lunedì 9 maggio 2016

Franco Matteucci, Lo strano caso dell'orso uciso nel bosco



Un corpo senza vita giace sulla neve nell'apparente tranquillità del bosco. Accanto al cadavere, sul tronco di un albero, è stato inciso un cuore con all'interno il nome della vittima e una lettera greca. L'assassino ha lasciato la sua firma, un segno destinato a ripetersi e a seminare il panico tra i vicoli del paesino di montagna. L'ispettore Santoni, però, non riesce a indagare con la sua solita lucidità. Qualcosa — qualcuno — offusca la sua mente investigativa. E intanto il crimine continua a spandersi come una macchia di sangue, lentamente ma inseorabilmente. Gli abitanti di Valdiluce hanno paura: la loro cittadina, che una volta era un posto tranquillo e rilassante, rischia di trasformarsi nella tana di un pericoloso serial killer. Il tempo stringe per Marzio Santoni: stavolta in gioco c'è la vta di tutta la valle...

(Sinossi tratta dalla seconda di copertina della mia edizione.)

Quarto volume dedicato a Le indagini dell'ispettore Santoni, Lo strano caso dell'orso ucciso nel bosco segue Il suicidio perfetto, La mossa del cartomante e Tre cadaveri sotto la neve. Con questo romanzo Matteucci ha definitivamente sposato la scrittura scorrevole e il ritmo spedito che si richiedono al giallo destinato al lettore tipo del genere, sfoltendo le descrizioni che nei capitoli precedenti usava per fare uno studio dei personaggi e della natura umana e degli ambienti culturali e fisici in cui si muovono. Dal mio punto di vista, è un peccato, ma sono riuscita ad adeguarmi e a farmi trascinare dai colpi di scena e dalle improbabili dinamiche della trafila di delitti che non sembra avere mai fine.

Per quanto riguarda Marzio Santoni, detto Lupo Bianco, credo sinceramente che Matteucci non sia bene riuscito a inquadrarlo del tutto... il che è anche comprensibile, l'autore sta scoprendo a sua volta il suo personaggio, comunque penso che dovrebbe cercare di delinearlo in modo più sfuocato, non insistere sulla natura introversa, introspettiva e solitaria per poi fare di tutto per negarla. Per quanto le persone siano multisfaccettate e presentino tratti contrastanti, Marzio è spesso poco credibile. Introversione, tra l'altro, non è sinonimo di timidezza e non è detto che una persona introversa sia anche timida o viceversa. Senza dimenticare che ciò che ci troviamo di fronte nella realtà di tutti i giorni, con le sue contraddizioni, non sempre funziona se semplicemente 'ricopiato' sulle pagine di un romanzo, ma va opportunamente rimaneggiato attraverso gli strumenti della scrittura. Per quanto riguarda gli interessi sentimentali del protagonista, poi, penso che Matteucci sia stato abilissimo a rendermi detestabile Ingrid Sting. Anche se ne Lo strano caso dell'orso ucciso nel bosco la sua presenza è scarsa e solo accennata, la trovo sempre più insopportabile e spero che esca di scena al più presto.

Continuerò a leggere questi gialli di Matteucci perché trovo intrigante lo spazio innevato e confinato in cui si ambientino, nonostante l'autore abbia rinunciato del tutto a esplorare in modo serio le conseguenze che ciò ha sui personaggi. Sono anche curiosa di vedere come evolve il personaggio di Marzio nelle prossime avventure.

A parte
È, incredibilmente, arrivata un'ondata di caldo in Cumbira, se 24 ºC si possono definire caldo. Non durerà a lungo, purtroppo, e già verso la seconda metà della settimana scenderemo di una decina di gradi. Questa parentesi metereologica per sottolineare come le bizzarrie del tempo mi abbiano spinta a leggere un romanzo ambientato — come i precedenti della serie — in un paesaggio innevato e mi ha fatto anche trovare l'energia necessaria per scrivere questo post e dedicarmi un pochino al blog. 

See you soon cyberspace cowboy...  

Bibliografia e URL:
Franco Matteucci, Lo strano caso dell'orso ucciso nel bosco, Roma, Newton Compton, 2016

2 commenti:

Luz ha detto...

Ludo! Ma da quanto tempo...
Sul Blog ti ho lasciato una menzione speciale riguardo al tuo angolino. Spero tu la legga presto.
Non leggo un giallo da diversi anni, dovrò riscoprire questo genere.
Continuo a preferire genericamente il giallo classico.

Ludo ha detto...

@luz Mi scuso pe il super ritardo. In questi ultimi mesi proprio non riesco a organizzarmi e a dedicare tempo alla blogosfera. Grazie per essere passata. Andrò subito a sbirciare sul tuo blog.

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