domenica 1 marzo 2015

Vaga-mente... retailer online: delizia e croce

È da quando mi sono trasferita in Cumbria, nel 2013, che ho iniziato a esplorare le infinite possibilità che offrono i retailer online. Perché? Perché la Cumbria è una non-metropolitan county e, per quanto il Lake District possa offrire delle bellezze naturali uniche a chi le sa apprezzare, è povera di negozi e, in generale, di servizi che offrono le aree più urbanizzate.

Prima sfruttavo i rivenditori in rete solo per procacciarmi libri che non riuscivo a procurarmi facilmente nelle librerie tradizionali.

Gli acquisti libreschi continuano, ovviamente, a occupare uno spazio importante nel mio shopping online. Qui a fianco, per esempio, potete vedere la copertina dell'ultimo arrivato: Since you've been gone di Anouska Knight, pubblicato in italiano con titolo Da quando non ci sei.

Devo ringraziare Endimione Birches del blog Bostonian Library per avermi fatto scoprire questo romanzo attraverso un post dedicato.

Endi è capace di scrivere post su quello che legge a una frequenza impressionante, mostrandosi, in questo modo, per quello che è veramente: una pericolosa spacciatrice di libri. Una persona che ti fa cadere in tentazione facendoti conoscere libri di cui non sapevi alcunché o intrigandoti scrivendo di volumi che, se inizialmente non ti ispiravano, magari ora ti sconfinferano.

Bene, se i libri continuano a essere una conferma nelle mie spese online, da qualche tempo si sono aggiunte altre categorie: DVD, CD, abbigliamento, accessori, calzature, prodotti per la cura del corpo, trucchi... e tutti alla portata di un clic!


La soddisfazione massima la ottengo quando trovo quelle chicche che so che potrebbero far contento qualcuno, ma che sono praticamente impossibili da trovare, specialmente dove abito io.

Mi riferisco ad articoli come quello qui a destra: la stella dei videogiochi di Super Mario Bros della Nintendo! Non vedo l'ora che arrivi il momento di donarla a chi non se l'aspetta proprio.

Naturalmente mi piace gratificare anche me stessa e mi dà sempre soddisfazione auto-regalarmi bizzarrie e rarità di ogni genere.

Non potete immaginare quanto siano utili — e non di moda o solo di moda — le galosce dove vivo. Ma l'ultima cosa che volevo era prendere un paio di wellies di plastica tradizionali. Mi sono, così, decisa a mettermi di buzzo buono e navigare per pagine e pagine quando, alla fine...


Vittoria! Ho trovato un bel paio di stivali fatti in plastica fino alla caviglia e da lì al ginocchio in tessuto semi-impermeabile. Li trovo estremamente più versatili delle galosce tradizionali e, all'interno, sono ricoperti di pelo, così si sta al caldo.

Sono scoperte come questa che mi fanno amare lo shopping online... una delizia!

I retailer online sono anche un po' una croce, lo ammetto.

Non sono una spendacciona, non rischio mai di prosciugare le mie risorse come la protagonista di I love shopping. Il 'problema' è dover, secondo coscienza, rinunciare a tante cose introvabili on the high street, ma così facili da ordinare via internet.

Lasciare andare i libri è la cosa più difficile. Da diversi mesi, ormai, evito di seguire in modo ossessivo i book-tubers, così da non farmi tentare. Continuo, tuttavia, a seguire assiduamente vari blogger che dedicano i loro spazi alla lettura e di persone come Endi ce ne sono tante...

Voi che rapporto avete con lo shopping online?

URL:
Post dedicato al romanzo di Anouska Knight sul blog Bostonian Library: http://bostonianlibrary.blogspot.it/2015/02/recensione-da-quando-non-ci-sei-di.html  

domenica 22 febbraio 2015

Cosa ho letto, cosa sto leggendo e i miei soliti problemi con WordPress

È passato San Valentino, è passato San Faustino e sta passando febbraio. Questo è un mese che si sta rivelando sorprendente sotto diversi aspetti: sto lavorando più di quanto mi sarei aspettata e sto leggendo molto, diciamo, ma non tanti libri.

Ma che cosa avrò letto?

Susanna Kearsley, Named of the dragon
Quando uno dei suoi autori la invita in Galles per le vacanze di Natale, l'agente letterario Lyn Ravenshaw spera di fuggire agli incubi che l'hanno tormentata da quando è morto suo figlio cinque anni prima. Ma i ricordi dolorosi di Lyn riaffiorano quando incontra Elen, una vedova emozionalmente fragile con un bambino di otto mesi. Misteriosamente preoccupata per la sicurezza del proprio figlio, Elen sembra vedere Lyn come il suo protettore.
Ma cosa rende Elen così sicura che Lyn sia stata mandata per proteggere il piccolo Stevie? Con l'aiuto del meditabondo vicino Gareth Gwyn Morgan, Lyn incomincia a chiarire i miti che circondano il bambino. Mentre i suoi sogni diventano sempre più allarmanti, si trova tirata in un antico mondo celtico di inquietanti leggende, pericolose profezie, e di un bambino destinato alla grandezza...

(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Ho preso in mano questo libro dopo l'intensa esperienza di lettura avuta con I am legend di Richard Matheson perché avevo bisogno di coccolarmi con un comfort book. Negli ultimi due anni Susanna Kearsley è diventata la mia fornitrice ufficiale di questo genere di libri (ho scritto di alcuni qui.)

Come al solito la Kearsley è riuscita a rendere magici i luoghi in cui si ambienta il suo romanzo attraverso delle descrizioni suggestive e mi ha regalato quel pizzico di mistero e romanticismo che mi fa tanto amare i suoi libri, specialmente i primi. Qui il romanticismo è proprio giusto accennato, nemmeno riesci a immaginartelo più di tanto fuori dalla pagina, ma va bene così. Al mistero da risolvere, invece, viene dedicato decisamente più spazio. Anche in questo libro, poi, è presente l'elemento dell'inspiegabile che... praticamente rimane tale, non viene del tutto risolto. Si ratta, dopotutto, di inspiegabile.

In quest'opera la Kearsley si fa ispirare dal ciclo arturiano e non potrebbe essere altrimenti visto che il Galles reclama per sé le origini di Merlino e re Artù. Da qui alla storia dei re d'Inghilterra, di Enrico VII addirittura, il salto è breve.

Ben delineati i personaggi, soprattutto quelli che nascondono qualcosa. Lyn, la protagonista, come tutte le protagoniste della Kearsley è una persona con cui è facile simpatizzare, ma che ha bisogno di risolvere dei problemi personali o necessita di evolvere in una versione migliore di sé, tutte questioni che le avventure che l'aspettano le permetteranno di risolvere.

Anita Brookner, Undue influence
A ventinove anni, Claire Pitt è single ma non innocente. Attratta da Martin Gibson, un ex-accademico sposato con una manipolatrice bellissima e invalida, insieme alla sua amica Wiggy si fa attirare sempre di più nel suo mondo. Quando Martin rimane vedovo, Claire immagina un possibile futuro per se stessa e inizia fare progetti. Ma Martin è molto più e decisamente meno di quello che sembra, come Claire sta per scoprire.

(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Scrivevo sopra che le protagoniste della Kearsley evolvono nel corso del libro. Le protagoniste della Brookner, al contrario, non evolvono: alla fine ritornano al punto di partenza.

Claire Pitt non fa differenza. Una donna sola, con un'unica persona che possa considerare amica, Wiggy, Claire è diventata un'acuta osservatrice della specie umana. Bastano uno sguardo attento, pochi scambi di battute perché Claire riesca a inquadrare chi ha davanti e, spesso, riesce a immaginarsi persino tutta la storia che c'è dietro al particolare individuo con cui ha incrociato la propria strada.

L'incontro con Martin Gibson e la 'provvidenziale' sua successiva vedovanza fanno credere a Claire di poter dare una svolta alla propria esistenza. Ne è talmente convita che si concentra su poco altro e non si cura eccessivamente del resto che le sta succedendo attorno e che potrebbe recarle dei problemi, quali i cambiamenti che si stanno verificando sul lavoro.

E, come se non bastasse, Claire commette un terribile errore di valutazione...

Undue influence è un romanzo cerebrale, sia perché la narratrice, Claire, trascorre la maggior parte dell'opera nella propria testa a pensare a quello che osserva e a rielaborarlo, sia perché il lettore è portato a riflettere in compagnia della protagonista.

Libro corto, ma che tende a risultare di lunga lettura per la quasi totale assenza di dialoghi e per una scrittura che è sì fluida, ma non scorrevole, visto che stimola continuamente a meditare e speculare.    

E che cosa sto leggendo?

Un polpettone. Trattasi di The eight di Katherine Neville, disponibile anche in italiano con titolo Il segreto del millennio. Un romanzo scritto alla fine degli anni Ottanta, ambientato agli inizi dei Settanta, che non si fa mancare voli narrativi nell'Europa e nell'Africa della fine del XVIII secolo.

The eight è l'opera prima della Neville che, successivamente, non è più riuscita a replicare il successo che ebbe con questo libro (e credo che sia qualcosa di molto difficile da gestire per uno scrittore.)

Trattasi di mattoncino di 598 pagine (nella mia edizione) scritto in caratteri piccoli piccoli. Sono arrivata circa a metà e mi sembra di aver letto centinaia e centinaia di pagine, ma ho raggiunto le 300 scarse. Vorrei tanto riuscire a terminarlo entro la fine del mese.

L'azione di questo romanzo si concentra tutta attorno a un'antica scacchiera, il Montglane Service, che fu regalata a Carlo Magno alla fine dell'VIII secolo e che racchiude un potere immenso, divino e pericoloso. Attraverso i secoli questa misteriosa scacchiera ha scatenato guerre tra i potenti che la volevano possedere a tutti i costi. Negli anni Settanta del XX secolo toccherà all'esperta di computer Catherine Velis svelarne l'arcano. Visti gli anni in cui si ambienta, non ci possiamo far mancare gli accenni alla guerra fredda e un plotone di russi infiltrati o meno negli Stati Uniti; i salti indietro nel tempo, invece, ci introducono a personalità note quli Madame de Staël, Napoleone, Johann Sebastian Bach e chi più ne ha più ne metta.

Credo che scrivere questo romanzo abbia richiesto un grandissimo sforzo di ricerca e di progettazione dell'intreccio. Il punto che si può considerare 'forte', in effetti, è proprio l'intreccio: succede sempre qualcosa, The eight è ricco di svolte e colpi di scena. Non sto trovando particolarmente brillante, tuttavia, il modo di trattare il tutto: i personaggi — molti — non hanno chissà quale spessore, la Neville dimostra di padroneggiare bene solo il gioco degli scacchi ed è quello che riesce a usare meglio nell'economia del racconto, mentre il resto sembra materia grezza. La ricerca storica approfondita mi pare rimanere solo ricerca storica, che viene inserita nel romanzo senza che sia stata rielaborata in modo del tutto consapevole.

Ripeto: deve essere costato un grandissimo sforzo scrivere The eight. Si tratta di un romanzo, tutto sommato, scorrevole e pure gradevole, ma non riesco a trovarlo davvero ben riuscito, a volte mi sembra persino esagerato nel voler inserire collegamenti a tutti questi grandi personaggi del passato.

Sono approdata a questo romanzo attraverso la lista dei libri preferiti dell'autrice M. J. Rose, che mi introdusse anche a Portrait of Jennie di Robert Nathan, che ho amato.

Ho di nuovo fatto arrabiare WordPress

Siamo, infine, giunti alla chicca di questo post.

Qualche volta credo che WordPress proprio non sopporti i commenti chilometrici che vorrei lasciare sui blog ospitati sulla nota piattaforma. Era già capitato che WordPress sostenesse che scrivessi commenti troppo velocemente e che dovevo rallentare (qui.)



Il nostro rapporto conflittuale è in continua evoluzione. Come si può vedere dall'immagine sopra, WordPress sostiene che i miei commenti siano dupplicati. Ora, non ha tutti i torti. Viste le esperienze avute finora, ogni volta che commento, mi salvo quello che ho scritto in un documento a parte; in tal modo, se il commento non viene pubblicato, posso incollarlo di nuovo. Sì, quindi, i miei commenti sono dupplicati, ma se WordPress non me li pubblica io continuo a copiarli e incollarlli... fino a che ho abastanza pazienza per farlo, poi lo mando a farsi friggere e lo lascio a crogiolarsi per qualche giorno.

Questi ultimi sviluppi li ho sperimentati mentre cercavo di commentare un post dedicato a Una lunga estate crudele di Alessia Gazzola sul blog de La leggivora. Vorrei tanto risppondere a un suo commento, lo vorrei da qualche giorno, ormai, ma proprio non c'è verso che WordPress me lo lasci fare, l'infame.

Bibliografia e URL:
Susanna Kearsley, Named of the dragon, London, Allison & Busby, 2013
Ho scritto di I am legend qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/02/un-assaggio-di-quello-che-ho-letto.html
Sito di Susanna Kearsley: http://www.susannakearsley.com/
Ho parlato di alcuni libri che ho letto di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/10/susanna-kearsley.html
Anita Brookner, Undue influence, London, Penguin, 2000
Katherine Neville, The eight, New York, Ballantine Books, 2008
Sito dell'autrice Katherine Neville: http://www.katherineneville.com/
Lista dei libri preferiti di M. J. Rose: http://www.mjrose.com/content/author_favorites.asp
Ho scritto, tra gli altri, di Portrait of Jennie qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/03/letture-recenti.html  
Ho raccontato delle mie prime beghe con WordPress qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/06/ho-fatto-arrabbiare-wordpress.html 
Post dedicato a Una lunga estate crudele sul blog de La leggivora: https://laleggivora.wordpress.com/2015/02/18/una-lunga-estate-crudele-alessia-gazzola/#comments 

domenica 15 febbraio 2015

Carnforth Bookshop

Anche il rustico Nord Ovest riserva delle sorprese... e non solo delle bellezze naturali!

© Carnforth Bookshop
Nel piccolo centro di Carnforth, nel Lancashire, si trova una delle più grandi librerie indipendenti del North West, appunto, il Carnforth Bookshop.

Sarà stato un anno che ci passavo davanti con l'autobus quando mi recavo a Lancaster, ma non mi ero mai fermata. Qualche giorno fa ho finalmente trovato una mattinata da dedicargli.

Sono una frequentatrice delle sezioni libri usati dei negozi di beneficenza che, in certi casi, hanno dei punti vendita dedicati esclusivamente ai libri (Oxfam Books, per esempio.)

Mi piace anche girare per librerie indipendenti e, nei post dedicati al mio ultimo viaggio a Londra, ho scritto di alcune delle più celebri della capitale (cenni a Stanford's, Foyle's e Hatchard's si possono trovare qui; mentre ho scritto di Persephone Books, Skoob e Daunt Books qui; e quest'ultimo link non funzionava... chissà perché? In ogni caso, adesso è sistemato.)

Ma ritorniamo nel Lancashire. L'independent bookshop di Carnforth è un gioiellino: 2 piani, 14 stanze, oltre 150.000 libri usati, oltre al piano terra dedicato a libri nuovi e articoli da regalo.

Un po' di narrativa generale
Sezione fantasy e fantascienza












Un sogno per chi spera sempre di trovare delle chicche che non sono più facilmente disponibili, che sono andate fuori catalogo, o semplicemente dei libri che non si è convinti di voler acquistare a prezzo pieno, ma anche perché chi non si aspetta niente e spera solo di emergere da questa esperienza piacevolmente sorpreso (quest'ultimo tende a essere il mio caso.)

Religione e filosofia
Nella maggior parte dei locali di questa gigantesca libreria fa freddino, non tutte le stanze sono riscaldate, quindi ho tenuto addosso e abbottonato il parka per tutto il tempo. Ma temperatura a parte, ne è valsa la pena. Sinceramente l'ho preferita anche a Skoob di Londra che, in ogni caso, non mi aveva entusiasmata per prezzi e scarsa offerta di narrativa.

Uno degli angolini più cosy del Carnforth Bookshop è la Internet Room, dedicata alle pubblicazioni sul mondo della rete, dove ci sono, però, anche un paio di tavoli, un divano, la macchinetta per il caffè e un mini-frigo con delle bevande, nel caso i clienti volessero bere qualcosa o prendersi una pausa, prima di ricominciare la perlustrazione degli scaffali.

Internet Room
Internet Room











Come ho scritto sopra, al piano terra si possono trovare libri nuovi e idee regalo. La sezione dedicata alle nuove pubblicazioni è davvero piccolina — devono essersi votati all'usato — mentre l'arega gadgetteria è ricca di prodotti che possono portare all'acquisto impulsivo...

© Carnforth Bookshop. Piano terra
Piano terra













 
Ma io cosa avrò comprato?
 


















Come potete notare mi sono contenuta, limitandomi a due libri — Providence di Anita Brookner e The rendezvous and other stories di Daphne du Maurier — e a un segnalibro.

URL:
Post su Londra in cui scrivo di Stanford's, Foyle's e Hatchard's: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/06/condividendo-londra-28-giugno-2014-in.html 
Post su Londra in cui tratto di Persephone Books, Skoob e Daunt Books: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/07/condividendo-londra-30-giugno-2014.html 
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