lunedì 27 luglio 2015

Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

La freschissima estate cumbriense, per quanto sia più sopportabile di quella che sta stroncando con il caldo torrido le persone che si trovano in Italia, fa prosperare virus di ogni genere. Io, infatti, sono stata malata: tre giorni e mezzo pessimi, di cui non riesco a dimenticare nausea, giramenti di testa, spossatezza... Speriamo di esserci lasciata tutto questo definitivamente alle spalle. Nei due giorni seguenti di convalescenza, però, qualcosa di buono ho combinato: ho letto.

Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome

Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora.
Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei.
E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili. Proprio ora che ha bisogno di tutta la sua concentrazione. Perché un'autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. C'è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore.
Come nel più classico dei romanzi, Vani ha davanti a sé molti ostacoli. E non c'è nessuno a scrivere la storia della sua vita al posto suo: dovrà scegliere da sola ogni singola parola, gesto ed emozione.

(Sinossi riportata sul sito della casa editrice Garzanti)

Che scrivere? Che questo libro è partito facendomi prudere le mani. Come da sinossi, Vani aiuterà Riccardo e lo farà con una trovata grandiosa, ma che si fa beffa di diritti d'autore, diritti morali, diritti delle case editrici... Neanche un cenno al fatto che la brillante soluzione che la protagonista del romanzo della Basso tira fuori dal cilindro comporta dei rischi legali. Perché? E per certe cose io non voglio neanche lontanamente sentire parlare di licenza letteraria... 

Proseguendo la lettura, però, ho finito per appassionarmi, tant'è vero che ho smesso di guardare alle caratteristiche formali dell'opera e ho incominciato a 'invidiare' Vani perché può permettersi di magiare male e restare magra, perché è una ghostwriter dotatissima, perché pare proprio faccia breccia nei cuori mashili con una certa facilità... Ho anche preso una cotta per il commissario Berganza, naturalmente, e via dicendo. Sono, insomma, passata da un approccio critico a uno da fangirl.

Confessato quanto sopra, non posso esimermi dallo scrivere, però, che la trama gialla mi è sembrata più che altro funzionale a mettere in risalto alcune doti e qualità umane della protagonista. Penso che qesto romanzo, inoltre, soffra di sindrome da Numbers (la serie televisiva) per cui sembra che, ultimamente, se un personaggio ha un talento spiccato nel fare una cosa, di qualunque cosa si tratti, il personaggio in questione diventa anche imbattibile come collaboratore della polizia nella risoluzione di indagini di ogni genere.

Proprio la sindrome da Numbers, secondo me, ha portato tanti ad accostare Vani all'Alice dei libri della Gazzola. Quest'ultima non sarà una cima della medicina legale, però ha passione e anche talento, a modo suo, cosa che la porta a essere sempre d'aiuto nelle indagini condotte dal commissario Calligaris. E per il resto ci si può lasciare andare alle elucubrazioni più disparate: Alice Basso potrebbe essere la ghostwriter di Alessia Gazzola, Alessia Gazzola potrebbe aver usato lo pseudonimo di Alice Basso per lanciarsi in una nuova avventura o, forse, l'autrice di questo romanzo è una rediviva Bruna Bianchi/Una Chi...

See you soon cyberspace cowboy...  

Bibliografia e URL:
Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Milano, Garzanti, 2015
Pagina dediata al romanzo di Alice Basso sul sito Garzanti: http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=3247 

sabato 11 luglio 2015

Luglio col bene che ti voglio... fuffa e aria fritta a volontà



Che voglia di andare in vacanza
Purtroppo i beni culturali non vanno in vacanza quando ci vanno gli altri e mi tocca pazientare. Sono molto impegnata in questo periodo e questo è il motivo per cui ho trascurato le mie attività nel cyberspazio.

Sognando di poter fuggire per qualche giorno, a settembre, magari persino in Italia, per ora mi accontento di portare l'estate nelle mie giornate lavorative mangiando pitta chips e carabao mango essicato e innafiandoli con acqua tonica indiana.


Pitta chips
Carabao mango









 


Leggo, poi, i post delle persone che stanno per andare in vacanza (o già ci sono) e fanno le liste di libri da portarsi in villeggiatura e il mio pensiero va sulle ali dorate...


Niente mare, laghi nostrani (vos-trani?), Appennini, Alpi e Dolomiti, bensì...





 




 




... tanti ovini, soprattutto quelli di razza Herdwick tipici delle fells (alture, per quanto tra le più basse d'Europa) del Distretto dei laghi. Qui, tra l'altro, nemmeno le temperature sono estive. Sì, perché non date retta ai chiarissimi che vivono o vanno a Londra: il Regno Unito si espande al di là di Greater London, e in Cumbria, per esempio, si sono raggiunti i 25 gradi Celsius solo per un giorno, a seguire ci siamo assestati su una massima di 15 gradi con delle punte di 23 nei pochi giorni più miti.

Mi rimangono la fantasia e lo shopping per sentirmi in the summertime e, così, mi dipingo le palpebre con colori sgargianti e compro abiti estivi che spero di mettere tra qualche mese, con tutta probabilità non qui, visto che a fine agosto le Isole britanniche saranno di nuovo investite dalle brezze autunnali.


Sugarpill pro palette by Lip Gloss Gossip

Sono rimasta indietro su tutto
Qualcuno si è accorto che è iniziata la nuova serie di True detective? Io sì, ma sono riuscita a vedere solo i primi venti minuti dell'episodio uno e, poi, non sono riuscita a continuare a guardare il faccione di Colin Farrell, sostanzialmente.


Io non ho alcunché contro Colin Farrell a livello personale (non lo conosco,) ma sullo schermo non mi entusiasma. A parte ciò, il trailer non è riuscito a conquistarmi come, invece, ci era riuscito quello della prima stagione con Matthew McConaughey e Woody Harrelson. Punto forte di True detective è quello di indagare nel marcio che c'è nelle persone e il putrido ti viene sbattuto in faccia fin da subito, quindi, in questo senso, bisogna essere psicologicamente preparati. Credo che la curiosità vincerà e finirò per mettermi di buzzo buono e vederlo, ma per ora rimane in sospeso.

Sono rimasta terribilmente indietro anche con le letture... che nervi. Mi sono, però, buttata sui fumetti, già favorevolmente predisposta dal volume The thrilling adventures of Lovelace and Babbage, di cui avevo scritto nel post precedente a questo.














 





 


Sono arrivata in ritardo, ma anche io ho incominciato la saga di Fables. Prima della produzione televisiva Once upon a time c'era Fables, un fumetto creato da Bill Willingham che racconta le avventure delle due comunità di favole esiliate da secoli nello stato di New York.

C'era una volta, tanto tempo fa, un cattivo che decise di invadere gli universi paralleli dove abitavano i personaggi delle favole. Gli eroi e antieroi che hanno popolato le nostre fantasie da generazioni si trovarono costretti, quindi, a trovare un luogo in cui rifugiarsi e approdarono nel nostro mondo che, misteriosamente, non esercitava alcuna attrattiva sull'invasore brutto e cattivo di cui sopra.

Mi sono immersa e ho presto terminato i primi due volumi deluxe, che raccolgono vari volumetti in brossura e altri contenuti, che possono spaziare da racconti inediti a storie pubblicate come spin off di Fables. Per ora, tra i personaggi, sono spiccati Snow White e Bigby Wolf, ossia Biancaneve, praticamente alla guida della comunità residente in New York City di Fables, e il lupo di Cappuccetto Rosso, agente investigativo ingaggiato per il suo fiuto, ovviamente.

Fables si apre subito con i fuochi d'artificio: la sorella di Snow White, Rose Red, è scomparsa e il suo appartamento è un bagno di sangue... Bigby indaga. In questi due tomi facciamo la conoscenza anche di Barba Blu, un personaggio ambiguo, come ti aspetteresti, e Prince Charming, esattamente agli antipodi del Principe Azzurro che popolava i nostri sogni di bambini.

Cosa ho trovato in Fables? Delle favole disincantate, perché nei secoli è inevitabile farsi scaltri, a contatto con noi uomini, poi... Ci era arrivato anche Herbert George Wells in uno dei suoi romanzi meno popolari, The wonderful visit, in cui un angelo caduto sulla terra, a forza di stare a contatto con gli esseri umani, non può che farsi influenzare dai loro mondani comportamenti. Ma a proposito di Wells...




Si trova — finalmente! — nelle mie mani The map of chaos di Félix J. Palma, il capitolo conclusivo della Trilogia vittoriana, e ora è il momento di andare in apnea per leggerlo.

See you soon cyberspace cowboy...

Bibliografia e URL:
Ho recuperato Luglio di Riccardo del Turco su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=yYZgfVy5LR0 
La foto della Sugarpill Pro Palette l'ho trovata sul blog Lip Gloss Gossip, qui: http://www.lipglossgossip.com/2013/08/sugarpill-pro-palette-review-and.html 
Ttrailer della seconda stagione di True Detective: https://www.youtube.com/watch?v=Q4uxGbhO4ag
Ho scritto di The thrilling adventures of Lovelace and Babbage qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/06/thrilling-comics.html
Bill Willingham et al., Fables. The deluxe edtion book one, New York, DC Comics, 2012
Bill Willingham et al., Fables. The deluxe edtion book two, New York, DC Comics, 2012

sabato 20 giugno 2015

Thrilling comics

Tra le mie ultime letture sono da annoverare un paio di fumetti. Uno, in particolare, mi ha dato diverse soddisfazioni.

Sydney Padua, The thrilling adventures of Lovelace and Babbage

Incontriamo due dei più grandi geni della Londra vittoriana...
Ada Lovelace, figlia di Lord Byron: matematica, giocatrice d'azzardo e proto-programmatrice, i cui scritti contenevano i primi segni di teoria informatca, cent'anni prima che fosse cotruito un vero computer. E Charles Babbage, eccentrico inventore del Difference engine, un enorme macchina calcolatrice meccanica che sarebbe stata il primo computer, se mai l'avesse finita. Ma cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente?

(Sinossi liberamente tradotta da quella riprodotta sul retro della mia edizione.)

La grande rivelazione tra le letture della settimana, per quanto mi riguarda.


Ambientato in un universo parallelo in cui Babbage costruì davvero il Difference engine (tecnicamente l'Analytical engine) e Lovelace sperimentò davvero nella programmazione (con le antesignane delle carte perforate!) Due persone, l'hardware e il software del primo computer, la loro storia e le loro avventure in un universo vittoriano un po' steampunk o da romanzo scientifico (si vede che sono in astinenza da Palma e non vedo l'ora che, alla fine del mese, esca l'ultimo capitolo della Trilogia vittoriana.)

Cosa c'è di vero? Charles Babbage ci ha lasciato pagine e pagine di progetti per la costruzione di un calcolatore in grado di compiere operazioni matematiche che, di fatto, corrisponde alle caratteristiche della macchina di Turing: il modello astratto di una macchina che manipola dati, secondo delle regole precise; in soldoni il modello a cui si rifà formalmente qualsiasi macchina che si possa definifire computer in quanto in grado di eseguire algoritmi. Ada Lovelace, dal canto suo, intuì che se la realtà poteva essere formalmente descritta attraverso relazioni matematiche, la macchina di Babbage, accuratamente programmata, poteva opportunamente rappresentare/calcolare queste relazioni.

Nel mondo come lo conosciamo, ovviamente, niente si genera dal nulla e Babbage aveva scritto dei semplici programmi per il suo Analytical Engine, ma quelli della Lovelace erano più complessi e formalmente strutturati, fu, inoltre, la prima a pubblicare e, di qui, il 'titolo' di prima programmatrice di computer che in tanti le attribuiscono.

Squisito fumetto, stracolmo di note a piè di pagina e note di chiusura, appendici di approfondimento, bei disegni, riproduzioni di documenti storici e tutta una sezione dedicata all'Analytical engine, all'aspetto che avrebbe avuto e a come sarebbe funzionato. Parecchi camei, tra i quali vale la pena ricordare Samuel Taylor Coleridge, George Eliot e Lewis Carroll.

Splendida, ironica lettura, nonostante ad autrice e copy editor nella nota a pagina 191 sia sfuggita un'imprecisione madornale... e non riesco a capire come nessuno dei revisori all'interno della Penguin se ne sia accorto, visto che, più o meno, è materia molto vicina alla loro.

Kieron Gillen et al., The wicked + the divine

Ogni novant'anni dodici dei ritornano con le sembianze di giovani uomini. Sono amati. Sono odiati. In due anni, sono tutti morti. Sta succedendo adesso. Sta succedendo di nuovo.

(Breve sinossi tradotta liberamente da quella riportata sul retro del volume.)


In questo fumetto gli dei sono presentati come delle giovani pop/rock star che saranno pure immortali, ma non vivono in eterno, per lo meno nelle loro reincarnazioni umane.

Essendo dei, sono abituati a governarsi da soli, anche se, non volendo rogne e desiderando vivere nel modo migliore possibile i due anni loro concessi sulla Terra, non sono usi fare il bello e cattivo tempo in questo mondo come succedeva spesso con i loro predecessori, incontrati nel mito greco. Tutto questo cambia quando entra in scena un assassino, che li mette nei guai, a partire da Luci(fer), accusata di un omicidio che non ha commesso. E da odiati o amati che erano, gli dei incominciano a essere anche davvero temuti, proprio quello che stavano cercando di evitare. Ma chi sarà questo assassino? Intraprende delle indagini da dilettante, vagamente esaltata, l'ordinaria studentessa universitaria Laura che, nel frattempo, viene a trovarsi sempre più invischiata nell'universo dei divini...

Mah, non è che questo primo volume mi abbia proprio presa, se devo essere sincera. L'ho trovato un primo capitolo molto introduttivo e molto confuso che, basandomi sul mio gusto personale, non ha saputo gettare le basi per intrigarmi e spingermi a proseguire. Il potenziale ci sarà anche, però... Poi è tutto da vedere e può darsi che acquisterò anche il secondo volume e, magari, finirò persino la serie, che consta di cinque numeri.

See you soon cyberspace cowboy...

Bibliografia e URL:
Sydney Padua, The thrilling adventures of Lovelace and Babbage with interesting & curious anecdotes of celebrated and distinguished characters. Fully illustrating a variety of instructive and amusing scenes: as performed within and without the remarkable difference engine. Embellished with portraits and scientifick diagrams, London, Particular Books, 2015
Ho scritto della Trilogia vittoriana di Felix J. Palma e delle sue disavventure per la pubblicazione in Italia qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/01/la-trilogia-vittoriana-di-felix-j-palma.html
Kieron Gillen et al., The wicked + the divine. Vol. 1, The Faust act, Berkeley, Image Comics, 2015
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