venerdì 31 maggio 2013

Variazioni su un tema di Henry James

In pratica, variazioni a Il giro di vite di Henry James, una delle storie di fantasmi più famose, quasi la storia di fantasmi per antonomasia, quella che viene in mente a moltissimi quando si parla del genere.

Pubblicato nel 1898, Il giro di vite è il racconto di fantasmi più noto di Henry James, che, tuttavia, ne scrisse un discreto numero. La particolarità di queste storie è che molti dei fantasmi di James possono essere visti sia secondo l'immagine tradizionale di presenze spettrali che secondo una più moderna, per l'epoca in cui scriveva, di bestie interiori, cancri nella mente e nella psiche che annientano chi ne è afflitto.

Henry James, in effetti, visse e produsse i propri lavori nel periodo in cui nacque e si sviluppò la psicoanalisi che finì per influenzare anche la letteratura: mostri e fantasmi erano, in realtà, prodotti di mali interiori, dell'inconscio e dell'animo, quindi certe storie gotiche non potevano assumere più tutto il fascino e la credibilità di un tempo. Il fratello di Henry James, William, era un filosofo e psicologo ed è naturale immaginare che l'autore sia venuto in contatto con i suoi studi e ne sia rimasto influenzato. James riuscì a scrivere dei racconti di fantasmi spaventosi o disturbanti nonostante i e adattandosi ai tempi in cui visse.

Di recente mi sono imbarcata nella lettura di un paio di variazioni proprio a Il giro di vite. Sono di tenore molto diverso l'una dall'altra: la prima è ironica e ambientata in epoca contemporanea, la seconda è decisamente più drammatica e si svolge nel 1891.

Jennifer Crusie, Maybe this time


Ohio, 1992
Andie Miller è pronta a chiudere definitivamente con il passato e sposare il fidanzato, ma, naturalmente, le cose non vanno come si aspetta. L’ex marito, l’affascinante North Archer, riesce a convincerla ad andare a supervisionare la situazione in cui si trovano i due problematici orfani, di cui è il tutore legale, nella sperduta campagna dell’Ohio. All’improvviso e – ammettiamolo – senza sapere bene la ragione che l’ha spinta a lanciarsi in questa avventura, Andie si trova in un’antica casa, trasportata blocco a blocco direttamente dall’Inghilterra, con due impenetrabili ragazzini, una terribile governante e… fantasmi, diversi fantasmi.

Questo romanzo è una rilettura e una riscrittura de Il giro di vite in chiave contemporanea. Sarebbe un peccato fare degli spoiler significativi su entrambe le opere, ma qualcosa vale la pena sottolinearla. Se ne Il giro di vite l’isolamento è un elemento fondamentale nello sviluppo dell’intreccio, l’interruzione dell’isolamento costituisce la chiave di volta in Maybe this time. La casa nella sperduta campagna dell’Ohio diviene, inaspettatamente, sovraffollata – di presenze umane – e di lì la Crusie incomincia a metterci più del suo nella storia e a distaccarsi da Henry James.

«Crusie’s created a sharp cast of lonely souls, wacky weirdos, ghosts both good and bad, and unlikely heroes who are brave enough to give life and love one more try. You don’t have to believe in afterlife to relish this fun, bright romp.»
“Publishers Weekly” 

Il soffietto del “Publishers Weekly” è decisamente esauriente. Mi sento di aggiungere che l’atmosfera è quella tipica della provincia americana degli anni Novanta, che l’ironia della Crusie è sempre pungente, che Andie è una protagonista dal carattere deciso e dalla forte personalità e che la scrittura è decisamente scorrevole. Oh, dimenticavo, non fa paura.

John Harding, Florence & Giles


New England, 1891
Florence e Giles sono fratelli, orfani, vivono in una magione nella campagna del New England, ignorati dal loro tutore legale, lo zio. Florence è una bambina sola, a parte la compagnia del fratello, ama rifugiarsi nei libri, che divora di nascosto perché le è stato proibito di leggere e di ricevere un'educazione. Lasciata quasi esclusivamente a se stessa, ha un'immaginazione attiva che la porta a sviluppare anche una propria lingua, fatta di sostantivi che diventano verbi e di parole singole che assumono il significato di intere perifrasi, ispirata dal modo che aveva Shakespeare di piegare il linguaggio alle proprie esigenze letterarie. La sorta di equilibro in cui Florence e Giles vivono va in frantumi dopo che la loro prima governante è vittima di un mortale incidente e ne arriva una seconda, Miss Taylor, di cui Florence non si fida, è convinta che voglia fare del male a Giles...

Si tratta, sostanzialmente, di una rivisitazione de Il giro di vite raccontato dal punto di vista della bambina anziché della governante. Anche se John Harding non è Henry James riesce, più o meno, nell'impresa di lasciare il lettore nel dubbio, a chiedersi che genere di fantasmi siano quelli della storia.

Ora, non so che effetto possa avere questo romanzo su chi non ha letto l'opera di James. Navigando per internet e leggendo le opinioni di vari lettori, mi è sembrato di capire che la maggior parte di chi non ha letto Il giro di vite abbia finito per non apprezzare l'opera di Harding. A me il libro è piaciuto parecchio: ho ritenuto particolarmente intrigante la trovata di un codice linguistico personale di Florence e di far raccontare la storia dal suo punto di vista, una bambina intelligente e brillante, ma totalmente trascurata.


Florence & Giles è stato pubblicato in Italia, da Garzanti, con il titolo La biblioteca dei libri proibiti. Per quanto il titolo possa essere discutibile, credo che la sinossi che si trova sul sito della casa editrice e, con tutta probabilità, anche in seconda di copertina, sia un po' fuorviante: i libri e il divieto d'accesso alla biblioteca sono importanti perché sono parte della formazione di Florence, ma non costituiscono tutto il fulcro del racconto dove ha rilevanza, per esempio, anche il modo che la bambina ha di costruire le relazioni con gli altri, le persone che, seppur raramente, entrano nella sua vita.

Disclaimer
Ho fatto uso del termine «governante» anziché di quello di «istitutrice» perché nella seconda metà dell'Ottocento, anche in Italia, era utilizzato il sostantivo «governante» per indicare la donna che si occupava dei bambini (La Marchesa Colombi, La gente per bene.)

Bibliografia e URL:
Henry James su The Literature Network: http://www.online-literature.com/henry_james/
Henry James su Project Gutenberg: http://www.gutenberg.org/ebooks/author/113
Jennifer Crusie, Maybe this time, New York, St. Marint's Press, 2011
Sito di Jennifer Crusie: http://www.jennycrusie.com/
Pagina dedicata a Maybe this time sul sito della Crusie: http://www.jennycrusie.com/books/fiction/maybe-this-time/
John Harding, Florence & Giles, London, Blue Door, 2010
Sito di John Harding: http://www.john-harding.co.uk/
Sinossi all'edizione in legatura rigida de La biblioteca dei libri proibiti sul sito di Garzanti editore: http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=2645
Pagina dedicata a La Marchesa Colombi su Liber Liber da cui si può scaricare La gente per bene: http://www.liberliber.it/libri/m/marchesa_colombi/index.php

domenica 26 maggio 2013

Rosslyn

A circa quattordici chilometri dal centro di Edimburgo, nel Midlothian, si trova Roslin. Nel 1997 balzò agli onori della cronaca perché il Roslin Institute, facente parte dell'Università di Edimbugo, annunciò la nascita della pecora Dolly, primo mammifero clonato da una singola cellula adulta. Qualche anno più tardi, nel 2003, è uno dei suoi monumenti a catturare l'attenzione, la Rosslyn Chapel, la cappella che viene nominata ne Il codice da Vinci di Dan Brown, best seller da milioni di copie.

La cappella di Rosslyn
Roslin e Rosslyn sono varianti derivate dalle parole celtiche ross, promontorio roccioso, e lynn, cascata. Il termine Roslin sta a indicare il villaggio, mentre con Rosslyn ci si riferisce alla cappella, al castello e alla contea (earldom) e al conte (Earl.)


Rosslyn Chapel può sorprendere: il visitatore non si aspetta di ritrovarsi davanti a una sorta di cattedrale in miniatura, un piccolo gioiello di architettura gotica in un luogo dall'aspetto, tutto sommato, moderno come Roslin, ma è costretto a ricredersi e prendere atto del fatto che, una volta entrato nel Visitor Centre, ha messo piede anche in un altro mondo.


Nonostante i lavori di ristrutturazioni in corso esternamente, la chiesa riesce a esercitare tutto il suo fascino sull'occhio di chi guarda, che si sofferma su torrette, pinnacoli e finestre bifore. Girandoci attorno, ci si può anche incominciare a fare un'idea dei progetti grandiosi che aveva il fondatore, Sir William St Clair, per la chiesa collegiata di San Matteo Evangelista (questo il nome originale.)


Sir William St Clair (1415-1484 ca), terzo e ultimo Earl of Orkney (anche se i conti delle Orcadi sembra si fregiassero del titolo di principi) per grazia del re di Norvegia e lord of Rosslyn, fondò quella che ora si tende a chiamare semplicemente cappella di Rosslyn nel 1446. In effetti si sarebbe dovuto trattare di una imponente costruzione cruciforme, con al centro una torre, la cui pianta avrebbe ricalcato, in scala minore, quella della cattedrale di Glasgow, San Mungo. I lavori di costruzione, però, si arrestarono con la morte di Sir William, nel 1484. Sir Oliver St Clair, erede delle terre e delle proprietà di Rosslyn, e i suoi figli provvidero a fornire un tetto alla chiesa, ma non la completarono mai. Dobbiamo proprio a questo tetto la conservazione della cappella.

Sir William era uomo fedele al re Giacomo I di Scozia che,  nel 1436, gli assegnò il compito di accompagnare la figlia dodicenne, Margherita, in Francia, dove avrebbe sposato il Delfino Luigi. Sir William trascorse i successivi quattro anni a viaggiare per il continente, probabilmente ammirando le cattedrali gotiche e traendone ispirazione per la costruzione della propria 'cattedrale'.

Credo che le influenze dell'arte europea su Rosslyn siano riscontrabili soprattutto all'interno, in cui si ammirano migliaia e migliaia di incisioni scolpite su pietra: un tripudio di unicorni, griffoni, angeli, diavoli, santi, peccatori, gargoyle, elefanti, scimmie, draghi, sotto un tetto finemente intagliato.

Purtroppo non è permesso fare fotografie all'interno di Rosslyn Chapel, ma se ne possono trovare facilmente in internet. Sul sito ufficiale, in particolare, una pagina è dedicata esclusivaente alle incisioni; ho, poi, trovato un'altra pagina con delle immagini nitide, qui.

Tra le sculture che più mi hanno colpita, sicuramente c'è la Danza macabra nella Lady Chapel, situata all'estremità orientale della chiesa (immagine 9.) La Morte ha sempre la meglio su tutti, anche sui sovrani, i cortigiani e atri alti dignitari, che sono rappresentati insieme a una coppia di coniugi, un contadino, un giardiniere e altre figure più semplici. La danza della morte di Rosslyn parrebbe una delle prime incise su pietra di cui si abbia conoscenza.

Un'altra incisione che mi ha colpita è quella delle sette opere di misericordia e dei setti vizi capitali, che si snodano sulle facce opposte di un architrave, nella navata sud. La particolarità di quest'opera sta nello scambio tra l'Avarizia, rappresenata da un uomo con dei sacchi di denaro, e l'atto caritatevole del dar da mangiare agli affamati, per cui la prima si trova tra le opere di misericordia e la Carità tra i sette vizi capitali. Con tutta probabilità si tratta di un errore della maestranza che lavorò agli intagli in laboratorio, ma le speculazioni non mancano e c'è chi pensa che si tratti di un atto voluto, come a dire che è impossibile raggiungere la perfezione, l'assoluto, tanto nel bene come nel male.



Per cogliere e apprezzare del tutto la storia e l'arte della cappella di Rosslyn, l'ideale è approfittare delle visite guidate, comprese nel prezzo del biglietto di ingresso, o rifarsi alla guida ufficiale, scritta dall'attuale conte di Rosslyn, in vendita nel negozio del Visitor Centre e preacquistabile online, se si vuole arrivare già preparati alla visita. La guida ha il pregio di contenere delle bellissime immagini e moltissime informazioni sulla cappella e la storia dei St Clair.

Rosslyn, tutto il resto e Il codice da Vinci
La cappella di Rosslyn, così come il castello — quello che ne rimane — di Rosslyn sono da sempre avvolti da un'aura di leggende e storie incredibili.



Pare che il castello di Rosslyn sia infestato dal fantasma di una donna in bianco, protettrice di un misterioso tesoro, da quello di un cavaliere oscuro, che galoppa avanti e indietro sul ponte levatoio, e da quello di un cane, che si aggira per i sotterranei; sembra anche che delle fiamme spettrali avvolgano il castello e la cappella ogni volta che muore un St Clair. Quste tipologie di fantasmi scorrazzano da sempre in chiese e castelli della Gran Bretagna e dell'Europa e, nei secoli, si è fatto in modo di giustificare la loro presenza anche a Rosslyn.

Similarmente, alcuni dei fantasmi e delle leggende della Rosslyn Chapel sono mutuati da quelli di altri luoghi suggestivi, mentre altri sono di fabbricazione più recente.  Esistono molte pubblicazioni e si può trovare una grande quantità di informazioni in internet su Rosslyn, i suoi misteri, quello che nasconderebbe e la sua 'mitologia'. Per quello che ho scritto qui, io mi sono basata sulla guida ufficiale alla cappella e su Rosslyn and the Grail di Mark Oxbrow e Ian Robertson. Quest'ultimo libro tende ad assumere toni predicatori e severi perché fu scritto per cercare di fare pulizia di tutto il materiale ritenuto più fantasioso riguardante Rosslyn, ma contiene moltissime notizie sulla maggior parte delle storie e della storia della cappella e delle appendici di approfondimento per una cronologia di Roslin, sui templari in Scozia, fino ad arrivare alle profezie di Merlino.


Molte delle storie e della storia più antiche dei St Clair e di Rosslyn provengono da un'opera di genealogia scritta nel 1700 ca da padre Richard Augustine Hay, canonico della chiesa di Santa Genoveffa a Parigi, e pubblicata, per la prima volta e soltanto in parte, nel 1835. La famiglia di Hay era legata a quella dei St Clair e lui stesso risiedette, per un certo periodo, nel castello di Rosslyn, dove ebbe accesso ai volumi della biblioteca di famiglia. Hay si sentì in dovere di decantare le lodi dei St Clair, verso i quali era in debito, e autorizzato a ricorrere alla fantasia, laddove le fonti non arrivavano.


Una delle leggende più famose della Rosslyn Chapel è quella dell'apprendista assassinato. Pare che Sir William volesse si costruisse una colonna dai contorni particolarmente intricati e si mise a discuterne con il proprio mastro costruttore. Questi, che intuì subito quanto il lavoro fosse complicato, ottenne il permesso di andare a Roma per studiarne le architetture e apprendere le tecniche dei costruttori italiani, in modo poi da poterle applicare nella costruzione di Rosslyn. Durante la sua assenza, un giovane apprendista del mastro costruttore chiese il permesso a Sir William di scolpire lui stesso quella colonna, che poi divenne la colonna dell'apprendista (immagine 10.) I risultati furono strabilianti, tant'è vero che, quando il mastro costruttore fece ritorno dal continente, pazzo per l'invidia, uccise l'apprendista. A memoria del tragico evento i volti del povero apprendista, di sua madre piangente e del mastro costruttore sarebbero stati scolpiti nella cappella. Padre Hay riporta questa leggenda nella propria opera, come hanno fatto altri, quali Daniel Defoe, per esempio. Non sapremo mai se la storia dell'apprendista assassinato sia vera o se ci sia un fondo di verità, però leggende simili si svilupparono attorno ad altre chiese e castelli. Sempre in Scozia, per esempio, nell'abbazia di Melrose, esiste una finestra dell'apprendista, la cui storia è molto simile a quella della colonna di Rosslyn.

Ingresso alla cripta di Rosslyn. Nonostante sia murato, non sono mancati i tentativi di sfondamento per aprirsi un varco.
Di fabbricazione più recente sono tutte le speculazioni riguardanti la cripta di Rosslyn, luogo di sepoltura dei St Clair sino alla metà del Seicento. Per secoli nessuno mise in dubbio la presenza dei resti dei St Clair nella cripta e anche le storie di fantasmi che si raccontavano riguardavano le fiamme spettrali che apparivano in corrispondenza delle loro tombe (Walter Scott, Il lamento dell'ultimo menestrello.) Negli ultimi anni, però, spinti anche dal successo de Il codice da Vinci, si sono incominciate a diffondere voci su un misterioso tesoro nascosto nella cripta, magari quello dei Rosa Croce o dei Cavalieri Templari, e sul fatto che i gestori di Rosslyn si rifiutino di scavare sotto la cripta per mantenerlo segreto. In realtà, gli scavi non sono permessi perché la cappella di Rosslyn è un edificio fragile, che va conservato e protetto.


Come scritto in apertura di questo post, è stato Il codice da Vinci a regalare nuova fama a Rosslyn Chapel negli ultimi anni. Dalla pubblicazione del romanzo di Dan Brown, i visitatori di Rosslyn sono aumentati sensibilmente, tanto da rendere possibili lavori di ristrutturazione imponenti, soprattutto quelli del tetto. Questo è uno degli effetti più positivi che il best seller di Dan Brown ha avuto su Rosslyn. Stando a Il codice da Vinci, la cappella di Rosslyn sarebbe stata costruita dai Templari, sarebbe una copia del Tempio di Salomone, sarebbe legata al segretissimo Priorato di Sion e ospiterebbe i resti di Maria Maddalena.

Tra il Settecento e l'Ottocento si diffusero delle romantiche leggende secondo le quali una rappresentanza dei Templari riuscì a fuggire alle persecuzioni di Filippo il Bello, in Francia, e ad approdare in Scozia. Già all'epoca della loro elaborazione, 500 anni dopo la fine dei Templari, nessuno pensava di prendere seriamente queste pseudo-storie e non esiste alcuna prova che alcuni cavalieri siano riusciti effettivamente a navigare verso la Scozia e ad arrivarci sani e salvi per poi essere accolti nel castello di Rosslyn. Sir William non discendeva dai Templari e non pensò di costruire la cappella di Rosslyn secondo la pianta del Tempio di Salomone. Come già detto, Rosslyn Chapel ricalca, in scala ridotta, la pianta della cattedrale di Glasgow.

Il Priorato di Sion, che proteggerebbe la linea di discendenza di Gesù Cristo, è un'invenzione di Pierre Plantard che fabbricò un "Dossier Secrets", lo nascose in un archivio e, quando fu riscoperto, gli donò la fasulla fama di essere l'ultimo discendente vivente di Cristo e dei re merovingi. A tal proposito, a Rosslyn non esiste alcuna stella a 6 punte che collegherebbe la chiesa con il fantomatico Priorato di Sion, da nessuna parte, nemmeno all'ingresso della chiesa inferiore, dove la produzione del film Il codice da Vinci ne posizionò una feticcia. Nell'area dove la stella fu piazzata è ancora visibile un alone.

Area in cui fu posizionata la stella a 6 punte ai fini di produzione del film Il codice da Vinci
Rosslyn Chapel è un luogo affascinante e ricco di storia, così ricco che qui ho potuto fornire solo una pallida idea di quello che si può scoprire visitandola.
La cappella è visitabile da lunedì a sabato dalle 9:30 alle 18:00 (ultima ammissione alle 17:30) e la domenica dalle 12 all 16:45 (ultima ammissione alle 16:15.) Il biglietto di ingresso è variabile. Maggiori informazioni, qui e qui.
 
Bibliografia e URL:
The Roslin Institute:  http://www.roslin.ed.ac.uk/
Pagina dedicata agli intagli all'interno della cappella sul sito ufficiale: http://www.rosslynchapel.org.uk/history.php
Immagini dell'interno di Rosslyn Chapel sul sito Stuck on Scotland Holidays: http://www.stuckonscotland.co.uk/edinburgh/rosslyn-pictures.html
The Earl of Rosslyn, Rosslyn Chapel, [s.l.], Rosslyn Chapel Trust, 2012
Per acquistare la guida ufficiale di Rosslyn online: http://www.rosslynchapel.org.uk/shop/rosslyn-chapel-official-guidebook-P167/
Rosslyn Castle: http://www.landmarktrust.org.uk/search-and-book/properties/rosslyn-castle-13940
Mark Oxbrow and Ian Robertson; with additional photography by Caroline Davies, Rosslyn and the Grail, Edinburgh, Mainstream, 2006
Informazioni essenziali su Rosslyn Chapel: http://www.rosslynchapel.org.uk/p/essential-info-I1621/
Informazioni sull'ingresso a Rosslyn Chapel: http://www.rosslynchapel.org.uk/p/admission-I1627/

giovedì 16 maggio 2013

Karen Marie Moning, Darkfever



A dark paranormal romp

MacKayla Lane è la classica ragazza della provincia americana del Sud, senza chissà quali apsettative o prospettive, ed è una ventiduenne viziata, sperificale e immatura, anche se non per questo stupida. La sua esistenza viene scossa e muta improvvisamente e difiitivamente dopo che la sorella Alina, mentre si trova a studiare a Dublino, viene uccisa. I genitori soo talmente sconvolti dall'accadimento da chiudersi in loro stessi, ma Mac non ci sta, vuole delle risposte e decide di volare in Irlanda per trovarle. A Dublino, la determinazione e la testardaggine, che la spingono a voler cercare l'assassino della sorella, la conducono a un punto di non ritorno: la realtà in cui aveva creduto fino ad allora non è nulla rispetto a quella popolata dai Fae (Seelie e Unseelie) e dai diversi esseri soprannaturali con cui si ritrova a venire in contatto e, ora, è troppo tardi per scappare, la sua vita è stata inevitabilmente compromessa. Per Mac incomincia un viaggio alla scoperta di se stessa, di chi sia davvero, e alla ricerca di un antico, potente libro che la stessa Alina sembrava aver trovato e uno stuolo di pericolosi esseri soprannaturali sta disperatamente cercando.

Questo è il primo volume dela serie Fever di Karen Marie Moning che, talvolta, è classificata come dark romance o dark fantasy. In questo primo romanzo l'elemento romantico è appena accennato, anche se la tensione sessuale è piuttosto alta; quanto al fantasy, diciamo che è sicuramente paranormal e urban fantasy. Alla serie è spesso affibiato l'aggettivo dark, ma in Darkfever l'oscurità non sembra ancora aver preso davvero il soppravvento e, in ogni caso, gli elementi dark sono stemperati da uno humor esilarante. È per questo motivo che ho intitolato questa 'recensione' A dark paranormal romp, quasi un accostamento di termini antitetici, ma che rendono bene l'idea. In effetti mi sono spesso trovata a ridere per l'assurdità di certe situazioni descritte, soprattutto quando Mac si trova a interagire con un Seelie, in particolare, che ha il potere di scatenare tutta la carica sessuale della protagonista e farla agire in modo decisamente impbarazzante.

Il romanzo è narrato in prima persona da Mac, quindi non posiamo entrare nella testa della controparte maschile, Jericho Barrons. Personaggio misterioso, pieno di segreti, con un proprio codice morale che, con tutta probabilità, molto si distacca da quello comune. Forse, se effettivamente potessimo entrare nella sua testa, troveremmo l'esperienza disturbante. A tal proposito, la Moning ha effettivamente scritto qualcosa dal punto di vista di Barrons, The Alpha Alternative. Maggiori informazioni qui.

Leggo pochissimo paranormal, qindi posseggo altrettanto pochi strumenti per giudicare questo romanzo. Mi sento di dire, però, che mi è picaiuto e l'ho trovato molto... divertente, senza cadere nel ridicolo. Probabilmente mi sono lasciata coinvolgere soprattutto dallo humor disperso tra le righe e non mi sono concentrata su altre caratteristiche, quali gli elementi gotici, per esempio. Il ritmo è incalzante, il romanzo è pieno d'azione, succede sempre qualcosa.

Non essendo mai stata a Dublino né in Irlanda, non so quanto siano plausibili le descrizioni dei luoghi e degli irlandesi da parte dell'autrice, ma so che, su questo punto, le opinioni sono discordanti.


Questo romanzo è disponibile in lingua italiana, per i tipi di Leggereditore, con titolo Il segreto del libro proibito.

Bibliografia e URL:
Karen Marie Moning, Darkfever, London, Gollancz, 2011
Sito di Karen Marie Moning: http://www.karenmoning.com/kmm/
Il segreto del libro proibito sul sito di Leggereditore: http://www.leggereditore.it/libro.php?id=11182

giovedì 9 maggio 2013

Quick Reads di nome e di fatto


Il progetto Quick Reads incoraggia gli adulti residenti in Gran Bretagna alla lettura, proponendo loro dei libri corti, sulle 120 pagine ca, di narrativa o saggistica. Volumetti ideali quando si è alla ricerca di letture veloci o per chi si sente un po' intimorito davanti a un libro. Ci si può immergere nella lettura sui mezzi di trasporto, a letto, prima di andare a dormire, la domenica, nella vasca da bagno. Lanciato nel 2006, il progetto Quick Reads si è impegnato a introdurre quanti più reticenti possibili alla lettura e ha offerto dei libri piacevoli anche a chi lettore lo è sempre stato.

Le opere pubblicate per il progetto sono accessibili anche al di fuori della Gran Bretagna, sia in formato cartaceo che elettronico, acquistabili online. I prezzi sono decisamente contenuti: le pubblicazioni del 2013, per esempio, hanno un prezzo di copertina di una sterlina e si possono trovare anche scontati. I generi disponibili sono vari: si va dal chick lit al giallo, dal romance alla fantascienza (con Doctor Who.)

I libri scritti per Quick Reads possono essere anche d'aiuto a chi l'Inglese lo sta imparando o vuole provare ad avvicinarsi per la prima volta alla lettura in lingua inglese. Nella pagina delle Resources si trovano spunti utili per la comprensione e l'analisi del testo e link a siti esterni (BBC e British Council) per approfondimenti ed esercizi.

Di recente mi è capitato di leggere diverse Quick Reads: due datate e una pubblicata lo scorso febbraio. Per la più recente, A dreadful murder di Minette Walters, è ancora possibile troavare i materiali di approfondimento online, mentre non sono più disponibili i contenuti per Secrets di Lynne Barrett-Lee (2006) e Follow me di Sheila O'Flanagan, che rimangono, in ogni caso, delle letture facili e veloci.


Minette Walters, A dreadful murder


Inghilterra, 1908
La signora Caroline Luard viene uccisa, in pieno giorno, mentre passeggia sulle proprie terre. Il marito, Charles Luard, diventa subito il primo sospettato, ma è davvero il colpevole?

Si tratta della storia romanzata di un omicidio realmente avvenuto e rimasto irrisolto.

L'autrice deve aver letto — ed essere rimasta positivamente colpita da — The suspicions of Mr Whicher (Omicidio a Road Hill House): se il libro della Summerscale era un saggio che non disdegnava l'utilizzo di stilemi narrativi per essere più accattivante, quello della Walters è un racconto che usa alcuni tratti stilistici del saggio per essere più realistico. Ciò detto, A dreadful murder è un giallo condensato, il racconto delle indagini su un delitto, per il quale l'autrice fornisce anche una soluzione.

La storia si dipana in poche pagine, ma è piuttosto ben sviluppata, soprattutto nei dialoghi che contribuiscono molto a far evolvere la trama e che regalano, talvolta, alcuni scambi e battute pungenti.

Giallo breve che si divora in poche ore o, magari, qualche giorno, se non si è abituati a leggere in lingua inglese.

Come già scritto sopra, per questa pubblicazione sono disponibili contenuti aggiuntivi online, quali la pagina dedicata sul sito del British Council.


Sheila O'Flanagan, Follow me

  
Pippa Jones è una ventenne, single e immersa nel proprio lavoro. Si occupa di vendere sistemi di sicurezza anti hacker ed è talmente brava da rischiare di vincere per la seconda volta consecutiva un viaggio-premio per essere la migliore rappresentante commerciale nell'azienda per cui lavora. Tutto sembra filare liscio sino a che una società concorrente emerge e incomincia a rubarle i clienti. Come se non bastasse, un affascinante sconosciuto pare seguirla ovunque vada...

Chick lit decisamente leggero, poco impegnativo, che regala un sorriso non fosse che per le incomprensioni e gli errori di valutazione che affliggono la protagonista e che le complicano l'esistenza. La storia è previdibilissima, ma si lascia leggere con piacere tra una pausa e l'altra, tra un libro e l'altro.


Lynne Barrett-Lee, Secrets


Megan e Fion sono due sorelle molto unite, si raccontano tutto, non ci sono segreti tra di loro... Ma è proprio vero? Megan si trova a passare qualche giorno a casa della sorella, mentre Fion è via per lavoro, e tutto quello che si aspetta è di rilassarsi, ma un certo Jack telefona, vuole parlare con Fion. Ma chi è Jack? Perché Megan non ne ha mai sentito parlare? E perché Fion si comporta come se avesse appena visto un fantasma e si rifiuta di affrontare l'argomento? Quando Fion, poi, sparisce, Megan incomincia davvero a preoccuparsi perché si rende conto di non essere in grado di fare quello che ha sempre fatto: prendersi cura della propria sorellina.

Quick read cortissima, di sole 90 pagine, ma piuttosto accattivante per l'elemento di mistero. Interessante, poi, il percorso interiore che è costretta a fare, suo malgrado, Megan, che scoprirà che nulla è come sembra nella vita dela sorella e delle persone a lei legate. Forse il finale è un po'azzardato, ma regge.

Bibliografia e URL:
Pagina Resources: http://www.quickreads.org.uk/resources
Minette Walters, A dreadful murder, London, Pan Books, 2013
Pagina dedicata a A dreadful murder sul sito del British Council: http://esol.britishcouncil.org/quick-reads/dreadful-murder-quick-reads
Sheila O'Flanagan, Follow me, London, Headline Review, 2011
Lynne Barrett-Lee, Secrets, Accent Press Ltd, Pembroke Dock, 2006 

mercoledì 1 maggio 2013

Ivo Stourton, The book lover's tale


Cinico, feroce, deprimente e tragico

Matt de Voy è un arredatore di interni, esperto nell'allestire biblioteche casalinghe in cui il gusto estetico incontra la vanità dei clienti e le loro preferenze. De Voy è, effettivamente, anche un esperto di letteratura e usa la propria conoscenza come arma di seduzione, finendo per portarsi a letto un nutrito numero di mogli dei suoi datori di lavoro. Da diversi anni il suo matrimonio è diventato una sorta di rappresentazione teatrale bene orchestrata: i sentimenti per la moglie sono svaniti, considera la loro unione una sorta di rapporto di convenienza tenuto in piedi dall'interesse e da una certa cortesia di fondo. Matt sviluppa una fissazione/attrazione per una delle sue ultime clienti, Claudia, donna bella e intelligente, sposata a un uomo, a suo parere, scialbo e insignificante. La passione che brucia in Matt diventa un'ossessione che potrebbe sfociare in tragedia...

Romanzo estremamente scorrevole e caratterizzato da una scrittura piuttosto curata in cui spiccano alcune trovate, quali alcuni episodi di discernimento e decostruzione della realtà attuale e le riflessioni sulla letteratura e la sua storia, che si inseriscono nella vicenda in modo naturale e non sono mai davvero di troppo. L'eroicità negativa - per lo meno da un punto di vista tradizionale - del protagonista viene messa in evidenza nei comportamenti che gli si attribuiscono e nei dialoghi dominati dalla dissimulazione. L'effetto è rafforzato, talvolta, attraverso il confronto che fa emergere il contrasto: i gesti e le parole che, nel passato, assumevano certi significati si caricano, ora, di contenuti che sono esattamente l'opposto o che sottendono sentimenti opposti a quelli di un tempo.

Il finale è arguto e brillante.

Decisi di leggere questo libro subito dopo Girl reading perché, anche nel caso di The book lover's tale, i libri, la lettura e la letteratura erano dei coprotagonisti. Le atmosfere dei due volumi sono molto diverse e, venendo da Katie Ward, non sono riuscita a fare a meno di trovare il romanzo di Staurton avvilente nel tono o, volendo, di leggerlo con delle lenti colorate di tristezza e oppressione. Di qui, le considerazioni che seguono.

La storia è intrisa di un cinismo feroce. L'autore è molto abile a descrivere l'arida esistenza di de Voy, dominata dall'ipocrisia, dall'indifferenza, da sentimenti quasi sempre negativi o che si trasformano in impulsi insani.

Nel romanzo i valori comuni sono consapevolmente rifiutati dal protagonista, la cui morale è ribaltata rispetto a quella generale. La cosa non risulta disturbante, bensì deprimente perché, leggendo il libro, ci si rende conto che non solo è credibile, ma anche realistico e si ricorda che la realtà può essere sempre peggio della finzione.

Bibliografia:
Ivo Stourton, The book lover's tale, London, Doubleday, 2011 
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