lunedì 29 dicembre 2014

I bevuti del periodo natalizio

Modifica del 29/12/2014 ore 16:07 Ho corretto un link sbagliato: quello a un post di Elisa che, invece, riportava a una mia entry.

Mi sto godendo gli ultimi giorni in Italia, facendomi coccolare in seno a famiglia e amici durante queste feste natalizie. A casa, il tempo del relax si è alternato a momenti frenetici eh, sì, me ne sono capitate di ogni durante questa permanenza nel Bel Paese, ma il bozzolo degli affetti in cui ero immersa mi ha permesso di affrontare il tutto con una certa serenità di fondo...

Bando alle elucubrazioni mentali. Nel periodo natalizio e, soprattutto, durante questo mio soggiorno in patria, ho letto molto e alcuni libri me li sono proprio bevuti molto più volentieri e con più gusto di tanti vini con le bollicine!

Rainbow Rowell, Landline
Georgie McCool sa che nel proprio matrimonio ci sono dei problemi. Ci sono dei problemi da molto tempo. Ama ancora suo marito, Neal, e lui ama ancora lei — ma ciò va al di là del problema.

Due giorni prima di recarsi dalla famiglia di Neal, a Omaha, per Natale, Giorgie gli dice che non può partire. È una scrittrice per la TV ed è saltato fuori qualcosa riguardo al suo show, deve rimanere a Los Angeles. Sa che Neal sarà scocciato con lei — è sempre un po' scocciato con lei — ma non si aspetta che lui si prenda le figlie e parta senza di lei.

Quando il marito e le ragazze partono per l'aeroporto, Georgie si chiede se, alla fine, l'ha fatto. Se ha rovinato tutto.

Quella notte Georgie scopre un modo per comunicare con Neal nel passato. Non si tratta di viaggiare nel tempo, non esattamente, ma sente che è come se le è stata data un'opportunità per aggiustare il proprio matrimonio prima che incominci...

È quello ciò che deve fare? O sarebbe meglio per Georgie e Neal che il matrimonio non fosse mai avvenuto?

(Sinossi liberamente tradotta dalla seconda di copertina della mia edizione.)


Bello. Nel senso che è stata proprio una lettura adatta a me, per come sono fatta, per come la penso.

Dopo averlo terminato (credo di averlo fatto fuori in due giorni,) ho letto la recensione a questo romanzo di una diciottenne che scriveva che la storia le aveva aperto gli occhi sul matrimonio e sulla vita di coppia, sulle relazioni a lungo termine e che tutti dovrebbero leggere questo libro della Rowell. Probabilmente l'avrei pensata allo stesso modo se avessi affrontato questo libro a 18 anni. Ho diversi compleanni in più sulle spalle e per me si è rivelata una lettura di conferma, più che altro.

La Rowell in Landline ci presenta una famiglia molto realistica, anche se, poi, preferisce semplificare, concentrarsi e dedicarsi soprattutto a studiare la coppia, marito e moglie, Georgie e Neal, all'interno della loro famiglia.

La vita non è facile e, quindi, nemmeno affrontarla in coppia (nemmeno in famiglia) è semplice, anche se ci si ama. Le difficoltà vengono dall'esterno e i conflitti si possono sviluppare all'interno della relazione a due o riguardare uno dei componenti della coppia... anche se ci si ama, a costo di risultare ripetitiva.

Landline ci racconta di un momentocon un'intrusione nel passato sensata ai fini della trama e dell'economia della storia — del lungo percorso di Georgie e Neal, mostrandoci a che livello è la loro fiducia reciproca, come cercano di non fare traboccare il vaso a causa di quell'ennesima goccia (ma, poi, siamo sicuri che il vaso sia così pieno?), quanto valore attribuiscono al loro progetto di vita insieme, come intendono affrontare ognuno i propri problemi personali, pur mantenendo un'ottica a due e, anche, familiare...

Io sono tra quelle che ha amato il finale, probabilmente perché non sono più all'alba dell'età adulta.

Storia credibile e umana, raccontata con la bella scrittura scorrevole e introspettiva della Rowell, che ama i propri personaggi e dimostra di conoscerli a menadito. Si tratta del quarto libro della scrittrice e del secondo considerato 'per adulti'.


Patrizia Emilitri, La carezza leggera delle primule
L'aria è gelida, a ricordare che l'inverno non è ancra finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Lacrime, formalità, pratiche da sbrigare: il triste copione va in scena. ma qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo.
Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle, così almeno credono gli altri. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha radici molto lontane nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusta di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna. Ora, dopo tutti quegli anni, ha finalmente trovato la persona cui consegnare la propria storia. Qualcuno che condivide con lei molto più di quanto possa immaginare. Qualcuno che, come è stato per lei in passato, dovrà fare una scelta periocolosa. Una storia al confine tra realtà e sortilegio, un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero.

(Sinossi riportata sulla seconda di copertina della mia edizione.)

«Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusta di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna.»
Non esattamente, ma è stato molto più comodo copiare la sinossi, che non riscriverla.

Mi sono imbattuta nel concetto di questo romanzo, per la prima volta, in un post di Elisa (Le nove muse,) una delle mi tante spacciatrici di libri.

La carezza leggera delle primule è una storia di realismo magico, direi. Un romanzo, tutto sommato, originale con delle protagoniste controverse che possono tranquillamente far prudere le mani al lettore e con cui è assai facile non simpatizzare.

«[...] le mancava tutto ciò che poteva fare di un'esistenza ordinaria una vita benestante. [...] Per lei ordinario significava invisibile, mentre lei voleva che il mondo si accorgesse della sua presenza e non se ne scordasse più. Avrebbe fatto tutto quanto fosse necessario per emergere. Avrebbe fatto il possibile e l'impossibile.» (p.11)

«Lei diventerà famosa. La laurea in Lettere, il suo impiego all'università, anche se per ora solo per quell'unico progetto, saranno il trampolino di lancio, lo strumento per diventare un nome incancellabile nel mondo della narrativa di quel nuovo secolo appena cominciato.» (p. 12)

Quelli qui sopra sono passi che delineano il personaggio di Claudia, una delle protagoniste: giovane donna ambiziosa che non prende nemmeno in considerazione la possibilità di fallire nella vita. Pensavo avrei finito per trovare Claudia insopportabile, invece l'ho sorprendentemente seguita, lungo la trama, senza odiarla. E non ho mai giudicato male nemmeno Linda, l'altro personaggio chiave, che ha sempre dovuto fare delle scelte difficili e che potrebbero attirarle l'antipatia di chi legge.

La carezza leggera delle primule mi è piaciuto e mi sono bevuta le sue poco più di 250 pagine in due giorni, ma ci sono alcune cose su cui ho da ridire, riscrivere.

Tanto per incominciare, il 2000, l'anno in cui si ambienta, non è stato l'inizio del nuovo secolo, visto che nel computo cronologico con cui contiamo gli anni, non abbiamo inserito un anno zero. Il 2000 è stato, invece, l'ultimo anno del XX secolo e del secondo millennio.

Trovo Claudia poco credibile come laureata in Lettere che si occupa di storia nel corso del proprio dottorato. Credo sia ridicolo che giudichi una persona vissuta nel passato secondo i metri di giudizio contemporanei, come fa nei confronti della protagonista del manoscritto che si ritrova tra le mani.

Allo stesso modo, trovo Linda poco credibile come la persona saggia e colta per cui la si vuole far passare. È troppo semplicistico pensare che la storia si ripeta e che dal passato si debba imparare: penso sia sbagliato paragonare epoche diverse, cause e motivi che portano a determinati eventi vanno indagati e compresi e credere che quello che succede oggi e quello che fanno gli uomini oggi sia uguale a quello che succedeva ieri e a quello che facevano gli uomini ieri, credere che le conseguenze siano le stesse è saggio niente affatto, al più è molto ingenuo! Per non parlare della visione monodimensionale del credo cristiano, per cui pare che la fallibilità dell'uomo non sia contemplata e, quindi, nemmeno pentimento e redenzione (tutto concentrato a p. 191.)

Nonostante i tre punti, qui sopra, ho apprezzato l'opera della Emilitri per la storia particolare, la scrittura curata e la rinfrescante brevità, pur riuscendo a essere esaustiva. E vai con il realismo magico tutto italiano!
     

Stefania Bertola, Biscotti e sospetti
Violetta, commessa, e sua sorella Caterina, sarta e minuscola imprenditrice in proprio, non sono forse le inquiline ideali per un appartamento ricavato in un'elegante villa in collina. D'altra parte, nemeno gli altri abitanti sono del tutto irreprensibili. Rebecca è una madre separata alle prese con tre bambine, mirmecologi fedifraghi e pastori metodisti killer; Mattia è un interior designer ricercatissimo per il suo pessimo gusto e il suo fisico prestante; Emanuele è appena arrivato da Calcutta con una moglie che sembra intenzionata a rovinargli la vita... Dal connubio tra le nuove resdenti e i vecchi inquilini nasceranno amori, naturalmente, ma anche incidenti, equivoci, scontri, travestimenti... come nell'effervescente, trascinante e scatenato musical della nostra vita di tutti i giorni.

(Sinossi riportata sul retro della mia edizione.) 

Cioè, l'ho adorato. Inizio a scrivere di questo romanzo esattamente come ho fatto per Non avevo capito niente perché Biscotti e sospetti mi ha fatta immergere con trasporto nei meandri della storia e mi ha fatta amare il personaggio di Violetta un po' con la stessa intensità con cui mi sono fatta coinvolgere dalla trama del libro di De Silva e appassionare da quell'eroe con macchia che è Vincenzo (e, a tal proposito, I ♥ Vincenzo, always.)

Come si intuisce dalla sinossi, ci troviamo a seguire le vite quotidiane di vari personaggi imperfetti e fallibili e, per questo, molto umani. Le loro vicende sono spesso 'drammatiche', il loro stile di vita — talvolta — 'deprecabile', nella maggior parte dei casi non sono esattamente dei 'modelli di comportamento' (si notino le virgolette,) ma l'ironia dell'autrice e quel pizzico di sentimento del contrario aiutano ad affezionarsi a questo proteiforme e confusionario carosello umano.

Infarcito di luoghi comuni, ma in senso positivo, e stemperato da momenti di sollievo comico che caratterizzano naturalmente la vita di chiunque, soprattutto dal punto di vista dell'osservatore esterno, che non può fare a meno di sorridere, questo della Bertola è sicuramente tra le letture che più mi sono piaciute nel 2014. Sicuramente l'ho apprezzato maggiormente rispetto a Romanzo rosa, probabilmente grazie a un po' di beata ignoranza da parte mia...

Bibliografia e URL:
Rainbow Rowell, Landline, London, Orion, 2014
Sito di Rainbow Rowell: http://rainbowrowell.com/blog/ 
Patrizia Emilitri, La carezza leggera delle primule, Firenze-Milano, Sperling & Kupfer, 2014
Sito di Patrizia Emilitri: http://www.patriziaemilitri.it/
Il post dedicato a La carezza leggera delle primule sul blog di Elisa: http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/2014/11/la-carezza-leggera-delle-primule-di.html
Stefania Bertola, Biscotti e sospetti, Milano, Tea, 2012
Il post dedicato a Non avevo capito niente di Diego De Silva: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/05/diego-de-silva-non-avevo-capito-niente.html
Le mie opinioni riguardo a Romanzo rosa di Stefania Bertola si possono trovare qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/08/italians-do-it-for-better-or-for-worse.html   

venerdì 12 dicembre 2014

It's beginning to look a lot like Christmas...: regali. Una guida alternativa?

Qualcuno ha notato quante holiday gift guide o idee regalo si stanno diffondendo nella rete, attraverso la parola scritta o i video? Beh, molte. Mi capita di leggerne e guardarne diverse e mi sono resa conto che molti di questi spunti io non avrei intenzione di seguirli e gli eventuali regali proposti spesso non farebbero contenta me e nemmeno le persone che mi stanno attorno.

Ho pensato, quindi, di creare un post 'alternativo'.

Non regalate un libro
C'è chi ancora corrre in libreria il 24 dicembre e cerca di risolvere il dilemma degli ultimi regali acquistando dei libri. Io sono contraria, a meno che non si sappia esattamente quello che il potenziale ricevente desidera.

© Microsoft

Se intendete donare un libro a un lettore forte o fortissimo, rischiate:
a) che lo possegga già;
b) di non indovinare assolutamente i suoi gusti (il fatto che un lettore legga molto, non significa che legga tutto.)

Se intendete donare un libro a un bambino/un giovane per incoraggiarlo alla lettura, rischiate:
a) di scoraggiarlo, perché Natale non è esattamente il momento migliore per tale impresa, a meno che non siate il genitore disposto, magari, a leggere il libro insieme al bambino in questione;
b) di regalare qualcosa di obsoleto o inadatto, perché con gli stimoli che ricevono oggi bambini e ragazzi, Marcellino pane e vino non è esattamente la pubblicazione più adatta da sottoporre a qualcuno che è un lettore autonomo solo in potenza e non ancora in atto.

Se persistete nell'intenzione di regalare un libro, per lo meno:
a) informatevi sull'esistenza di una possibile 'lista desideri'. Questa non deve essere per forza resa pubblica su internet, bensì potrebbe essere stata confidata a un amico, un genitore, un partner...;
b) prendete in considerazione l'idea del buono regalo in una libreria.

A una donna non regalate necessariamente 'cose per la casa'
A meno che sia un'appassionata e sia evidente il suo desiderio di circondarsi di nuovi soprammobili o decorazioni natalizie originali (e siamo sicuri che li conosciate bene i suoi gusti?,) perché non pensare a qualcosa direttamente per Lei e non per abbellire l'ambiente che abita? Questo vale soprattutto per le donne che vivono in coppia o hanno una famiglia.
Se proprio non riuscite a considerare la possibilità di regalare a questa ipotetica persona il set di ombretti o il profumo roll on (che, poi, perché?) che avete preso alla vostra amica, cercate di trovare qualcosa di alternativo ai soliti centrotavola a tema natalizio e candela!

© Ayfëe

Una bella sciarpa batte spesso una bella candela e quasi sempre — oserei dire — il set di mestoli di legno o di posate per tagliare e servire i dolci, per quanto possano essere di valore o avere decorazioni particolari. E di sciarpe e guanti se ne trovano davvero di tutti i tipi e di tutti i prezzi, nei negozi tradizionali, nei mercatini e online. Una crema per le mani con dei principi attivi ad hoc potrebbe essere più apprezzata di un elegante apribottiglie. Nel caso si tratti della propria mamma e di due o tre figli/e, prima di investire in un cesto natalizio di pregiatezze culinarie (da condividiere, quindi, con gli invitati alla cena della vigilia o al pranzo di Natale o a capodanno,) pensate alla possibilità che la vostra genitrice potrebbe desiderare maggiormente un nuovo, efficente epilatore elettrico!

A una donna (non quella di cui ho scritto sopra) non regalate qualcosa di versatile o per forza di moda
La donna che rischia di vedersi donato un regalo per la casa è, solitamente, quella che ha famiglia o la donna sopra i quaranta. Se le donne al di fuori di queste due categorie generalmente non ricevono poggiapentole in silicone per Natale, possono comunque essere omaggiate di articoli versatili o modaioli che proprio non gratificano il loro gusto personale.

© Urban Decay
© Kat Von D















I trucchi sono regali graditi a molte, molte donne. Ma focalizziamoci sull'universo degli ombretti per occhi. I colori neutri sono sempre andati, ma negli ultimi anni è scoppiata una vera e propria mania e le case cosmetiche si sono messe a invadere il mercato con palette su palette di ombretti nude. In un video dedicato alle idee regalo per Natale che ho visto di recente, una ragazza consigliava di regalare un set di ombretti di colori neutri perché adatto a chiunque, vista la sua versatilità! Adatto a chiunque? Versatilità? Le palette che ho inserito qui sopra sono quelle che uso di più e i 4 marroni più tradizionali, che potete vedere nell'angolo in basso a sinistra di quella di Kat Von D, non li ho mai utilizzati! Quanto bene conoscete la persona a cui state per regalare il vostro ponderato set di ombretti naked? Ammetto di sperare di non essere io quella persona perché non saprei proprio cosa farmene. Se l'idea del trio o della quad di ombretti è la vostra ultima spiaggia, cercate di prenderne una che abbia almeno un colore più audace, soprattutto se la persona a cui intendete regalarla ha gli occhi scuri.

© Warner Bros
Passiamo ai bijoux. Uno degli accessori moda più in voga è la maxi collana. Non è detto che piaccia a tutte, specialmente se si vede lontanto un miglio che è fatta di materiali pessimi e assemblata anche peggio. Le stesse considrazioni valgono per i bracciali Hermes inspired.

Magari la donna a cui state pensando di donare un bijoux è un'irriducibile fangirl. Appassionata di Sailor Moon e Harry Potter. Quanto bene la conoscete? Perché potrebbe davvero preferire un bracciale dei doni della morte (qui a fianco,) un portachiavi o un segnalibro di Harry Potter o una collana ispirata alle spille di Sailor Moon che non un pataccone, per quanto ben fatto!

E gli uomini?
Gli uomini sono complessi e originali quanto le donne, ma in modo tutto loro.
© Lego

Anche l'uomo rischia di riceve qualcosa di utile e versatile per 'migliorare' l'ambiente in cui vive. D'accordo, ma cercate di essere originali e sappiate che, come esistono le fangirl, esistono anche i fanboy. E se proprio volete regalare all'uomo in questione qualcosa per la casa, buttatevi su — che so? — una maxi-testa della Lego (qui a fianco) che è anche un'unità porta-tutto. La parte superiore si apre e può contenere un gran numero di cianfrusaglie. Se pensate che questi oggetti siano adatti solo ai bambini... vi sbagliate. Ci sono molti uomini che hanno continuato a coltivare alcune delle passioni dell'infanzia anche nell'età adulta e altri che non disdegnano circondarsi d qualche oggetto che li riporta ai tempi andati.

Self stirring mug


Non è detto che l'uomo a cui dovete fare un regalo di Natale non sia già provvisto di tutti gli accessori più classici, quali cinture e cravate. Perché non puntare sull'oggetto-gadget? È una persona pigra? Rideteci sopra e regalategli una tazza con meccanismo auto-mescolante!

Per l'originalità, per quel passo in più c'è sempre spazio. Internet naturalmente aiuta ed è davvero una miniera di idee.

Quello che conta è il pensiero...
Vero. In barba a tutto quello che ho scritto, quindi, mettetevi il cuore in pace: se è fatto col cuore, qualsiasi regalo sarà bene accetto. Ovviamente non è detto che questo valga per i bambini più piccoli per i quali potreste non aver azzeccato il dono giusto...

mercoledì 10 dicembre 2014

It's beginning to look a lot like Christmas...: due veloci letture natalizie

Mancano poco più di due settimane a Natale e... non vedo l'ora.

L'atmosfera natalizia mi ha molto contagiata e le letture si sono fatte a tema. È stato praticamente impossibile resistere tra regalini e vetrine delle librerie.

Carol Ann Duffy, Dorothy Wordsworth's Christmas Birthday
È la vigiglia di Natale, 1799, e Dorothy Wordswoth è sveglia nel cuore della notte. È fuori, nel freddo inverno, ad aspettare pazientemente.
Quando il nuovo giorno arriverà porterà alla porta di Dorothy familiari e parenti. Perché domani è una doppia gioia: domani è il suo compleanno di Natale.
(Sinossi liberamente tradotta dalla seconda di copertina della mia edizione.)
 

Questo libro mi è stato regalato. Si tratta di una breve pubblicazione di 36 pagine: una poesia accompagnata da illustrazioni a colori, tutte riprendenti la scelta cromatica della sovracoperta. La sorella di William Wordsworth, Dorothy, viveva insieme al poeta e alla sua famiglia a Dove Cottage, nel villaggio di Grasmere, all'epoca. Carol Ann Duffy ha immaginato come Dorothy avrebbe passato la notte precedente i festeggiamenti per il Natale, che era pure il giorno del suo compleanno. La Duffy le attribuisce anche un interesse romantico in questa poesia del quale, per quel che ne so, non si hanno prove.

Un bel quadretto intimista in cui appaiono, per qualche verso, anche William Wordsworth e il suo gatto. Decisamente più incisiva la presenza di Samuel Taylor Coleridge, che trascorreva lunghi periodi ospite di Wordsworth nel Distretto dei Laghi.

Una pubblicazione che, con tutta probabilità, viene distribuita soltanto in Cumbria, ma decisamente d'effetto sia per chi ama la poesia che per chi è addentro ai Lake poets (e, qui, sono un'istituzione.)

Nikolai Gogol, The night before Christmas
Questa è la storia della battaglia del fabbro Vakula contro il diavolo, che ha rubato la luna e l'ha nascosta nella propria tasca, così da poter portare scompiglio nel villaggio di Dikanka. Sia il diavolo che Vakula sono innamorati di Oksana, la più bella ragazza di Dikanka. Vakula è determinato a conquistarla; il diavolo, alrettanto determinato, scatena una tempesta di neve per sventare gli sforzi di Vakula.
(Sinossi liberamente tradotta da quella riportata nella mia edizione.)  

Un libro che mi sono decisa a comprare, alla fine, per la copertina! La Penguin USA ha pubblicato tutta una serie di opere letterarie a tema natalizio con copertine meravigliose e io non ho potuto resistere a prendere almeno un classico che ancora mi mancava.

Un classico e una storia tradizionale, il racconto di Gogol ci porta in una terra misteriosa (per lo meno dal nostro punto di vista) e piena di leggende, alcune delle quali prenderanno vita la vigilia di Natale. The night before Christmas ha tutto il sapore dell'antica favola che si può raccontare sia ai bambini che agli adulti. Si fa, in effetti, ancora così in Ucraina. L’ambientazione ottocentesca in cui il fantastico — il soprannaturale — invade la realtà è molto tipica e ricorda altri testi, quali quello dello Schiaccianoci (anche nella riscrittura di Dumas) e Canto di Natale.

Questo testo è disponibile anche in italiano, con titolo La notte di Natale. Se qualcuno è interessato e non riesce a trovarlo in libreria, sappia che si può ancora ordinare online. L'opera di Gogol è stata inserita anche nella raccolta Il giorno più crudele di ISBN Edizioni, insieme ad altri racconti classici. Per quest'ultima segnalazione ringrazio il blog Creature della notte.

Se qualcuno di voi passa di qui e sta facendo letture a tema, le condivida. Sono sempre alla ricerca di suggerimenti.

Bibliografia e URL:
Carol Ann Duffy, dorothy Wordsworth's Christmas Birthday, London, Picador, 2014
Wordsworth Trust e Dove Cottage: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/02/the-perks-of-being-in-cumbria.html
Nikolai Gogol, The night before Christmas, New York, Penguin, 2014
Penguin Christmas Classics per il 2014: http://www.penguin.com/read/series/penguin-christmas-classics/3911
Il giorno più crudele dal blog Creature della notte: http://creaturedellanotte.blogspot.co.uk/2014/11/le-nostre-proposte-il-giorno-piu.html  

mercoledì 3 dicembre 2014

Reader Problems TAG

Qualche giorno fa mi sono imbattutta nel blog di Phoebes, Il tempo di leggere, e ho trovato un tag carino che ho deciso di fare, il Reader Problems TAG

1) Hai ventimila libri nella tua TBR. Come fai a decidere quale sarà il prossimo libro che leggerai?
Vado a sentimento, mi faccio guidare dall'umore del momento e cerco di scegliere quello che sento potrebbe soddisfare i miei bisogni. Per fortuna la mia TBR non è ancora arrivata quota 20000!

2) Sei a metà di un libro che non ti sta piacendo affatto. Lo abbandoni o mantieni il tuo impegno e lo finisci?
Difficile che arrivi a metà di un testo prima di rendermi conto che proprio non mi piace. Se lo abbandono, lo faccio prima e senza rimpianti. Nel remoto caso in cui fossi a metà, dipende da quante pagine mi mancano: se non sono troppe, cerco di finirlo.

[E per la serie it's beginning to look a lot like Christmas:]

3) Si avvicina la fine dell'anno e tu sei lontata dal raggiungere il tuo obiettivo nella challenge dei libri da leggere di Goodreads. Provi ad accellerare adesso? E come?
Facile snobbare goodreads...
basta non avere un account!
Non ho un account Goodreads, quindi non mi preoccupo! Spiritosaggine a parte, quest'anno ho letto meno dello scorso anno e mi dispiace, ma ho accettato la cosa e non mi sono imposta maratone dell'ultimo minuto.

4) Le cover di una serie che ami hanno uno stile diverso. Come superi questa cosa?
Visivamente la cosa mi infastidisce, soprattutto quando vedo i libri della serie bene allineati, uno di fianco all'altro, ma, alla fine, ci passo sopra: il contenuto è quello che conta.

5) Tutti, ma proprio tutti amano un libro che a te proprio non piace. Con chi condividi le tue impressioni riguardo a quel libro?
Le condivido con chi mi legge. Tendenzialmente, in ogni caso, avviene il contrario per me: a tutti, ma proprio a tutti non piace un libro che io ho amato...

6) Stai leggendo un libro in pubblico e ti viene da piangere. Come ti comporti?
Interrompo la lettura.

7) Il nuovo volume di una serie che segui è appena uscito, ma hai dimenticato tutto del volume precedente. Come ti comporti? Rileggi il libro precedente? Dai una scorsa alla sinossi su Goodreads? Non leggi il nuovo? Ti limiti a piangere disperatamente?
Ultimo capitolo della trilogia di
Gemma Doyle. Il secondo lo
lessi due anni fa...
Non piango disperatamente, questo è certo. Al 99,9% non rileggo il libro precedente; mi appresto, quindi, a dare una scorsa alla sinossi e, al più, a cercare una trama completa. Ammetto, però, che, quando incomincio il nuovo volume, la storia raccontata nel precedente tende a riemergere dai recessi della mia memoria.

8) Non vuoi che nessuno, NESSUNO, prenda in prestito i tuoi libri. Come fai a dire di no alle persone quando ti chiedono in prestito un libro?
Fortunatamente la maggior parte delle persone che conosco ha dei gusti letterari diversi dai miei e non mi chiede libri a prestito. Ho avuto, in ogni caso, anche io le mie esperienze da incubo. Poco più di un anno fa avevo prestato un romanzo in legatura rigida a una persona che non mi sembrava esattamente prona a distruggere i libri e invece... me l'ha tutto torto e sono ancora sorpresa che i piatti siano rimati attaccati! Non sono capace, tuttavia, di dire di no, quindi non lascio intendere che posseggo libri a cui altri potrebbero essere interessati.

9) Blocco del lettore. Nell'ultimo mese hai abbandonato almeno cinque romanzi. Come fai ad uscirne?
Almeno cinque? Mi fermo prima. Più probabile che ne lasci 5 in sospeso perché non è il periodo per leggerli. Arriverà il momento giusto per riprenderli. Quando i romanzi non rispondono alle mie esigenze del momento, comunque, mi butto su altro: racconti, poesia, saggistica...

10) Stanno per uscire moltissimi libri che muori dalla voglia di leggere. Quanti ne compri veramente?
Lascio passare del tempo per ponderare le mie decisioni.

11) Dopo aver comprato dei libri che morivi dalla voglia di leggere, quanto devono veramente aspettare sul tuo scaffale prima di essere letti?
Uno scorcio di Waterstone's Deansgate con alcune
decorazioni natalizie
Se morivo dalla voglia di leggerli, lo faccio immediatamente. Sono i libri in cui mi imbatto per caso fortuito che tendono ad aspettare sullo scaffale: quelli che trovo nei negozi di beneficenza (gli Oxfam Books sono delle vere miniere!) e so essere andati fuori catalogo, che mi hanno sempre incuriosita e, quindi, finisco per acquistare; quelli che trovo in libreria quando ci vado senza delle idee precise, ma solo per scorrere gli scaffali e vedere se arriva l'ispirazione (da questo punto di vista, Waterstone's Deansgate, a Manchester, e Waterstone's Sauchiehall, a Glasgow, Borri Books, alla stazione Termini, e IBS, in via Nazionale, a Roma sono librerie della grandezza ideale.)

Se qualcuno che passa di qui ha voglia di farlo e condividerlo, mi lasci le proprie risposte o il link in cui posso trovarle nei commenti.

URL:
Blog Il tempo di leggere: http://www.naufragio.it/iltempodileggere/ 
Readers Problem TAG: http://www.naufragio.it/iltempodileggere/17905
Oxfam Books: http://www.oxfam.org.uk/shop/books?pscid=ps_ggl_GR_shop2014-brand&gclid=CIfRr-27qcICFW7MtAod6QIAyQ
Waterstone's Deansgate: http://www.waterstones.com/waterstonesweb/navigate.do?pPageID=200002
Waterstone's Sauchiehall: http://www.waterstones.com/waterstonesweb/navigate.do?pPageID=200004
Borri Books, che io adoro: http://www.borribooks.com/ 
IBS di Roma, via Nazionale: http://www.ibs.it/libreria/roma/rm.html 

sabato 29 novembre 2014

The perks of being... in Cumbria: a Garden Centre Christmas*

*Modificato in data 03/12/2014. Visto che Ambleside si trova in Cumbria, ho inserito il post nella serie specifica.

Andare a vedere i mercatini di Natale a Manchester è quasi una tradizione per chi vive nel sud della Cumbria, ma c'è un'abitudine ben più diffusa tra gli abitanti del Lake District e dintorni nel periodo natalizio: andare a visitare il padiglione di Natale da Hayes Garden World, ad Ambleside.

Quella del giardinaggio è una passione ben radicata nelle isole britanniche, è parte stessa della britannicità, mi viene da scrivere. I garden centre che si possono trovare qui, di conseguenza, sono cosa completamente diversa dai vivai o dai punti vendita dei consorzi agrari a cui siamo abituati in Italia.

Immaginatevi più qualcosa del genere...


I garden centre sono spesso simili a dei veri e propri grandi magazzini, dove, oltre a piante e semi, si possono trovare articoli di vestiario, cibo, prodotti di cartoleria, libri, giocattoli e chi più ne ha, più ne metta.

Qui a fianco potete vedere due esempi calzanti: uno spazio dedicato al cibo e, più precisamene, ad olii e confetture di provenienza italiana; più sotto uno scorcio della sala dedicata a cartoleria e gadgetteria varia.

Il garden centre come department store è un fatto anche in realtà più piccole di Ambleside (che — intendiamoci — non è grande,) come Grasmere, con il suo Garden Village. Tant'è vero che mi è capitato di consigliare a persone che non trovavano da nessuna parte, che so, il cappottino per il cane o dei biglietti d'auguri ad hoc di andare al garden centre... because they sell anything and everything, really. Io stessa, la scorsa settimana, stavo per comprare a quello di Grasmere una maglia rossa con paillettes perché mi sembrava perfetta per il Natale.

Ma ritorniamo alla rappresentazione del Natale all'Hayes Garden World:


Qui sopra il gigantesco padiglione dedicato. E, una volta entrati, davanti a voi si erge un gigantesco abete che ospita degli gnomi che cantano It's beginning to look a lot like Christmas.










Proseguendo nella vostra esplorazione, vi potrete ritrovare tra le rovine di un castello in cui si consuma una cena trimalchionica tra dei commensali molto... pelosi.


 







 


È tutto un tripudio di alberi di Natale (finti,) articoli a tema e decorazioni natalizie, sempre che si voglia chiamare decorazione un intero villaggio vittoriano in miniatura innevato e illuminato.



Fotografia di pessima qualità

E questo era un assaggio del Natale al Garden Centre del titolo (notare lo spelling di centre all'inglese e non alla statunitense — center — prego.) Chi visita la Gran Bretagna, a prescindere dal fatto che sia un appasionato di giardinaggio o meno, dovrebbe visitare un garden centre, anche prima di recarsi da Forever XXI (e, per dirla tutta, andate piuttosto da TKMaxx, dove si trova merce di migliore qualità!)

URL:
Post dedicato ai mercatini di Natale a Manchester: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/11/condividendo-la-mia-seconda-stagione.html
Hayes Garden World ad Ambleside: http://www.hayesgardenworld.co.uk/ 
Garden Village a Grasmere: http://www.grasmeregardens.com/ 

venerdì 21 novembre 2014

Condividendo... la mia seconda stagione natalizia in Inghilterra

It's the most wonderful time of the year...
Non ci saranno più mezze stagioni, ma c'è sempre la stagione natalizia, la mia preferita. Anche quest'anno mi trovo a trascorrere questo periodo dell'anno, ad abbandonarmi a questo stato mentale, a vivere questa atmosfera festaiola in Inghilterra. Confesso subito che gli aspetti consumistici e mondani del Natale non mi danno affatto fastidio: mi piace la caccia al regalo, fare regali a me stessa, guardare i negozi, andare per mercatini, non disdegno libri, film e musica a tema, assisto alla mia brava Christmas pantomime (se sono nel Regno Unito,) ingurgito cose di cui il mio corpo potrebbe tranquillamente fare a meno per poi pentirmente all'inizio del nuovo anno... Ovviamente cerco anche di essere più buona.

Ma come si è aperta la mia stagione natalizia quest'anno?

A Manchester Christmas
Quest'anno ho aperto le danze andando ai Christmas Markets di Manchester. Occorre affrontare un'esperienza di questo genere con lo spirito giusto e io mi sono aiutata a raggiungerlo con una colazione a base di pietanze festive:


Il mini-panettone, in vero, qui è disponibile tutto l'anno e, se vuoi, te lo tostano pure e te lo servono con due burrini. E sì, l'ho provato tostato e imburrato e non mi è dispiaciuto. Il fruit cake (la barra con parte superiore bianca, sul vassoio,) invece, è proprio un tipico dolce natalizio, con frutta, brandy (non in quello qui sopra, però,) e una bella glassa bianca che ricorda la neve. Non ho voluto esagerare quella mattina e ho innafiato tutto con il tè, ma avrei anche potuto strafare e concedermi una cioccolata ai brownie o aromatizzata all'arancia o chissà che cos'altro.

I mercatini natalizi di Manchester sono i più estesi del Regno Unito, una vera e propria attrazione e, a quanto pare, sono tra i 10 migliori al mondo.

Nel centro della città si trovano 9 mercatini. I più caratteristici sono: lo European Christmas Market, in Albert Square; l'Arts & Crafts Christmas Market, in Exchange St.; il French Christmas Market, in King St.; il German Christmas Market, in St Ann's Square; e lo World Christmas Market, in Brazennose St.

Lo European Christmas Market è forse quello che dà più soddisfazioni per grandezza, varietà dell'offerta e atmosfera.

Come suggerisce il nome, è un mercatino dove si possono trovare bancarelle di prodotti tipici di diverse aree dell'Europa. Manchester è una città internazionale e, quindi, queste bancarelle sono gestite da persone provenienti dal paese specifico... sì, ci sono anche gli italiani e, tra di loro, parlano italiano.

Crema al whisky dalla Scozia...
...panettoni, torroni e amaretti
dall'Italia












Allo World Christmas Market, in Brazennose Street, a predominare erano le bacarelle francesi, nonostante ci sia uno specificio French Christmas Market. Qui sotto potete vedere centinaia di macaroons e uno stand di prodotti italiani.







Il German Christmas Market è forse il più tradizionale, del resto lo è anche per noi, «sul Continente,» come dicono qui. All'ingresso, si trova questo gigantesco albero che canta canzoni natalizie, ma non in tedesco, bensì in inglese.

Se vi è capitato di andare a vedere i mercatini natalizi in Trentino e Alto Adige o, naturalmente, in Austria e Germania, conoscete gli articoli tipici che vi si possono trovare, quali le decorazioni per l'albero e la casa in legno e cristallo. Li potete reperire anche al mercatino di Manchester, ma le linee sono studiate per attrarre il gusto locale o internazionale.

Decorazioni per la casa
Würstel per la pancia











Waterstone's Deansgate
E questo voleva essere giusto un piccollo assaggio dei Christmas Markets.

Se capitate a Manchester, ovviamente, vale la pena anche andare allo Watersone's di Deansgate, dove potete sedervi su un comodo divano nella sala dedicata alla narrativa e ponderare su regali natalizi e auto-regali. Io mi sono seduta, ma non a riflettere su eventuali acquisti, che avevo già effettuato, bensì a riprendere fiato dopo una lunga giornata.

Spero di riuscire presto a pubblicare una seconda parte dedicata alla stagione natalizia e a qualcosa di 'tradizionale', per quanto 'commerciale', che si fa nel Lake District. 

URL:

Sito ufficiale dei Christmas Markets di Manchester: http://www.manchester.gov.uk/info/500241/christmas_markets 
Waterstone's Deansgate: http://www.waterstones.com/waterstonesweb/navigate.do?pPageID=200002 

lunedì 10 novembre 2014

Varie ed eventuali

Sento che il Natale si avvicina. In Gran Bretagna, poi, la stagione inizia presto: l'1 novembre, dopo Halloween, si incomincia a pensare alle festività natalizie con le decorazioni in città, gli articoli regalo nei negozi, i festive menus nei caffé, che si possono gustare ascoltando cd di musica natalizia (e per i dipendenti di questi locali è un costante sottofondo per oltre 60 giorni!)

Ma a proposito di Halloween...
Io non ho combinato alcunché di stravagante, ma l'atmosfera intorno a me si era fatta talmente elettrica, che non ho potuto essere colpita da qualche scintilla.

Mi sono, così, finalmente decisa a leggere Quando il diavolo ti accarezza di Luca Tarenzi. Finalmente, appunto: era da parecchio tempo che questo romanzo si era fatto pensiero residente nei recessi della mia mente; relativamente poco tempo fa l'avevo anche acquistato e, la fine di ottobre era il momento ideale per prenderlo in mano.

In una Milano buia e sferzata dalla pioggia, Lena sta inseguendo la sua amica Sofia, misteriosamente caduta in uno stato di trance. Davanti alla mole imponente della stazioneCentrale, tra i marmi fievolmente illuminati dalla luce dei lampioni, la giovane assiste a un incredibile duello: un'immensa creatura di fuoco sta per annientare un ragazzo nudo e coperto di sangue. D'istinto Lena interviene e permette al giovane di approfittare di un momento di distrazione dell'aversario per rovesciare le sorti della battaglia e decapitarlo con la sua stessa spada. Solo che l'assalitore era un angelo e il giovane, Arioch, un demone appena evocato per uccidere Sofia. Lena è determinata, coraggiosa, testarda e per salvare la sua migliore amica è disposta a tutto, anche a mettersi contro un demone. Arioch è antico come il mondo, violento, sanguinairo e ha una missione cui è vincolato. E, purtroppo per Lena, ha anche due occhi penetranti e stregati...
(Trama riportata sulla seconda di copertina della mia edizione.)

Che dire? Mi è piaciuta la scrittura di Tarenzi e, proprio per questo motivo, mi è dispiaciuto che il romanzo non fosse affatto nelle mie corde. Quando il diavolo ti accarezza aveva tutte le caratteristiche per essere un libro che avrei potuto apprezzare appieno: scritto bene, ambientazione italiana (ah, la nostalgia,) religione e una profonda conoscenza dei temi religiosi, protagonisti 'adulti', angeli e demoni 'credibili'. I termini virgolettati non sono un caso perché l'opera di Tarenzi si è, per me, trasformata piuttosto presto in uno young adult che cade in qualche cliché di troppo della narrativa paranormal. Lena, pure essendo una studentessa universtitaria, assume a volte proprio i tratti di «quelle cretinette del liceo» (parole sue, sia chiaro) della serie paranormale britannica, di qualche anno fa, Hex, che un'appassionata di telefilm come lei ovviamente si è bevuta. Arioch, dal canto suo, finisce per essere uno dei personaggi meno accattivanti del libro. E — scriviamolo! — avrei fatto sicuramente a meno della storia d'amore tra i due protagonisti, per lo meno nei modi in cui si sviluppa. L'amore e l'odio sono sicuramente i due sentimenti più potenti che esistano ed è naturale che vengano inseriti nella letteratura, ma si possono trovare dei modi originali o intriganti per trattarli.

Mi sono chiesta, durante la lettura, se questo libro si sia trasformato nello young adult medio in corso d'opera o se sia stato rimodellato a dovere dopo la prima (o chissà quale) stesura. Avendo apprezzato lo stile dell'autore, mi ha fatto prudere le mani il fatto di non aver potuto leggere il libro che desideravo. Peccato...

Tarenzi rimane, in ogni caso, una persona capace di scrivere e che conosce la materia di cui tratta. E qui mi rifaccio nostalgica: se lui si laureò in Storia delle religioni, io lo feci in Storia della Chiesa medievale e dei movimenti ereticali... ah, i bei tempi dell'Università, tra i più gratificanti della mia vita, culturalmente, senza dubbio.

Addenda 10/11/2014 21:37
Quando il diavolo ti accarezza è un'opera autoconclusiva, eppure l'autore si è lasciato aperte le possibilità per una continuazione. Un secondo capitolo non è mai arrivato, ma mi sono trovata a fantasticare su quello che sarebbe potuto accadere. Anche se Tarenzi non ha scritto un libro che mi ha conquistata, avrei probabilmente finito per comprare la continuazione della storia.

Ma a proposito di Hex...
Proprio il 31 ottobre ho incominciato a vederlo, dopo essermi procurata i DVD delle due stagioni. Era da tanto che volevo guardare Hex... manco fossi Lena!

Hex è una produzione televisiva di una decina di anni fa. Un telefilm ambientato in un collegio britannico in cui Cassie e la sua amica Thelma si trovano a doversela vedere con il soprannaturale nella 'persona' di Azazel (Michael Fassbander,) uno dei caduti più potenti e pericolosi, per colpa, come al solito, di uno scherzo del destino. Se il fato ci mette lo zampino, siamo però noi, con le nostre capacità e le nostre personalità, a dover far fronte a quello che ci piomba addosso. Così è che le nostre «cretinette del liceo» (vedi sopra) si trovano a dover tirare fuori un po' di spirito di iniziativa. Le cose, certo, non sempre vanno come dovrebbero...

La prima serie l'ho fatta fuori in due giorni, anche perché consta solo di 6 puntate. Ho iniziato la seconda serie, guardando il primo episodio, e conto di consumare i successivi 12 diluendoli un po' di più nel tempo, per non bruciarli. Ce la farò?

In fissa per i gufi e di altre amenità...
Tra ottobre, Halloween, Quando il diavolo ti accarezza e Hex la mia passione per i gufi è riemersa prepotente ultimamente e mi sono messa a comprare gadgetteria come se non ci fosse un domani.

Il pezzo forte è sicurament l'owl clock, qui a fianco, che è anche uno splendido ciondolo provvisto di catena da portare al collo. L'ho ordinato via internet e sono proprio soddisfatta del prodotto. Mi sento così 'magica' e 'saggia' (in questo post i termini virgolettati abbondano) a indossarlo insieme al bracciale di rame e magneti che ho comprato a York. Come dire... mi accontento di poco.

Ma nei miei acquisti non mi sono limitata agli uccelli notturni e ho spaziato ai libri. Venerdì scorso sono stata a Carlisle (La City della Cumbria, la contea in cui vivo) e, in un negozio di beneficenza, ho trovato due romanzi usati che volevo procurarmi, ma che non mi andava di comprare a prezzo pieno.















Trattasi di Persuading Annie di Melissa Nathan e di Night film di Marisha Pessl. Come molti intuiranno, il primo riprende Persuasione di Jane Austen, scaraventandolo nei giorni nostri, rimaneggiandolo e riadattandolo. Il secondo romanzo è della stessa autrice di Teoria e pratica di ogni cosa, che ha avuto un certo successo qualche anno fa e che io non ho letto. Volevo appropriarmi di Night film da quando lessi un post di Roberta (a bright shining lie) dedicato.

Persuading Annie l'ho iniziato durante il mio viaggio di ritorno da Carlisle e il giorno dopo l'avevo già terminato. Non mi ha entusiasmata, ma era esattamente quello di cui avevo bisogno in quelle precise ore della mia esistenza. Non so quando arriverà il momento di Night film, ma, prima o poi, sarà anche il suo turno.

Rimanendo in tema di libri, ieri ho fatto una scoperta incredibile...


È finalmente uscito El mapa del caos (in lingua spagnola,) l'ultimo capitolo della Trilogia vittoriana di Felix J. Palma. In Italia, i due libri precedenti, La mappa del tempo e La mappa del cielo, sono stati originariamente pubblicati da Castelvecchi. Ora, io spero ardentemente che la casa editrice nostrana si stia impegnando al fine della distribuzione sul mercato italiano di questo romanzo. La voglia di immergermi nuovamente nell'universo creato da Palma è fortissima

Bibliografia e URL:
Luca Tarenzi, Quando il diavolo ti accarezza, [Milano], Salani, 2011
Durante una visita a York, ho comprato un bracciale in rame, qualcosa che desideravo da tempo: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/09/york-seconda-parte.html
Post di Roberta su Night film di Marisha Pessl: http://abrightshininglie.wordpress.com/2014/08/17/night-film-di-marisha-pessl/  

sabato 25 ottobre 2014

Isola Comacina

A poco più di due mesi da Natale e a pochi giorni a Halloween mi ritrovo a scrivere delle mie vacanze estive...

E, allora, l'Isola Comacina

Veduta dell'Isola Comacina

Unica isola del Lago di Como, si trova a qualche centinaio di metri — forse meno — dalle rive su cui sorge il comune di Ossuccio. L'Isola Comacina è caratterizzata da una lunga storia, persino gloriosa nei periodi romano e altomedievale, occupando un ruolo determinante nel comasco.

Scorcio dell'Hospitalis con Santa Maria
Maddalena
Desideravo visitare l'Isola dai tempi remoti dell'università, da quando studiai il periodo longobardo e me la ritrovai nominata come una di quelle roccaforti 'romane' che conservarono a lungo una certa indipendenza o autonomia. L'occasione si è presentata durante il breve periodo che ho trascorso in Italia lo scorso settembre: ho avuto modo, infatti, di partecipare a una mattinata presso l'Antiquarium di Ossuccio, dove degli studiosi hanno illustrato la storia dela Comacina e ci hanno, poi, condotto in una visita guidata nelle sale espositve che raccolgono l'innumerevole quantità di reperti archeologici ritrovati sull'isola e nelle acque circostanti.

L'Antiquarium fa parte dell'antico complesso dell'Hospitalis de Stabio, un ospedale, documentato sin dal 1169, comprendente anche la chiesa di Santa Maria Maddalena con il suo particolare campanile goticheggiante.

L'Antiquarium è una sorta di centro polifunzionale: spazio museale, visitor centre e punto di partenza per la visita all'Isola Comacina.

Taxi-boat
Nella pratica, all'Isola Comacina si approda con graziosissimo taxi-boat.

Lunga circa 600 metri e larga 200, l'Isola è un ambiente molto più complesso di quanto potrebbero far prevedere le sue dimensioni contenute.

L'Isola fu per secoli una cittadella fortificata e un importante centro religioso: si ricorda che Plinio il Vecchio ne fu ministro massimo e, successivamene, accolse le spoglie del vescovo di Como, Agrippino. L'importanza concreta della Comacina non potè che attrarre anche una serie di leggende. Secondo la tradizione, nel V secolo, il vescovo e patrono di Como Abbondio, vi fece erigere il primo nucleo dell'edificio di culto più importante dell'Isola, Santa Eufemia (di cui ci rimane pressoché nulla,) dove depose antiche reliquie.

Resti della cripta di Santa Eufemia (edificio dell'XI secolo)

Sempre secondo fonti tradizionali, proprio per il fatto di essere ben fortificata e di aver mantenuto una certa autonomia sotto le orde degli invasori del VI secolo, sull'Isola Comacina si sarebbero rifugiati i Magistri Comacini, i grandi maestri dell'arte muraria che avrebbero dato l'avvio all'arte romanica. L'importanza e la potenza dell'Isola vengono a cessare quando decide di schierarsi, con Milano, contro Como e l'imperatore Federico Barbarossa: dopo una guerra decennale, nel 1169 (annus horribilis,) fu rasa al suolo dai comaschi e nulla vi più costruito fino al Novecento. La rinascita dell'Isola Comacina, nel secolo scorso, inizia in modo scopiettante: il proprietario, Augusto Giuseppe Caprani, la lascia per testamento al re del Belgio, Alberto I, nel 1920. Questi la restituisce, qualche anno dopo, allo Stato italiano perché ne faccia un focolare dell'arte per artisti belgi e italiani, affidando questo compito all'Accademia di Brera, che la gestisce ancora oggi.

È in questo spirito che, nel 1933, viene dato compito all'architetto Lingeri di costruire tre Case per Artisti. L'edificazione avviene tra il 1939 e il 1940 e le abitazioni riprendono il modello della casa per vacanze di Le Corbusier.

Una delle tre Case per Artisti presenti sull'Isola Comacina

Le case furono utilizzate per anni per brevi soggiorni di artisti provenienti dal Belgio e dall'Italia. Alla fine degli anni Novanta, tuttavia, giacevano abbandonate e necessitavano di un complessivo intervento di conservazione. Nel biennio 2009-2010 si decide di agire sulle abitazioni in modo da renderele di nuovo accessibili agli artisti... del XXI secolo.

Storia, arte e anche locus amoenus. L'Isola Comacina è ricoperta da una rigogliosa vegetazione, costituita da ulivi, tigli e allori, e abitata da una varietà di animali.

Tutte queste caratteristiche rendono quello dell'Isola un paesaggio complesso e un po' misterioso. Ai visitatori sono proposte, comunque, delle letture che si traducono in percorsi tematici: esistono un sentiero archeologico, un sentiero degli artisti, un sentiero del bosco e pure gli evocaivi sentiero di Santa Eufemia e Viale del Poeta.

Nel periodo in cui l'ho visitata, l'Isola Comacina ospitava anche il progetto InterNature della Scuola di Scultura dell'Accademia di Brera. Tra il maggio e il settembre 2014 sull'Isola sono state inscenate rappresentazioni ed esposte opere d'arte degli allievi della scuola.

Viewpoint di Sara Marioli (InterNature)

Resti di una casa-torre medioevale
Ciò che più ha catturato il mio interesse sull'Isola Comacina sono la storia e i resti archeologici, databili dall'epoca romana sino al XVI secolo: da ciò che ci rimane delle costruzioni civili ai numerosi siti in cui sorgevano le costruzioni religiose.

Gita emozionante e appagante per me. Quasi un'avventura indietro nel tempo, usando un po' di immaginazione.

È una meta che consiglio soprattutto a chi è interessato alla storia e all'archeologia romane e medievali e ha voglia di vedere e sperimentare qualcosa di nuovo.

Resti del convento
femminile di Faustino e
Giovita
 
Resti della chiesa romanica di
San Pietro in Castello

















Resti della chiesa di Santa Maria
col Portico
Resti della chiesa di Santa
Eufemia













Bibliografia e URL:
Sito dell'Isola Comacina: http://www.isola-comacina.it/
InterNature, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, 2014
InterNature: http://www.accademiadibrera.milano.it/it/internature-isola-comacina.html-1 
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