domenica 22 febbraio 2015

Cosa ho letto, cosa sto leggendo e i miei soliti problemi con WordPress

È passato San Valentino, è passato San Faustino e sta passando febbraio. Questo è un mese che si sta rivelando sorprendente sotto diversi aspetti: sto lavorando più di quanto mi sarei aspettata e sto leggendo molto, diciamo, ma non tanti libri.

Ma che cosa avrò letto?

Susanna Kearsley, Named of the dragon
Quando uno dei suoi autori la invita in Galles per le vacanze di Natale, l'agente letterario Lyn Ravenshaw spera di fuggire agli incubi che l'hanno tormentata da quando è morto suo figlio cinque anni prima. Ma i ricordi dolorosi di Lyn riaffiorano quando incontra Elen, una vedova emozionalmente fragile con un bambino di otto mesi. Misteriosamente preoccupata per la sicurezza del proprio figlio, Elen sembra vedere Lyn come il suo protettore.
Ma cosa rende Elen così sicura che Lyn sia stata mandata per proteggere il piccolo Stevie? Con l'aiuto del meditabondo vicino Gareth Gwyn Morgan, Lyn incomincia a chiarire i miti che circondano il bambino. Mentre i suoi sogni diventano sempre più allarmanti, si trova tirata in un antico mondo celtico di inquietanti leggende, pericolose profezie, e di un bambino destinato alla grandezza...

(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Ho preso in mano questo libro dopo l'intensa esperienza di lettura avuta con I am legend di Richard Matheson perché avevo bisogno di coccolarmi con un comfort book. Negli ultimi due anni Susanna Kearsley è diventata la mia fornitrice ufficiale di questo genere di libri (ho scritto di alcuni qui.)

Come al solito la Kearsley è riuscita a rendere magici i luoghi in cui si ambienta il suo romanzo attraverso delle descrizioni suggestive e mi ha regalato quel pizzico di mistero e romanticismo che mi fa tanto amare i suoi libri, specialmente i primi. Qui il romanticismo è proprio giusto accennato, nemmeno riesci a immaginartelo più di tanto fuori dalla pagina, ma va bene così. Al mistero da risolvere, invece, viene dedicato decisamente più spazio. Anche in questo libro, poi, è presente l'elemento dell'inspiegabile che... praticamente rimane tale, non viene del tutto risolto. Si ratta, dopotutto, di inspiegabile.

In quest'opera la Kearsley si fa ispirare dal ciclo arturiano e non potrebbe essere altrimenti visto che il Galles reclama per sé le origini di Merlino e re Artù. Da qui alla storia dei re d'Inghilterra, di Enrico VII addirittura, il salto è breve.

Ben delineati i personaggi, soprattutto quelli che nascondono qualcosa. Lyn, la protagonista, come tutte le protagoniste della Kearsley è una persona con cui è facile simpatizzare, ma che ha bisogno di risolvere dei problemi personali o necessita di evolvere in una versione migliore di sé, tutte questioni che le avventure che l'aspettano le permetteranno di risolvere.

Anita Brookner, Undue influence
A ventinove anni, Claire Pitt è single ma non innocente. Attratta da Martin Gibson, un ex-accademico sposato con una manipolatrice bellissima e invalida, insieme alla sua amica Wiggy si fa attirare sempre di più nel suo mondo. Quando Martin rimane vedovo, Claire immagina un possibile futuro per se stessa e inizia fare progetti. Ma Martin è molto più e decisamente meno di quello che sembra, come Claire sta per scoprire.

(Sinossi liberamente tradotta dal retro della mia edizione.)

Scrivevo sopra che le protagoniste della Kearsley evolvono nel corso del libro. Le protagoniste della Brookner, al contrario, non evolvono: alla fine ritornano al punto di partenza.

Claire Pitt non fa differenza. Una donna sola, con un'unica persona che possa considerare amica, Wiggy, Claire è diventata un'acuta osservatrice della specie umana. Bastano uno sguardo attento, pochi scambi di battute perché Claire riesca a inquadrare chi ha davanti e, spesso, riesce a immaginarsi persino tutta la storia che c'è dietro al particolare individuo con cui ha incrociato la propria strada.

L'incontro con Martin Gibson e la 'provvidenziale' sua successiva vedovanza fanno credere a Claire di poter dare una svolta alla propria esistenza. Ne è talmente convita che si concentra su poco altro e non si cura eccessivamente del resto che le sta succedendo attorno e che potrebbe recarle dei problemi, quali i cambiamenti che si stanno verificando sul lavoro.

E, come se non bastasse, Claire commette un terribile errore di valutazione...

Undue influence è un romanzo cerebrale, sia perché la narratrice, Claire, trascorre la maggior parte dell'opera nella propria testa a pensare a quello che osserva e a rielaborarlo, sia perché il lettore è portato a riflettere in compagnia della protagonista.

Libro corto, ma che tende a risultare di lunga lettura per la quasi totale assenza di dialoghi e per una scrittura che è sì fluida, ma non scorrevole, visto che stimola continuamente a meditare e speculare.    

E che cosa sto leggendo?

Un polpettone. Trattasi di The eight di Katherine Neville, disponibile anche in italiano con titolo Il segreto del millennio. Un romanzo scritto alla fine degli anni Ottanta, ambientato agli inizi dei Settanta, che non si fa mancare voli narrativi nell'Europa e nell'Africa della fine del XVIII secolo.

The eight è l'opera prima della Neville che, successivamente, non è più riuscita a replicare il successo che ebbe con questo libro (e credo che sia qualcosa di molto difficile da gestire per uno scrittore.)

Trattasi di mattoncino di 598 pagine (nella mia edizione) scritto in caratteri piccoli piccoli. Sono arrivata circa a metà e mi sembra di aver letto centinaia e centinaia di pagine, ma ho raggiunto le 300 scarse. Vorrei tanto riuscire a terminarlo entro la fine del mese.

L'azione di questo romanzo si concentra tutta attorno a un'antica scacchiera, il Montglane Service, che fu regalata a Carlo Magno alla fine dell'VIII secolo e che racchiude un potere immenso, divino e pericoloso. Attraverso i secoli questa misteriosa scacchiera ha scatenato guerre tra i potenti che la volevano possedere a tutti i costi. Negli anni Settanta del XX secolo toccherà all'esperta di computer Catherine Velis svelarne l'arcano. Visti gli anni in cui si ambienta, non ci possiamo far mancare gli accenni alla guerra fredda e un plotone di russi infiltrati o meno negli Stati Uniti; i salti indietro nel tempo, invece, ci introducono a personalità note quli Madame de Staël, Napoleone, Johann Sebastian Bach e chi più ne ha più ne metta.

Credo che scrivere questo romanzo abbia richiesto un grandissimo sforzo di ricerca e di progettazione dell'intreccio. Il punto che si può considerare 'forte', in effetti, è proprio l'intreccio: succede sempre qualcosa, The eight è ricco di svolte e colpi di scena. Non sto trovando particolarmente brillante, tuttavia, il modo di trattare il tutto: i personaggi — molti — non hanno chissà quale spessore, la Neville dimostra di padroneggiare bene solo il gioco degli scacchi ed è quello che riesce a usare meglio nell'economia del racconto, mentre il resto sembra materia grezza. La ricerca storica approfondita mi pare rimanere solo ricerca storica, che viene inserita nel romanzo senza che sia stata rielaborata in modo del tutto consapevole.

Ripeto: deve essere costato un grandissimo sforzo scrivere The eight. Si tratta di un romanzo, tutto sommato, scorrevole e pure gradevole, ma non riesco a trovarlo davvero ben riuscito, a volte mi sembra persino esagerato nel voler inserire collegamenti a tutti questi grandi personaggi del passato.

Sono approdata a questo romanzo attraverso la lista dei libri preferiti dell'autrice M. J. Rose, che mi introdusse anche a Portrait of Jennie di Robert Nathan, che ho amato.

Ho di nuovo fatto arrabiare WordPress

Siamo, infine, giunti alla chicca di questo post.

Qualche volta credo che WordPress proprio non sopporti i commenti chilometrici che vorrei lasciare sui blog ospitati sulla nota piattaforma. Era già capitato che WordPress sostenesse che scrivessi commenti troppo velocemente e che dovevo rallentare (qui.)



Il nostro rapporto conflittuale è in continua evoluzione. Come si può vedere dall'immagine sopra, WordPress sostiene che i miei commenti siano dupplicati. Ora, non ha tutti i torti. Viste le esperienze avute finora, ogni volta che commento, mi salvo quello che ho scritto in un documento a parte; in tal modo, se il commento non viene pubblicato, posso incollarlo di nuovo. Sì, quindi, i miei commenti sono dupplicati, ma se WordPress non me li pubblica io continuo a copiarli e incollarlli... fino a che ho abastanza pazienza per farlo, poi lo mando a farsi friggere e lo lascio a crogiolarsi per qualche giorno.

Questi ultimi sviluppi li ho sperimentati mentre cercavo di commentare un post dedicato a Una lunga estate crudele di Alessia Gazzola sul blog de La leggivora. Vorrei tanto risppondere a un suo commento, lo vorrei da qualche giorno, ormai, ma proprio non c'è verso che WordPress me lo lasci fare, l'infame.

Bibliografia e URL:
Susanna Kearsley, Named of the dragon, London, Allison & Busby, 2013
Ho scritto di I am legend qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2015/02/un-assaggio-di-quello-che-ho-letto.html
Sito di Susanna Kearsley: http://www.susannakearsley.com/
Ho parlato di alcuni libri che ho letto di Susanna Kearsley qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/10/susanna-kearsley.html
Anita Brookner, Undue influence, London, Penguin, 2000
Katherine Neville, The eight, New York, Ballantine Books, 2008
Sito dell'autrice Katherine Neville: http://www.katherineneville.com/
Lista dei libri preferiti di M. J. Rose: http://www.mjrose.com/content/author_favorites.asp
Ho scritto, tra gli altri, di Portrait of Jennie qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/03/letture-recenti.html  
Ho raccontato delle mie prime beghe con WordPress qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/06/ho-fatto-arrabbiare-wordpress.html 
Post dedicato a Una lunga estate crudele sul blog de La leggivora: https://laleggivora.wordpress.com/2015/02/18/una-lunga-estate-crudele-alessia-gazzola/#comments 

12 commenti:

Elisa ha detto...

Della Brookner avevo letto "Lasciando casa" un romanzo molto raffinato. Questo di cui parli tu mi attira parecchio...un altro titolo da aggiungere. Così però non vale! ^^

Non parliamo di libri con più di 500 pagine, ne ho appena iniziato uno oggi...chissà quanto tempo passerà prima che io riesca a fare il prossimo post -_-

Ludo ha detto...

@Elisa Ed è, infatti, grazie a te che lessi Leaving home. Ora mi attrae parecchio il mio ultimo acquisto della Brookner, Providence.

Endimione Birches ha detto...

Come al solito mi ispira moltissimo la Kearsley, che devo decidermi a comprare perché mi ispira già dal primo post che hai indicato come autrice da tenere a mente e poi The Eight non mi dispiacerebbe anche se mi sembra una lettura impegnativa... sarebbe una buona sfida!!

Ludo ha detto...

@Endi Qualcosa della Kearsley, in effetti, potrebbe piacerti. Dai un'occhiata alle varie sinossi quando hai tempo. Sono pressoché certa che, se decidessi di leggere The eight, saresti capace di divorarlo tra il Venerdì Santo e Pasquetta, nonostante sia un mattoncino, vista la tua voracità letteraria...

Endimione Birches ha detto...

Ahahahah!!!! Ti adoro!!!! Davvero .. mi piacesse potrei anche farlo!!!!!! :D :D :D

xo
Endi

p.s. Alla fino ho incominciato a prendere "The winter sea", non sono riuscita a resistere ;)

Ludo ha detto...

@Endi The winter sea è l'unico che ho letto in italiano. Spero ti piacerà.

Pamela ha detto...

M'ispira assai il romanzo di Susanna Kearsley, autrice che non conoscevo e che credo possa essere nelle mie corde. L'ambientazione, poi, è da sogno... e come se non bastasse ho un debole per Artù&co!

Ludo ha detto...

@Pamela La Kearsley ha scritto parecchi libri, potresti trovarne qualcuno che fa al caso tuo... chissà, forse proprio questo. Named of the dragon è uno dei primi volumi che pubblicò. Trovo che i libri recenti siano scritti meglio, ma, stranamente, io tendo a preferire quelli più vecchi perché sono un pochino più misteriosi...

Anonimo ha detto...

Ma devo dire che mi hai un po' smontato con il libro della Neville... mmh. :/

E smolla wordpress! vieni su blogspot! ;)

Manu

Ludo ha detto...

@Manu ho letto delle recensioni in cui si scriveva che prima del Codice Da Vinci c'era The eight. Non ho mai letto il Codice Da Vinci, ma a chi è piaciuto potrebbe sconfinferare anche il libro della Neville.

Eh, io sono su blogspot e, per ora, va bene. Sono 'gli altri' a usare WordPress...

Cosa stai leggendo Manu?

Nina Pennacchi ha detto...

Ahahahah Ludo... la storia tra te e Wordpress è così conflittuale che quasi quasi ci scrivo sopra un romance di quelli belli sanguigni che piacciono a me xD
Per i libri consigliati, devo dire che stavolta non sono tentata dai tuoi titoli, una fortuna visto che la mia WL è lunga un chilometro...

Ludo ha detto...

@Nina Il fatto che la tua lista desideri sia così lunga dimostra autocontrollo da parte tua. La mia wish list è, invece, piuttosto ridotta, al contrario della scorta di libri, che tende a infinito: io cedo più facilmente, non mi trattengo.

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