venerdì 28 giugno 2013

Fort George


Fort George è una caserma militare della metà del XVIII secolo, che si affaccia sullo Stretto di Moray (Moray Firth,) nelle Highlands, nella località di Ardersier, vicina a Inverness. La particolarità di Fort George è che si tratta anche di un complesso di grande importanza storica e un'attrazione aperta ai visitatori. Come base militare è, quindi, gestita dall'esercito, mentre, come struttura storica, da Historic Scotland, che si occupa di preservare e rendere accessibile parte del patrimonio architettonico scozzese.
La fortezza fu voluta da re Giorgio II (1683-1760) con l'intento di prevenire qualsiasi rivolta giacobita e tentativo da parte degli scozzesi di riportare sul trono gli esiliati Stuart. Dopo la battaglia di Culloden (1746,) in cui l'esercito di Charles Edward Stuart subì una definitiva sconfitta, si incominciò la costruzione di Fort George, che si protrasse per oltre vent'anni, sino al 1769. Le Highlands erano ormai pacifiche, ma il forte è rimasto in uso sin da allora.


A Fort George si può arrivare in vari modi: con proprio mezzo di trasporto, con autobus a prenotazione (dial bus) e... pedibus calcantibus. Io ho preso un autobus da Inverness ad Ardersier e, poi, ho seguito il sentiero lungo la spiaggia, qui sopra, che tende a diventare più sassoso mano a mano che ci si avvicina alla meta.


Fort George è tra le più rilevanti fortezze militari in Europa e la più imponente della Gran Bretagna. Fa un certo effetto trovarsi a Fort George: è un posto immenso che si erge su una penisola isolata. 

Camera del 1780
In alcuni locali del forte sono state assemblate delle stanze che riprendono gli arredi dei secoli passati con qualche materiale originale. Nell'ultimo quarto del XVIII secolo, otto soldati condividevano la stessa camera, dove cucinavano, mangiavano e dormivano due per letto. A un uomo su cento era concesso di vivere con la propria moglie e i figli (la privacy era assicurata da una tenda che schermava la famiglia dai soldati con cui condivideva la stanza.) La donna riceveva la metà delle razioni concesse a un soldato e in cambio si occupava delle faccende domestiche.

Camera del 1868
Nella seconda metà dell'Ottocento, una camera era occupata da cinque soldati e ognuno aveva un proprio letto. Non si cucinava più in stanza perché esisteva una mensa comune, così come c'erano delle latrine esterne, per cui non era più necessario espletare le funzioni biologiche nelle camere. Esistevano, inoltre, degli alloggi appositi per i soldati sposati.

Camera di un ufficiale nel 1813
Un ufficiale, nel periodo delle guerre napoloniche, occupava sì una camera singola, ma aveva una paga misera, che bastava appena per mantenersi, e conduceva un'esistenza incerta e precaria quanto quella dei suoi uomini. Nel suo alloggio custodiva tutto ciò che possedeva e che si portava di caserma in caserma, a seconda delle esigenze che gli imponeva la vita militare.




Sugli spalti di Fort George sono posizionati 70 cannoni. Dal bastione ovest, con un po' di fortuna, è possibile avvistare delfini e balene (A me non è capitato.)

Il deposito delle munizioni (grand magazine) fu costruito a ridosso di un bastione, separato dal resto del forte da un possente muro, per scongiurare qualsiasi spiacevole incidente con i 2500 barili di polvere da sparo che vi erano contenuti.

The grand magazine
Fort George è un luogo estremamente suggestivo e che vale la pena visitare... magari dopo essere stati a Loch Ness e al castello di Urquhart.
La base è accessibile ai visitatori dal lunedì alla domenica, tra le 9:30 e le 17:30 dall'inizio di aprile alla fine di settembre, dalle 9:30 alle 16:30 da ottobre alla fine di marzo; il prezzo del biglietto è variabile. Essendo una base militare l'accesso potrebbe essere improvvisamente vietato o le borse dei visitatori perquisite (al visitor centre mi hanno detto che ciò, di norma, non avviene.)

Bibliografia e URL:
Ian Maclvor, Fort George. Ardersier, Edinburgh, Historic Scotland, 2006
Pagina dedicata a Fort George su Historic Scotland: http://www.historic-scotland.gov.uk/propertyresults/propertyoverview.htm?PropID=PL_136
Pagina dedicata a Urquhart Castle su Historic Scotland: http://www.historic-scotland.gov.uk/index/places/propertyresults/propertyoverview.htm?PropID=PL_297

domenica 23 giugno 2013

Viaggi nel tempo d'altri tempi

Di recente non sono mancati libri su viaggi nel tempo. La trilogia delle gemme di Kerstin Gier ha avuto un buon successo e anche i primi due volumi de La trilogia vittoriana di Felix J. Palma hanno conquistato una loro nicchia di lettori (io sono tra questi e non vedo l'ora che esca l'ultimo romanzo della serie.) Di viaggi nel tempo, però, si scrive da parecchio, anche prima di Herbert George Wells e La macchina del tempo (1895.) Quelli qui sotto sono tre libri del secolo scorso, pubblicati negli anni Cinquanta e Sessanta, che offrono delle suggestioni diverse da quelle che troviamo nelle pubblicazioni di oggi.

Marghanita Laski, The Victorian chaise-longue


Pubblicato nel 1953, The Victorian chaise-longue è un racconto lungo e, nella mia edizione Persephone Books, un libro di sole 99 pagine. Attualmente Persephone Books è l'unica casa editrice che ha in catalogo questa opera e, come la gran parte delle sue pubblicazioni, sovracoperta e carta della legatura sono grigie, mentre sulle sguardie è stampato il motivo di un tessuto dell'epoca (come da immagine qui sopra.) Nel mercato dell'usato e del fuori catalogo si possono trovare altre edizioni.

La storia ha per protagonista Melanie Langdon, una giovane donna dell'Inghilterra degli anni Cinquanta del secolo scorso, che si sta riprendendo da un parto e dalla tubercolosi, malattia che l'ha costretta a letto per mesi. Finalmente il suo medico, il dottor Gregory, le permette di spostarsi dalla camera al salottino adiacente e sdraiarsi su un vecchio chaise-longue risalente all'epoca vittoriana. Melanie si addormenterà sull'agrippina e finirà per risvegliarsi nella Londra del 1864, nei panni di Milly Baines, una ragazza stremata dalla tisi, la quale pare custodire un oscuro segreto, che le sta rendendo la già misera esistenza sempre più ardua, soprattutto per quanto concerne il rapporto con la sorella Adelaide. Con il passare del tempo, in Melanie crescerà la disperazione nel realizzare di essere imprigionata nel corpo di Milly e, nel frattanto, verrà a conoscere sempre meglio il suo 'alter-ego', rendendosi conto che entrambe hanno avuto esperienze simili, ma destini estremamente diversi a causa delle differenti epoche in cui si sono trovate a vivere. In un crescendo di tensione, sempre più impaurita e impotente, Melanie si convince di aver trovato finalmente la chiave di volta, il modo di ritornare al proprio tempo, alla propria vita e nel proprio corpo, ma a quel punto il racconto si avvia alla conclusione...

Scritto con grande cura nella costruzione dell'intreccio, The Victorian chaise-longue nella prima parte è narrato a due voci, quella di Melanie e quella del dottor Gregory, mentre nella seconda parte dal punto di vista di Melanie/Milly. Il dottor Gregory è fondamentale per inquadrare la protagonista e le sue considerazioni sono importanti perché regalano al lettore una prospettiva più ampia sulle premesse della storia e, con tutta probabilità, anche sull'interpretazione della seconda parte del racconto. Allo stesso modo, più nella seconda parte ci si renderà conto delle similitudini delle esistenze di Melanie e Milly, più ciò che accade nel XIX secolo sembrerà gettare nuova luce anche sulle situazioni che ci sono state presentate nella prima parte.

Tra gli aspetti che più mi hanno affascinata, il fatto che, mentre Melanie si trova nel corpo di Milly, gradualmente incomincia a percepire e assumere i suoi ricordi. Altra bella trovata l'impossibilità di Melanie di dar voce ai propri pensieri, così come avrebbe potuto fare nella propria epoca: non è capace, ad esempio, di parlare di fatti accaduti dopo il 1864 o di aerei, perché non avvenuti o non inventati.

The Victorian chaise-longue è una storia estremamente accattivante in cui il viaggio nel tempo avviene ed è sviluppato in modo un po' diverso rispetto a quello a cui si è abituati oggi: ci si chiede se ciò che sta vivendo Melanie sia un'esperienza onirica o una sorta di reincarnazione al contrario e l'incubo dell'imprigionamento è l'elemento a cui è dato maggiore risalto nel racconto e che mantiene alta la tensione. La trama è misteriosa e non mancano dei buchi neri, caratteristiche che, tuttavia, è difficile percepire come difetti quanto piuttosto come i punti forti dell'opera.


Quello di The Victorian chaise-longue è un finale chiuso, ma a libera scelta del lettore, quindi qualcuno potrebbe considerarlo un po' irritante. Eh sì, nella mia esperienza esistono libri che finiscono, ma il lettore deve darsi una risposta definitiva da solo.

Daphne du Maurier, The house on the strand


Pubblicato nel 1969, The house on the strand è il penultimo romanzo di Daphne du Maurier. Il libro è disponibile nell'edizione Virago, del gruppo Little, Brown. Tempo fa è stato pubblicato anche in lingua italiana, per BUR  e Il clbub degli editori, con titolo La casa sull'estuario.

A Dick Young viene offerto dall'amico scienziato, Magnus, l'occasione di trascorrere le vacanze estive nella sua casa in Cornovaglia, insieme alla possibilità di sfuggire la realtà ed esplorare il passato attraverso una nuova droga, la quale permette di farsi dei trip indietro nel tempo, ma solo mentalmente, mentre fisicamente si rimane nella realtà presente. Dick assisterà, così, da testimone invisibile e silente agli eventi che si succedettero a Tywardreath nel XIV secolo, immergendosi in un universo tutto nuovo, e rimanendo particolarmente affascinato dalla vita dello steward Roger e della bella Isolda Carminowe. Allo stesso tempo, incomincerà a perdere interesse per la vita presente, compromettendo il rapporto con la moglie, già caratterizzato da tensioni.

Se il protagonista è tutto preso nei suoi viaggi nel tempo, l'attenzione del lettore sembra concentrarsi maggiormente sui rapporti che legano i personaggi e le dinamiche che li dividono. In un certo senso, il tema del viaggio nel tempo non la fa padrone: più che essere conquistati dalla scoperta di un passato remoto, suggestivo, selvaggio e pericoloso, il focus è sulle relazioni personali tra i vari personaggi, sulla complessa figura di Dick Young e queste sono alla base dell'evoluzione della trama. The house on the strand non si accosta, quindi, a quei romanzi di avventura o fantasy che presentano come componente principale il viaggio nel tempo.

La scrittura è particolarmente scorrevole e la lettura risulta veloce. Da sottolineare, tuttavia, che i personaggi medievali della storia portano spesso tutti gli stessi nomi: inizialmente è necessario ricorrere continuamente all'albero genealogico all'inizio del volume, poi si intuirà di chi si sta parlando perché si riuscirà a ricondurlo agli specifici tratti caratteriali e ai tipici contesti d'azione.

Decisamente un libro particolare e insolito rispetto agli attuali che trattano il topos del viaggio nel tempo. Questo romanzo, come The Victorian chaise-longue, ha un finale chiuso, ma a libera scelta del lettore, confezionato in modo sapiente, ma che potrebbe comunque risultare snervante.


Jack Finney, Time and again


Pubblicato per la prima volta nel 1970, Time and again è un romanzo illustrato, dal sapore un po' nostalgico, edito da Simon & Schuster. In Italia è stato pubblicato dalla Mondadori prima e dalla Marcos Y Marcos poi, con titolo Indietro nel tempo, ma è piuttosto difficile da trovare.

Simon (Si) Morley è un artista ventottenne che lavora per un'agenzia pubblicitaria di New York. Con un divorzio alle spalle e una carriera che non lo soddisfa pienamente, finisce per accettare di partecipare, senza pensarci troppo, a un segretissimo programma del governo che si scoprirà studiare la possibilità di viaggiare nel tempo e tentare di realizzare l'impresa. E, alla fine, ovviamente, ci riesce e Simon si ritrova nella New York del 1882, un altro mondo rispetto alla sua Grande mela, quella della fine degli anni Sessanta. Un uomo all'avventura, un po' una cavia da laboratorio, persino un improvvisato investigatore, Si ci fa vivere la New York della fine del XIX secolo, senza mancare di sorprenderci... Sapevate che un braccio della Statua della libertà giacque in Madison Square per diverso tempo prima che ci si decidesse ad assemblara su Bedloe's Island (ora Liberty Island?) Questo romanzo ce ne fornisce anche una prova: una fotografia dell'epoca.

Credo che meno si sappia di questo libro, meglio sia. Per il lettore contemporaneo è tutto un viaggio nel tempo perché viene catapultato prima nella New York della seconda metà del secolo scorso e, poi, in quella della fine del precedente. Da questo punto di vista, leggere l'inizio della storia è stato molto interessante, perché Finney scriveva prima di Harry Potter e prima che l'elemento paranormale diventasse un aspetto dominante di tanta della narrativa di oggi. Sì, c'era la fantascienza, ma questo è più una sorta di romanzo storico con giusto un pizzico di fantascienza e precede il famoso Bid time return (Appuntamento nel tempo) di Richard Matheson, del 1975, da cui è stato tratto il film Somewhere in time (Ovunque nel tempo.)

Un mistero da risolvere, un appena accennato romanticismo e le domande ricorrenti sugli effetti che si possono generare interferendo con il passato e, soprattutto, se sia giusto farlo. Time and again risulta un po' datato alla lettura, ma per me è stato qualcosa di positivo e, infatti, sopra ho utilizzato l'aggettivo «nostalgico.»

Il finale è tradizionalmente chiuso, ma lascia spazio al dibattito.

Ho scoperto questo libro grazie al blog di Weirde Santippe, L'arte dello scrivere... forse, nella pagina dedicata ai romanzi che trattano di viaggi nel tempo.

Bibliografia e URL:
Marghanita Laski, The Victorian chaise-longue, London, Persephone Books, 2010
Pagina dedicata a The Victorian chaise-longue sul sito di Persephone Books: http://www.persephonebooks.co.uk/books/the-victorian-chaise-longue/
Sito Persephone Books: http://www.persephonebooks.co.uk/
Daphne du Maurier, The house on the strand, London, Virago, 2011
Pagina dedicata a The house on the strand sul sito del gruppo Little, Brown: http://www.littlebrown.co.uk/books/detail.page?isbn=9781844080427
Un sito dedicato a Daphne du Maurier: http://www.dumaurier.org/
Sito Little, Brown: http://www.littlebrown.co.uk/
Jack Finney, Time and again, New York, Simon & Schuster, 2012
Pagina dedicata a Time and again sul sito Simon & Schuster: http://books.simonandschuster.com/Time-and-Again/Jack-Finney/9780684801056#
Sito di Simon & Schuster: http://www.simonandschuster.com/
Blog di Weirde Santippe, L'arte dello scrivere... forse: http://www.weirdesplinder.tumblr.com/
Pagina dedicata ai libri che trattano di viaggi nel tempo sul blog di Weirde Santippe: http://weirdesplinder.tumblr.com/post/13393806532/libri-con-viaggi-nel-tempo

venerdì 14 giugno 2013

Linlithgow Palace

Linlithgow è un centro a pochi chilometri da Edimburgo. Situato sulla linea ferroviara per Glasgow, è facilmente raggiungibile in treno. Nel paese si trova il castello di Linithgow, uno degli edifici più importanti che siano rimasti della Scozia medievale. Linlithgow Palace è associato frequentemente alla regina Maria Stuarda (1542-1587,) la quale, tuttavia, trascorse poco tempo tra le sue mura ed ebbe uno scarso impatto sulla sua storia.


Quello che vediamo ora del castello di Linithgow sono i resti di un edificio iniziato nel 1424, per ordine del re Giacomo I di Scozia, e successivamente ampliato o ristrutturato da diversi sovrani, sino ad arrivare a Giacomo VI (1567-1625.)


Il castello è privo di tetto dal 1746, a causa di un rovinoso incendio, il che significa che rimane ben poco da ammirare degli interni, a parte qualche monumentale camino e alcune sculture. Si possono ancora percorrere, però, diversi dei corridoi di un tempo, attraversare il salone principale e la cappella — praticamente irriconoscibili — e intraprendere la scalata delle torri del palazzo.


Esplorando Linlithgow Palace, perdere l'orientamento è molto più facile di quanto si possa pensare: i locali appaiono tutti uguali all'occhio del visitatore e spesso vi si può accedere da più punti, quindi si finisce per scambiare un ingresso per un altro e a percorrere un lato del castello diverso da quello da cui si era partiti, a trovarsi in una torre differente senza accorgersene.


La sfortuna del castello, ciò che più ha contribuito alla sua inesorabile rovina, è stata quella di essere considerato soprattutto una residenza confortevole e di... villeggiatura, per così dire. Se i sovrani Stewart amavano trascorrervi dei lunghi periodi di tempo, soprattutto durante le trasferte da Edimburgo a Stirling e viceversa, non si preoccuparono davvero mai di fortificarlo o di considerarlo un centro di difesa militare e da cui amministrare stabilmente il potere.


Mary Queen of Scots, Maria Stuarda, nacque qui, ma vi rimase solo per sette mesi perché la madre era convinta che, visti gli scarsi apparati di difesa del palazzo, qualcuno potesse rapire la bambina, soprattutto dopo aver raggiunto l'accordo perché la figlia sposasse il Principe di Galles. Quando il figlio di Maria Stuarda, Giacomo VI di Scozia, succedette alla regina Elisabetta I, diventando anche Giacomo I di Inghilterra (1603), gli interessi dei sovrani si spostarono definitivamente verso Sud e per il castello incominciò un lento declino.


Linlithgow Palace sorge in altura e dai pertugi e dalle finestre tra le sue pareti è possibile godere della vista sul parco (Peel) e il lago (Loch.) Pare che l'area sia ricca di specie animali e vegetali. Cigni e papere sono presenti in grande quantità e tendono a regalare tutta la propria attenzione a chi porta loro da mangiare (il gruppo di cigni qui sotto si dirige di gran carriera verso chi ha il cibo.)



Il castello di Linlithgow è visitabile tutti i giorni, dalle 9:30 alle 17:30, tra aprile e settembre, e dalle 9:30 alle 16:30, da ottobre a marzo. Il prezzo del biglietto è variabile. Maggiori informazioni sulla pagina dedicata sul sito di Historic Scotland.

Bibliografia e URL:
La pagina dedicata a Linlithgow Palace sul sito di Historic Scotland che gestisce la proprietà: http://www.historic-scotland.gov.uk/index/places/propertyresults/propertyoverview.htm?PropID=PL_199&PropName=Linlithgow%20Palace
Adrian Cox, Linlithgow Palace. The official souvenir guide, [Edinburgh], Historic Scotland, 2010

domenica 9 giugno 2013

È arrivato il momento di... comprarli

Si parla spesso di momento giusto per leggere un libro, ma raramente di momento giusto per comprare un libro. Di recente mi è capitato di fare degli acquisti inaspettati. Ho comprato: un romanzo che fino a ieri mi ispirava, ma che non sentivo ancora la necessità di leggere; un volume a cui avevo rinuncato perché no, con tutta probabilità non era un capolavoro e, forse, nemmeno mi sarebbe del tutto piaciuto; un libro sgualcito e molto vissuto, con un aspetto tutt'altro che attraente, ma che desideravo e che è difficile da recuperare.

Ian McEwan, Sweet tooth


Sweet tooth (Miele) di Ian McEwan mi ispirava e l'avevo trovato anche in edizione economica, ma non era ancora venuto il momento di leggerlo, come mi ero trovata a scrivere in un commento alla recensione del romanzo sul blog Diario di pensieri persi. Ieri, però, nel settore liquidazioni di una libreria, ne ho trovato un esemplare in legatura rigida, con sovracoperta vellutata al tatto, a sole £ 9.99 e, soprattutto, autografato.



Non sono riuscita a lasciarlo sullo scaffale. Non credo sia ancora il momento giusto per leggerlo (anche se incomincio a sentire più forte il suo richiamo,) ieri, tuttavia, era il momento giusto per acquistarlo.

Robert Edric, The devil's beat


Nella stessa libreria in cui ho trovato Sweet tooth, ho scovato anche una copia in legatura rigida di The devil's beat di Robert Edric. Anche questo è un romanzo che è uscito ormai da tempo in edizione economica, ma che ho sempre lasciato sullo scaffale perché credevo potessi farne a meno. Ambientato in epoca edoardiana, racconta l'idagine condotta da un prete, un dottore, un magistrato e un investigatore sulla presunta apparizione e possessione del diavolo su quattro giovani donne. Ora, l'edizione economica di questo libro ha lo stesso presso di copertina di quella qui sopra, in cartonato, eppure, il fatto che si trattasse di una prima edizione, mi ha spinta a comprare il libro. Credevo non sarebbe mai arrivato il momento di leggerlo, che l'avrei dimenticato, ieri però si è presentata un'ottima occasione di acquistarlo e l'ho afferrata al volo.

Anya Seton, Dragonwyck


Quella qui sopra è un'edizione del 1970 di Dragonwyck di Anya Seton. È da un paio di anni che desidero leggere questo romanzo, ma non è facilissimo procurarselo... beh, fino a un certo punto, lo ammetto: attraverso The book depository lo si può ancora recuperare. Si tratta di un romanzo ambientato attorno alla metà dell'Ottocento in America. La protagonista è Miranda Wells che, giovanissima, si infatua di e finirà per sposare Nicholas Van Ryn di Dragonwyck, una tenuta nello stato di New York. Con il tempo, Miranda scoprirà i misteri di Dragonwyck e i terribili segreti del marito. È una storia in cui il romanticismo si fonde con le atmosfere gotiche. Qualche giorno fa, in un negozio di beneficenza, ho trovato una copia datata e bistrattata del romanzo della Seton e ho finito per comprarlo per un paio di sterline. Il libro è piuttosto malandato, una copia che non mi avrebbe normalmete attirata, ma non sono riuscita a resistere: era un esemplare a portata di mano, letteralmente, non mi sarei dovuta preoccupare di fare ordini via internet.

Tre romanzi, quindi, e tre perfetti momenti per acquistarli.

Nota: Pare che, dal 13 giugno 2013, Dragonwyck di Anya Seton sarà di nuovo largamente disponibile.

URL:
Sito di Ian McEwan: http://www.ianmcewan.com/
Recensione a Miele sul blog Diario di pensieri persi: http://www.diariodipensieripersi.com/2013/05/recensione-doppia-miele-di-ian-mcewan.html
Blog Diario di pensieri persi: http://www.diariodipensieripersi.com/
The book depository e The book depository UK: http://www.bookdepository.com/; http://www.bookdepository.com/

domenica 2 giugno 2013

Fantasmi in arrivo

John Boyne, This house is haunted


Un paio di giorni fa ho terminato This house is haunted, ultimo libro di John Boyne, autore del celebre ll bambino con il pigiama a righe. Visitando il sito dell'autore, ho scoperto che la pubblicazione del romanzo è prevista anche in Italia, per Rizzoli, che ha già pubblicato le opere precedenti di Boyne.

Si tratta, come si può evincere dal titolo, di una storia di fantasmi.
Siamo in Inghilterra, nel 1867. Dopo la morte del padre, Eliza Caine rimane completamente sola al mondo e, visto che presto non avrà nemmeno più una casa in cui abitare, decide, senza pensarci troppo, di accettare un posto come governante nel Norfolk. Arrivata a destinazione, si trova a essere accolta solo dai due bambini di cui si dovrà occupare, Isabella ed Eustace, in una magione altrimenti disabitata. Eliza è completamente esterefatta e sin dal momento in cui si ritira nella propria stanza e si accinge a trascorrere la prima notte a Gaudlin Hall, si rende conto che qualcosa non va... di chi sono quelle mani che le hanno stretto le caviglie e hanno tentato di tirarla giù dal letto?

Questa è una storia di fantasmi molto classica, che strizza l'occhio ai racconti a puntate di Dickens e compagnia. E, a proposito di Dickens, non mancano citazioni a lui e ai suoi romanzi, sin dall'incipit: «I blame Charles Dickens for the death of my father.»

Presi in mano questo libro pensando di trovarmi davanti a una rivisitazione de Il giro di vite, ma mi sbagliavo: This house is haunted è davvero una storia di fantasmi tradizionale. Questo significa anche che, probabilmente, per molti risulta assai prevedibile. La scrittura di Boyne, però, è estremamente scorrevole e la lettura è piacevole. L'opera è strutturata in modo armonioso, tenendo presente quello che ho scritto sopra su i racconti a puntate: spesso i capitoli si concludono a un passo da qualche importante rivelazione che, poi, sarà divulgata nel capitolo successivo, possibilmente a narrazione già bene avviata, verso la metà. Non sempre il lettore viene reso direttamente partecipe dell'azione: le cose accadute, talvolta, gli vengono raccontate a posteriori, quando la protagonista le comunica a sua volta ad altri o le richiama alla mente per un qualche motivo.

Eliza Caine è un'eroina con cui si simpatizza facilmente, non fosse altro perché Boyne è decisamente indelicato nei suoi confronti, non le concede alcunché, a parte un rapporto basato su un sincero affetto con Eustace. Gli altri personaggi sono comprimari necessari perché concedono o trattengono informazioni importanti e alcuni sono delle macchiette che rendono la storia più brillante.

Diane Setterfield


Pare proprio che Diane Setterfield ritornerà in libreria dopo sette anni dalla pubblicazione de La tredicesima storia. Stando a quanto scritto qui, è prevista per il 5 novembre 2013 l'uscita di una storia di fantasmi intitolata Bellman & Black. Nello stesso post si annuncia che la BBC ha commissionato la trasposizione su pellicola de La tredicesima storia.

Bibliografia e URL:
John Boyne, This house is haunted, London, Doubleday, 2013
Pagina dedicata a This house is haunted sul sito di John Boyne: http://www.johnboyne.com/fiction/adult-fiction/this-house-is-haunted/
Sito di John Boyne: http://www.johnboyne.com/
Le notizie sulla nuova pubblicazione di Diane Setterfield e la trasposizione su pellicola de La tredicesima storia le ho trovate sul blog The book case, qui: http://www.bookpage.com/the-book-case/2013/04/17/more-details-on-diane-setterfield/
La BBC commissiona l'adattamento de La tredicesima storia: http://www.tvwise.co.uk/2013/03/bbc-two-orders-the-thirteenth-tale-adaptation/
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