sabato 21 giugno 2014

LoL (Loads of London)

Trovare, uno di seguito all'altro, il post Loads of London e quello Ore italiane ha quasi — Q U A S I, ma è più armonioso — lo stesso sapore che accostare gli aggettivi molto e poco nel sintagma molto poco: ha un carattere antitetico. Quando ci ho riflettutto, l'idea mi è sembrata estremamente gustosa ed eccomi qui.

Sono momentaneamente in pausa da letture italiane e sto facendo una scorpacciata di libri caratterizzati da ambientazione londinese o in cui Londra è protagonista.

Peter Ackroyd, London under
Incominciamo da un po' di saggistica con questo volumetto di Ackroyd, che consta di 202 pagine, nella mia edizione, scritte belle grandi e con dei capitoli, in gerenere, corti. Ha, insomma, tutte le caratteristiche per essere un libro che si beve.

Sono venuta a conoscenza di questo libro grazie a Elisa del blog Le nove muse e il suo post dedicato, qui (ed. it.: Peter Ackroyd, I sotterranei di Londra, Neri Pozza.) Se dalla grandiosa Londra. Una biografia per ora mi sto tenendo lontana perché non sono a tal punto 'innamorata' di Londra e la mole è notevole, l'idea di sapere di più su quello che sta sotto Londra mi ha sempre ispirata.

L'opera di Ackroyd si è rivelata davvero soddisfacente: andando al di là del sistema fognario e della metropolitana con i suoi fantasmi, per parlarci dei fiumi che scorrono sotto alla superficie, della letteratura e delle psicologia metropolitana, dei forzieri della Bank of England, dei bunker, delle scoperte archeologiche...

Se vi interessa quello che c'è sotto, se La mano sinistra di Satana di Roberto Genovesi e I fiumi di Londra di Ben Aaronovitch hanno stuzzicato la vostra curiosità, il libro di Ackroyd è decisamente consigliato.

Ma a proposito de I fiumi di Londra...


Ben Aaronovitch, Rivers of London
Alla fine ho ceduto. Mi dicevo che non era il caso di iniziare l'ennesima serie, mi ripetevo che non avevo mai letto poi chissà quanto urban fantasy (per ora, mi sembra la definizione più azzeccata,) mi dicevo che i polizieschi ambientati nella contemporaneità (per quanto a tinte fantasy) non mi avevano mai presa, poi... Poi ho incominciato a vedere all'outlet di The Works i primi tre romanzi con protagonista Peter Grant a £ 2,99 l'uno (se vivete nel Regno Unito, online si trovano ancora a un buon prezzo.) Ogni volta che entravo in negozio li vedevo, ma li lasciavo lì. A un certo punto era rimasto un unico esemplare per ogni singolo titolo:
Rivers of London (ed. it. I fiumi di Londra, Fanucci;)
Moon over Soho;
Whispers under ground (il quarto, Broken homes, era uscito da poco e si trovava ancora solo in legatura ridgida.)
E io, imperterrita, passavo oltre. Sono andata avanti così per qualche settimana, ma, infine, li ho presi. Ne avevo sentito parlare bene, dopo tutto, soprattutto da Federica Frezza (Prismatic310.)

Nonostante li avessi acquistati, tuttavia, li ho lasciati a rosolare per mesi, anche durante il periodo natalizio, periodo di lettura ideale, nonostante mi avesse conquistata il video qui sotto:



Circa un mesetto fa, però, sono entrata in mood LoL e ho deciso che era arrivato il momento di prendere in mano i romanzi di Aaronovitch. La mia è stata decisamente una risoluzione felice perché mi sono davvero appassionata a Peter Grant, le sue avventure e i misteri che deve risolvere.

Rivers of London ha come protagonista, si scriveva sopra, Peter Grant un poliziotto che sta rischiando di essere spedito alla Case Progression Unit, un dipartimento con funzioni amministrative, perché giudicato inadatto al lavoro sul campo, a fare il 'vero poliziotto', l'investigatore... Per fortuna, una sera, Peter incontra un fantasma che è stato testimone di un delitto atroce in Covent Garden! Anziché crederlo un pazzo, l'ispettore Nightingale crede a Peter e lo recluta come apprendista mago in una sezione segretissima (ma mica poi tanto) della polizia metropolitana, che si preoccupa di preservare la pace della regina dagli attacchi... soprannaturali.

I punti forti del libro sono... le descrizioni (in un certo senso!) Mi spiego: l'autore riesce a catapultare il lettore dentro alla Londra in cui si ambienta la vicenda con grande naturalezza e dimostra anche di conoscere bene le procedure di indagine della polizia e tutto l'apparato che sta dietro la polizia metropolitana, tant'è che non ti viene il dubbio nemmeno per un attimo che Peter sia un poliziotto solo per licenza letteraria.

Una cosa che potrebbe infastidire il lettore è che il romanzo appare diviso in due sezioni: la prima parte di presentazione della realtà in cui si muovono i personaggi e avviene l'azione, introduttiva anche al resto della serie; una seconda parte in cui le cose importanti già le sappiamo e a Peter non resta altro che acciuffare 'il cattivo', anche se non manca una piccola sorpresa.


PennylaneOntheTube, nel video qui sopra, spiega un po' la struttura del libro, a cui ho accennato, e i motivi per cui non l'ha convinta.

A me, in ogni caso, è piaciuto.

Un accenno lo merita la scorrevolezza della scrittura di Aaronovitch. Si tratta di un'arma a doppio taglio: da un lato rende la lettura particolarmente spedita, facendoti macinare pagine su pagine, dall'altro ti fa rischiare di perdere dei dettagli importanti nell'economia del racconto.

Il romanzo mi ha convinta e mi ha lasciata con la voglia di proseguire verso il secondo volume, cosa che avrei fatto di lì a poco perché...

Neil Spring, The ghost hunters
Ho iniziato questo romanzo subito dopo Rivers of London perché volevo prendermi una pausa dalla serie, così, perché temevo, magari, mi sarei stancata di Peter Grant... Non l'avessi mai fatto! 

Il romanzo ci racconta le vicende di Harry Price e della sua assistente Sarah Grey nel mondo dei fantasmi e dei medium e in particolare della loro indagine su Borley Rectory, considerata, per anni, la casa più infestata d'Inghilterra. La storia si dispiega tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del XX secolo, per la maggior parte.

Harry Price è un personaggio realmente esistito, che si occupò dello studio di fenomeni apparentemente inspiegabili e che erano ricondotti, solitamente, a quella che oggi chiamiamo parapsicologia. Si occupò anche di Borley Rectory, nell'Essex, che si guadagnò la fama di the most haunted house in England, gravemente danneggiata da un incendio nel 1939 e demolita nel 1944.

Mi sono avvicinata a questo romanzo senza sapere alcunché su Harry Price e Borley Rectory ed è stata, forse, una fortuna perché, quando si parla di storia così vicina a noi, forzare la mano con finzione e fantasia può risultare stonato (e Price l'ha fatto; ve lo spiega alla fine del romanzo e lo potete scoprire anche facendo un giro online.)

In ogni caso, il più grande pregio che ho riscontrato in questo libro è stata la scorrevolezza della scrittura: leggevo 100 pagine al giorno, con naturalezza e in scioltezza, e parliamo di un romanzo che supera le 500 pagine. A un certo punto, però, sono arrivata a pagina 368, la fine della seconda parte e mi sono bloccata. Il punto è che avrei preso a sonori schiaffoni i due protagonisti, Harry e Sarah. Beh, per Harry gli schiaffoni non sarebbero bastati: in ginocchio sui ceci. Sarah mi ha fatto definitivamente cascare la catena dopo un ragionamento praticamente-da-ipocrita verso la fine della seconda parte.

Penso che sia auspicabile, in un romanzo, avere dei personaggi tridimensionali, con pregi e difetti e spesso non possiamo fare a meno di affezionarci a questi personaggi, magari anche se sono 'cattivi'. Molto si deve alla bravura dello scrittore che riesce a farci immedesimare nei protagonisti, durante la lettura, o ce li rende così bene da riuscire a esaltarci, un po' sta anche all'inclinazione personale. Per quanto mi riguarda, io non sono riuscita a simpatizzare con Harry e Sarah, è vero il contrario, e ho faticato parecchio a portare a termine il romanzo. Per aiutarmi, per non rimanere bloccata, ne ho iniziato un altro, che ho finito per terminare prima di The ghost hunters.

Ben Aaronovitch, Moon over Soho
Questo è il libro che mi ha salvata da The ghost hunters, il secondo capitolo delle avventure di Peter Grant.

Quessta volta, come suggerisce il titolo, la maggior parte dell'azione si svolge a Soho. Peter si trova a dover indagare delle morti apparentemente naturali di musicisti jazz... 

La struttura di Moon over Soho è più armoniosa rispetto a quella di Rivers of London. La magia e il paranormale sono parti integranti della realtà di Peter e non servono introduzioni e spiegoni, anche se ci sono sempre cose nuove da scoprire.

Anche in questo libro sono stata catturata dalle procedure di indagine, così ben ricreate dalla penna di Aaronovitch. Altro aspetto interessante è il modo in cui sono trattati gli elementi drammatici che colpiscono direttamente Peter: il tutto è presentato in un mix di fatalismo e umorismo inglese che non li rende meno tragici, a ben pensarci, ma riesce pur sempre a farli accettare più facilmente al lettore.

Davvero apprezzato anche questo secondo volume della serie. Ora, tuttavia, sono di nuovo in pausa: ho pescato un libro fuori dal gruppo... Vedremo come si rivelerà e se ho fatto la scelta giusta a lasciare Peter a riposo per un altro po'.    

Bibliografia e URL:
Peter Ackroyd, London under, London, Vintage 2012
Blog di Elisa, Le nove muse: http://lenovefigliedizeus.blogspot.co.uk/ 
Post di Elisa dedicato a I sotterranei di Londra: http://lenovefigliedizeus.blogspot.co.uk/2014/04/i-sotterranei-di-londra-di-peter-ackroyd.html 
Ben Aaronovitch, Rivers of London, London, Gollancz, 2011
The Works, tra le altre cose, la catena che vende libri scontati (non usati) più nota nel Regno Unito: http://www.theworks.co.uk/ 
Canale di Federica Frezza su YouTube: http://www.youtube.com/user/prismatic310 
Video speciale dedicato alla serie con protagonista Peter Grant realizzato da Federica Frezza: http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=uHWHCYXDTWQ 
Canale di Penny Lane su YouTube: http://www.youtube.com/channel/UCE8uNgT2WpAIibZR6DeqOJA 
Video in cui Penny Lane parla, tra gli altri, de I fiumi di Londra: http://www.youtube.com/watch?v=qiGA2GnOdxY
Neil Spring, The ghost hunters, London, Quercus, 2013
Ben Aaronovitch, Moon over Soho, London, Gollancz, 2011   

4 commenti:

Nina Pennacchi ha detto...

Anche io ultimamente sono London-oriented! Ma nel periodo vittoriano :)
Non rimango però mai insensibile a un buon giallo, così la serie di Ben Aaronovitch me la segno per il mio prossimo ritorno al contemporaneo.

Ludo ha detto...

@Nina Spero che Wilkie ti stia prendendo bene.

A proposito di Londra vittoriana, ho appena iniziato Mayhem (Omicidio a Whitehall) di Sarah Pinborough. Promette bene...

Ti consiglio di leggere un mucchio di opinioni diverse su Aaronovitch perché so che, soprattutto in Italia, non è stato molto apprezzato.

Elisa ha detto...

Sono contenta ti sia piaciuto "I sotterranei di Londra"
Ho preso appunti sugli altri libri che hai proposto :-)

Ludo ha detto...

@Elisa Grazie a te per avermi fatto scoprire il libro di Ackroyd. Mi ci voleva proprio una lettura così.

On another note, grazie per aver pubblicato il duecentesimo commento del blog!