domenica 31 maggio 2015

I'm back in the Torino groove...

... grazie ai libri.

Il trauma da rientro in Cumbria è concreto e reale come la depressione post-Harry Potter, se, poi, ci mettiamo che ho lasciato, in Italia, una primavera decisaente mite e ho ritrovato, in Inghilterra, l'autunno...

Uno dei momenti più piacevoli trascorsi in patria è stato sicuramente la visita al Salone Internazionale de Libro (sì, capitalizziamo tutto, per una volta) di Torino. Se date una scorsa al post dedicato, scoprirete che ho fatto bottino. Eccomi, dunque, qui a parlare di un paio dei libri che ho acquistato proprio alla fiera del libro. 

Stefania Bertola, La soavissima discordia dell'amore
Agnese è appena tornata dalla Cina, dove il suo fidanzato l'ha lasciata per sposare due sorelle cinesi. Perciò non è un bel momento, per lei, e trovare casa sua occupata da un inquilino abusivo non migliora la situazione. D'altra parte però neanche Margherita, sua vecchia compagna di classe, se la passa troppo bene: ha mandato a monte il suo matrimonio quindici giorni prima delle nozze per amore di un violoncellista vennese. La sua collega attrice Teresa, invece, questo coraggio non riesce a darselo: anche lei vorrebbe mandare a monte le nozze con Arturo, ormai imminenti, ma non ha il coraggio di dirlo. Emilia invece non se la sente di affrontare la sua difficile situaizone coniugale: è sposata con un medico che lavora per un'associazione umaitaria in Kivu, e che lì si è fatto anche una nuova famiglia...
Anche Tancredi Orizzone in arte Smallville era compagno di classe di Agnese, Emilia e Margherita, ed è proprio lui, attore e miliardario, a riportare in vitaun antico progetto teatrale che renderà l'esistenza delle nosre quattro ragazze ancora più complicata... O no?

(Sinossi riportata sul retro della mia edizione.)

Meglio di così? Questo libro si ambienta proprio a Torino, città natale di Stefania Bertola. I libri di Stefania Bertola hanno sempre funzionato bene come comfort books, esattamente come quelli di Susanna Kearsley (ne ho già parlato qui.) Questo non ha fatto eccezione.

Anche in questo romanzo il punto forte è l'ironia che la Bertola porta avanti per centinaia di pagine, riuscendo a mantenere intatto il sorriso del lettore per tutto il tempo della lettura. Più leggo i libri di questa autrice, più mi convinco di quanto sia difficile scrivere opere buffe, mantenere un tono pungente e intelligente nel corso di tutta la narrazione. Chi pensa che fare ridere sia più facile che fare piangere/riflettere sopra i minimi e i massimi sistemi, insomma, credo dovrebbe rettificare le proprie opinioni.

Alcuni personaggi del romanzo, come spesso accade nella produzione letteraria della Bertola, sono un po' macchiette. Le caricature, però, sono usate con sapienza, quasi con moderazione, per dare colore al racconto e non per strafare.

Rocco Rotella è il personaggio più sopra le righe: un estroso e impetuoso regista teatrale, crudo e violento sulla scena così come nella vita di tutti i giorni. Agnese è un po' la protagonista principale perché, se è vero che nel libro si dà spazio a tutti, lei è quella che emerge e che si segue con maggiore trasporto (la stessa cosa capitò con Violetta di Biscotti e sospetti ed Emma di A neve ferma.) In un certo senso, è la versione femminile di Rotella, non è meno sanguigna e manesca... Una donna che se mi trovassi davanti nella realtà troverei insopportabile e, probabilmente, mi farebbe anche paura. Nel libro, però, ho finito per tenere per lei e per trovarla più simpatica della dispotica Rosi, la dispotica e dura moglie di Tancredi, uomo debole e — soprattutto — senza uno straccio di dignità, naturalmente portato a subire a causa della propria indole di smidollato (eh, sì, perché qui non si tratta solo di debolezza, appunto, bensì anche di mancanza di carattere in generale.)

Consigliato anche questo. Ora sono un po' in crisi perché ho terminato i libri che mi ispirano della Bertola.

Antoine Laurain, La donna dal taccuino rosso
Una molletta per capelli, una boccetta di profumo Habanita, qualche vecchia fotografia, una bottiglia di Evian da mezzo litro, un fermaglio con un fiore di stoffa azzurro, una penna a sfera Montblanc nera, un paio di dadi rossi, tre sassolini sicuramente raccolti in luoghi significativi, un romanzo di Patrick Modiano con dedica, un portachiavi dorato con incisi alcuni geroglifici, un accendino, una ricetta delle animelle di vitello strappata da una rivista femminile, un burrocacao, una bustina di Efferalgan, un taccuino rosso con annotata una lunga lista di "Ho paura..." e una di "Mi piace..."
Ecco cosa può esserci nella borsa di una donna, ed ecco cosa c'è in quella color malva che, un mattino, il libraio Laurent trova abbandonata su un marciapiede nelle strade di Parigi. La proprietaria, aggredita e rapinata da un ladro la notte precedente, si è rifugiata in un albergo poco distante. Prende una camera e si addormenta, convinta di non aver bisogno di cure. Il giorno successivo, però, il concierge la trova in coma e chiama subito i soccorsi. Contemporaneamente, Laurent comincia a sfogliare il taccuino della donna misteriosa. Rimane affascinato dai suoi pensieri, si perde fra annotazioni, sogni e ricordi. Gli sembra una pazzia, ma decide di cercarla. Da dove cominciare, però? L'unico indizio a sua disposizione è la dedica di Modiano, un vago "A Laure, in ricordo del nostro incontro sotto la pioggia" — scarabocchiato sul frontespizio — che non sembra essere di grande aiuto. Almeno fino a quando Chloé, la figlia adolescente di Laurent, gli suggerirà di rivolgersi a Modiano in persona. [...]
Tra mistero, divertimento, indagine e leggerezza, un'inchiesta romantica in piena regola che racconta il tempo magico di un amore che nasce.

(Passi della sinossi tratti dalla seconda e dalla terza di copertina della mia edizione.)

L'esemplare in mio possesso di quest'opera è stato anche esso acquistato al Salone Internazionale del Libro di Torino, come il romanzo della Bertola. Sarò sincera: volevo trattenermi, anche se la sinossi non mi dispiaceva. Alla fine la spinta finale all'acquisto me l'ha data il post trovato sul blog Il giro del mondo attraverso i libri.

Libro molto francese... come a dire: ho scoperto l'acqua calda. Ambientato a Parigi, con protagonisti parigini, con personaggi che fumano — non Laurent a Laure, però, naturalmente — con i caffé, con un finale che usa persino la stessa tecnica narrativa del finale de Il favoloso mondo di Amelie... La vicenda si svolge in un'atmosfera un po' trasognata e i dialoghi non virgolettati aiutano a immergersi ancora di più nella dimensione di un sonno ovattato e confortevole.

Più che un romanzo, una sorta di lungo racconto diviso in capitoli brevi ed essenziali: l'autore non si perde in parole. I personaggi principali sono, tutto sommato, anonimi, probabilmente perché tutti possono divenire protagonisti di un'avventura, anche di un'avventura letteraria.

Libro piacevole, che si può esaurire in poche ore e sicuramente libro arrivato al momento giusto per me. 

Bibliografia e URL:
Post dedicato al Salone Internazionale del libro di Torino: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/05/il-salone-internazionale-del-libro-di.html
Stefania Bertola, La soavissima discordia dell'amore, Milano, Tea, 2012
Parlo dei comfort books A neve ferma di Stefania Bertola e The shadowy horses di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/05/un-ritorno-che-si-e-fatto-attendere.html
Ho scritto di Biscotti e sospetti qui: http://ludo-ii.blogspot.it/2014/12/i-bevuti-del-periodo-natalizio.html
Antoine Laurain, La donna dal taccuino rosso, Torino, Einaudi, 2015
Post dedicato a La donna dal taccuino rosso sul blog Il giro del mondo attraverso i libri: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/04/18/la-donna-dal-taccuino-rosso-antoine-laurain/  

giovedì 21 maggio 2015

Il Salone Internazionale del Libro di Torino


Last minute... 
Fino all'ultimo non sapevo se sarei riuscita ad andarci... Alla fine il primo giorno trascorso nella sua interezza in patria l'ho dedicato ai libri, recandomi al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Era da anni che desideravo tornarci, ma non riuscivo mai a far coincidere le ferie con i giorni della fiera. Quest'anno, però, mi è andata bene.

In loco
Mi sono recata al Salone l'ultimo giorno utile, lunedì 18 maggio 2015. Avevo comprato i biglietti in prevendita, online, quindi non ho dovuto perdere tempo ai punti di vendita biglietti del Lingotto, ma arrivare una mezzoretta prima dell'apertura si è rivelata comunque una mossa azzeccata.


Al Salone sono sempre andata preparata: una lista di titoli, diversi dei quali è difficile trovare nelle librerie tradizionali, ma che si possono reperire direttamente negli stand delle piccole case editrici presenti.

Un esempio, in questo senso, è Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria di Michael Dahlie, pubblicato per i tipi di Nutrimenti.

Ciò non significa che abbia ignorato le case editrici più grandi. Visitare gli stand dei colossi può essere utile per scoprire le sorprese che ci riservano, le novità di prossima uscita e, poi, se ci scappa un altro libro è anche meglio... penso a La soavissima discordia dell'amore di Stefania Bertola (Tea.)

A proposito di belle scoperte di libri che verranno, da segnalare la pubblicazione di Guida astrologica per cuori infranti di Silvia Zucca il prossimo 8 giugno per Nord. Su questo titolo il Gruppo Mauri Spagnol sta investendo parecchio e si possono trovare un articolo e un estratto sul numero di maggio 2015 de «Il Libraio». C'è da sottolineare che nell'articolo si elude la verità, affermando che si tratta dell'esordio di Silvia Zucca, quando l'autrice, usando lo pseudonimo Sylvia Z. Summers, ha già pubblicato tre romanzi per Harlequin Mondadori (Di tebebra e d'amore, Amore e altri sospetti e Il profumo dell' anima.)


Trent-anni passati da  un po', single (NON per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice... peccato sia stato assunto come "tagliatore di teste". Insomma: non ce n'è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l'astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una "vera" lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l'anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l'affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda. E perché, in fondo, spera che l'amore non abbia bisogno delle stelle per trovare la sua strada.

(Sinossi riportata a p. 14 de «Il Libraio» di maggio 2015)

Al Salone, ovviamente, si fanno anche delle brutte scoperte o, nel mio caso, si tratta di un'amara riconferma: Castelvecchi, per ora, non ha intenzione di pubblicare La mappa del caos di Felix J. Palma (vedi anche qui.)

Qualche immagine

 










Multiplayer Edizioni
Il mio modesto bottino
















Qualcuno di voi è andato al Salone Internazionale del Libro?

See you soon cyberspace cowboy... 

Bibliografia e URL:
Sito del Salone Internazionale de Libro: http://www.salonelibro.it/it/ 
«Il Libraio», XII, 2, 2015
Avevo parlato delle vicende editoriali della Triogia Vittoriana di Felix J. Palma qui: http://ludo-ii.blogspot.it/2015/01/la-trilogia-vittoriana-di-felix-j-palma.html 

giovedì 14 maggio 2015

Un ritorno che si è fatto attendere... Incominciamo con un paio di libri

Nelle ultime quattro/cinque settimane ho come vissuto in una bolla, l'esistenza è stata dura per vari motivi e a risentirne è stata ache la mia presenza in rete: mi sono estraniata dal blog e da internet, in generale. È giunto il momento di riattivarmi: le scorribande sul web mi sono mancate, ho voglia di ricominciare a scrivere su questo angolino e a connettermi con le altre persone che, in un modo o nell'altro, lasciano la propria impronta nel cyberspazio.

Ho deciso di buttarmi su ciò che forse mi viene più naturale: scrivere di libri, alla mia maniera, in modo raffazzonato. Negli ultimi tempi, non ho potuto fare altro che buttarmi su un comfort book dopo l'altro, quindi...


Stefania Bertola, A neve ferma

Emma Trisciuoglio, aiutante pasticcera laureata in Storia con una tesi sulla Stele di Rosetta, perde l'amore tre giorni dopo averlo trovato. La signora Elena, invece, l'amore lo insegue invano da trent'anni, e comincia ad avere un po' il fiatone. Per fortuna c'è Camelia, che s'innamora senza difficoltà di chiunque incontri. ll problema di Camelia, casomai, è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso. Peccato, perché forse, se riuscisse a decifrarlo, potrebbe vincere il concorso «Una stella per Natale». Lei, però, preferirebbe non partecipare neanche. Emma, invece, parteciperebbe volentieri, anche se Andrea non la ama più.  Bianca è l'unica a cui il concorso non interessa, è troppo impegnata nella sua battaglia contro un giovane dottore ripetutamente ladro. Aggiungete la pregiata Pasticceria Delacroix, un'attrice francese, un apprendista coi piercing e gli imponderabili effetti di un film dei fratelli Wachowski, e preparatevi a qualche ora di intenso divertimento, tra amori al cioccolato e sfide all'ultimo, dolcissimo assaggio.

(Sinossi tratta dal retro della mia edizione.)

Libro giusto al momento giusto. In A neve ferma speravo di trovare le stesse atmosfere ironiche e l'accennato romanticismo che avevo scoperto in Biscotti e sospetti ed è proprio quello che è successo.

In A neve ferma si seguono le vicende di un carosello di personaggi. Proprio come nella vita, ci troviamo davanti persone di ogni genere, che avranno pure pregi e difetti, come tutti, ma dei quali si mettono in evidenza soprattutto manie, ossessioni, punti deboli, assurdità, scivoloni... il tutto con piglio ironico, come scrivevo sopra.

Per quanto riguarda gli aspetti romantici del romanzo, ho apprezzato il modo con cui la Bertola ha condotto Emma nelle sue avventure. Come Violetta di Biscotti e sospetti, anche l'eroina di A neve ferma dimostra di essere una donna forte e indipendente [sottolineare per vedere spoiler] — in modo tutto suo — alla fine del romanzo, per cui l'amore non è una necessità imprescindibile. E, proprio alla fine, anche Emma otterrà l'amore. Forse per la Bertola è più bello — e più sano? — trovare l'amore quando non se ne ha bisogno, quando si è consapevoli di sapersi reggere, comunque, sulle proprie gambe. Anche a me piace questa idea.

Intreccio e protagonisti di A neve ferma mi sono sembrati un po' meno sopra le righe rispetto a quelli di Biscotti e sospetti e, per questo motivo, tra i due, tenderei a ritenere più avvincente e singolare il secondo sul primo.

Consigliato, in ogni caso, questo romanzo di Stefania Bertola, soprattutto se si sente il bisogno di bersi un comfort book, come se fosse una cioccolata d'inverno e un frappé d'estate.
 
 

Susanna Kearsley, The shadowy horses
Con le loro leggende e la storia appassionante, le coste della Scozia, battute dal vento, sono il sogno di ogni archeologo. Verity Grey è eccitata dalla sfida di scoprire un antico campo militare romano in un piccolo villaggio. Ma appena arriva, capisce che c'è del pericolo nell'aria.
Il suo eccentrico capo, Peter Quinnell, ha trascorso tutta la propria vita cercando il luogo dove è sepolta la Nona Legione ed è convinto di averla finalmente trovata — non per una qualche prova scentifica, bensì perché un ragazzino del luogo ha 'visto' un soldato romano camminare nei campi, una sentinella fantasma che protegge i corpi dei defunti compagni. Sorprendentemente, Verity crede in Peter, e nel ragazzo, e anche nella sentinella, che pare determinata a proteggere la stessa Verity... ma da cosa?

(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Ho già dedicato molte parole a Susanna Kearsley (qui e qui.) I libri di Susanna Kearsley mi confortano sempre perché ti fanno immergere nella storia senza scossoni, ti fanno ambientare con calma. A volte non succede niente per pagine e pagine (anche centinaia,) ma tutte quelle parole mi permettono di abituarmi ai luoghi e ai protagonisti, inquadrarli e squadrarli.

The shadowy horses — forse — è stato un libro un po' troppo tranquillo anche per me. Nella cronologia della scrittura della Kearsley, si colloca tra The splendour falls e Named of the dragon, di cui ho scritto nei post che ho linkato sopra. Si tratta dei primi romanzi pubblicati dall'autrice, di cui apprezzo le componenti del mistero e dell'indagine, e che si discostano dai più recenti, che si sviluppano sempre su due piani narrativi, una storia nel passato e una nel presente.

The shadowy horses mi ha dato tanto l'impressione di un romanzo di transizione: un romanzo scritto... durante una pausa? di sperimentazione? Non lo so. Mi è piaciuto, ma non mi ha regalato le stesse soddisfazioni degli altri; per quanto buon comfort book, non mi ha fatta sentire avvolta in una calda trapunta (e, dove abito io, ce ne è ancora bisogno.)

Devo ammettere che il fatto che Verity mi desse un po' sui nervi non mi ha autata. Giovane donna sotto i trent'anni, già ritenuta un'affermata professionista (anche se non si capisce di cosa, visto che non dimostra di saper fare granché,) già con un'importante esperienza al British Museum alle spalle... è stato difficile simpatizzare, non fosse altro per l'invidia... eh sì, ho anche io le mie debolezze.

Questo romanzo mi fornisce l'occasione per consigliare di nuovo di dare un'occhiata all'opera di Susanna Kearsley.

See you soon cyberspace cowboy...

Bibliografia e URL:
Stefania Bertola, A neve ferma, Milano, Tea, 2011
Avevo scritto di Biscotti e sospetti qui: http://ludo-ii.blogspot.it/2014/12/i-bevuti-del-periodo-natalizio.html
Susanna Kearsley, The shadowy horses, London, Allison & Busby, 2009
Sito di Susanna Kearsley: http://www.susannakearsley.com/
Ho scritto di Come il mare d'inverno, The rose garden e The splendour falls di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/10/susanna-kearsley.html 
Ho scritto di Named of the dragon di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/02/cosa-ho-letto-cosa-sto-leggendo-e-i.html
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