domenica 31 agosto 2014

Mini fuga: York

Di vacanze vere e proprie ancora non si parla, però sono riuscita a ritagliarmi un giorno e mezzo a York! Qui di seguito giusto un assaggio..

Costantino il Grande proclamato imperatore a York (Eburacum)

Città affascinante e ricca di storia, famosa per le sue scenografiche mura, la cattedrale gotica più grande a nord delle Alpi e la presenza vichinga, che ha dato al centro il nome con cui è ancora conosciuto (York viene da Jorvik.)

A causa del poco tempo a disposizione, ho potuto visitare ben poco, però mi sono impegnata...

York Minster


La storia del sito della cattedrale di York incomincia nel 71 d. C., quando una legione romana stazionava in quell'area. Una prima chiesa, in legno, fu fondata nel 627 e, quasi immediatamente, ricostruita in pietra e, poi, via, con la sua storia millenaria, segnata da splendori, ma anche miserie (incendi e atti vandalici.)


L'interno è davvero impressionante, per dimensioni, caratterizzato come è da una navata centrale che ha una lunghezza di 158 metri, una larghezza di 76 e un'altezza di 60! Sicuramente imperdibile per gli amanti dell'architettura e dell'arte sacra.

City Walls


Un primo nucleo di mura fu costruito durante la dominazione romana e, successivamente, la cinta fu ampliata in epoca medievale. Le mura di York sono percorribili a piedi, tempo permettendo, e offrono una vista impareggiabile del centro della città.

Micklegate Bar
Monk Bar

Da no perdere due delle porte più importanti del tracciato: Micklegate Bar e Monk Bar. La prima è attualmente sede di uno spazio espositivo dedicato a Enrico VII e la seconda al suo 'rivale' al trono, Riccardo III. Se gli spazi dedicati ai due re sono più che altro un'attrazione turistica da cartolina (sono definiti, infatti, Henry VII experience e Richard III experience, dove quell'experience è la chiave,) i rispettivi interni di Micklegate e Monk Bar meritano davvero. In Monk Bar è ancora presente il portcullis, la cancellata che permetteva di sbarrare l'ingresso alla città.

Portcullis issato a Monk Bar. Sulla destra manichino raffigurante
Riccardo III

E questo vorrebbe essere solo un primo assaggio di York. Spero di riuscire a postare presto una seconda parte.

Bibliografia e URL:
Insight Guides, Great breaks. York, [London], [Apa Publications], [2014] 

domenica 24 agosto 2014

Come eravamo… Con la straordinaria partecipazione di George Orwell

Dopo aver terminato La donna di scorta di Diego De Silva, ho dovuto prendermi una pausa dalla letteratura: ero stata colpita così positivamente, che sentivo la necessità di non avvicinarmi immediatamente a della nuova narrativa. Mi sono rivolta, quindi, alla saggistica.


Dal mio viaggio a Londra, lo scorso giugno, ero tornata con dei libri, tra cui anche Books v. cigarettes, una raccolta di saggi brevi di George Orwell. Ho pensato fosse la lettura ideale per l’occasione.

Penso che la saggistica, in linea generale, invecchi ‘peggio’ della letteratura perché siamo tutti figli del tempo in cui viviamo e, cambiando il mondo, mutano le nostre prospettive su di esso e quello che osservavamo nel passato è differente da quello che abbiamo sotto gli occhi oggi. Queste osservazioni, in realtà, sono in parte vere anche per la letteratura, ma è molto più semplice leggere sempre gli stessi topoi declinati secondo i diversi canoni di un’epoca in narrativa, poesia o teatro, che non sotto forma di, per esempio, articolo pubblicato su una rivista specialistica.

Tornando a Books v. cigarettes, non ho potuto fare a meno di trovare curiosi e, a volte, desueti e ingenui — sì, lo ammetto e non mi sento in colpa per questo — i pensieri espressi da Orwell. Riporterò, qui di seguito, alcune frasi tratte dalla raccolta e vi aggiungerò qualche considerazione personale. Scientificamente questo metodo è deprecabile: si tratta di estrapolare e manipolare, senza tener conto dell'onestà che si deve a se stessi, agli argomenti che si trattano e ai terzi. In questo post, tuttavia, non ho alcuna pretesa critica seria, desidero solo stuzzicare dei potenziali lettori.

[…] it seems that I possess altogether nearly 900 books. (p. 3)
Come Petrarca, prima di lui, anche Orwell pare possedere una biblioteca personale decisamente contenuta. E, tra l’altro, non era il tipo di persona che andava in biblioteca. Il che conferma che ci sono stati dei grandi scrittori che, pure leggendo poco, scrivevano bene. Sono convinta, in ogni caso, che sia generalmente valido uno dei consigli che vengono dati più spesso agli aspiranti scrittori: leggete molto e scrivete molto.

Modern books for children are rather horrible things, especially when you see them in the mass. Personally I would sooner give a child a copy of Petronius Arbiter than Peter Pan, but even Barrie seems manly and wholesome compared with some of his later imitators. (p. 10)
Lucrezio batte Petronio, dal mio punto di vista, se proprio vogliamo nutrire i bambini con la letteratura latina. Immagino, però, che per Orwell Lucrezio fosse tropo ‘romantico’.

Above a quite low level, literature is an attempt to influence the viewpoint of one’s contemporaries by recording experience. (p. 30)
Glissando su quella che Orwell avrebbe potuto considerare letteratura di basso livello, quanto è vero quello che dice adesso? Lo scrittore di letteratura ha come scopo principale quello di influenzare il punto di vista di qualcuno mettendo per iscritto la propria esperienza? Credo che oggi questa affermazione sia riduttiva e, in ogni caso, si applichi meglio alla saggistica. C’è chi scrive ‘semplicemente’ per se stesso e per lo stesso pubblico di cui fa parte, ossia i lettori con gli stessi suoi gusti.

Orthodox Catholicism, again, seems to have a crushing effect upon certain literary forms, especially the novel. During a period of three hundred years, how many people have been at once good novelists and good Catholics? (p. 36)
E questa cosa sarebbe? Una non poi tanto velata asperrima critica a Graham Geene?

What colour were those eyes, I wonder? I remember them as green, but actually no human being has green eyes […] (p. 81)
Probabilmente così si osservava allora, ma oggi il verde è considrato il più comune tra I colori rari degli occhi.

Potrei continuare, ma il troppo storpia. Ho sempre trovato rischioso avvicinarmi alla saggistica di autori di cui ho letto le opere letterarie: ho paura di rimanere male nel vedere quello che pensano davvero, nel prenderli alla lettera. Trovo interessante, tuttavia, esplorare un po’ e superare i limiti nelle mie letture. Leggere Books v. cigarettes mi ha provocato, talvolta, qualche doloretto, ma niente a cui non possa far fronte.

Bibliografia e URL:
George Orwell, Books v. cigarettes, London, Penguin, 2008
Ho scritto de La donna di scorta qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/08/italians-do-it-for-better-or-for-worse.html

sabato 16 agosto 2014

Italians do it... for the better or for the worse

Carrellata di libri scritti da italiani, tutta in pillole perché ultimamente mi trovo a fare la giocoliera: tanti impegni e sempre lo stesso tempo. In ogni caso,  3 autori e 1 autrice. Prima le signore...

Stefania Bertola, Romanzo rosa
Olimpia fa la bibliotecaria, è un'amante del cappuccino al bar, e la vera passione — la passione che tutto travolge — l'ha provata solo per tre giorni, nel 1977. Paola è avvocato, si è lasciata un matrimonio alle spalle e indossa vistosi giubbotti da aviatore. Nicola, invece, è un tipo che non si fa notare: brunetto, sui trenta, è anche carino, ma bisogna guardarlo sette o otto volte per accorgersi di lui. Manuela, poi, ha quarant'anni ed è disoccupata, ma investe i cento euro di un Gratta e Vince per partecipare al corso in cui tutti questi personaggi s'incrociano: Come scrivere un romanzo rosa in una settimana, che Leonora Forneris, insegnante spinosa e scrittrice di fama, tiene al Circolo dei Lettori. Con la ricetta giusta e i trucchi del mestiere per confezionare, lezione dopo lezione, pagina dopo pagina, giorno per giorno, un Melody di sicuro successo.
Tra passioni di carta e flirt reali, marmellate alle arance amare e misteriose limousine, uomini che amano i cani e donne che amano i gatti, Stefania Bertola ci trasporta con ironia e intelligenza in un universo dalle tinte pastello, creando un romanzo che sa di rosa. In ogni senso.
(Sinossi riportata sulla quarta di copertina della mia edizione.)

Un po' romanzo, un po' meta-romanzo e un po' romanzo nel romanzo, divertente e frizzante, narrato un po' dalla bibliotecaria Olimpia, un po' dalla signora Forneris e un po' da altri personaggi, a rispecchiare la struttura che la Bertola ha dato alla sua opera.

Per quanto questo romanzo, in linea generale, mi sia piaciuto, mi ha fatta prudere le mani come se non ci fosse un domani a pagina 5:

I Melody e i Gialli Mondadori vivono un'esistenza precaria e clandestina sui carrelli, non hanno posto negli scaffali. Non sono catalogati, non hanno schede, e i clienti della biblioteca li possono prendere con una certa noncuranza. Non so mai come chiamarli, clienti lo so che non va bene, ma certo non posso chiamarli, pazienti. Probabilmente il termine giusto è «frequentatori».

No, no, no! Per quanto la Bertola voglia essere spiritosa, per quanto faccia auto-dichiarare ignorante Olimpia a pagina 20, la suddetta bibliotecaria, con un'esperienza di almeno trent'anni (pagina 199) alle spalle, non può chiedersi come definire le persone che hanno a che fare con una biblioteca senza lavorarci! UTENTI, UTENTI, UTENTI! Utenti è il termine tecnico che raggruppa una molteplicità di soggetti funzionali. Questa è una cosa che si impara la prima settimana che si mette piede in una biblioteca, come volontario o come dipendente (non necessariamente bibliotecario,) e indipendentemente dall'istituto in cui si mette piede, che sia la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Universitaria di Bologna o la Biblioteca di Pizzighettone! Si tratta di una cosa così ovvia che la leggerezza che si riscontra nel paragrafo sopra diviene davvero una caduta nel tenore del romanzo. Sarebbe stato meglio far dire a Olimpia che non se la sentiva di definire «utenti» quelli che leggono Melody e Gialli Mondadori.

Mi sento pungente e mi viene da chiedere se la Bertola credesse di avere gioco facile facendo fare la bibliotecaria a uno dei suoi personaggi. Niente è scontato, tanto meno la professione del bibliotecario.

Ci sarebbero altre due cose su cui la Bertola, secondo me, ha calcato troppo la mano, ma sono di minore importanza.

Nonostante ciò che ho appena scritto, il libro mi è piaciuto e mi ha regalato la spensieratezza che cercavo.

Diego De Silva, La donna di scorta
S'incrociano in una mattina di pioggia, su un marciapiede scivoloso. Dorina che ta tesi a pagamento e Livio che fa l'antiquario. Subito s'innamorano. Dorina, una giovane single, e Livio, un uomo sposato... Ma i ruoli di quella che potrebbe sembrare un'ordinaria relazione fra amanti clandestini s'invertono fin dall'inizio. Livio, radicato in una solida vita matrimoniale, si trova invischiato in un rapporto privo di gerarchie che la sua normalità non può reggere. Perché Dorina non vuol prendere il posto di sua moglie. Non chiede niente più di quello che Livio è disposto a darle. Accetta la sua condizione di marito e di padre con una naturalezza che sconvolge l'assetto ordinato della vita di lui. Tanto da fargli montare dentro l'ossessione di sapere se il silenzio di Dorina, la sua mancanza di domande, la sua tranquillità ogni volta che lo vede tornare in famiglia, la luce tiepida e rassegnata che raddolcisce lo sguardo siano cicatrici o esperssioni naturali della sua persona.
(Sinossi riportata sul retro della mia edizione.)

Sicuramente la più originale storia con un'amante che abbia letto dai tempi de L'antico sigillo di Adalbert Stifter. Il fatto, poi, che De Silva si faccia intimista e si volga all'introspezione in questo romanzo sicuramente ha gratificato il mio gusto personale. Non scrivo, ma se scrivessi mi piacerebbe scrivere come Diego De Silva... o Adalbert Stifter o la Marchesa Colombi o Camillo Boito, in vero, ma mi so accontentare.

Ho amato questo libro più di — sì, oso dirlo — Non avevo capito niente sempre di De Silva, che adorai. Ho iniziato a leggere La donna di scorta la sera tardi, subito dopo aver terminato Romanzo rosa, e mi sono dovuta costringere ad andare a dormire perché il giorno seguente dovevo alzarmi presto per andare al lavoro... ho finito per svegliarmi ancora più presto per poterlo terminare!

Il tradimento, per me, è sempre un topos difficile da affrontare in letteratura: molto spesso mi faccio prendere e soffro, ci sto male... la maggior parte delle volte, non leggo un romanzo che so essere incentrato sul tradimento, soprattutto se ambientato nella contemporaneità. Con La donna di scorta, tuttavia, ho voluto rischiare perché mi intrigava la sinossi e De Silva mi aveva già colpita molto positivamente. Non me ne sono pentita: non sono riuscita a soffrire, ho goduto, invece, del modo di narrare la storia, della descrizione dei personaggi e dei loro stati d'animo; ne ho apprezzato l'essenzialità, la brevità e l'originale, brusco finale.

Che altro c'è da dire? Una confessione: sorprendentemente, penso non troverò mai l'ispirazione giusta per rileggere La donna di scorta dall'inizio alla fine, al contrario di Non avevo capito niente, che riprenderei in mano, per intero, anche da domani (se non fosse stato spedito in Italia o non mi sentissi 'minacciata' dalla scorta di libri.)

Franco Matteucci, La mossa del cartomante
La quiete della valle di un piccolo paesino di montagna è turbata da una terribile disgrazia. Marietta Lack, la sarta di Valdiluce, è morta nell'incendio della sua abitazione. Una sciagura inaspettata: inizialmente tutti sembrano convinti che le fiamme siano divampate per un tragico incidente. Tutti tranne l'ispettore Santoni. Lupo Bianco, è questo il nome con cui tutti lo conoscono in paese: il suo istinto infatti lo porta a non credere mai alle coincidenze. Mentre fervono i preparativi per l'inizio della coppa del mondo di sci, altri delitti si susseguono, uniti da strani indizi esoterici, e Santoni, che conosce bene quei luoghi, dovrà mettere insieme i pezzi di un puzzle macchiato di sangue.
(Sinossi riportata in seconda di copertina della mia edizione.)

Secondo capitolo della serie Le indagini dell'ispettore Santoni (il primo, Il suicidio perfetto, è uscito lo scorso anno.) Sinora questi gialli di Matteucci sono usciti tutti tra l'inverno e la primavera, ma io me li sono sempre letti d'estate perché attratta dagli ambienti innevati in ogni periodo dell'anno, specialmente quando si tratta di ambientazioni letterarie. 

«È nel saper cogliere il valore non superficiale dei dettagli, che Matteucci, giovandosi della concretezza imposta dal giallo, trova la sua cifra narrativa più convincente.»
"Corriere della Sera"

E, antiteticamente, è proprio nel soffietto editoriale qui sopra che per me sta il fulcro che non mi fa mai apprezzare fino in fondo questa serie di Matteucci. Capisco che il lettore di giallo medio tende a volere qualcosa di particolarmente scorrevole, ma a me... è come se i libri di Matteucci fossero pieni di occasioni mancate per approfondire, per lasciarsi andare a qualcosa di più elaborato, a una prosa più articolata. 

Ho letto questo romanzo subito dopo aver terminato Mayhem di Sarah Pinborough e continuavo a ripetermi che avrei potuto apprezzare La mossa del cartomante allo stesso modo se Matteucci avesse messo a frutto le proprie capacità in modo a me più congeniale.

A parte questo, continuano a non piacermi le donne di Marzio Santoni e come sono descritte le relazioni sentimentali di Lupo Bianco. Tant'è vero che mi chiedo se Matteucci lo fa apposta per far capire che il protagonista non ha ancora trovato la persona giusta. Penso sia più probabile, però, che semplicemente queste donne e queste situazioni a due non mi coinvolgano positivamente per come sono naturalmente fatta io.

Nonostante questa sequela di incertezze, credo proprio continuerò a leggere degli omicidi che si susseguono a Valdiluce perché, dopo tutto, mi piacciono, sono curiosa e... vogliamo mettere le copertine? Ah, il potere del paratesto.

Giacomo Leopardi, Canti
Non c'è alcunché da scrivere, ovviamente.
Leopardi ha scritto di tutto, sotto qualsiasi forma. Penso che si possa sempre trovare qualcosa di nuovo nella sua produzione personale, anche se il lettore dovesse arrivare alla fine dei suoi scritti e ricominciarli daccapo.
Avvicinarsi alla sua opera è come affacciarsi a una finestra su un'epoca, percepita attraverso il filtro di Leopardi, ma che resta un panorama che si perde a vista d'occhio.

Sostanzialmente segnalo questa mia lettura perché grazie all'edizione pillole BUR, anche chi non ha un e-reader può portarsi dietro facilmente una copia dei Canti di Leopardi annotata. Mi capita di rileggere spesso le sue poesie, ma di solito salto sempre quelle che si rifanno a un modello classico e che trovo più ostiche, ma ho riletto anche quelle in questo librino che si può portare facilmente in borsa (ho continuato a trovare le poesie di taglio classico dure da leggere, però.)     

Bibliografia e URL:
Stefania Bertola, Romanzo rosa, Torino, Einaudi, c2012
Diego De Silva, La donna di scorta, Torino, Einaudi, c2001
Ho scritto estensivamente di Non avevo capito niente, soprattutto qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/05/diego-de-silva-non-avevo-capito-niente.html
Franco Matteucci, La mossa del cartomante, Roma, Newton Compton, 2014
Ho scritto di Mayhem di Sarah Pinborough qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/07/prima-il-male-poi-il-perturbante-infine.html
Giacomo Leopardi, Canti, Milano, BUR, 2011

martedì 5 agosto 2014

Fifty shades of... otium

Ah, l'otium... la vita libera da occupazioni è un lusso che, per ora, non mi è concesso. Come la maggior parte delle persone, al più, posso oziare durante le pause tra un impegno e l'altro, a tratti. Di solito, per me, l'ozio si declina sotto diverse forme...

Luglio col bene che ti voglio...
Luglio è uno dei mesi estivi per eccellenza, insieme ad agosto. Se le persone incominciano ad andare in vacanza, io dovrò aspettare fino a settembre, però ho trovato il modo di fare un po' delle cose che mi piacciono e di approfittare di alcune delle occasioni che porta l'estate.

Teatro
Anche nel Lake District le arti vanno forte e vi ci si dedica particolarmente nei piccoli centri. Nel villaggio di Grasmere, dove William Wordsworth trascorse parecchi anni, è tutto un pullulare di artisti (la famiglia Heaton Cooper, per esempio,) cantastorie (quali Taffy Thomas) ed è purse sede di una compagnia teatrale, i Grasmere Players.

© Westmorland Gazette


Luglio per me si è aperto con la partenza da Londra (malinconia,) ma anche con la rappresentazione de La dodicesima notte di Shakespeare messa in scena dai Grasmere Players. Produzione amatoriale, senza effetti speciali, ma davvero realizzata con impegno e passione per la recitazione e il teatro. Dei Grasmere Players avevo già visto la recita natalizia Hansel & Gretel, che mi aveva fatta spataccare dalle risate, come è giusto che sia per le tradizionali Christmas pantomime britanniche.
Fun fact: la sera in cui ho assistito alla rappresentazione ci fosse presente anche una folta comitiva di studenti italiani che si trovavano a Grasmere alla scoperta di Wordsworth.

La coltura dello shopping
Io coltivo con piacere l'attività dello shopping, normalmente diventando eccessiva solo con i libri, tranne che nel periodo natalizio, in cui posso anche darmi alle spese pazze. Questo luglio, tuttavia, si è rivelato un mese di tanti e grandi acquisti perché ho trovato delle offerte imperdibili.

Nel Regno Unito, durante i saldi, si possono fare degli ottimi affari, sia facendo spese online, che nei punti vendita più tradizionali. Nella fotografia qui a sinistra si possono, in effetti, vedere anche gli scatoloni che contenevano i prodotti che ho acquistato in internet.

Nonostante la scarsa qualità dell'immagine, si possono intuire due temi prevalenti nel mio shopping: le borse e i libri.

Io sono davvero, davvero appassionata di borse. Non ho mai avuto una mania per le scarpe e i vestiti: per le prime, non ho interesse e metto sempre le stesse, per i secondi, idem, con la differenza che tendo anche a mettere quelli ereditati da parenti, pur di evitare di andare a comprarli. Il vestito blu che vedete è un'eccezione: mi serve per un matrimonio e, pure essendo di pura seta e fatto in Italia, l'ho pagato meno di venti sterline. Di necessità virtù, quindi.


Ma torniamo alle borse: 




Queste immagini parlano da sole. Le mie preferite sono quella nera, piccola, con dettagli in metallo dorato, perfetta per la sera, e il bauletto marrone e rosa, qui a destra (non ho potuto esimermi dal comprare anche il wristlet della stessta linea, che può sempre tornare utile come maxi-portafoglio o pochette da sera.)

Questo, per quanto riguarda la prima tranche di borse. Mi sarei anche fermata, ma poi mi sono imbattuta in una borsa superiore: una shopper dalla forma che incontrava il mio favore, grande e capiente, del mio colore preferito, il verde. Non ho potuto resistere alla tentazione e ho ceduto senza patemi. No, in realtà, avendola presa online, ero preoccupata che le capitasse qualcosa durante le vicessitudini della spedizione e della consegna. Nonostante il corriere me l'abbia lasciata all'ingresso (chiuso, ma a cui si può accedere senza chiavi,) è arrivata nelle mie mani sana e salva, come si può vedere nell'immagine qui sotto.


Libri, tanti libri e qualcosa d'altro...

Grandi offerte anche per quanto riguarda la narrativa.
Si vede facilmente Delia's shadow di Jaime Lee Moyer. Avevo puntato questo romanzo, ancora prima dell'uscita, lo scorso anno. Sino a qualche settimana fa, non ero convinta di fargli fare il salto di qualità dalla lista desideri al carrello, poi... Poi ho letto una recensione, in cui veniva avvicinato alla serie The graveyard Queen (ne ho parlato qui e qui) di Amanda Stevens e ho capitolato. L'ho iniziato da poco e, per ora, ho dei sentimenti contrastanti nei confronti di questo libro: mi piace, ma... vedremo, una volta raggiunta la fine.

Sotto al volume della Moyer, si trovano The Harrogate secret di Catherine Cookson, The things you do for love di Roisin Meaney e The Eyre affair di Jasper Fforde, che ho trovato in offerta 3X5 sterline che, semplicemente, non ho potuto ignorare. Per quel che ne so, la Cookson è praticamente sconosciuta in Italia, ma è stata l'autrice più letta in Gran Bretagna per anni.

In piedi, sulla sinistra, un angolino tutto per Louisa May Alcott. Ho sempre voluto leggere An old-fashioned girl, ma è sempre molto difficile da trovare nelle librerie tradizionali, quindi mi sono arresa a ordinarlo online. Sempre su internet ho trovato anche A long fatal love chase e Behind a mask and other thrillers, che fanno parte della produzione per adulti della Alcott. Dopo aver letto Un moderno Mefistofele, sono sempre stata incuriosita dalle storie che l'autrice di Piccole donne scrisse per il pubblico adulto, specialmente quelle un po' gotiche.


Non poteva mancare anche una seconda tranche di libri, più un CD, solo soletto, contenente alcune musiche per balletto di Tchaikovsky.

Alla base della pila di volumi, troviamo The collector of dying breaths di M. J. Rose, facente parte della serie di The reincarnationist e della sotto-serie di romanzi che hanno come protagonista Jac L'Etoile. Per quel che ne so, in Italia è stato pubblicato solo Il libro dei profumi segreti in questa serie, che non ha avuto un grande successo.

A seguire, bene in vista con la sua splendida copertina statunitense, Mrs. Poe di Lynn Cullen, che non avrei voluto compare, mi sarei voluta astenere, ma dopo aver letto le opinioni di Endimione (qui) ed Elisa (qui), ho deciso di procurarmi repentinamente.

Praticamente invisibile, di cui si può intravedere solo il dorso, è In the forest of forgetting di Theodora Goss, autrice che ha iniziato a incuriosirmi con il particolarissimo The thorn and the blossom (date un'occhiata al book trailer.)

Weekend editions...
I quotidiani mi piace comprarli nei fine settimana, quando si fanno ciccioni e si riempiono di inserti e riviste. Mi piace leggerli quando faccio colazione, possibilmente in un caffé, con un bel cappuccino e un muffin... ah, che soddisfazione!

Lo scorso weekend (2-3 agosto) sull'"FT Weekend Magazine", supplemento del "Financial Times" ho trovato un editoriale, Shelf improvement, sul rinunciare a compare libri per un anno e concentrarsi a smaltire i volumi accumulati e mai aperti.

L'articolo mi ha fatta sorridere, l'ho trovato interessante, ma Alice Fishburn ha scoperto l'acqua calda e lo ammette solo in parte. Ancora prima che la medesima giornalista congelasse l'impulso all'acquisto e Susan Hill scrivesse Howards End is on the landing, il book buying ban e il ritorno alla TBR pile erano stati abbracciati da lettori di tutto il mondo e di tutte le età. Alcuni ne hanno anche parlato su YouTube e hanno aderito a piani quali il Project 10 books.

Alice, se ti fossi informata un pochino di più, sono certa avresti scritto un articolo più accattivante.

Mi congedo. Quali sono le vostre attività oziose preferite o a cui vi siete dedicate di recente?   

URL:
Heaton Cooper Studio: http://www.heatoncooper.co.uk/ 
Taffy Thomas cantastorie: http://www.taffythomas.co.uk/index.html 
La fotografia di gruppo degli attori che hanno recitato in Twelfth night è stata presa dal sito della "Westmorland Gazette": http://www.thewestmorlandgazette.co.uk/events/South_Lakeland/975706.Event.Twelfth__Night/?ref=wo 
Ho parlato di The restorer di Amanda Stevens qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/02/le-mie-illusioni-perdute-e-i-libri-del.html 
Ho parlato di The kingdom e The prophet di Amanda Stevens qui: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/03/letture-recenti.html 
Post di Endimione dedicato a Mrs. Poe: http://bostonianlibrary.blogspot.co.uk/2014/07/recensione-mrs-poe-di-lynn-cullen.html
Post di Elisa dedicato a Mrs. Poe: http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/2014/07/mrs-poe-di-lynn-cullen.html 
The thorn and the blossom sul sito di Quirk Books: http://www.quirkbooks.com/book/thorn-and-blossom
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