giovedì 21 maggio 2015

Il Salone Internazionale del Libro di Torino


Last minute... 
Fino all'ultimo non sapevo se sarei riuscita ad andarci... Alla fine il primo giorno trascorso nella sua interezza in patria l'ho dedicato ai libri, recandomi al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Era da anni che desideravo tornarci, ma non riuscivo mai a far coincidere le ferie con i giorni della fiera. Quest'anno, però, mi è andata bene.

In loco
Mi sono recata al Salone l'ultimo giorno utile, lunedì 18 maggio 2015. Avevo comprato i biglietti in prevendita, online, quindi non ho dovuto perdere tempo ai punti di vendita biglietti del Lingotto, ma arrivare una mezzoretta prima dell'apertura si è rivelata comunque una mossa azzeccata.


Al Salone sono sempre andata preparata: una lista di titoli, diversi dei quali è difficile trovare nelle librerie tradizionali, ma che si possono reperire direttamente negli stand delle piccole case editrici presenti.

Un esempio, in questo senso, è Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria di Michael Dahlie, pubblicato per i tipi di Nutrimenti.

Ciò non significa che abbia ignorato le case editrici più grandi. Visitare gli stand dei colossi può essere utile per scoprire le sorprese che ci riservano, le novità di prossima uscita e, poi, se ci scappa un altro libro è anche meglio... penso a La soavissima discordia dell'amore di Stefania Bertola (Tea.)

A proposito di belle scoperte di libri che verranno, da segnalare la pubblicazione di Guida astrologica per cuori infranti di Silvia Zucca il prossimo 8 giugno per Nord. Su questo titolo il Gruppo Mauri Spagnol sta investendo parecchio e si possono trovare un articolo e un estratto sul numero di maggio 2015 de «Il Libraio». C'è da sottolineare che nell'articolo si elude la verità, affermando che si tratta dell'esordio di Silvia Zucca, quando l'autrice, usando lo pseudonimo Sylvia Z. Summers, ha già pubblicato tre romanzi per Harlequin Mondadori (Di tebebra e d'amore, Amore e altri sospetti e Il profumo dell' anima.)


Trent-anni passati da  un po', single (NON per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice... peccato sia stato assunto come "tagliatore di teste". Insomma: non ce n'è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l'astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una "vera" lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l'anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l'affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda. E perché, in fondo, spera che l'amore non abbia bisogno delle stelle per trovare la sua strada.

(Sinossi riportata a p. 14 de «Il Libraio» di maggio 2015)

Al Salone, ovviamente, si fanno anche delle brutte scoperte o, nel mio caso, si tratta di un'amara riconferma: Castelvecchi, per ora, non ha intenzione di pubblicare La mappa del caos di Felix J. Palma (vedi anche qui.)

Qualche immagine

 










Multiplayer Edizioni
Il mio modesto bottino
















Qualcuno di voi è andato al Salone Internazionale del Libro?

See you soon cyberspace cowboy... 

Bibliografia e URL:
Sito del Salone Internazionale de Libro: http://www.salonelibro.it/it/ 
«Il Libraio», XII, 2, 2015
Avevo parlato delle vicende editoriali della Triogia Vittoriana di Felix J. Palma qui: http://ludo-ii.blogspot.it/2015/01/la-trilogia-vittoriana-di-felix-j-palma.html 

giovedì 14 maggio 2015

Un ritorno che si è fatto attendere... Incominciamo con un paio di libri

Nelle ultime quattro/cinque settimane ho come vissuto in una bolla, l'esistenza è stata dura per vari motivi e a risentirne è stata ache la mia presenza in rete: mi sono estraniata dal blog e da internet, in generale. È giunto il momento di riattivarmi: le scorribande sul web mi sono mancate, ho voglia di ricominciare a scrivere su questo angolino e a connettermi con le altre persone che, in un modo o nell'altro, lasciano la propria impronta nel cyberspazio.

Ho deciso di buttarmi su ciò che forse mi viene più naturale: scrivere di libri, alla mia maniera, in modo raffazzonato. Negli ultimi tempi, non ho potuto fare altro che buttarmi su un comfort book dopo l'altro, quindi...


Stefania Bertola, A neve ferma

Emma Trisciuoglio, aiutante pasticcera laureata in Storia con una tesi sulla Stele di Rosetta, perde l'amore tre giorni dopo averlo trovato. La signora Elena, invece, l'amore lo insegue invano da trent'anni, e comincia ad avere un po' il fiatone. Per fortuna c'è Camelia, che s'innamora senza difficoltà di chiunque incontri. ll problema di Camelia, casomai, è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso. Peccato, perché forse, se riuscisse a decifrarlo, potrebbe vincere il concorso «Una stella per Natale». Lei, però, preferirebbe non partecipare neanche. Emma, invece, parteciperebbe volentieri, anche se Andrea non la ama più.  Bianca è l'unica a cui il concorso non interessa, è troppo impegnata nella sua battaglia contro un giovane dottore ripetutamente ladro. Aggiungete la pregiata Pasticceria Delacroix, un'attrice francese, un apprendista coi piercing e gli imponderabili effetti di un film dei fratelli Wachowski, e preparatevi a qualche ora di intenso divertimento, tra amori al cioccolato e sfide all'ultimo, dolcissimo assaggio.

(Sinossi tratta dal retro della mia edizione.)

Libro giusto al momento giusto. In A neve ferma speravo di trovare le stesse atmosfere ironiche e l'accennato romanticismo che avevo scoperto in Biscotti e sospetti ed è proprio quello che è successo.

In A neve ferma si seguono le vicende di un carosello di personaggi. Proprio come nella vita, ci troviamo davanti persone di ogni genere, che avranno pure pregi e difetti, come tutti, ma dei quali si mettono in evidenza soprattutto manie, ossessioni, punti deboli, assurdità, scivoloni... il tutto con piglio ironico, come scrivevo sopra.

Per quanto riguarda gli aspetti romantici del romanzo, ho apprezzato il modo con cui la Bertola ha condotto Emma nelle sue avventure. Come Violetta di Biscotti e sospetti, anche l'eroina di A neve ferma dimostra di essere una donna forte e indipendente [sottolineare per vedere spoiler] — in modo tutto suo — alla fine del romanzo, per cui l'amore non è una necessità imprescindibile. E, proprio alla fine, anche Emma otterrà l'amore. Forse per la Bertola è più bello — e più sano? — trovare l'amore quando non se ne ha bisogno, quando si è consapevoli di sapersi reggere, comunque, sulle proprie gambe. Anche a me piace questa idea.

Intreccio e protagonisti di A neve ferma mi sono sembrati un po' meno sopra le righe rispetto a quelli di Biscotti e sospetti e, per questo motivo, tra i due, tenderei a ritenere più avvincente e singolare il secondo sul primo.

Consigliato, in ogni caso, questo romanzo di Stefania Bertola, soprattutto se si sente il bisogno di bersi un comfort book, come se fosse una cioccolata d'inverno e un frappé d'estate.
 
 

Susanna Kearsley, The shadowy horses
Con le loro leggende e la storia appassionante, le coste della Scozia, battute dal vento, sono il sogno di ogni archeologo. Verity Grey è eccitata dalla sfida di scoprire un antico campo militare romano in un piccolo villaggio. Ma appena arriva, capisce che c'è del pericolo nell'aria.
Il suo eccentrico capo, Peter Quinnell, ha trascorso tutta la propria vita cercando il luogo dove è sepolta la Nona Legione ed è convinto di averla finalmente trovata — non per una qualche prova scentifica, bensì perché un ragazzino del luogo ha 'visto' un soldato romano camminare nei campi, una sentinella fantasma che protegge i corpi dei defunti compagni. Sorprendentemente, Verity crede in Peter, e nel ragazzo, e anche nella sentinella, che pare determinata a proteggere la stessa Verity... ma da cosa?

(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Ho già dedicato molte parole a Susanna Kearsley (qui e qui.) I libri di Susanna Kearsley mi confortano sempre perché ti fanno immergere nella storia senza scossoni, ti fanno ambientare con calma. A volte non succede niente per pagine e pagine (anche centinaia,) ma tutte quelle parole mi permettono di abituarmi ai luoghi e ai protagonisti, inquadrarli e squadrarli.

The shadowy horses — forse — è stato un libro un po' troppo tranquillo anche per me. Nella cronologia della scrittura della Kearsley, si colloca tra The splendour falls e Named of the dragon, di cui ho scritto nei post che ho linkato sopra. Si tratta dei primi romanzi pubblicati dall'autrice, di cui apprezzo le componenti del mistero e dell'indagine, e che si discostano dai più recenti, che si sviluppano sempre su due piani narrativi, una storia nel passato e una nel presente.

The shadowy horses mi ha dato tanto l'impressione di un romanzo di transizione: un romanzo scritto... durante una pausa? di sperimentazione? Non lo so. Mi è piaciuto, ma non mi ha regalato le stesse soddisfazioni degli altri; per quanto buon comfort book, non mi ha fatta sentire avvolta in una calda trapunta (e, dove abito io, ce ne è ancora bisogno.)

Devo ammettere che il fatto che Verity mi desse un po' sui nervi non mi ha autata. Giovane donna sotto i trent'anni, già ritenuta un'affermata professionista (anche se non si capisce di cosa, visto che non dimostra di saper fare granché,) già con un'importante esperienza al British Museum alle spalle... è stato difficile simpatizzare, non fosse altro per l'invidia... eh sì, ho anche io le mie debolezze.

Questo romanzo mi fornisce l'occasione per consigliare di nuovo di dare un'occhiata all'opera di Susanna Kearsley.

See you soon cyberspace cowboy...

Bibliografia e URL:
Stefania Bertola, A neve ferma, Milano, Tea, 2011
Avevo scritto di Biscotti e sospetti qui: http://ludo-ii.blogspot.it/2014/12/i-bevuti-del-periodo-natalizio.html
Susanna Kearsley, The shadowy horses, London, Allison & Busby, 2009
Sito di Susanna Kearsley: http://www.susannakearsley.com/
Ho scritto di Come il mare d'inverno, The rose garden e The splendour falls di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/10/susanna-kearsley.html 
Ho scritto di Named of the dragon di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/02/cosa-ho-letto-cosa-sto-leggendo-e-i.html

sabato 11 aprile 2015

Miscellanea

Il post di oggi: neve, Browne — no, non brownie — e confessione.
 
The perks of being... in Cumbria: Troutbeck, Townend e... la prova bikini mi fa un baffo
E io dovrei preoccuparmi della prova costume...?


Era il 26 marzo, dovevo recarmi a Troutbeck per lavoro e sono stata accolta da una bella nevicata.

Mi fa, tra l'altro, piacere mostrarvi una foto del villaggio (che, qui sopra, si vede sullo sfondo) perché è stato pubblicato in Italia un romanzo la cui protagonista vive proprio a Troutbeck. Si tratta di Da quando sei scomparsa di Paula Daly e ho scoperto che è disponibile in italiano grazie a un post pubblicato sul blog Le Nove Muse.


Povere pecorelle, avranno pure loro una gran voglia di temperature miti, anche perché il parto degli agnelli non è, poi, così lontano.

Lo so, lo so. è passata la Pasqua, siamo nel pieno di aprile, ma non crediate che qui sia arrivata la primavera. Se è vero che abbiamo goduto di un paio di giorni in cui le massime hanno sfiorato i 18 °C, siamo di nuovo precipitati sui 9 °C.

Townend

Ne approfitto per inserire un'immagine di Townend che — credo — possa essere considerata l'abitazione più nota di Troutbeck. Si tratta di un'antica casa, abitata per circa quattro secoli dalla stessa famiglia di allevatori: i Browne, con la e finale, e su cui la famiglia ha sempre insistito.

I Browne furono parte integrante della storia di quello che oggi chiamiamo Lake District, insieme ad altre famiglie quali i Braithwaite, per esempio, di cui avevo accennato in un post dedicato a Bridge House. L'interno di Townend è un tripudio di mobili, soprammobili e libri di diverse epoche, amati e usati per secoli sino al 1943, quando morì l'ultima persona che qui risiedeva, Clara Jane Browne.

Se mai dovesse capitarvi di recarvi nel Distretto dei Laghi, Troutbeck e Townend sono certamente una tappa da tener presente. E, se siete giunti a piedi da Windermere e desiderate rifocillarvi, c'è la famosissima Troutbeck Tearoom. Vi raccomando di controllare gli orari di apertura, però, tutti particolari.


I am not a palette junky, I am a palette lover. Seriously

LORAC Alter Ego Eye Shadow Palette in Dream Girl

Non mi resta che ridere.

Di recente, sul blog Era una notte buia e tempestosa..., nei commenti a un post intitolato Help!, scrivevo di essere ascendente Ariete, ma di sentirmi molto più ascendente Toro — mancato per un soffio — perchè sono una persona che tende a riflettere molto sugli acquisti che fa. Di norma, vi assicuro che è così.

I miei best buys sono libri, borse, sciarpe e assimilati, anelli e... make-up palette. La categoria delle palette trucco è quella in cui gli acquisti sono più sporadici perché sono estremamente pignola a riguardo: poche, ma buone o — ancora meglio — poche, ma come dico io. Il primo sguardo va ai colori: le palette con i colori neutri, nude e le tonalità del marrone non fanno per me (lo avevo scritto anche nel post sulla mia guida alternativa ai regali di Natale.) La seconda cosa su cui mi concentro sono gli ingredienti: tutto ciò che contiene paraffina e dimeticone viene immediatamente accantonato. Com'è come non è, infine, tendo sempre a venire attratta dalle edizioni limitate. E qui casca l'asino, casco io.

Qualche giorno fa è stata resa disponibile sul mercato la nuova collezione estiva di LORAC, che comprende anche l'oggetto qui sopra: la Alter Ego Eye Shadow palette in Dream Girl. In barba a quello che ho scritto nei commenti al post Help! (vedi sopra,) in questo caso la mia ascendenza in Ariete è emersa, prepotente, e, in un battito di ciglia, l'ho bella che ordinata. Non mi è ancora arrivata, ma già non vedo l'ora di affondare il pennello in quei meravigliosi colori e spiattelarmeli sulle palpebre, ricreando sul mio volto un'estate di cui ancora non posso godere in Cumbria (e non è detto che arrivi.)

See you soon cyberspace cowboy... 

URL:
Elisa del blog Le Nove Muse ha dedicato un post a Da quando sei scomparsa di Paula Daly, ambientato nel Lake District: http://lenovefigliedizeus.blogspot.co.uk/2014/08/da-quando-sei-scomparsa-di-paula-daly.html 
Pagina dedicata a Townend sul sito del National Trust: http://www.nationaltrust.org.uk/townend/ 
Entry che dedicati ad Ambleside e Bridgehouse in cui nomino la famiglia Braithwaite: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/05/the-perks-of-being-in-cumbria-bridge_30.html 
Sito della Troutbeck Tearoom: http://www.troutbecktearoom.co.uk/ 
Help! sul blog Era una notte buia e tempestosa...: http://era-una-notte.blogspot.co.uk/2015/04/help.html
La mia guida alternativa ai regali di Natale: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/12/its-beginning-to-look-lot-like_12.html 
Pagina dedicata all'Alter Ego palette in Dream Girl sul sito della LORAC: http://www.loraccosmetics.com/make-up_alter-ego-dream-girl-eye-shadow-palette.html 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...