martedì 22 luglio 2014

Prima il male, poi il perturbante, infine l'amore

Le letture recenti di cui vi parlo in questo post mi hanno fatto compagnia durante gli spostamenti in autobus, nei caffé, alla lavanderia self-serive e durante le pause sul lavoro. Ma vediamo alcuni dei libri che ho letto ultimamente.

Sarah Pinborough, Mayhem
1888
Nei fumosi vicoli di una pericolosa Londra, Jack lo Squartatore è al lavoro. Ma la sua ombra è lunga e, nell'oscurità più profonda, un altro killer guarda, uno con un'origine molto più sinistra.
Il dottor Thomas Bond è l'uomo a cui è stato affidato l'incarico di investigare il caso e, mentre si viene a trovare sempre più invischiato nelle squllide fumerie d'oppio di Londra, incomincia a chiedersi: è un uomo quello che ha portato il caos per le strade di Londra o un mostro?
(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Questo romanzo è costruito attorno a degli omicidi realmente accaduti e conosciuti come Thames Torso murders, rimasti irrisolti.

Si tratta di un giallo d'ambientazione storica, che strizza l'occhio al paranormale con una certa eleganza.

Come spesso avviene per i murder mysteries, ci ho messo un po' prima di decidermi a leggere il libro della Pinborough: ancora quando uscì, nel 2013, ricordo di averlo lasciato sullo scaffale di Blackwell's di South Bridge, a Edimburgo, nonostante mi piacesse la copertina; qualche mese fa, poi, trovai la brossura in offerta a £ 1,99 a Lancaster e decisi di acquistarla, giusto perché ne avevo sentito parlare bene; alla fine mi sono decisa a leggerlo, grazie anche alla recensione di Endimione, sul suo blog, qui (ed. italiana: Sarah Pinborough, Omicidio a Whitehall, Fanucci, 2014.)

Mayhem è l'opera che mi ha ispirato quel male che ho inserito nel titolo. Qui non scriverò affatto dell'elemento investigativo presente, ma mi concentrerò sulla rappresentazione del male nel libro, che è ciò che mi ha intrigata maggiormente. Nel romanzo il male si concepisce sostanzialmente sotto due forme: il male umano, qualcosa di insito nella persona, impalpabile; e il male concreto e mondano, con una fisicità tangibile, come avesse delle dimensioni. Il caos (mayhem), a Londra, è questo ultimo tipo di male ad averlo portato.

Siamo così abituati a concepire il male come uno stato dell'essere, che l'autrice ha deciso di provare a prendere un'altra strada, dando al male nel libro una fisicità specifica e, soprattutto, una collocazione terrena, elementale, si potrebbe dire. Un male che potrà anche essere soprannaturale, ma non è di certo ultraterreno. In realtà non ha fatto niente di nuovo, bensì ha riproposto qualcosa di già visto, ma così riesce a stuzziccare il lettore. 

Da lettrice — con un punto di vista privilegiato, praticamente onnisciente — mi ha interessata molto anche osservare come i personaggi della storia reagiscono a questo tipo di male e, pure comprendendo i motivi delle loro azioni, mi è spesso capitato di non condividerle.

Un'altra nota la merita quello che possiamo identificare come protagonista e anche come eroe, Thomas Bond. Per quanto stia dalla parte dei buoni, è sempre, di fatto, a un passo dal diventare un cattivo e, in fondo in fondo, ne è consapevole, ma rifiuta di ammetterlo.

Il romanzo mi è davvero piaciuto. Ora non mi resta altro che aspettare che esca in brossura (l'edizione in legatura rigida è già disponibile) il secondo libro della serie, Murder. Sì, pare proprio che le avventure del Dr Bond non si concluderanno nel secondo volume.

Robert Aickman, Dark entries
Raccolta di racconti del perturbante, almeno a parer mio ed è per questo che ho usato questo aggettivo nel titolo al post.  Aickman (1914-1981) preferiva definirli racconti «strani»; genericamente e per comodità, oggi si parla di «racconti dell'orrore», come si specifica nell'introduzione alla mia edizione dell'opera, pubblicata in occasione del centenario dalla nascita dell'autore.

Dark entries è una raccolta di sei racconti sinistri, inspiegabili e paurosi. Tutti incominciano in modo pressoché innocuo, ma poi... In diversi di essi il desiderio sessuale è una componente fondamentale ed è quello che condurrà il protagonista maschile nel proprio personalissimo inferno. Aickman non fa soccombere allo stesso 'errore' le donne (The school friend e Bind your hair,) ed è genericamente più benigno nei loro confronti, soprattutto nel tratteggiarle come sicure di loro stesse e combattive, ma fa intuire che il loro destino, al di là della pagina scritta, potrebbe nascondere delle brutte sorprese.

Dark entries contiene quello che è diventato uno dei racconti più celebri di Robert Aickman, Ringing the changes. Il mio preferito rimane The view, in cui un artista che soggiorna su un'isola, ospite di una donna di cui si innamora perdutamente, si accorge che la vista dalla finestra della propria camera cambia molto in fretta ed è diversa dal paesaggio visibile esternamente e da qualsiasi altra stanza...

Questo volumetto ha rappresentato una lettura ideale durante gli spostamenti sui mezzi pubblici.

Hiromi Kawakami, Strange weather in Tokyo
Una sera, mentre sta bevendo d sola in un bar della zona, Tsukiko si ritrova seduta accanto al proprio ex-professore delle scuole superiori. Nei mesi che seguono condividono cibo e bevono sake, e mentre passano le stagioni — dai primaverili fiori di ciliegio ai funghi autunnali — Tsukiko e il suo professore giungono a sviluppare un'esitante intimità che pende goffamente e in modo commovente verso l'amore.
(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Avevo addocchiato questo libro in una libreria a King's Cross Station, a Londra, ed ero rimasta subito attratta dalla copertina. Mi ritrovai, così, a leggere la trama, che mi catturò immediatamente. Tornata in Cumbria, lo comprai qualche giorno più tardi.

Non leggo molta letteratura giapponese e non sono un'esperta di cultura nipponica. Il Giappone, però, mi incuriosisce molto. Quando ho tempo, quindi, mi diletto a guardare jibtv (soprattutto Tokyo eye), diversi dorama made in Japan e a leggere manga e guardare anime.

Ciò specificato, è naturale che disponga di ben pochi strumenti per riuscire a scorgere tante delle sfumature sicuramente presenti in questo testo. Posso limitarmi a dire di aver trovato la storia estremamente delicata e commovente. Racconta, tra le altre cose, delle piccole e grandi difficoltà a cui sempre si va incontro quando un legame si trasforma in amore (il terzo elemento nel mio titolo) e l'amore in una relazione che, perché funzioni, bisogna essere in grado di inserire in un'esistenza complessa che va al di là dei rapporti intrattenuti tra due persone.

Questo romanzo è disponbile anche in edizione italiana, per i tipi di Einaudi, con titolo: La cartella del professore      

Bibliografia e URL:
Sarah Pinborough, Mayhem, London, Jo Fletcher Books, 2014
Recensione di Endimione al romanzo della Pinborough sul blog Bostonian Library: http://bostonianlibrary.blogspot.co.uk/2014/06/recensione-omicidio-whitehall-di-sarah.html 
Robert Aickman, Dark entries, London, Faber & Faber, 2014
Hiromi Kawakami, Strange weather in Tokyo, London, Portobello Books, 2014
jibtv: http://www.jibtv.com/    

sabato 12 luglio 2014

Condividendo... Londra, 30 giugno 2014 (ultimo giorno)

Il mio ultimo giorno a Londra... e ve lo racconto ora, che sono bella che tornata in Cumbria.

In ogni caso, la mattina inizia a rallentatore perché è lunedì, giorno feriale e, visto che nelle ore di punta (peak) il trasporto pubblico costa di più, decido di spendere le prime ore della mia giornata facendo colazione tardi e scrivendo cartoline.

Passate le 9:30, mi metto in moto per Russel Square, la fermata della metropolitana in Bloomsbury. Quest'area era quella in cui si incontrava il Bloomsbury group, con i coniugi Woolf, E. M. Forster, tra gli altri, e, talvolta, l'aggiunta di nomi quali quello Bertrand Russell.

Immagine peggiore del mio solito, ma per strada c'erano i sacchi dell'
immondizia perché quella matina ritiravano la spazzatura e non
volevo immortalarli nella mia foto

La mia prima tappa è Persephone Books, l'unico punto vendita fisico e tridimensionale della casa editrice omonima, che da anni pubblica opere di letteratura e saggistica quasi dimenticate della prima metà del Novecento e scritte da donne (per la maggior parte.) Pubblicati da Persephone, ho letto The making of a marchioness di Frances Hodgson Burnett e The Victorian chaise-longue di Marghanita Laski.

Da Persephone Books ci tenevo a comprare la borsa di tela con il logo (souvenir che mi sono portata a casa praticamente da tutte le librerie di Londra che ne avevano una in vendita) e il volume Tea with Mr Rochester di Frances Towers, una raccolta di racconti il cui titolo vuole essere più che altro una piccola provocazione, da quello che ho inteso leggendo commenti in giro per la rete.

© Persephone Books Il negozio è talmente piccolo che non me la
sentivo di fare fotografie all'interno, quindi ho tratto l'immagine dal sito

Dopo Persephone Books, mi sono diretta verso l'area commerciale The Brunswick (che avevo già passato all'uscita della metropolitana) per andare da Skoob (da notare il gioco di parole, per cui skoob è books al contrario,) un negozio di libri usati, specializzato nella rivendita di volumi universitari. Non esattamente il genere a cui ero interessata io in quel momento, ma volevo farmi un'idea di come fosse, visto che mi ero imbattuta in parecchie opinioni positive, sia sulla carta che in internet.

Uno scorcio della scenografica entrata di Skoob

L'entrata di Skoob si trova a livello della strada, ma il negozio in sé è al piano interrato. Si tratta di una libreria molto grande, ma meno di quanto mi era stato fatto credere, e la sezioni di narrativa e poesia sono, in effetti, molto contenute rispetto alla saggistica. Alcuni romanzi interessanti, in realtà, li avevo trovati, ma costavano troppo per essere così malandati! Avevo scovato Avalon di Anya Seton, ma la vecchia brossura era così malconcia, che non me la sono sentita di sborsare £ 4 per un volume che, nuovo e a prezzo pieno, mi sarebbe costato attorno alle £ 8. Ma questa esperienza mi ha insegnato qualcosa a cui non avevo pensato: anche il mercato del libro usato, a Londra, è più costoso che nel resto del Regno Unito. Fuori Londra, un usato mai sfogliato, è difficile pagarlo più di £ 3! Ho lasciato a malincuore sullo scaffale quel particolare volume della Seton... Ancora non sapevo che mi sarei rifatta più tardi.

L'immagine è abbastanza sfuocata perché nessuno sconosciuto passi
di qui e si riconosca

Dopo la fermata da Skoob è il momento di dirigersi verso King's Cross Station e  la Platform 9 ¾ (il Binario 9 ¾) per immergermi nel mondo di Harry Potter e, almeno con la fantasia, partire per Hogwarts.

 











Il merchandising è tanto, ma io mi limito a una cioccorana (dove più tardi avrei trovato Filius Flitwick, il capo della casa Ravenclaw/Corvonero,) una confezione di caramelle Tutti i gusti più uno (molti di quei gusti fanno davvero ribrezzo e non ho avuto il coraggio di provarli,) un portachiavi del binario 9 ¾ e uno dei doni della morte (prezzo proibitivo per quest'ultimo,) più un paio di cartoline.

Dopo le compere in tema potteriano, mi metto in cammino lungo Euston Road, mi fermo per qualche minuto fuori dalla British Library, la cui entrata dà su un ampio cortile, dove si siedono a consumare cibo e bevande gli avventori del caffè The last word (nome piuttosto opportuno per il locale della biblioteca nazionale inglese.)


Finalmente giungo in Marylebone ed entro in Regent's Park a consumare un pasto tardo e frugale. Dalla fotografia qui sopra, la giornata appare soleggiata, ma uno dei luoghi comuni veri su Londra è che il tempo è ballerino: c'è il sole e fa caldo, poi piove, poi c'è di nuovo il sole, ma fa freddo perché tira vento e così via. Mentre camminavo nel parco mi sono tolta e rimessa l'impermeabile più volte. Il che mi fa pensare che l'impermeabile, il trench coat, è uno di quei capi che non dovrebbero mancare nella valigia di chi viene a Londra (una giacca impermeabile mille usi più uno va più che bene bene, ma vi fa passare più per turisti che non per visitatori, abituali o navigati.)


Esco da Regent's Park e mi infilo in Marylebone High Street, là dove scorre il fiume Tyburn. Sotto la quale scorre, appunto, il Tyburn (Lady Ty, volendo, come impariamo nella saga di Peter Grant di Aaronovitch,) un corso d'acqua antico che diede il nome anche a parte dell'area di Marylebone.

In Marylebone High Street si può trovare una delle librerie più belle di Londra, Daunt Books, specializzata in pubblicazioni di viaggio. Il punto forte di Daunt Books è la collocazione: un bellissimo edificio edoardiano, arredato con scaffali in legno, di cui potete fare anche un tour virtuale (la disposizione dei libri è cambiata, rispetto a ciò che si può vedere su internet, ma il tour rende  bene l'idea, in ogni caso.)

Daunt Books vanta anche delle interessanti sezioni di narrativa e saggistica generale (quest'ultima più sviluppata della prima.)


Ciò che mi ha stupita maggiormente sono le loro scelte nel settore della narrativa. Da Daunt si possono trovare libri che, spesso, librerie con sezioni di letteratura più ampie (Waterstone's e Foyle's, per esempio) non stoccano.

Sopra ho scritto di aver lasciato da Skoob Avalon di Anya Seton. Bene, da Daunt Books, ho trovato — e che sorpresa! — Devil Water della stessa autrice, un altro romanzo che cercavo. Si tratta di un'edizione uscita di recente e la copertina non gratifica il mio gusto personale, ma, per lo meno, l'ho trovato.

E ora una piccola curiosità. Di recente ho scoperto l'acqua calda sull'attuale signor Daunt Books, James Daunt; una conoscenza mi ha, infatti, riferito che oltre a essere il proprietario della piccola catena (6 punti vendita, il principale dei quali in Marylebone High St.) di Daunt Books, è anche il managing director di Waterstone's!

Qui sotto potete ammirare qualche veduta interna di Daunt Books.
















Con queste immagini un po' sfuocate, fatte con il mio cellulare 100% dumb phone, concludo i miei post sul mio ultimo viaggio a Londra.

Spero di avere l'occasione di tornarci presto... 

URL:
Ho parlato di The Victorian chaise-longue di Marghanita Laski nel post Viaggi nel tempo d'altri tempi, qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2013/06/viaggi-nel-tempo-daltri-tempi.html 
The Brunswick: http://www.brunswick.co.uk/ 
Skoob: http://www.skoob.com/ 
Platform 9 ¾: http://www.harrypotterplatform934.com/
Regent's Park sul sito dedicato ai Royal Parks: http://www.royalparks.org.uk/parks/the-regents-park 
Daunt Books: http://www.dauntbooks.co.uk/ 
Tour virtuale di Daunt Books: http://www.dauntbooks.co.uk/virtual_tour/ground-floor.html  

venerdì 4 luglio 2014

Condividendo... Londra, 29 giugno 2014

Sono rientrata e scrivere questo post sicuramente mi renderà nostalgica, ma sono lieta di riuscire a condividere un altro scorcio della mia esperienza londinese. Con un po’ di fortuna, riuscirò a scrivere anche del mio ultimo giorno nella capitale del Regno Unito.

Allora, la mia domenica londinese incomincia con… una sosta da Starbucks in South Kensington per connettermi a internet.



Un motivo preciso per andare a Soluth Kensington, in ogni caso, ce l’avevo: 16 Queensberry Place, dove ha sede il College of Psychic Studies. In Inghilterra in molti erano interessati alla parapsicologia (quella che ora definiamo così) in epoca vittoriana ed edoardiana e la materia ha continuato a essere studiata sino a oggi da istituzioni di ricerca e accademiche. Qui aveva il suo studio Harry Price, che, tra le altre cose, indagò anche i fenomeni apparentemente inspiegabili che si verificarono a Borley Rectory, la casa più infestata d’Inghilterra (demolita.) All’epoca, per la precisione, l’edificio ospitava il National Laboratory of Psychical Research. Ho incontrato Harry Price in The ghost hunters di Neil Price, che non ho esattamente apprezzato, ma mi ha molto ispirata in questo viaggio a Londra (tra l’altro, per iornia della sorte, il mio albergo si trovava dove abitava l’altra protagonista di The ghost hunters, Sarah Grey, ossia in Pimlico, dietro Victoria Station. Inevitabile per me anche l'associazione mentale con Walking in Pimlico di Ann Featherstone.)

 
A Kensington si trova anche la splendida Royal AlbertHall, caratteristico teatro a forma circolare, che è anche la sede principale dell’itinerante English National Ballet. Se volete vedere un po’ di questo teatro all’interno e uno scorcio della vita della ballerina dell’ENB Nancy Osbaldeston, date un’occhiata al video qui sotto:

 
Se siete di fronte alla Royal Albert Hall, voltatevi e ammirate il dirimpettaio Royal College of Music. Potrebbe persino capitarvi di sentire un piano suonare, se è una domenica mattina tranquilla (come è successo a me.)

Dalla Royal Albert Hall a Hyde Park, uno dei celebri grandi parchi londinesi. Uno dei motivi principali per cui sono andata a Hyde Park è stato camminare lungo la mitica Rotten Row, il percorso più in voga in epoca georgiana per i pomeriggi in calesse tra il cavaliere e la dama incontrata la sera prima in una sala da ballo, come si legge anche nella letteratura romance e nelle commedie di maniera a sfondo romantico di ambientazione storica. Ad Hyde Park si trova anche la Serpentine, il lago in cui si sono svolte alcune gare olimpiche nel 2012. Hyde Park, di recente, appare anche in alcune scene della Trilogia delle gemme di Kerstin Gier: si tratta del luogo in cui Gwendolyn dà appuntamento a un gentiluomo per… vaccinarlo!

Dopo Hyde Park shopping (poco) da Harrods, tra i grandi magazzini più famosi e affollati di Londra. Harrods è divenuto così celebre come marchio in sé, che ha una propria linea di prodotti, di souvenir, per farla breve.


Una sezione consistente del secondo piano è, infatti, dedicata a borse, shopper, penne, orsacchiotti e quant’altro a marchio Harrods.

Dopo aver riacquistato le forze appollaiata su una panchina fuori da Harrods, di buona lena mi incammino verso Mayfair per arrivare a Grosvenor Square. Vi dice niente questo nome? Grosvenor Square era una delle piazze più eleganti di Londra in epoca georgiana, dove la nobilià che contava risiedeva durante la London season.


Devo dire che, ancora adesso, ha proprio un bell’aspetto e abitarci significa avere come vicini di casa l’ambasciatore canadese e quello italiano (l’ambasciata italiana è al 4 di Grosvenor Square.)


Già che sono in moto, tanto vale continuare a camminare e raggiungere Green Park a piedi per prendere la metropolitana e tornare in albergo. Ciò mi dà l’occasione di fare due passi in Oxford Street, dove noto che ci sono sia un punto vendita Intimissimi che uno Tezenis (sono cascata dalle nuvole,) per proseguire, poi, su Bond Street (per rifarmi gli occhi) e, quindi, approdare in Piccadilly. A quel punto sono esausta e, anche se non fa esattamente un caldo bestiale, mi sento accaldata, quindi entro in un bar a prendermi un fruit cooler (un mix di succo di frutta e pasta di ghiaccio e no, non è una granita.)

Un altra giornata intensa per le vie di Londra è trascorsa. Lunedì 30 giugno sarà l'ultimo giorno... non riuscirò a tenermi lontana da altre librerie e dal binario 9 ¾.

URL:
College of Psychic Studies: https://www.collegeofpsychicstudies.co.uk/ 
Harry Price sulla pagina dedicata alla storia del College of Psychic Studies: https://www.collegeofpsychicstudies.co.uk/about/page/id/8/college-history 
Royal Albert Hall: http://www.royalalberthall.com/ 
Hyde Park sul sito di The Royal Parks: http://www.royalparks.org.uk/parks/hyde-park 

domenica 29 giugno 2014

Condividendo... Londra, 28 giugno 2014 (in pillole)

E qui si spiega come mai ero in pieno London mood con le letture: dovevo venire a Londra. Non ci ho creduto fino all’ultimo momento ed è per questo che non ne ho fatto alcun cenno. Ora, in ogni caso, sono a Londra ed era da anni — molti — che non ci venivo.

Post veloce, veloce, in pillole perché sono on the move (sono in sosta a uno Starbucks fuori dalla stazione della metropolitana di South Kensington.)

Sono qui solo per 3 giorni e ho deciso di concentrarmi soprattutto sulla Londra letteraria e libresca, sotto molti aspetti.

Ieri mi sono dedicata a Covent Garden e Soho con Piccadilly.

Covent Garden
Per me Covent Garden significava soprattutto Stanford’s, Royal Opera House, Covent Garden Market e St. Paul.

Stanford’s è una libreria dedicata ai viaggi, forse una delle più famose al mondo, è da circa 150 anni che vende mappe, guide e letteratura a tema. Gli interni sono molto scenografici, particolarmente la sezione dedicata alle carte geografiche.



Una lunga occhiata alla Royal Opera House è d’obbligo. Incominciamo a notare che l’ingresso principale si trova in Bow Street… Vi ricorda qualcosa? Potrebbe… è una via che appare qualche volta nei romanzi storici, di recente l’ho ritrovata in Rivers of London di Aaronovitch. Il punto è che era la sede dei Bow Street Runners il primo corpo di polizia della città, fondato da Henry Fielding nel 1749.




Non avevo alcuna intenzione di fermarmi alla facciata del teatro dell’opera e, seguendo vaghi ricordi di una passerella che si stagliava sotto un cielo plumbeo (le immagini si trovano facilmente in rete,) mi sono infilata in Floral Street, dove ho trovato la passerella che collega la Royal Ballet Upper School alla Royal Opera House. A sorpresa, mi sono imbattuta nella Stage Door, da cui, di solito, entrano gli artisti, come si vede in un vecchio video con protagonista la first solois Yui Choe, A day in the life of a ballerina.




Non troppo lontano da Bow Street e dalla Royal Opera House si trova Drury Lane, sì la via dei teatri altri nei romance e anche quella dove molti gentiluomini andavano a cercare sesso a pagamento dopo una serata all’opera.


Una passeggiata in Covent Garden Market è sempre una buona idea, non fosse che per ammirare le vecchie arcate, le vetrine dei negozi e gli artisti di strada.

 



Avrei tanto voluto visitare St. Paul, progettata da Inigo Jones, e magari incontrare un fantasma, proprio come succede a Peter Grant in Rivers of London, ma la chiesa era chiusa per le prove del Riccardo III, in scena questa settimana all’Iris Theatre (uffa!)


Soho e Piccadilly

Tecnicamente Charing Cross è considerata in Covent Garden, credo, ma sa un po' di Soho (da essa si può accedere a Old Compton Street) e ho deciso di inserirla nella sezione a esso dedicata. In Charing Cross ci sono diverse librerie. A me ne interessavano due: Blackwell’s e Foyle’s.

Giusto per farla facile, scriverò che Blackwell’s è una catena di librerie specializzate nel soddisfare la richiesta di testi accademici. Ovviamente tratta anche narrativa generale e generica e in modo estensivo, ma diciamo che è una sicurezza se si vuole trovare il testo che ti serve per un corso universitario (e che, di norma, sarà più difficile da reperire in altre librerie o da Waterstone’s… OK, questo, a Londra, non è sempre vero, ma la City of Westminster è sempre un’eccezione alla regola.)


Se si amano i libri o le librerie, in Charing Cross non ci si può fare scappare Foyle's. Libreria fondata nel 1903 da William Foyle, insieme al fratello; di recente si è spostata dalla sede storica di 113-119 Charing Cross a 107 Charing Cross, dove si esibirono per la prima volta i Sex Pistols.

Grazie a una certa forza di volontà, mi sono molto limitata nello shopping, accontentandomi di una shopper in tela e gadgets gratuiti...


Da Charing Cross a Old Compton Street, Soho. Qui apparirono i primi studi di produzione cinematografica di Londra. In uno di questi lavorava anche Sarah Grey, che ho incontrato recentemente nel romanzo The ghost hunters di Neil Price.

Già che c'ero, ho ceduto e ho deciso di provare una fruit tart alla Patisserie Valerie di 44 Old Compton Street che, tra l'altro, figura nel romanzo Moon over Soho di Ben Aaronovitch, come il locale che predilige l'interesse sentimentale del protagonista, Peter Grant.




Dopo essermi rifocillata più che a dovere, ho preso un sacco d'acqua in Oxford Street e Regent Street, mentre mi recavo a lunghe falcate, per quanto goffe, in Warwick Street, allo European Bookshop, che è soprattutto The Italian Bookshop. Qui, a sorpresa, ho trovato Le stanze buie, il libro di Francesca Diotallevi del blog Piccolo sogno antico. Ci tengo a precisare che questo romanzo è particolarmente difficile da reperire nelle librerie fisiche italiane, ma l'ho trovato in una piccola libreria dedicata alle pubblicazioni italiane, a Londra, a un tiro di schioppo da Piccadilly Circus! Anche se non la conosco, avrei voluto che Francesca fosse lì con me in quel momento. Ho solo una fotografia a prova della mia scoperta (molto incuriosita da questo libro, l'ho ordinato via internet un paio di settimane fa, ma l'ho fatto recapitare in Italia; l'esemplare che ho trovato al The Italian Bookshop, quindi, l'ho lasciato sullo scaffale. Personalmente, spero di poter leggere il romanzo il prossimo settembre, quando sarò in visita in patria.)


Da Warwick Street a Piccadilly la strada è poca, come ho fatto intuire sopra e Piccadilly vuol dire Waterstone's Piccadilly, la libreria più grande d'Europa, e Hatchard's, la libreria più antica di Londra.

In questi due luoghi semplicemente mi sono lasciata andare e ho comprato, non come se non ci fosse un domani, ma consapevole del domani, di oggi, in cui non sarei passata vicina ad alcuna libreria.

E così si conclude questo post sulla mia prima giornata a Londra. Spero di riuscire presto a condividere altro del mio soggiorno.

Mi scuso per le sgrammaticature di cui sicuramente questa entry sarà infarcita, ma non ho tempo di rileggere... sono on the move, come dicevo all'inizio.

URL:
Royal Opera House: http://www.roh.org.uk/
A day in the life of a ballerina: http://www.youtube.com/watch?v=rryxZjqLtNs 
Blackwell's Charing Cross: http://bookshop.blackwell.co.uk/stores/london-charingcrossroad/ 
Foyle's: http://www.foyles.co.uk/ 
Patisserie Valerie: https://www.patisserie-valerie.co.uk/ 
The Italian Bookshop: http://www.italianbookshop.co.uk/
Blog Piccolo sogno antico di Francesca Diotallevi: http://piccolosognoantico.blogspot.co.uk/ 
Waterstone's Piccadilly: http://www.waterstones.com/waterstonesweb/pages/200003/
Hatchard's: http://www.hatchards.co.uk/