Italia e sto studiando il modo di metterla in valigia per la prossima, fugace apparizione che farò nel Bel Paese.

In qualsiasi paesino dell'Inghilterra, potete sempre trovare un po' di tradizione in una sala da tè. Quando piove, c'è ancora più gusto a rifugiarsi in una tea room. Io, naturalmente, non si sono tirata indietro e ho accolto la possibilità di una pausa dalla pioggia per una sosta da Bryson's con molto piacere.


Bryson's è un negozio diviso tra panificio artigianale, al piano terra, e sala da tè, al primo piano. Se volete un assaggio di tutte le delizie che si possono consumare da Bryson's, date un'occhiata al menu, qui.

Bryson's tea room (immagine presa dal sito. Il locale
era pieno quando ci sono stata e non me la sentivo di
scattare una fotografia)
Io mi sono buttata su una poco originale cioccolata, senza nemmeno la panna e i marshmallow... Sì, i marshmallow, quei dolciumi gommosi che ti si sciolgno in bocca. Nelle isole britanniche, così come in America, è d'uso metterli nella cioccolata fumante e lasciare che si fondano in essa o che all'interno divengano quasi liquidi prima di mangiarli.

Devo dire che guardavo con invidia turisti e gente del luogo che si faceva portare fette di torta e una marea di altre leccornie...

Come ho scritto sopra, a Keswick si trovano molti negozi di articoli sportivi. Tra questi, mi sento di citare George Fisher, che ha sede in quello che una volta era lo studio fotografico dei celebri (da queste parti, per lo meo) fratelli Abrahams.


George e Ashely Abraham erano scalatori e fotografi vissuti tra la fine del XIX e la metà inoltrata del XX secolo. Nel loro studio e negozio erano in vendita le fotografie che scattavano durante le proprie escursioni, quelle di altri scalatori con cui venirono in contatto e, successivamente, i libri e guide alla montagna.

Ashley e George Abraham
Se il loro archivio fotografico documenta i primordi dell'attività degli scalatori nel Distretto dei Laghi, i loro scritti introdussero il concetto di professionalismo nell'alpinismo, che prima era considerato uno sport, e resero popolare un'attività che fino alla fine dell'Ottocento era stata considerata privata e mistica.

All'interno di George Fisher è possibile ammirare alcune (poche purtroppo) stampe tratte dalle loro fotografie, conservate in parte all'Armitt Museum and Library di Ambleside, in parte al Fell & Rock Climbing Club of the English Lake District e, in parte, chissà dove altro...



Qui sopra una splendida fotografia, scattata da uno degli Abrahams, di Napes Needle, probabilmente la roccia meglio conosciuta in Inghilterra a causa della sua caratteristica forma. Fa parte del complesso di Great Gable, sempre nel Distretto dei laghi, un'arrampicata di nemmeno 17 metri, ma considerata particolarmente difficile.

Bibliografia e URL:
Sito della cioccolateria Ye Olde Firars: http://www.friarsofkeswick.co.uk/
Sito del panificio e sala da tè Bryson's: http://www.brysonsofkeswick.co.uk/ 
Menu della sala da tè Bryson's in Keswick: http://www.brysonsofkeswick.co.uk/sites/default/files/brysons_menu_keswick.pdf 
Sito del negozio di articoli sportivi George Fisher: http://www.georgefisher.co.uk/ 
Sui fratelli Abraham, è stato pubblicato tempo fa un bellissimo libro, ricco di illustrazioni: Alan Hankinson, Camera on the crags. A porfolio of early rock climbing photographs by the Abraham Brothers, London, Heinemann, 1975.
The Abraham Brothers sul sito dell'Armitt Museum and Library: http://armitt.com/armitt_website/abraham-brothers-armitt-museum-cumbria/ 
L'archivio fotografico del Fell & Rock Climbing Club conserva alcune delle fotografie dei fratelli Abrahams: http://www.frcc.co.uk/archive.asp?archive_id=355   

domenica 23 marzo 2014

True detective e The King in yellow

Vi è capitato di vedere True detective?


Produzione tutta nuova, già conclusa, andata in onda sulla HBO tra gennaio e marzo di quest'anno, True detective è una serie investigativa che usa l'espediente dell'indagine per parlare di tutto il resto, dell'esistenza. Seguiamo le vite dei poliziotti Rust Cohle (Mattew McConaughey) e Martin Hart (Woody Harrelson) che si incrociano, durante un periodo di diciassette anni, nella caccia a un serial killer.



Mini-serie in 8 puntate, nelle prime quattro l'azione si svolge su due piani narrativi: il 1995, in cui Rust e Martin si mettono sulle tracce di un omicida seriale ed elusivo, e il 2012, quando li reincontriamo in un distretto di polizia, cambiati entrambi, soprattutto Martin, convocati da due poliziotti sulle tracce di un serial killer... probabilmente lo stesso del 1995. Ma c'è qualcosa che non quadra: Martin e Rust sembrano subire dei veri propri interrogatori... che cosa pensa la polizia? Nella quinta puntata si fa un salto nel 2002 e, poi, via nel 2012, verso la conclusione e le rivelazioni finali.

Il punto forte di questo telefilm è che scoprire chi è l'omicida è sì importante, ma nemmeno fondamentale: è molto più interessante vedere come si dispiegano le esistenze di Cohle e Hart, quali sono i loro approcci alla professione, alla vita privata e al resto dell'esistenza; è decisamente più intrigante lasciarsi incantare, forse con disincanto, dal modo in cui è stata ritratta la provincia del profondo sud statunitense; affogare nello squallore e nel cinismo per poi... riuscirne?

Probabilmente il personaggio più intrigante è Rust Cohle, interpretato da un bravissimo Matthew McConaughey fresco di Oscar. Lo incontriamo cinico e pessimista negli anni Novanta, scopriamo che è stato segnato da un passato tragico e veniamo a conoscenza della 'pesante' eredità che si porta dietro da una precedente esperienza in polizia. Dal 1995 (sopra, a sinistra) al 2012 (sopra, a destra) la sua trasformazione fisica — e non solo — è evidente e inquietante. Che cosa gli sarà successo? Filosofeggiante, le risposte che trova alle domande che si pone, o che gli vengono poste, denotano un profondo scetticismo. Intelligente, brillante, ossessionato nel lavoro, ci sembra più digeribile vederlo come un personaggio enigmatico che non per quello che potrebbe essere...

Citazioni dotte
E quindi uscimmo a riveder le stelle (Dante, Inferno, canto XXXIV, ultimo verso)


Esatto: Dante. True detective finisce esattamente come finisce l'Inferno dantesco. Non è un vero spoiler, è più che altro una citazione dotta. Immagino che se ne siano accorti tutti coloro che hanno visto il telefilm e conoscano Dante, tranne me, ovviamente! Me ne sono resa conto solo dopo aver visto il video (questo un po' a rischio spoiler,) qui sopra, sul canale La tana di Lelle... ma dove avrò la testa?

Altra citazione dotta è quella all'autore Robert W. Chambers e alla sua raccolta di racconti The King in yellow (1895.)

Nella serie della HBO si sentono nominare uno Yellow King e una Carcosa che troviamo, originariamente, nei primi quattro racconti della raccolta di Chambers.

The king in yellow è sì il titolo generale dell'opera di Chambers, ma anche un testo teatrale citato nei racconti che aprono la raccolta: The repairer of reputations, The mask, In the court of the dragon e The yellow sign. La particolarità di questo testo, che — ripeto — viene solo nominato e del quale si citano dei brevi passi, è quello di contenere delle verità talmente sconvolgenti sulla natura dell'uomo e del cosmo che chiunque lo legga finisce per perdere la ragione.

Già da questo chi ha visto True detective potrebbe incominciare a tracciare dei parallelismi. Credo che The repairer of reputations e The yellow sign siano i racconti da cui il telefilm ha ripreso più suggestioni. Il mio racconto preferito è The mask, il cui titolo è molto più ingannevole di quello che sembra. Ambientato a Parigi, dove Chambers aveva studiato arte, mi ha ricordato moltissimo Il canto dell'amore trionfante di Turgenev che, guarda caso, dopo essere stato in Francia ed essere entrato in contatto con la letteratura francese, dedicò il proprio racconto a Flaubert (stilisticamente ne è un chiaro omaggio.) Ma sto divagando imperdonabilmente...


Tanto per cambiare al collegamento True detective-The yellow King-The King in yellow non ci sono arrivata da sola: l'ho scoperto guardando il video di Whitney Lee Milam, qui sopra. Grazie alla serie televisiva quest'opera un po' dimenticata, che ha ispirato anche Lovecraft, è stata recuperata e riportata alla gloria. Qualche settimana fa il libro di Chambers è risultato tra i più venduti negli Stati Uniti. Nel mio piccolo, nel piccolo della realtà inglese, se quando ho iniziato a vedere True detective l'opera di Chambers si trovava in una sola filiale Waterstone's tra la Cumbria e il Lancashire, ben presto si è resa disponibile anche nel negozio vicino a dove abito io.

Indipendentemente dalla connessione con True detective, che me l'ha fatto scoprire, cercare e leggere, The king in yellow è una bella raccolta di racconti, che non si limitano al mystery e l'horror, ma trattano anche il soprannaturale, il romanticismo e toccano la fantascienza (alcuni sono ambientati in un futuro poco lontano da quello in cui viveva l'autore.) Leggendoli mi sono come fatta l'idea che un Chambers brillante e colto, che aveva beneficiato di un'educazione umanistica tra il vecchio e il nuovo continente, abbia deciso di mettere per iscritto, in forma artistica, come racconti tutto quello che aveva assorbito nei suoi anni di studio ed esplorazione. 

Bibliografia e URL:
True detective sul sito della HBO: http://www.hbo.com/true-detective#/
Video dedicato a True detective sul canale La tana di Lelle:  http://www.youtube.com/watch?v=e7ry0zDR3AA
Canale La tana di Lelle: https://www.youtube.com/user/LelleTuber 
Robert W. Chambers, The King in yellow, Ware, Wordsworth Editions, 2010
The King in yellow è disponbile gratuitamente su internet, ad esempio su Project Gutenberg: http://www.gutenberg.org/ebooks/8492
Video di Whitney Lee Milam in cui si parla di The King in yellow: https://www.youtube.com/watch?v=I6FpspUYnJY