sabato 16 agosto 2014

Italians do it... for the better or for the worse

Carrellata di libri scritti da italiani, tutta in pillole perché ultimamente mi trovo a fare la giocoliera: tanti impegni e sempre lo stesso tempo. In ogni caso,  3 autori e 1 autrice. Prima le signore...

Stefania Bertola, Romanzo rosa
Olimpia fa la bibliotecaria, è un'amante del cappuccino al bar, e la vera passione — la passione che tutto travolge — l'ha provata solo per tre giorni, nel 1977. Paola è avvocato, si è lasciata un matrimonio alle spalle e indossa vistosi giubbotti da aviatore. Nicola, invece, è un tipo che non si fa notare: brunetto, sui trenta, è anche carino, ma bisogna guardarlo sette o otto volte per accorgersi di lui. Manuela, poi, ha quarant'anni ed è disoccupata, ma investe i cento euro di un Gratta e Vince per partecipare al corso in cui tutti questi personaggi s'incrociano: Come scrivere un romanzo rosa in una settimana, che Leonora Forneris, insegnante spinosa e scrittrice di fama, tiene al Circolo dei Lettori. Con la ricetta giusta e i trucchi del mestiere per confezionare, lezione dopo lezione, pagina dopo pagina, giorno per giorno, un Melody di sicuro successo.
Tra passioni di carta e flirt reali, marmellate alle arance amare e misteriose limousine, uomini che amano i cani e donne che amano i gatti, Stefania Bertola ci trasporta con ironia e intelligenza in un universo dalle tinte pastello, creando un romanzo che sa di rosa. In ogni senso.
(Sinossi riportata sulla quarta di copertina della mia edizione.)

Un po' romanzo, un po' meta-romanzo e un po' romanzo nel romanzo, divertente e frizzante, narrato un po' dalla bibliotecaria Olimpia, un po' dalla signora Forneris e un po' da altri personaggi, a rispecchiare la struttura che la Bertola ha dato alla sua opera.

Per quanto questo romanzo, in linea generale, mi sia piaciuto, mi ha fatta prudere le mani come se non ci fosse un domani a pagina 5:

I Melody e i Gialli Mondadori vivono un'esistenza precaria e clandestina sui carrelli, non hanno posto negli scaffali. Non sono catalogati, non hanno schede, e i clienti della biblioteca li possono prendere con una certa noncuranza. Non so mai come chiamarli, clienti lo so che non va bene, ma certo non posso chiamarli, pazienti. Probabilmente il termine giusto è «frequentatori».

No, no, no! Per quanto la Bertola voglia essere spiritosa, per quanto faccia auto-dichiarare ignorante Olimpia a pagina 20, la suddetta bibliotecaria, con un'esperienza di almeno trent'anni (pagina 199) alle spalle, non può chiedersi come definire le persone che hanno a che fare con una biblioteca senza lavorarci! UTENTI, UTENTI, UTENTI! Utenti è il termine tecnico che raggruppa una molteplicità di soggetti funzionali. Questa è una cosa che si impara la prima settimana che si mette piede in una biblioteca, come volontario o come dipendente (non necessariamente bibliotecario,) e indipendentemente dall'istituto in cui si mette piede, che sia la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Universitaria di Bologna o la Biblioteca di Pizzighettone! Si tratta di una cosa così ovvia che la leggerezza che si riscontra nel paragrafo sopra diviene davvero una caduta nel tenore del romanzo. Sarebbe stato meglio far dire a Olimpia che non se la sentiva di definire «utenti» quelli che leggono Melody e Gialli Mondadori.

Mi sento pungente e mi viene da chiedere se la Bertola credesse di avere gioco facile facendo fare la bibliotecaria a uno dei suoi personaggi. Niente è scontato, tanto meno la professione del bibliotecario.

Ci sarebbero altre due cose su cui la Bertola, secondo me, ha calcato troppo la mano, ma sono di minore importanza.

Nonostante ciò che ho appena scritto, il libro mi è piaciuto e mi ha regalato la spensieratezza che cercavo.

Diego De Silva, La donna di scorta
S'incrociano in una mattina di pioggia, su un marciapiede scivoloso. Dorina che ta tesi a pagamento e Livio che fa l'antiquario. Subito s'innamorano. Dorina, una giovane single, e Livio, un uomo sposato... Ma i ruoli di quella che potrebbe sembrare un'ordinaria relazione fra amanti clandestini s'invertono fin dall'inizio. Livio, radicato in una solida vita matrimoniale, si trova invischiato in un rapporto privo di gerarchie che la sua normalità non può reggere. Perché Dorina non vuol prendere il posto di sua moglie. Non chiede niente più di quello che Livio è disposto a darle. Accetta la sua condizione di marito e di padre con una naturalezza che sconvolge l'assetto ordinato della vita di lui. Tanto da fargli montare dentro l'ossessione di sapere se il silenzio di Dorina, la sua mancanza di domande, la sua tranquillità ogni volta che lo vede tornare in famiglia, la luce tiepida e rassegnata che raddolcisce lo sguardo siano cicatrici o esperssioni naturali della sua persona.
(Sinossi riportata sul retro della mia edizione.)

Sicuramente la più originale storia con un'amante che abbia letto dai tempi de L'antico sigillo di Adalbert Stifter. Il fatto, poi, che De Silva si faccia intimista e si volga all'introspezione in questo romanzo sicuramente ha gratificato il mio gusto personale. Non scrivo, ma se scrivessi mi piacerebbe scrivere come Diego De Silva... o Adalbert Stifter o la Marchesa Colombi o Camillo Boito, in vero, ma mi so accontentare.

Ho amato questo libro più di — sì, oso dirlo — Non avevo capito niente sempre di De Silva, che adorai. Ho iniziato a leggere La donna di scorta la sera tardi, subito dopo aver terminato Romanzo rosa, e mi sono dovuta costringere ad andare a dormire perché il giorno seguente dovevo andare alzarmi presto per andare al lavoro... ho finito per svegliarmi ancora più presto per poterlo terminare!

Il tradimento, per me, è sempre un topos difficile da affrontare in letteratura: molto spesso mi faccio prendere e soffro, ci sto male... la maggior parte delle volte, non leggo un romanzo che so essere incentrato sul tradimento, soprattutto se ambientato nella contemporaneità. Con La donna di scorta, tuttavia, ho voluto rischiare perché mi intrigava la sinossi e De Silva mi aveva già colpita molto positivamente. Non me ne sono pentita: non sono riuscita a soffrire, ho goduto, invece, del modo di narrare la storia, della descrizione dei personaggi e dei loro stati d'animo; ne ho apprezzato l'essenzialità, la brevità e l'originale, brusco finale.

Che altro c'è da dire? Una confessione: sorprendentemente, penso non troverò mai l'ispirazione giusta per rileggere La donna di scorta dall'inizio alla fine, al contrario di Non avevo capito niente, che riprenderei in mano, per intero, anche da domani (se non fosse stato spedito in Italia o non mi sentissi 'minacciata' dalla scorta di libri.)

Franco Matteucci, La mossa del cartomante
La quiete della valle di un piccolo paesino di montagna è turbata da una terribile disgrazia. Marietta Lack, la sarta di Valdiluce, è morta nell'incendio della sua abitazione. Una sciagura inaspettata: inizialmente tutti sembrano convinti che le fiamme siano divampate per un tragico incidente. Tutti tranne l'ispettore Santoni. Lupo Bianco, è questo il nome con cui tutti lo conoscono in paese: il suo istinto infatti lo porta a non credere mai alle coincidenze. Mentre fervono i preparativi per l'inizio della coppa del mondo di sci, altri delitti si susseguono, uniti da strani indizi esoterici, e Santoni, che conosce bene quei luoghi, dovrà mettere insieme i pezzi di un puzzle macchiato di sangue.
(Sinossi riportata in seconda di copertina della mia edizione.)

Secondo capitolo della serie Le indagini dell'ispettore Santoni (il primo, Il suicidio perfetto, è uscito lo scorso anno.) Sinora questi gialli di Matteucci sono usciti tutti tra l'inverno e la primavera, ma io me li sono sempre letti d'estate perché attratta dagli ambienti innevati in ogni periodo dell'anno, specialmente quando si tratta di ambientazioni letterarie. 

«È nel saper cogliere il valore non superficiale dei dettagli, che Matteucci, giovandosi della concretezza imposta dal giallo, trova la sua cifra narrativa più convincente.»
"Corriere della Sera"

E, antiteticamente, è proprio nel soffietto editoriale qui sopra che per me sta il fulcro che non mi fa mai apprezzare fino in fondo questa serie di Matteucci. Capisco che il lettore di giallo medio tende a volere qualcosa di particolarmente scorrevole, ma a me... è come se i libri di Matteucci fossero pieni di occasioni mancate per approfondire, per lasciarsi andare a qualcosa di più elaborato, a una prosa più articolata. 

Ho letto questo romanzo subito dopo aver terminato Mayhem di Sarah Pinborough e continuavo a ripetermi che avrei potuto apprezzare La mossa del cartomante allo stesso modo se Matteucci avesse messo a frutto le proprie capacità in modo a me più congeniale.

A parte questo, continuano a non piacermi le donne di Marzio Santoni e come sono descritte le relazioni sentimentali di Lupo Bianco. Tant'è vero che mi chiedo se Matteucci lo fa apposta per far capire che il protagonista non ha ancora trovato la persona giusta. Penso sia più probabile, però, che semplicemente queste donne e queste situazioni a due non mi coinvolgano positivamente per come sono naturalmente fatta io.

Nonostante questa sequela di incertezze, credo proprio continuerò a leggere degli omicidi che si susseguono a Valdiluce perché, dopo tutto, mi piacciono, sono curiosa e... vogliamo mettere le copertine? Ah, il potere del paratesto.

Giacomo Leopardi, Canti
Non c'è alcunché da scrivere, ovviamente.
Leopardi ha scritto di tutto, sotto qualsiasi forma. Penso che si possa sempre trovare qualcosa di nuovo nella sua produzione personale, anche se il lettore amaotoriale dovesse arrivare alla fine dei suoi scritti e ricominciarli daccapo.
Avvicinarsi alla sua opera è come affacciarsi a una finestra su un'epoca, percepita attraverso il filtro di Leopardi, ma che resta un panorama che si perde a vista d'occhio.

Sostanzialmente segnalo questa mia lettura perché grazie all'edizione pillole BUR, anche chi non ha un e-reader può portarsi dietro facilmente una copia dei Canti di Leopardi annotata. Mi capita di rileggere spesso le sue poesie, ma di solito salto sempre quelle che si rifanno a un modello classico e che trovo più ostiche, ma ho riletto anche quelle in questo librino che si può portare facilmente in borsa (ho continuato a trovare le poesie di taglio classico dure da leggere, però.)     

Bibliografia e URL:
Stefania Bertola, Romanzo rosa, Torino, Einaudi, c2012
Diego De Silva, La donna di scorta, Torino, Einaudi, c2001
Ho scritto estensivamente di Non avevo capito niente, soprattutto qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/05/diego-de-silva-non-avevo-capito-niente.html
Franco Matteucci, La mossa del cartomante, Roma, Newton Compton, 2014
Ho scritto di Mayhem di Sarah Pinborough qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/07/prima-il-male-poi-il-perturbante-infine.html
Giacomo Leopardi, Canti, Milano, BUR, 2011

martedì 5 agosto 2014

Fifty shades of... otium

Ah, l'otium... la vita libera da occupazioni è un lusso che, per ora, non mi è concesso. Come la maggior parte delle persone, al più, posso oziare durante le pause tra un impegno e l'altro, a tratti. Di solito, per me, l'ozio si declina sotto diverse forme...

Luglio col bene che ti voglio...
Luglio è uno dei mesi estivi per eccellenza, insieme ad agosto. Se le persone incominciano ad andare in vacanza, io dovrò aspettare fino a settembre, però ho trovato il modo di fare un po' delle cose che mi piacciono e di approfittare di alcune delle occasioni che porta l'estate.

Teatro
Anche nel Lake District le arti vanno forte e vi ci si dedica particolarmente nei piccoli centri. Nel villaggio di Grasmere, dove William Wordsworth trascorse parecchi anni, è tutto un pullulare di artisti (la famiglia Heaton Cooper, per esempio,) cantastorie (quali Taffy Thomas) ed è purse sede di una compagnia teatrale, i Grasmere Players.

© Westmorland Gazette


Luglio per me si è aperto con la partenza da Londra (malinconia,) ma anche con la rappresentazione de La dodicesima notte di Shakespeare messa in scena dai Grasmere Players. Produzione amatoriale, senza effetti speciali, ma davvero realizzata con impegno e passione per la recitazione e il teatro. Dei Grasmere Players avevo già visto la recita natalizia Hansel & Gretel, che mi aveva fatta spataccare dalle risate, come è giusto che sia per le tradizionali Christmas pantomime britanniche.
Fun fact: la sera in cui ho assistito alla rappresentazione ci fosse presente anche una folta comitiva di studenti italiani che si trovavano a Grasmere alla scoperta di Wordsworth.

La coltura dello shopping
Io coltivo con piacere l'attività dello shopping, normalmente diventando eccessiva solo con i libri, tranne che nel periodo natalizio, in cui posso anche darmi alle spese pazze. Questo luglio, tuttavia, si è rivelato un mese di tanti e grandi acquisti perché ho trovato delle offerte imperdibili.

Nel Regno Unito, durante i saldi, si possono fare degli ottimi affari, sia facendo spese online, che nei punti vendita più tradizionali. Nella fotografia qui a sinistra si possono, in effetti, vedere anche gli scatoloni che contenevano i prodotti che ho acquistato in internet.

Nonostante la scarsa qualità dell'immagine, si possono intuire due temi prevalenti nel mio shopping: le borse e i libri.

Io sono davvero, davvero appassionata di borse. Non ho mai avuto una mania per le scarpe e i vestiti: per le prime, non ho interesse e metto sempre le stesse, per i secondi, idem, con la differenza che tendo anche a mettere quelli ereditati da parenti, pur di evitare di andare a comprarli. Il vestito blu che vedete è un'eccezione: mi serve per un matrimonio e, pure essendo di pura seta e fatto in Italia, l'ho pagato meno di venti sterline. Di necessità virtù, quindi.


Ma torniamo alle borse: 




Queste immagini parlano da sole. Le mie preferite sono quella nera, piccola, con dettagli in metallo dorato, perfetta per la sera, e il bauletto marrone e rosa, qui a destra (non ho potuto esimermi dal comprare anche il wristlet della stessta linea, che può sempre tornare utile come maxi-portafoglio o pochette da sera.)

Questo, per quanto riguarda la prima tranche di borse. Mi sarei anche fermata, ma poi mi sono imbattuta in una borsa superiore: una shopper dalla forma che incontrava il mio favore, grande e capiente, del mio colore preferito, il verde. Non ho potuto resistere alla tentazione e ho ceduto senza patemi. No, in realtà, avendola presa online, ero preoccupata che le capitasse qualcosa durante le vicessitudini della spedizione e della consegna. Nonostante il corriere me l'abbia lasciata all'ingresso (chiuso, ma a cui si può accedere senza chiavi,) è arrivata nelle mie mani sana e salva, come si può vedere nell'immagine qui sotto.


Libri, tanti libri e qualcosa d'altro...

Grandi offerte anche per quanto riguarda la narrativa.
Si vede facilmente Delia's shadow di Jaime Lee Moyer. Avevo puntato questo romanzo, ancora prima dell'uscita, lo scorso anno. Sino a qualche settimana fa, non ero convinta di fargli fare il salto di qualità dalla lista desideri al carrello, poi... Poi ho letto una recensione, in cui veniva avvicinato alla serie The graveyard Queen (ne ho parlato qui e qui) di Amanda Stevens e ho capitolato. L'ho iniziato da poco e, per ora, ho dei sentimenti contrastanti nei confronti di questo libro: mi piace, ma... vedremo, una volta raggiunta la fine.

Sotto al volume della Moyer, si trovano The Harrogate secret di Catherine Cookson, The things you do for love di Roisin Meaney e The Eyre affair di Jasper Fforde, che ho trovato in offerta 3X5 sterline che, semplicemente, non ho potuto ignorare. Per quel che ne so, la Cookson è praticamente sconosciuta in Italia, ma è stata l'autrice più letta in Gran Bretagna per anni.

In piedi, sulla sinistra, un angolino tutto per Louisa May Alcott. Ho sempre voluto leggere An old-fashioned girl, ma è sempre molto difficile da trovare nelle librerie tradizionali, quindi mi sono arresa a ordinarlo online. Sempre su internet ho trovato anche A long fatal love chase e Behind a mask and other thrillers, che fanno parte della produzione per adulti della Alcott. Dopo aver letto Un moderno Mefistofele, sono sempre stata incuriosita dalle storie che l'autrice di Piccole donne scrisse per il pubblico adulto, specialmente quelle un po' gotiche.


Non poteva mancare anche una seconda tranche di libri, più un CD, solo soletto, contenente alcune musiche per balletto di Tchaikovsky.

Alla base della pila di volumi, troviamo The collector of dying breaths di M. J. Rose, facente parte della serie di The reincarnationist e della sotto-serie di romanzi che hanno come protagonista Jac L'Etoile. Per quel che ne so, in Italia è stato pubblicato solo Il libro dei profumi segreti in questa serie, che non ha avuto un grande successo.

A seguire, bene in vista con la sua splendida copertina statunitense, Mrs. Poe di Lynn Cullen, che non avrei voluto compare, mi sarei voluta astenere, ma dopo aver letto le opinioni di Endimione (qui) ed Elisa (qui), ho deciso di procurarmi repentinamente.

Praticamente invisibile, di cui si può intravedere solo il dorso, è In the forest of forgetting di Theodora Goss, autrice che ha iniziato a incuriosirmi con il particolarissimo The thorn and the blossom (date un'occhiata al book trailer.)

Weekend editions...
I quotidiani mi piace comprarli nei fine settimana, quando si fanno ciccioni e si riempiono di inserti e riviste. Mi piace leggerli quando faccio colazione, possibilmente in un caffé, con un bel cappuccino e un muffin... ah, che soddisfazione!

Lo scorso weekend (2-3 agosto) sull'"FT Weekend Magazine", supplemento del "Financial Times" ho trovato un editoriale, Shelf improvement, sul rinunciare a compare libri per un anno e concentrarsi a smaltire i volumi accumulati e mai aperti.

L'articolo mi ha fatta sorridere, l'ho trovato interessante, ma Alice Fishburn ha scoperto l'acqua calda e lo ammette solo in parte. Ancora prima che la medesima giornalista congelasse l'impulso all'acquisto e Susan Hill scrivesse Howards End is on the landing, il book buying ban e il ritorno alla TBR pile erano stati abbracciati da lettori di tutto il mondo e di tutte le età. Alcuni ne hanno anche parlato su YouTube e hanno aderito a piani quali il Project 10 books.

Alice, se ti fossi informata un pochino di più, sono certa avresti scritto un articolo più accattivante.

Mi congedo. Quali sono le vostre attività oziose preferite o a cui vi siete dedicate di recente?   

URL:
Heaton Cooper Studio: http://www.heatoncooper.co.uk/ 
Taffy Thomas cantastorie: http://www.taffythomas.co.uk/index.html 
La fotografia di gruppo degli attori che hanno recitato in Twelfth night è stata presa dal sito della "Westmorland Gazette": http://www.thewestmorlandgazette.co.uk/events/South_Lakeland/975706.Event.Twelfth__Night/?ref=wo 
Ho parlato di The restorer di Amanda Stevens qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/02/le-mie-illusioni-perdute-e-i-libri-del.html 
Ho parlato di The kingdom e The prophet di Amanda Stevens qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/03/letture-recenti.html 
Post di Endimione dedicato a Mrs. Poe: http://bostonianlibrary.blogspot.co.uk/2014/07/recensione-mrs-poe-di-lynn-cullen.html
Post di Elisa dedicato a Mrs. Poe: http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/2014/07/mrs-poe-di-lynn-cullen.html 
The thorn and the blossom sul sito di Quirk Books: http://www.quirkbooks.com/book/thorn-and-blossom

martedì 22 luglio 2014

Prima il male, poi il perturbante, infine l'amore

Le letture recenti di cui vi parlo in questo post mi hanno fatto compagnia durante gli spostamenti in autobus, nei caffé, alla lavanderia self-serive e durante le pause sul lavoro. Ma vediamo alcuni dei libri che ho letto ultimamente.

Sarah Pinborough, Mayhem
1888
Nei fumosi vicoli di una pericolosa Londra, Jack lo Squartatore è al lavoro. Ma la sua ombra è lunga e, nell'oscurità più profonda, un altro killer guarda, uno con un'origine molto più sinistra.
Il dottor Thomas Bond è l'uomo a cui è stato affidato l'incarico di investigare il caso e, mentre si viene a trovare sempre più invischiato nelle squallide fumerie d'oppio di Londra, incomincia a chiedersi: è un uomo quello che ha portato il caos per le strade di Londra o un mostro?
(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Questo romanzo è costruito attorno a degli omicidi realmente accaduti e conosciuti come Thames Torso murders, rimasti irrisolti.

Si tratta di un giallo d'ambientazione storica, che strizza l'occhio al paranormale con una certa eleganza.

Come spesso avviene per i murder mysteries, ci ho messo un po' prima di decidermi a leggere il libro della Pinborough: ancora quando uscì, nel 2013, ricordo di averlo lasciato sullo scaffale di Blackwell's di South Bridge, a Edimburgo, nonostante mi piacesse la copertina; qualche mese fa, poi, trovai la brossura in offerta a £ 1,99 a Lancaster e decisi di acquistarla, giusto perché ne avevo sentito parlare bene; alla fine mi sono decisa a leggerlo, grazie anche alla recensione di Endimione, sul suo blog, qui (ed. italiana: Sarah Pinborough, Omicidio a Whitehall, Fanucci, 2014.)

Mayhem è l'opera che mi ha ispirato quel male che ho inserito nel titolo. Qui non scriverò affatto dell'elemento investigativo presente, ma mi concentrerò sulla rappresentazione del male nel libro, che è ciò che mi ha intrigata maggiormente. Nel romanzo il male si concepisce sostanzialmente sotto due forme: il male umano, qualcosa di insito nella persona, impalpabile; e il male concreto e mondano, con una fisicità tangibile, come avesse delle dimensioni. Il caos (mayhem), a Londra, è questo ultimo tipo di male ad averlo portato.

Siamo così abituati a concepire il male come uno stato dell'essere, che l'autrice ha deciso di provare a prendere un'altra strada, dando al male nel libro una fisicità specifica e, soprattutto, una collocazione terrena, elementale, si potrebbe dire. Un male che potrà anche essere soprannaturale, ma non è di certo ultraterreno. In realtà non ha fatto niente di nuovo, bensì ha riproposto qualcosa di già visto, ma così riesce a stuzzicare il lettore. 

Da lettrice — con un punto di vista privilegiato, praticamente onnisciente — mi ha interessata molto anche osservare come i personaggi della storia reagiscono a questo tipo di male e, pure comprendendo i motivi delle loro azioni, mi è spesso capitato di non condividerle.

Un'altra nota la merita quello che possiamo identificare come protagonista e anche come eroe, Thomas Bond. Per quanto stia dalla parte dei buoni, è sempre, di fatto, a un passo dal diventare un cattivo e, in fondo in fondo, ne è consapevole, ma rifiuta di ammetterlo.

Il romanzo mi è davvero piaciuto. Ora non mi resta altro che aspettare che esca in brossura (l'edizione in legatura rigida è già disponibile) il secondo libro della serie, Murder. Sì, pare proprio che le avventure del Dr Bond non si concluderanno nel secondo volume.

Robert Aickman, Dark entries
Raccolta di racconti del perturbante, almeno a parer mio ed è per questo che ho usato questo aggettivo nel titolo al post.  Aickman (1914-1981) preferiva definirli racconti «strani»; genericamente e per comodità, oggi si parla di «racconti dell'orrore», come si specifica nell'introduzione alla mia edizione dell'opera, pubblicata in occasione del centenario dalla nascita dell'autore.

Dark entries è una raccolta di sei racconti sinistri, inspiegabili e paurosi. Tutti incominciano in modo pressoché innocuo, ma poi... In diversi di essi il desiderio sessuale è una componente fondamentale ed è quello che condurrà il protagonista maschile nel proprio personalissimo inferno. Aickman non fa soccombere allo stesso 'errore' le donne (The school friend e Bind your hair,) ed è genericamente più benigno nei loro confronti, soprattutto nel tratteggiarle come sicure di loro stesse e combattive, ma fa intuire che il loro destino, al di là della pagina scritta, potrebbe nascondere delle brutte sorprese.

Dark entries contiene quello che è diventato uno dei racconti più celebri di Robert Aickman, Ringing the changes. Il mio preferito rimane The view, in cui un artista che soggiorna su un'isola, ospite di una donna di cui si innamora perdutamente, si accorge che la vista dalla finestra della propria camera cambia molto in fretta ed è diversa dal paesaggio visibile esternamente e da qualsiasi altra stanza...

Questo volumetto ha rappresentato una lettura ideale durante gli spostamenti sui mezzi pubblici.

Hiromi Kawakami, Strange weather in Tokyo
Una sera, mentre sta bevendo d sola in un bar della zona, Tsukiko si ritrova seduta accanto al proprio ex-professore delle scuole superiori. Nei mesi che seguono condividono cibo e bevono sake, e mentre passano le stagioni — dai primaverili fiori di ciliegio ai funghi autunnali — Tsukiko e il suo professore giungono a sviluppare un'esitante intimità che pende goffamente e in modo commovente verso l'amore.
(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Avevo addocchiato questo libro in una libreria a King's Cross Station, a Londra, ed ero rimasta subito attratta dalla copertina. Mi ritrovai, così, a leggere la trama, che mi catturò immediatamente. Tornata in Cumbria, lo comprai qualche giorno più tardi.

Non leggo molta letteratura giapponese e non sono un'esperta di cultura nipponica. Il Giappone, però, mi incuriosisce molto. Quando ho tempo, quindi, mi diletto a guardare jibtv (soprattutto Tokyo eye), diversi dorama made in Japan e a leggere manga e guardare anime.

Ciò specificato, è naturale che disponga di ben pochi strumenti per riuscire a scorgere tante delle sfumature sicuramente presenti in questo testo. Posso limitarmi a dire di aver trovato la storia estremamente delicata e commovente. Racconta, tra le altre cose, delle piccole e grandi difficoltà a cui sempre si va incontro quando un legame si trasforma in amore (il terzo elemento nel mio titolo) e l'amore in una relazione che, perché funzioni, bisogna essere in grado di inserire in un'esistenza complessa che va al di là dei rapporti intrattenuti tra due persone.

Questo romanzo è disponbile anche in edizione italiana, per i tipi di Einaudi, con titolo: La cartella del professore      

Bibliografia e URL:
Sarah Pinborough, Mayhem, London, Jo Fletcher Books, 2014
Recensione di Endimione al romanzo della Pinborough sul blog Bostonian Library: http://bostonianlibrary.blogspot.co.uk/2014/06/recensione-omicidio-whitehall-di-sarah.html 
Robert Aickman, Dark entries, London, Faber & Faber, 2014
Hiromi Kawakami, Strange weather in Tokyo, London, Portobello Books, 2014
jibtv: http://www.jibtv.com/    

sabato 12 luglio 2014

Condividendo... Londra, 30 giugno 2014 (ultimo giorno)

Il mio ultimo giorno a Londra... e ve lo racconto ora, che sono bella che tornata in Cumbria.

In ogni caso, la mattina inizia a rallentatore perché è lunedì, giorno feriale e, visto che nelle ore di punta (peak) il trasporto pubblico costa di più, decido di spendere le prime ore della mia giornata facendo colazione tardi e scrivendo cartoline.

Passate le 9:30, mi metto in moto per Russel Square, la fermata della metropolitana in Bloomsbury. Quest'area era quella in cui si incontrava il Bloomsbury group, con i coniugi Woolf, E. M. Forster, tra gli altri, e, talvolta, l'aggiunta di nomi quali quello Bertrand Russell.

Immagine peggiore del mio solito, ma per strada c'erano i sacchi dell'
immondizia perché quella matina ritiravano la spazzatura e non
volevo immortalarli nella mia foto

La mia prima tappa è Persephone Books, l'unico punto vendita fisico e tridimensionale della casa editrice omonima, che da anni pubblica opere di letteratura e saggistica quasi dimenticate della prima metà del Novecento e scritte da donne (per la maggior parte.) Pubblicati da Persephone, ho letto The making of a marchioness di Frances Hodgson Burnett e The Victorian chaise-longue di Marghanita Laski.

Da Persephone Books ci tenevo a comprare la borsa di tela con il logo (souvenir che mi sono portata a casa praticamente da tutte le librerie di Londra che ne avevano una in vendita) e il volume Tea with Mr Rochester di Frances Towers, una raccolta di racconti il cui titolo vuole essere più che altro una piccola provocazione, da quello che ho inteso leggendo commenti in giro per la rete.

© Persephone Books Il negozio è talmente piccolo che non me la
sentivo di fare fotografie all'interno, quindi ho tratto l'immagine dal sito

Dopo Persephone Books, mi sono diretta verso l'area commerciale The Brunswick (che avevo già passato all'uscita della metropolitana) per andare da Skoob (da notare il gioco di parole, per cui skoob è books al contrario,) un negozio di libri usati, specializzato nella rivendita di volumi universitari. Non esattamente il genere a cui ero interessata io in quel momento, ma volevo farmi un'idea di come fosse, visto che mi ero imbattuta in parecchie opinioni positive, sia sulla carta che in internet.

Uno scorcio della scenografica entrata di Skoob

L'entrata di Skoob si trova a livello della strada, ma il negozio in sé è al piano interrato. Si tratta di una libreria molto grande, ma meno di quanto mi era stato fatto credere, e la sezioni di narrativa e poesia sono, in effetti, molto contenute rispetto alla saggistica. Alcuni romanzi interessanti, in realtà, li avevo trovati, ma costavano troppo per essere così malandati! Avevo scovato Avalon di Anya Seton, ma la vecchia brossura era così malconcia, che non me la sono sentita di sborsare £ 4 per un volume che, nuovo e a prezzo pieno, mi sarebbe costato attorno alle £ 8. Ma questa esperienza mi ha insegnato qualcosa a cui non avevo pensato: anche il mercato del libro usato, a Londra, è più costoso che nel resto del Regno Unito. Fuori Londra, un usato mai sfogliato, è difficile pagarlo più di £ 3! Ho lasciato a malincuore sullo scaffale quel particolare volume della Seton... Ancora non sapevo che mi sarei rifatta più tardi.

L'immagine è abbastanza sfuocata perché nessuno sconosciuto passi
di qui e si riconosca

Dopo la fermata da Skoob è il momento di dirigersi verso King's Cross Station e  la Platform 9 ¾ (il Binario 9 ¾) per immergermi nel mondo di Harry Potter e, almeno con la fantasia, partire per Hogwarts.

 











Il merchandising è tanto, ma io mi limito a una cioccorana (dove più tardi avrei trovato Filius Flitwick, il capo della casa Ravenclaw/Corvonero,) una confezione di caramelle Tutti i gusti più uno (molti di quei gusti fanno davvero ribrezzo e non ho avuto il coraggio di provarli,) un portachiavi del binario 9 ¾ e uno dei doni della morte (prezzo proibitivo per quest'ultimo,) più un paio di cartoline.

Dopo le compere in tema potteriano, mi metto in cammino lungo Euston Road, mi fermo per qualche minuto fuori dalla British Library, la cui entrata dà su un ampio cortile, dove si siedono a consumare cibo e bevande gli avventori del caffè The last word (nome piuttosto opportuno per il locale della biblioteca nazionale inglese.)


Finalmente giungo in Marylebone ed entro in Regent's Park a consumare un pasto tardo e frugale. Dalla fotografia qui sopra, la giornata appare soleggiata, ma uno dei luoghi comuni veri su Londra è che il tempo è ballerino: c'è il sole e fa caldo, poi piove, poi c'è di nuovo il sole, ma fa freddo perché tira vento e così via. Mentre camminavo nel parco mi sono tolta e rimessa l'impermeabile più volte. Il che mi fa pensare che l'impermeabile, il trench coat, è uno di quei capi che non dovrebbero mancare nella valigia di chi viene a Londra (una giacca impermeabile mille usi più uno va più che bene bene, ma vi fa passare più per turisti che non per visitatori, abituali o navigati.)


Esco da Regent's Park e mi infilo in Marylebone High Street, là dove scorre il fiume Tyburn. Sotto la quale scorre, appunto, il Tyburn (Lady Ty, volendo, come impariamo nella saga di Peter Grant di Aaronovitch,) un corso d'acqua antico che diede il nome anche a parte dell'area di Marylebone.

In Marylebone High Street si può trovare una delle librerie più belle di Londra, Daunt Books, specializzata in pubblicazioni di viaggio. Il punto forte di Daunt Books è la collocazione: un bellissimo edificio edoardiano, arredato con scaffali in legno, di cui potete fare anche un tour virtuale (la disposizione dei libri è cambiata, rispetto a ciò che si può vedere su internet, ma il tour rende  bene l'idea, in ogni caso.)

Daunt Books vanta anche delle interessanti sezioni di narrativa e saggistica generale (quest'ultima più sviluppata della prima.)


Ciò che mi ha stupita maggiormente sono le loro scelte nel settore della narrativa. Da Daunt si possono trovare libri che, spesso, librerie con sezioni di letteratura più ampie (Waterstone's e Foyle's, per esempio) non stoccano.

Sopra ho scritto di aver lasciato da Skoob Avalon di Anya Seton. Bene, da Daunt Books, ho trovato — e che sorpresa! — Devil Water della stessa autrice, un altro romanzo che cercavo. Si tratta di un'edizione uscita di recente e la copertina non gratifica il mio gusto personale, ma, per lo meno, l'ho trovato.

E ora una piccola curiosità. Di recente ho scoperto l'acqua calda sull'attuale signor Daunt Books, James Daunt; una conoscenza mi ha, infatti, riferito che oltre a essere il proprietario della piccola catena (6 punti vendita, il principale dei quali in Marylebone High St.) di Daunt Books, è anche il managing director di Waterstone's!

Qui sotto potete ammirare qualche veduta interna di Daunt Books.
















Con queste immagini un po' sfuocate, fatte con il mio cellulare 100% dumb phone, concludo i miei post sul mio ultimo viaggio a Londra.

Spero di avere l'occasione di tornarci presto... 

URL:
Ho parlato di The Victorian chaise-longue di Marghanita Laski nel post Viaggi nel tempo d'altri tempi, qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2013/06/viaggi-nel-tempo-daltri-tempi.html 
The Brunswick: http://www.brunswick.co.uk/ 
Skoob: http://www.skoob.com/ 
Platform 9 ¾: http://www.harrypotterplatform934.com/
Regent's Park sul sito dedicato ai Royal Parks: http://www.royalparks.org.uk/parks/the-regents-park 
Daunt Books: http://www.dauntbooks.co.uk/ 
Tour virtuale di Daunt Books: http://www.dauntbooks.co.uk/virtual_tour/ground-floor.html  

venerdì 4 luglio 2014

Condividendo... Londra, 29 giugno 2014

Sono rientrata e scrivere questo post sicuramente mi renderà nostalgica, ma sono lieta di riuscire a condividere un altro scorcio della mia esperienza londinese. Con un po’ di fortuna, riuscirò a scrivere anche del mio ultimo giorno nella capitale del Regno Unito.

Allora, la mia domenica londinese incomincia con… una sosta da Starbucks in South Kensington per connettermi a internet.



Un motivo preciso per andare a Soluth Kensington, in ogni caso, ce l’avevo: 16 Queensberry Place, dove ha sede il College of Psychic Studies. In Inghilterra in molti erano interessati alla parapsicologia (quella che ora definiamo così) in epoca vittoriana ed edoardiana e la materia ha continuato a essere studiata sino a oggi da istituzioni di ricerca e accademiche. Qui aveva il suo studio Harry Price, che, tra le altre cose, indagò anche i fenomeni apparentemente inspiegabili che si verificarono a Borley Rectory, la casa più infestata d’Inghilterra (demolita.) All’epoca, per la precisione, l’edificio ospitava il National Laboratory of Psychical Research. Ho incontrato Harry Price in The ghost hunters di Neil Price, che non ho esattamente apprezzato, ma mi ha molto ispirata in questo viaggio a Londra (tra l’altro, per iornia della sorte, il mio albergo si trovava dove abitava l’altra protagonista di The ghost hunters, Sarah Grey, ossia in Pimlico, dietro Victoria Station. Inevitabile per me anche l'associazione mentale con Walking in Pimlico di Ann Featherstone.)

 
A Kensington si trova anche la splendida Royal AlbertHall, caratteristico teatro a forma circolare, che è anche la sede principale dell’itinerante English National Ballet. Se volete vedere un po’ di questo teatro all’interno e uno scorcio della vita della ballerina dell’ENB Nancy Osbaldeston, date un’occhiata al video qui sotto:

 
Se siete di fronte alla Royal Albert Hall, voltatevi e ammirate il dirimpettaio Royal College of Music. Potrebbe persino capitarvi di sentire un piano suonare, se è una domenica mattina tranquilla (come è successo a me.)

Dalla Royal Albert Hall a Hyde Park, uno dei celebri grandi parchi londinesi. Uno dei motivi principali per cui sono andata a Hyde Park è stato camminare lungo la mitica Rotten Row, il percorso più in voga in epoca georgiana per i pomeriggi in calesse tra il cavaliere e la dama incontrata la sera prima in una sala da ballo, come si legge anche nella letteratura romance e nelle commedie di maniera a sfondo romantico di ambientazione storica. Ad Hyde Park si trova anche la Serpentine, il lago in cui si sono svolte alcune gare olimpiche nel 2012. Hyde Park, di recente, appare anche in alcune scene della Trilogia delle gemme di Kerstin Gier: si tratta del luogo in cui Gwendolyn dà appuntamento a un gentiluomo per… vaccinarlo!

Dopo Hyde Park shopping (poco) da Harrods, tra i grandi magazzini più famosi e affollati di Londra. Harrods è divenuto così celebre come marchio in sé, che ha una propria linea di prodotti, di souvenir, per farla breve.


Una sezione consistente del secondo piano è, infatti, dedicata a borse, shopper, penne, orsacchiotti e quant’altro a marchio Harrods.

Dopo aver riacquistato le forze appollaiata su una panchina fuori da Harrods, di buona lena mi incammino verso Mayfair per arrivare a Grosvenor Square. Vi dice niente questo nome? Grosvenor Square era una delle piazze più eleganti di Londra in epoca georgiana, dove la nobilià che contava risiedeva durante la London season.


Devo dire che, ancora adesso, ha proprio un bell’aspetto e abitarci significa avere come vicini di casa l’ambasciatore canadese e quello italiano (l’ambasciata italiana è al 4 di Grosvenor Square.)


Già che sono in moto, tanto vale continuare a camminare e raggiungere Green Park a piedi per prendere la metropolitana e tornare in albergo. Ciò mi dà l’occasione di fare due passi in Oxford Street, dove noto che ci sono sia un punto vendita Intimissimi che uno Tezenis (sono cascata dalle nuvole,) per proseguire, poi, su Bond Street (per rifarmi gli occhi) e, quindi, approdare in Piccadilly. A quel punto sono esausta e, anche se non fa esattamente un caldo bestiale, mi sento accaldata, quindi entro in un bar a prendermi un fruit cooler (un mix di succo di frutta e pasta di ghiaccio e no, non è una granita.)

Un altra giornata intensa per le vie di Londra è trascorsa. Lunedì 30 giugno sarà l'ultimo giorno... non riuscirò a tenermi lontana da altre librerie e dal binario 9 ¾.

URL:
College of Psychic Studies: https://www.collegeofpsychicstudies.co.uk/ 
Harry Price sulla pagina dedicata alla storia del College of Psychic Studies: https://www.collegeofpsychicstudies.co.uk/about/page/id/8/college-history 
Royal Albert Hall: http://www.royalalberthall.com/ 
Hyde Park sul sito di The Royal Parks: http://www.royalparks.org.uk/parks/hyde-park