giovedì 14 maggio 2015

Un ritorno che si è fatto attendere... Incominciamo con un paio di libri

Nelle ultime quattro/cinque settimane ho come vissuto in una bolla, l'esistenza è stata dura per vari motivi e a risentirne è stata ache la mia presenza in rete: mi sono estraniata dal blog e da internet, in generale. È giunto il momento di riattivarmi: le scorribande sul web mi sono mancate, ho voglia di ricominciare a scrivere su questo angolino e a connettermi con le altre persone che, in un modo o nell'altro, lasciano la propria impronta nel cyberspazio.

Ho deciso di buttarmi su ciò che forse mi viene più naturale: scrivere di libri, alla mia maniera, in modo raffazzonato. Negli ultimi tempi, non ho potuto fare altro che buttarmi su un comfort book dopo l'altro, quindi...


Stefania Bertola, A neve ferma

Emma Trisciuoglio, aiutante pasticcera laureata in Storia con una tesi sulla Stele di Rosetta, perde l'amore tre giorni dopo averlo trovato. La signora Elena, invece, l'amore lo insegue invano da trent'anni, e comincia ad avere un po' il fiatone. Per fortuna c'è Camelia, che s'innamora senza difficoltà di chiunque incontri. ll problema di Camelia, casomai, è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso. Peccato, perché forse, se riuscisse a decifrarlo, potrebbe vincere il concorso «Una stella per Natale». Lei, però, preferirebbe non partecipare neanche. Emma, invece, parteciperebbe volentieri, anche se Andrea non la ama più.  Bianca è l'unica a cui il concorso non interessa, è troppo impegnata nella sua battaglia contro un giovane dottore ripetutamente ladro. Aggiungete la pregiata Pasticceria Delacroix, un'attrice francese, un apprendista coi piercing e gli imponderabili effetti di un film dei fratelli Wachowski, e preparatevi a qualche ora di intenso divertimento, tra amori al cioccolato e sfide all'ultimo, dolcissimo assaggio.

(Sinossi tratta dal retro della mia edizione.)

Libro giusto al momento giusto. In A neve ferma speravo di trovare le stesse atmosfere ironiche e l'accennato romanticismo che avevo scoperto in Biscotti e sospetti ed è proprio quello che è successo.

In A neve ferma si seguono le vicende di un carosello di personaggi. Proprio come nella vita, ci troviamo davanti persone di ogni genere, che avranno pure pregi e difetti, come tutti, ma dei quali si mettono in evidenza soprattutto manie, ossessioni, punti deboli, assurdità, scivoloni... il tutto con piglio ironico, come scrivevo sopra.

Per quanto riguarda gli aspetti romantici del romanzo, ho apprezzato il modo con cui la Bertola ha condotto Emma nelle sue avventure. Come Violetta di Biscotti e sospetti, anche l'eroina di A neve ferma dimostra di essere una donna forte e indipendente [sottolineare per vedere spoiler] — in modo tutto suo — alla fine del romanzo, per cui l'amore non è una necessità imprescindibile. E, proprio alla fine, anche Emma otterrà l'amore. Forse per la Bertola è più bello — e più sano? — trovare l'amore quando non se ne ha bisogno, quando si è consapevoli di sapersi reggere, comunque, sulle proprie gambe. Anche a me piace questa idea.

Intreccio e protagonisti di A neve ferma mi sono sembrati un po' meno sopra le righe rispetto a quelli di Biscotti e sospetti e, per questo motivo, tra i due, tenderei a ritenere più avvincente e singolare il secondo sul primo.

Consigliato, in ogni caso, questo romanzo di Stefania Bertola, soprattutto se si sente il bisogno di bersi un comfort book, come se fosse una cioccolata d'inverno e un frappé d'estate.
 
 

Susanna Kearsley, The shadowy horses
Con le loro leggende e la storia appassionante, le coste della Scozia, battute dal vento, sono il sogno di ogni archeologo. Verity Grey è eccitata dalla sfida di scoprire un antico campo militare romano in un piccolo villaggio. Ma appena arriva, capisce che c'è del pericolo nell'aria.
Il suo eccentrico capo, Peter Quinnell, ha trascorso tutta la propria vita cercando il luogo dove è sepolta la Nona Legione ed è convinto di averla finalmente trovata — non per una qualche prova scentifica, bensì perché un ragazzino del luogo ha 'visto' un soldato romano camminare nei campi, una sentinella fantasma che protegge i corpi dei defunti compagni. Sorprendentemente, Verity crede in Peter, e nel ragazzo, e anche nella sentinella, che pare determinata a proteggere la stessa Verity... ma da cosa?

(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Ho già dedicato molte parole a Susanna Kearsley (qui e qui.) I libri di Susanna Kearsley mi confortano sempre perché ti fanno immergere nella storia senza scossoni, ti fanno ambientare con calma. A volte non succede niente per pagine e pagine (anche centinaia,) ma tutte quelle parole mi permettono di abituarmi ai luoghi e ai protagonisti, inquadrarli e squadrarli.

The shadowy horses — forse — è stato un libro un po' troppo tranquillo anche per me. Nella cronologia della scrittura della Kearsley, si colloca tra The splendour falls e Named of the dragon, di cui ho scritto nei post che ho linkato sopra. Si tratta dei primi romanzi pubblicati dall'autrice, di cui apprezzo le componenti del mistero e dell'indagine, e che si discostano dai più recenti, che si sviluppano sempre su due piani narrativi, una storia nel passato e una nel presente.

The shadowy horses mi ha dato tanto l'impressione di un romanzo di transizione: un romanzo scritto... durante una pausa? di sperimentazione? Non lo so. Mi è piaciuto, ma non mi ha regalato le stesse soddisfazioni degli altri; per quanto buon comfort book, non mi ha fatta sentire avvolta in una calda trapunta (e, dove abito io, ce ne è ancora bisogno.)

Devo ammettere che il fatto che Verity mi desse un po' sui nervi non mi ha autata. Giovane donna sotto i trent'anni, già ritenuta un'affermata professionista (anche se non si capisce di cosa, visto che non dimostra di saper fare granché,) già con un'importante esperienza al British Museum alle spalle... è stato difficile simpatizzare, non fosse altro per l'invidia... eh sì, ho anche io le mie debolezze.

Questo romanzo mi fornisce l'occasione per consigliare di nuovo di dare un'occhiata all'opera di Susanna Kearsley.

See you soon cyberspace cowboy...

Bibliografia e URL:
Stefania Bertola, A neve ferma, Milano, Tea, 2011
Avevo scritto di Biscotti e sospetti qui: http://ludo-ii.blogspot.it/2014/12/i-bevuti-del-periodo-natalizio.html
Susanna Kearsley, The shadowy horses, London, Allison & Busby, 2009
Sito di Susanna Kearsley: http://www.susannakearsley.com/
Ho scritto di Come il mare d'inverno, The rose garden e The splendour falls di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/10/susanna-kearsley.html 
Ho scritto di Named of the dragon di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/02/cosa-ho-letto-cosa-sto-leggendo-e-i.html

14 commenti:

Nina Pennacchi ha detto...

Ludo! Mi sei mancata moltissimo!
Spero tutto bene, e che la "pausa" ti abbia ritemprato.

E ora... la Bertola! Sì, anche io credo di essere pronta per tuffarmi in un suo nuovo libro. Ho un paio di titoli in attesa, ma poi...

PS. Bentornata ♥

Ludo ha detto...

@Nina Grazie. Per quanto riguarda la Bertola, poi mi saprai dire in cosa ti sei buttata.

Luz ha detto...

Finalmente, Ludo, bentornata! Il cyberspazio non è lo stesso senza di te.
Uhm, sai che pensavo da tempo di scrivere qualcosa sui "comfort books"? Perchè è verissimo che i libri abbiano questo potere. Mi dedicherò presto a questo scritto.

Ludo ha detto...

@Luz Grazie. Sarebbe interessante leggere un tuo post sui comfort books. Io sono sempre alla ricerca di nuove ispirazioni in materia.

Endimione Birches ha detto...

Welcome back to the cybergspazio dear!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Mi sei mancata Ludo!!! Sia per i consigli, che per le opinioni spassionate, sia per due ciance e basta, finalmente sei tornata!!!! Evvai!!!!

Per il post ... come sempre prendo appunti ...

xoxo
Endi

Ludo ha detto...

@Endi Grazie. Anch'io sto prendendo appunti, mentre mi aggiro nei meandri dei tuoi post.

Elisa ha detto...

Bentornata! Ero un po' preoccupata per la tua assenza ^^

Dimmi una cosa...mi vuoi proprio male? insomma come resistere a Susanna Kearsley?????
Non ho mai letto nulla di questa autrice, ma mi sa che la mia lista di libri da leggere si è allungata ulteriormente...

Ludo ha detto...

@Elisa Grazie. Mah, credo che qualcosa della Kearsley ti potrebbe anche piacere. In italiano è stato tradotto solo Come il mare d'inverno, però. Magari riesci ancora a trovarlo in qualche biblioteca.

Pamela ha detto...

Bentornata ^_^
Ti capisco, per varie ragioni mi sono assentata anch'io per un po'. Riprendere a scrivere nel proprio angolino ha in sé qualcosa di confortante, come far ritorno a casa.
Di Stefania Bertola ho letto solo "Biscotti e sospetti" e "Romanzo rosa"... entrambi mi sono piaciuti molto, e questo lo voglio assolutamente. Tra l'altro l'ho preso in mano diverse volte, non so come mai non l'abbia ancora comprato! La leggerezza della Bertola è ironica e intelligente, ce ne fossero di scrittrici italiane come lei.
La Kearsley è nella mia wishlist grazie a te ^^

Luz ha detto...

Mi servirò di una bellissima pubblicazione, "Curarsi con i libri"!

Ludo ha detto...

@Pamela Grazie. Adesso della Bertola mi piacerebbe leggere La soavissima discordia dell'amore... vedremo.

Ludo ha detto...

@Luz Eh, in effetti è l'idea perfetto. A te, dunque, Curarsi con i libri piace. Ho sentito pareri discordanti in proposito.

Phoebes ha detto...

Con un sacco di ritardo, bentornata!

A neve ferma ce l'ho da un sacco di tempo, ma ancora non è giunto il suo momento.

Kearsley invece non la conoscevo. Mi piace molto la descrizione che ne dai che ti fa "ambientare" con calma, mi hai incuriosita!

CIAO!

Ludo ha detto...

@Phoebes Grazie!

Prima o poi, allora, arriverà anche per te il mometo di A neve ferma. Trovo che la Bertola sia molto brava a calibrare le azioni nell'intreccio: azzecca sempre quando inserire cosa.

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