martedì 21 marzo 2017

Austin Wright, Tony & Susan


Susan Morrow riceve un manoscrito dall'ex-marito, Edward. Lui è convinto che manchi qualcosa e che Susan possa capire di cosa si tratti. Susan si mette, così, a leggere Nocturnal animals, un libro violento, cupo e cerebrale...

Non avrò visto Nocturnal animals, ma tutto il chiacchiericcio mi ha messo la voglia di leggere il libro da cui è stato tratto: Tony & Susan.

Si tratta di un romanzo con cornice: la storia di Susan è quella della cornice, all'interno di essa si dipana quella di Tony, il protagonista del romanzo che sta leggendo Susan, Nocturnal animals.

In questo lavoro la storia di Tony procede in un senso e quella di Susan su una strada parallela, ma in senso opposto. Le connessioni tra le due storie, quindi, si cominciano a percepire mano a mano che si prosegue nella lettura e, nella prima parte, è Nocturnal animals a catturare l'attenzione del lettore e a dare ritmo alla narrazione.

Nella storia di Tony il climax — singolarmente — è all'inizio, mentre in quella di Susan dovrebbe essere alla fine. Ho scritto dovrebbe perché si tratta più che altro di un'implosione: Susan vi si oppone, rifiuta la realizzazione e l'accettazione che dovrebbero essere l'apice della sua storia, per lo meno sulla pagina... e a quel punto ne mancano tre di pagine alla conclusione del libro. Arrivata all'ultima pagina avrei voluto un finale un po' più col botto.

Il modo di concludere il libro ha sicuramente senso, è deprimente il giusto, rispecchia la codardia di cui siamo tutti vittime, chi più chi meno... ma resta il fatto che, secondo me, rende la struttura del lavoro parzialmente disarmonica, per quanto lo sembri totalmente perché lo squilibrio è evidente nel finale.

Il romanzo di Wright è caratterizzato da una bella prosa secca e senza fronzoli, probabilmente volutamente semplice, in cui lo spazio viene lasciato all'introspezione e ai pensieri ricorrenti, le ossessioni e gli incubi dei protagonisti. I personaggi sono realistici, il disagio del loro essere persi è palpabile, per quanto Susan sia talmente abituata all'ambiguità da risultarci più criptica.

Tony & Susan fu pubblicato per la prima volta nel 1993, ma potrebbe esere stato scritto anche l'anno scorso: Wright non lo contestualizzò troppo nel tempo in cui nacque e ciò lo ha fatto invecchiare bene.

In giro si legge e si sente che è scritto bene e che, quindi, è un buon libro... fruitore avvisato, mezzo salvato.

Tony & Susan è edito in Italia da Adelphi.

See you soon cyberspace cowboy...

Bibliografia:
Austin Wright, Tony & Susan, London, Atlantic Books, 2011

3 commenti:

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo! Io non ho letto il romanzo ma ho visto il film di Ford...e onestamente non so bene cosa pensare... La storia ( non so fino a che punto uguale al romanzo) non è male ma di per se l ho trovato inconcludente sul finale, ci una vendetta tale solo sulla carta in tutti i sensi ed un peronaggio femminile che implode senza mai farlo fino in fondo. Non so ... a volte ci penso ancora ma se questo è quello che l'autore voleva c'è proprio riuscito!!!

Ludo ha detto...

@Endi Io non ho letto, ascoltato, visto alcuna recensione riguardante il film prima di aver concluso il libro perché non volevo incappare in rivelazioni. A lettura conclusa, mi sono informata sulla pellicola e mi sembra di intuire che sia piuttosto diversa dal lavoro letterario: si potrebbe parlare di lavoro ispiratosi a anziché tratto da.

Posso solo reiterare che la conclusione del romanzo ha perfettamente senso, ma mina la struttura del romanzo nella sua armonica simmetria.

Non so se guarderò il film perché mi è stato detto che è cupo, violento e deprimente. Caratteristiche che sono presenti anche nel libro, ma con cui sono riuscita a venire a patti abbastanza facilmente.

Endimione Birches ha detto...

@Lodo
Per il momento mi è bastato il film (per i motivi che hai detto tu è decisamente violento, cupo e deprimente) ma forse tra un po' leggerò anche il romanzo per farmi un'idea. Grazie come sempre per gli spunti!!!
Endi

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