Carlo H. De’ Medici, Gomòria

 

Dalla Pseudomonarchia Daemonorum di Giovanni Wierus di Brabante
[Gomoria]:

Forte e possente duca del terzo inferno che appare sempre sotto il sembiante di una donna. Invocandolo nelle ore di sconforto e di miseria, risponde facilmente alla congiurazione, aiutando i disperati nella ricerca di tesori nascosti e insegnando la formula che fa vincere a tutti i giuochi.

Per i suoi inestimabili servigi, dice l’egregio Wierus, Gomòria si accontenta, come un buon diavolo qualunque, dell’anima del suo evocatore.
Dalla Notula al testo dell’autore

Gomòria fu originariamente pubblicato nel 1921 dall’editore cosmopolita Fiacchi, l’opera fu riscoperta di recente e riedita da Cliquot nel 2018, per poi essere ristampata nel 2020.

Dell’autore Carlo Hakim De’ Medici non si sa granché: nato a Parigi nel 1887, visse per molti anni a Gradisca d’Isonzo, fu scrittore, illustratore, studioso di scienze occulte e proprietario di un’azienda che produceva concimi catalitici. Dopo Gomòria pubbicò Leggende friulane e I topi del cimitero. Racconti crudeli (entrambi 1924).

In Gomòria seguiamo la discesa nel baratro di un dandy decadente, Gaetano Trevi, minato nel fisico e degenerato nell’animo che, dopo aver dilapidato la propria fortuna per saziare la fame di depravazione, finirà per rivolgersi all’occulto e, suo malgrado, a Gomòria per riprendersi dalla miseria in cui è sprofondato.

Dopo aver letto la prima mezza pagina di questo romanzo, mi venne subito alla mente un nome: Andrea Sperelli. Andai avanti per qualche altra pagina e rielaborai: Andrea Sperelli in versione scapigliata. Lessi di Andrea Sperelli ne Il piacere talmente tanti anni fa che, probabilmente, non sarei in grado di delineare con precisione il personaggio. Il fatto, tuttavia, che immediatamente pensai a lui, dandy annoiato, mentre venivo introdotta a Gaetano Trevi, è sicuramente significativo.

L’impressione è che De’ Medici fosse talmente imbevuto di letteratura decadentista e scapigliata da farla emergere anche nella propria scrittura. Se avessi letto de Sade, probabilmente, ci avrei trovato anche lui in Gomòria.

Più mi addentravo nella storia, però, più riconoscevo una certa originalità. Il che potrebbe essere dovuto alle mie limitatissime conoscenze in fatto di letteratura classica horror ed esoterica. Sta di fatto che, anche secondo quanto scritto in postfazione da Guido Andrea Pautasso, non ne girava molta, in lingua italiana, in quegli anni. Da questo punto di vista, Gomòria è un importante ritratto di un modo di sentire e di una cultura di cui non ci sono rimaste molte testimonianze letterarie.

Per quanto riguarda l’economia del racconto, penso che l’opera avrebbe beneficiato di tagli: la narrazione sarebbe risultata più incisiva. La lingua utilizzata è un esempio di italiano piuttosto raffinato, dove non manca del lirismo, in cui si usa, per esempio, l’espressione “oltre mare”, per indicare il colore blu, il nome del pigmento che si otteneva dai lapislazuli afghani, provenienti da oltre mare.

Da segnalare che Gomòria è illustrato dall'autore stesso.

Gomòria non ha gratificato granché il mio gusto personale e, personalmente, riconosco il suo valore più come testimonianza storico-letteraria che non letteraria tout court.

See you soon cyberspace cowboy…

Bibliografia: 
Carlo H. De’ Medici, Gomòria. Racconto magico con le illustrazioni dell’autore, Roma, Cliquot, 2020

Commenti

  1. Non conoscevo ma mi pare un libro "prezioso" soprattutto per le illustrazioni dell'autore e per la storia in sè! Quasi quasi ci faccio un pensierino ;)

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    1. Sicuramente è una testimonianza importante. Credo che avrebbe beneficiato di tagli.

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  2. Ho preso questo libro tempo fa me ne ho interrotto la lettura molto presto, forse proprio per lo stesso motivo tuo. Viceversa l'altra pubblicazione di Cliquot dedicata all'opera di De Medici ("I topi del cimitero") è davvero ottima e l'ho letta d'un fiato.

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    1. Confesso di aver dato una scorsa al tuo blog per vedere se ci fosse un post dedicato proprio a questo romanzo.

      I topi del cimitero è una raccolta di racconti, da quello che ho capito. Mi sono fatta l'idea che l'autore funzioni meglio narrativamente con il racconto che non con il romanzo.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Sai che hai davvero stimolato la curiosità? Il nome dell'autore non c'entra, giuro, prima che tu mi prenda in giro! :-)
    Non ho molta dimestichezza con la letteratura scapiglia e decadentista, ma al di là della storia che mi intriga, mi affascina soprattutto lo stile che tu definisci raffinato e non privo di lirismo.

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    1. Secondo me come racconto sarebbe funzionato meglio. Sicuramente è scritto in un bell'italiano ricercato d'altri tempi.

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  5. L'ho adorato. Forse perché adoro il genere e sono un po' un fanatico con scarsa capacità di giudizio su certe cose. Ma nonostante il mio fanatismo la raccolta dello stesso autore (e della stessa Cliquot) "I topi del cimitero" l'ho finita giusto perché era breve, e con un grande "boh".

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    1. Io ho letto solo Gomòria per ora e mi sono fatta l'idea che l'autore potrebbe essere più efficace nella modalità racconto. Non so, però, se proverò a leggere anche "I topi del cimitero". Vedremo...

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