sabato 13 settembre 2014

York: seconda parte

Premessa
La mia lunga assenza è dovuta a tanti impegni di lavoro e qualche problemino di salute, che spero di lasciarmi presto alle spalle.
Sono qui per scrivere ancora un po' di York.


Riccardo III
Nello scorso post vi avevo accennato alle city walls e a Monk Bar e Micklegate Bar, le porte in cui hanno sede degli spazi espositivi dedicati a Riccardo III ed Enrico VII.


Sarò sincera: ho sempre vissuto pressoché nella beata ignoranza per quanto riguarda le vicende legate alle lotte tra Lancaster e York. L'unica cosa che sapevo è quello che si pensa Riccardo III potrebbe aver fatto ai nipoti, ma di cui non si hanno prove certe. Visitando York, tuttavia, ho finalmente ceduto e in Monk Bar ho comprato il romanzo qui sopra: The daughter of time di Josephine Tey. Si tratta dell'ultimo libro di una serie di gialli che hanno come protagonista l'ispettore Alan Grant, ciononostante è leggibile indipendentemente dagli altri.

Grant si trova in ospedale con una gamba rotta, ma sente un disperato bisogno di continuare a far lavorare il proprio cervello di detective. Quasi per caso, trovandosi davanti un ritratto di un nobiluomo, che poi identificherà essere Riccardo III, decide di fare chiarezza su un case molto più che cold...

Chi fosse interessato, sappia che quest'opera è disponbile anche in italiano, per i tipi di Mondadori, con titolo La figlia del tempo.

La figura di Riccardo III è legata alla storia di York. Nel 1483, dopo l'incoronazione, risiedette a York per tre mesi, durante i quali investì come Principe di Galles il figlio, Edward. York, inoltre, appoggiò Riccardo III nelle lotte contro Enrico VII.

Yorkshire Museum

The Multangular Tower
Il modo migliore per immergersi nella storia di York (e dello Yorkshire) e di scoprire di più sulla città romana e medievale è quello di andare allo Yorkshire Museum.

L'edificio che ospita il museo si trova nei Musuem Gardens, in cui si trovano anche l'osservatorio, la biblioteca, la Multangual Tower e le rovine di St Mary's Abbey.

La Multangular Tower è, ad oggi, l'unico cimelio romano che si possa trovare in superficie a York. Il resto rimane sotto terra o è esposto nei musei.

I resti di St Mary's Abbey

St Mary's Abbey era un monastero benedettino, fondato nel 1088, che prosperò fino al regno di Enrico VIII, sotto il quale fu trasformato prima in un palazzo reale per poi essere lasciato cadere in rovina, preda soprattutto di coloro che ricercavano materiale edilizio di qualità e facilmente reperibile.

La galleria romana
Lo York Helmet


All'interno dello Yorkshire Museum ha molto successo, soprattutto tra i pià piccoli, la sezione dedicata a dinosauri, fossili e preistoria. Per quanto mi riguarda, ho saputo particolarmente apprezzare le gallerie dedicate alla York romana e a quella medievale.

Ovviamente nella sezione romana non poteva mancare una bella testa di Costantino il Grande, visto che è stato proclamato imperatore proprio a Eburacum. Ho trovato molto interessante anche l'angolo interattivo in cui il visitatore ha la possibilità di sapere qualcosa di più della vita degli abitanti di York durante la dominazione romana, seguendo il personaggio che sceglie su un video per scoprire la sua storia.

Anche la sezione medievale risulta molto interessante. Per secoli, dopo la fine della dominazione romana, York è stata la capitale del Nord: i re angli erano battezzati nelle chiese di York e la città divenne, poi, un centro con un imponente presenza vichinga (York viene proprio dal vichingo Jorvik.) Uno dei pezzi esposti più importanti è lo York Helmet, uno degli unici quattro elmi anglo-sassoni trovati in Gran Bretagna.

Bettys


Bettys (purtroppo il sito è attualmente off line) è una delle sale da tè più famose d'Inghilterra e non potevo fare a meno di provare ad entrarci. Sono stata furba e mi sono presentata prima di mezzogiorno, cosa consigliabile durante il fine settimana se non si vogliono fare delle file chilometriche per riuscire a sedersi per l'afternoon tea. Avendo i minuti contati, ho deciso proprio di non aspettare e ho accettato di buon grado di essere accomodata nel piano interrato anziché sul piano strada, che mi avrebbe permesso di guardare fuori dalle grandi finestre un po' stile liberty.

Immagino che quello cho ho preso si possa appena intuire dall'immagine qui di fianco. Trattasi, in ogni caso, di un dolce di pasta sfoglia alla panna e fragole con scaglie di cioccolato e di una mocha (cioccolata più caffè)... Buonissimo (e credo di aver buttato giù 1000 Kcal così, senza neanche sentirle!)

Una visita da Bettys è consigliatissima! Se proprio la si trova affollata, si può sempre optare per il banco e scegliere qualcuno dei meravigliosi dolci in vendita.

Shopping extravaganza
Gli acquisti, quando si va a visitare un posto nuovo, fanno sempre bene allo spirito.

Di bracciali e di magneti
Chi l'avrebbe mai detto? Eppure ho ceduto a un acquisto quasi scontato: il bracciale nel gift shop... di York Minster!
A prima vista potrebbe quasi sembrare uno di quegli oggettini di plastica che si comprano ai bambini nel negozio fuori dal museo perché si sono comportati bene durante la vista. Si tratta, però, di un bracciale a torciglione, in rame, con dei magneti alle estremità bombate. Anch'io sono entrata in contatto con la mia brava parte di miti e credenze greche ed egizie e so che, nell'antichità, si credeva che il rame e i magneti migliorassero la circolazione, alleviassero i dolori e aumentassero l'energia. Ho sempre desiderato un monile del genere e quindi... ma si, mi sono buttata e non me ne vergogno.

It's what's underneath that counts!
Della serie: 'o famo strano? Nel senso di fare delle compere singolari. Quando faccio shopping, mi piace andare alla ricerca di cose originali, dunque...













Un portabiancheria intima da viaggio! Si tratta, per la precisione, di una Lingerie bag in black satin del marchio statunitense Miamica, che ho acquistato a un prezzo stracciato da TK Maxx, una delle mie catene di negozi preferite, dove si possono trovare prodotti di ogni genere a prezzi scontatissimi.

Bibliografia e URL:
York Archaeological Trust, Richard III and Henry VII experience guidebook, [s.l.], [s.n.], [s.d.]
Insight Guides, Great Breaks. York, [London], [Apa Publications], [2014]
Lingerie bag in black satin di Miamica: http://miamica.com/Lingerie-Bag-Black-Satin/
TK Maxx: http://www.tkmaxx.com/page/home

domenica 31 agosto 2014

Mini fuga: York

Di vacanze vere e proprie ancora non si parla, però sono riuscita a ritagliarmi un giorno e mezzo a York! Qui di seguito giusto un assaggio..

Costantino il Grande proclamato imperatore a York (Eburacum)

Città affascinante e ricca di storia, famosa per le sue scenografiche mura, la cattedrale gotica più grande a nord delle Alpi e la presenza vichinga, che ha dato al centro il nome con cui è ancora conosciuto (York viene da Jorvik.)

A causa del poco tempo a disposizione, ho potuto visitare ben poco, però mi sono impegnata...

York Minster


La storia del sito della cattedrale di York incomincia nel 71 d. C., quando una legione romana stazionava in quell'area. Una prima chiesa, in legno, fu fondata nel 627 e, quasi immediatamente, ricostruita in pietra e, poi, via, con la sua storia millenaria, segnata da splendori, ma anche miserie (incendi e atti vandalici.)


L'interno è davvero impressionante, per dimensioni, caratterizzato come è da una navata centrale che ha una lunghezza di 158 metri, una larghezza di 76 e un'altezza di 60! Sicuramente imperdibile per gli amanti dell'architettura e dell'arte sacra.

City Walls


Un primo nucleo di mura fu costruito durante la dominazione romana e, successivamente, la cinta fu ampliata in epoca medievale. Le mura di York sono percorribili a piedi, tempo permettendo, e offrono una vista impareggiabile del centro della città.

Micklegate Bar
Monk Bar

Da no perdere due delle porte più importanti del tracciato: Micklegate Bar e Monk Bar. La prima è attualmente sede di uno spazio espositivo dedicato a Enrico VII e la seconda al suo 'rivale' al trono, Riccardo III. Se gli spazi dedicati ai due re sono più che altro un'attrazione turistica da cartolina (sono definiti, infatti, Henry VII experience e Richard III experience, dove quell'experience è la chiave,) i rispettivi interni di Micklegate e Monk Bar meritano davvero. In Monk Bar è ancora presente il portcullis, la cancellata che permetteva di sbarrare l'ingresso alla città.

Portcullis issato a Monk Bar. Sulla destra manichino raffigurante
Riccardo III

E questo vorrebbe essere solo un primo assaggio di York. Spero di riuscire a postare presto una seconda parte.

Bibliografia e URL:
Insight Guides, Great breaks. York, [London], [Apa Publications], [2014] 

domenica 24 agosto 2014

Come eravamo… Con la straordinaria partecipazione di George Orwell

Dopo aver terminato La donna di scorta di Diego De Silva, ho dovuto prendermi una pausa dalla letteratura: ero stata colpita così positivamente, che sentivo la necessità di non avvicinarmi immediatamente a della nuova narrativa. Mi sono rivolta, quindi, alla saggistica.


Dal mio viaggio a Londra, lo scorso giugno, ero tornata con dei libri, tra cui anche Books v. cigarettes, una raccolta di saggi brevi di George Orwell. Ho pensato fosse la lettura ideale per l’occasione.

Penso che la saggistica, in linea generale, invecchi ‘peggio’ della letteratura perché siamo tutti figli del tempo in cui viviamo e, cambiando il mondo, mutano le nostre prospettive su di esso e quello che osservavamo nel passato è differente da quello che abbiamo sotto gli occhi oggi. Queste osservazioni, in realtà, sono in parte vere anche per la letteratura, ma è molto più semplice leggere sempre gli stessi topoi declinati secondo i diversi canoni di un’epoca in narrativa, poesia o teatro, che non sotto forma di, per esempio, articolo pubblicato su una rivista specialistica.

Tornando a Books v. cigarettes, non ho potuto fare a meno di trovare curiosi e, a volte, desueti e ingenui — sì, lo ammetto e non mi sento in colpa per questo — i pensieri espressi da Orwell. Riporterò, qui di seguito, alcune frasi tratte dalla raccolta e vi aggiungerò qualche considerazione personale. Scientificamente questo metodo è deprecabile: si tratta di estrapolare e manipolare, senza tener conto dell'onestà che si deve a se stessi, agli argomenti che si trattano e ai terzi. In questo post, tuttavia, non ho alcuna pretesa critica seria, desidero solo stuzzicare dei potenziali lettori.

[…] it seems that I possess altogether nearly 900 books. (p. 3)
Come Petrarca, prima di lui, anche Orwell pare possedere una biblioteca personale decisamente contenuta. E, tra l’altro, non era il tipo di persona che andava in biblioteca. Il che conferma che ci sono stati dei grandi scrittori che, pure leggendo poco, scrivevano bene. Sono convinta, in ogni caso, che sia generalmente valido uno dei consigli che vengono dati più spesso agli aspiranti scrittori: leggete molto e scrivete molto.

Modern books for children are rather horrible things, especially when you see them in the mass. Personally I would sooner give a child a copy of Petronius Arbiter than Peter Pan, but even Barrie seems manly and wholesome compared with some of his later imitators. (p. 10)
Lucrezio batte Petronio, dal mio punto di vista, se proprio vogliamo nutrire i bambini con la letteratura latina. Immagino, però, che per Orwell Lucrezio fosse tropo ‘romantico’.

Above a quite low level, literature is an attempt to influence the viewpoint of one’s contemporaries by recording experience. (p. 30)
Glissando su quella che Orwell avrebbe potuto considerare letteratura di basso livello, quanto è vero quello che dice adesso? Lo scrittore di letteratura ha come scopo principale quello di influenzare il punto di vista di qualcuno mettendo per iscritto la propria esperienza? Credo che oggi questa affermazione sia riduttiva e, in ogni caso, si applichi meglio alla saggistica. C’è chi scrive ‘semplicemente’ per se stesso e per lo stesso pubblico di cui fa parte, ossia i lettori con gli stessi suoi gusti.

Orthodox Catholicism, again, seems to have a crushing effect upon certain literary forms, especially the novel. During a period of three hundred years, how many people have been at once good novelists and good Catholics? (p. 36)
E questa cosa sarebbe? Una non poi tanto velata asperrima critica a Graham Geene?

What colour were those eyes, I wonder? I remember them as green, but actually no human being has green eyes […] (p. 81)
Probabilmente così si osservava allora, ma oggi il verde è considrato il più comune tra I colori rari degli occhi.

Potrei continuare, ma il troppo storpia. Ho sempre trovato rischioso avvicinarmi alla saggistica di autori di cui ho letto le opere letterarie: ho paura di rimanere male nel vedere quello che pensano davvero, nel prenderli alla lettera. Trovo interessante, tuttavia, esplorare un po’ e superare i limiti nelle mie letture. Leggere Books v. cigarettes mi ha provocato, talvolta, qualche doloretto, ma niente a cui non possa far fronte.

Bibliografia e URL:
George Orwell, Books v. cigarettes, London, Penguin, 2008
Ho scritto de La donna di scorta qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/08/italians-do-it-for-better-or-for-worse.html