domenica 24 agosto 2014

Come eravamo… Con la straordinaria partecipazione di George Orwell

Dopo aver terminato La donna di scorta di Diego De Silva, ho dovuto prendermi una pausa dalla letteratura: ero stata colpita così positivamente, che sentivo la necessità di non avvicinarmi immediatamente a della nuova narrativa. Mi sono rivolta, quindi, alla saggistica.


Dal mio viaggio a Londra, lo scorso giugno, ero tornata con dei libri, tra cui anche Books v. cigarettes, una raccolta di saggi brevi di George Orwell. Ho pensato fosse la lettura ideale per l’occasione.

Penso che la saggistica, in linea generale, invecchi ‘peggio’ della letteratura perché siamo tutti figli del tempo in cui viviamo e, cambiando il mondo, mutano le nostre prospettive su di esso e quello che osservavamo nel passato è differente da quello che abbiamo sotto gli occhi oggi. Queste osservazioni, in realtà, sono in parte vere anche per la letteratura, ma è molto più semplice leggere sempre gli stessi topoi declinati secondo i diversi canoni di un’epoca in narrativa, poesia o teatro, che non sotto forma di, per esempio, articolo pubblicato su una rivista specialistica.

Tornando a Books v. cigarettes, non ho potuto fare a meno di trovare curiosi e, a volte, desueti e ingenui — sì, lo ammetto e non mi sento in colpa per questo — i pensieri espressi da Orwell. Riporterò, qui di seguito, alcune frasi tratte dalla raccolta e vi aggiungerò qualche considerazione personale. Scientificamente questo metodo è deprecabile: si tratta di estrapolare e manipolare, senza tener conto dell'onestà che si deve a se stessi, agli argomenti che si trattano e ai terzi. In questo post, tuttavia, non ho alcuna pretesa critica seria, desidero solo stuzzicare dei potenziali lettori.

[…] it seems that I possess altogether nearly 900 books. (p. 3)
Come Petrarca, prima di lui, anche Orwell pare possedere una biblioteca personale decisamente contenuta. E, tra l’altro, non era il tipo di persona che andava in biblioteca. Il che conferma che ci sono stati dei grandi scrittori che, pure leggendo poco, scrivevano bene. Sono convinta, in ogni caso, che sia generalmente valido uno dei consigli che vengono dati più spesso agli aspiranti scrittori: leggete molto e scrivete molto.

Modern books for children are rather horrible things, especially when you see them in the mass. Personally I would sooner give a child a copy of Petronius Arbiter than Peter Pan, but even Barrie seems manly and wholesome compared with some of his later imitators. (p. 10)
Lucrezio batte Petronio, dal mio punto di vista, se proprio vogliamo nutrire i bambini con la letteratura latina. Immagino, però, che per Orwell Lucrezio fosse tropo ‘romantico’.

Above a quite low level, literature is an attempt to influence the viewpoint of one’s contemporaries by recording experience. (p. 30)
Glissando su quella che Orwell avrebbe potuto considerare letteratura di basso livello, quanto è vero quello che dice adesso? Lo scrittore di letteratura ha come scopo principale quello di influenzare il punto di vista di qualcuno mettendo per iscritto la propria esperienza? Credo che oggi questa affermazione sia riduttiva e, in ogni caso, si applichi meglio alla saggistica. C’è chi scrive ‘semplicemente’ per se stesso e per lo stesso pubblico di cui fa parte, ossia i lettori con gli stessi suoi gusti.

Orthodox Catholicism, again, seems to have a crushing effect upon certain literary forms, especially the novel. During a period of three hundred years, how many people have been at once good novelists and good Catholics? (p. 36)
E questa cosa sarebbe? Una non poi tanto velata asperrima critica a Graham Geene?

What colour were those eyes, I wonder? I remember them as green, but actually no human being has green eyes […] (p. 81)
Probabilmente così si osservava allora, ma oggi il verde è considrato il più comune tra I colori rari degli occhi.

Potrei continuare, ma il troppo storpia. Ho sempre trovato rischioso avvicinarmi alla saggistica di autori di cui ho letto le opere letterarie: ho paura di rimanere male nel vedere quello che pensano davvero, nel prenderli alla lettera. Trovo interessante, tuttavia, esplorare un po’ e superare i limiti nelle mie letture. Leggere Books v. cigarettes mi ha provocato, talvolta, qualche doloretto, ma niente a cui non possa far fronte.

Bibliografia e URL:
George Orwell, Books v. cigarettes, London, Penguin, 2008
Ho scritto de La donna di scorta qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/08/italians-do-it-for-better-or-for-worse.html

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...