mercoledì 1 maggio 2013

Ivo Stourton, The book lover's tale


Cinico, feroce, deprimente e tragico

Matt de Voy è un arredatore di interni, esperto nell'allestire biblioteche casalinghe in cui il gusto estetico incontra la vanità dei clienti e le loro preferenze. De Voy è, effettivamente, anche un esperto di letteratura e usa la propria conoscenza come arma di seduzione, finendo per portarsi a letto un nutrito numero di mogli dei suoi datori di lavoro. Da diversi anni il suo matrimonio è diventato una sorta di rappresentazione teatrale bene orchestrata: i sentimenti per la moglie sono svaniti, considera la loro unione una sorta di rapporto di convenienza tenuto in piedi dall'interesse e da una certa cortesia di fondo. Matt sviluppa una fissazione/attrazione per una delle sue ultime clienti, Claudia, donna bella e intelligente, sposata a un uomo, a suo parere, scialbo e insignificante. La passione che brucia in Matt diventa un'ossessione che potrebbe sfociare in tragedia...

Romanzo estremamente scorrevole e caratterizzato da una scrittura piuttosto curata in cui spiccano alcune trovate, quali alcuni episodi di discernimento e decostruzione della realtà attuale e le riflessioni sulla letteratura e la sua storia, che si inseriscono nella vicenda in modo naturale e non sono mai davvero di troppo. L'eroicità negativa - per lo meno da un punto di vista tradizionale - del protagonista viene messa in evidenza nei comportamenti che gli si attribuiscono e nei dialoghi dominati dalla dissimulazione. L'effetto è rafforzato, talvolta, attraverso il confronto che fa emergere il contrasto: i gesti e le parole che, nel passato, assumevano certi significati si caricano, ora, di contenuti che sono esattamente l'opposto o che sottendono sentimenti opposti a quelli di un tempo.

Il finale è arguto e brillante.

Decisi di leggere questo libro subito dopo Girl reading perché, anche nel caso di The book lover's tale, i libri, la lettura e la letteratura erano dei coprotagonisti. Le atmosfere dei due volumi sono molto diverse e, venendo da Katie Ward, non sono riuscita a fare a meno di trovare il romanzo di Staurton avvilente nel tono o, volendo, di leggerlo con delle lenti colorate di tristezza e oppressione. Di qui, le considerazioni che seguono.

La storia è intrisa di un cinismo feroce. L'autore è molto abile a descrivere l'arida esistenza di de Voy, dominata dall'ipocrisia, dall'indifferenza, da sentimenti quasi sempre negativi o che si trasformano in impulsi insani.

Nel romanzo i valori comuni sono consapevolmente rifiutati dal protagonista, la cui morale è ribaltata rispetto a quella generale. La cosa non risulta disturbante, bensì deprimente perché, leggendo il libro, ci si rende conto che non solo è credibile, ma anche realistico e si ricorda che la realtà può essere sempre peggio della finzione.

Bibliografia:
Ivo Stourton, The book lover's tale, London, Doubleday, 2011 

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