martedì 28 febbraio 2017

Hannah Rothschild, The improbability of love


Annie McDee sta attraversando un periodo buio: è stata abbondanata dall'uomo con cui portava avanti una relazione da anni, un rapporto nel quale credeva ciecamente; si ritrova a Londra a fare un lavoro che non la entusiasma e a partecipare a eventi organizzati per fare incontrare single senza alcuna convinzione o intenzione di imbarcarsi in una nuova relazione. Un giorno entra in un negozietto di roba usata per comprare un regalo di compleanno all'ultimo uomo di turno incontrato, qualcosa di poco impegnativo ed economico. Si riporta a casa un quadro, un'opera che, tra il ciarpame in cui giaceva, potrebbe non colpire un granché l'occhio non allenato, ma...

In questo libro ci sono diversi errori e di battitura e di concetto. Ciò mi ha fatta prudere assai le mani, soprattutto perché è pubblicato dalla Bloomsbury, la casa editrice di Harry Potter, che dovrebbe disporre di una schiera di copy editor preparati e pronti a investigare e, quando necessario, correggere. A tutto questo si aggiunge il fatto che Hannah Rothschild disponeva di una serie di consulenti nel mondo dell'arte, eppure gli errori fioccano.

Crudele da parte mia incominciare con una nota negativa, ma sentivo la necessità di liberarmi immediatamente della patata bollente. Per il resto The improbability of love è un peculiare romanzo che ci scaraventa all'interno del mondo dell'arte e del mercato dell'arte, in particolare a Londra, dove non mancano musei di prestigio, case d'asta celebri, collezionisti appassionati della materia o alla ricerca di investimenti durevoli o di fama, etc. 

Peculiare per il numero e la singolarità dei narratori, tra i quali troviamo anche un oggetto inanimato; così pure per come viene dilatata la materia iniziale, dall'esplorazione dei secondi fini dei collezionisti ai tesori trafugati dai nazisti.

Deve essere costata una grandissima fatica all'autrice scrivere questo romanzo. Questa è la sensazione che ho percepito e forse in questo sta uno dei suoi difetti: anziché pensare che fosse un romanzo immenso, continuavo a dirmi che doveva essere costato uno sforzo sovraumano produrlo. Qualcosa che non mi è mai saltato alla mente leggendo altri  libri che ho finito per considerare grandi. 

Per quanto riguarda i personaggi, mi sono risultati quasi tutti un po' delle macchiette, un po' improvvisati. Si intuisce che l'autrice deve essersi ispirata a delle persone reali e personaggi-tipo che si possono trovare, in tutto il Regno Unito, principalmente a Londra, ma resta il fatto che rimangono tutti ritratti abbozzati.

Piacevole, ma avrei desiderato qualcosa di meglio e in meno pagine. 

See you soon cyberspace cowboy... 

Bibliografia:
Hannah Rothschild, The improbability of love, London, Bloomsbury, 2015 

2 commenti:

Endimione Birches ha detto...

Mmmmmm ... sono molto incuriosita dal fatto che questo romanzo parli di arte ... la cosa mi attira moltissimo!!!! :))) Se però i "vizi" dell'opera sono quelli che hai sottolineato tu non so se intraprenderne la lettura ... pensare allo sforzo impiegato dalla scrittrice è praticamente un lavoro!!!
Molto bella la cover, però!!
xo
Endi

Ludo ha detto...

@Endi Si tratta sicuramente di un romanzo particolare e l'autrice è dotata, però rimane il fatto che non mi ha convinta.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...