domenica 29 giugno 2014

Condividendo... Londra, 28 giugno 2014 (in pillole)

E qui si spiega come mai ero in pieno London mood con le letture: dovevo venire a Londra. Non ci ho creduto fino all’ultimo momento ed è per questo che non ne ho fatto alcun cenno. Ora, in ogni caso, sono a Londra ed era da anni — molti — che non ci venivo.

Post veloce, veloce, in pillole perché sono on the move (sono in sosta a uno Starbucks fuori dalla stazione della metropolitana di South Kensington.)

Sono qui solo per 3 giorni e ho deciso di concentrarmi soprattutto sulla Londra letteraria e libresca, sotto molti aspetti.

Ieri mi sono dedicata a Covent Garden e Soho con Piccadilly.

Covent Garden
Per me Covent Garden significava soprattutto Stanford’s, Royal Opera House, Covent Garden Market e St. Paul.

Stanford’s è una libreria dedicata ai viaggi, forse una delle più famose al mondo, è da circa 150 anni che vende mappe, guide e letteratura a tema. Gli interni sono molto scenografici, particolarmente la sezione dedicata alle carte geografiche.



Una lunga occhiata alla Royal Opera House è d’obbligo. Incominciamo a notare che l’ingresso principale si trova in Bow Street… Vi ricorda qualcosa? Potrebbe… è una via che appare qualche volta nei romanzi storici, di recente l’ho ritrovata in Rivers of London di Aaronovitch. Il punto è che era la sede dei Bow Street Runners il primo corpo di polizia della città, fondato da Henry Fielding nel 1749.





Non avevo alcuna intenzione di fermarmi alla facciata del teatro dell’opera e, seguendo vaghi ricordi di una passerella che si stagliava sotto un cielo plumbeo (le immagini si trovano facilmente in rete,) mi sono infilata in Floral Street, dove ho trovato la passerella che collega la Royal Ballet Upper School alla Royal Opera House. A sorpresa, mi sono imbattuta nella Stage Door, da cui, di solito, entrano gli artisti, come si vede in un vecchio video con protagonista la first solois Yui Choe, A day in the life of a ballerina.




Non troppo lontano da Bow Street e dalla Royal Opera House si trova Drury Lane, sì la via dei teatri altri nei romance e anche quella dove molti gentiluomini andavano a cercare sesso a pagamento dopo una serata all’opera.


Una passeggiata in Covent Garden Market è sempre una buona idea, non fosse che per ammirare le vecchie arcate, le vetrine dei negozi e gli artisti di strada.

 



Avrei tanto voluto visitare St. Paul, progettata da Inigo Jones, e magari incontrare un fantasma, proprio come succede a Peter Grant in Rivers of London, ma la chiesa era chiusa per le prove del Riccardo III, in scena questa settimana all’Iris Theatre (uffa!)


Soho e Piccadilly

Tecnicamente Charing Cross è considerata in Covent Garden, credo, ma sa un po' di Soho (da essa si può accedere a Old Compton Street) e ho deciso di inserirla nella sezione a esso dedicata. In Charing Cross ci sono diverse librerie. A me ne interessavano due: Blackwell’s e Foyle’s.

Giusto per farla facile, scriverò che Blackwell’s è una catena di librerie specializzate nel soddisfare la richiesta di testi accademici. Ovviamente tratta anche narrativa generale e generica e in modo estensivo, ma diciamo che è una sicurezza se si vuole trovare il testo che ti serve per un corso universitario (e che, di norma, sarà più difficile da reperire in altre librerie o da Waterstone’s… OK, questo, a Londra, non è sempre vero, ma la City of Westminster è sempre un’eccezione alla regola.)


Se si amano i libri o le librerie, in Charing Cross non ci si può fare scappare Foyle's. Libreria fondata nel 1903 da William Foyle, insieme al fratello; di recente si è spostata dalla sede storica di 113-119 Charing Cross a 107 Charing Cross, dove si esibirono per la prima volta i Sex Pistols.

Grazie a una certa forza di volontà, mi sono molto limitata nello shopping, accontentandomi di una shopper in tela e gadgets gratuiti...


Da Charing Cross a Old Compton Street, Soho. Qui apparirono i primi studi di produzione cinematografica di Londra. In uno di questi lavorava anche Sarah Grey, che ho incontrato recentemente nel romanzo The ghost hunters di Neil Price.

Già che c'ero, ho ceduto e ho deciso di provare una fruit tart alla Patisserie Valerie di 44 Old Compton Street che, tra l'altro, figura nel romanzo Moon over Soho di Ben Aaronovitch, come il locale che predilige l'interesse sentimentale del protagonista, Peter Grant.




Dopo essermi rifocillata più che a dovere, ho preso un sacco d'acqua in Oxford Street e Regent Street, mentre mi recavo a lunghe falcate, per quanto goffe, in Warwick Street, allo European Bookshop, che è soprattutto The Italian Bookshop. Qui, a sorpresa, ho trovato Le stanze buie, il libro di Francesca Diotallevi del blog Piccolo sogno antico. Ci tengo a precisare che questo romanzo è particolarmente difficile da reperire nelle librerie fisiche italiane, ma l'ho trovato in una piccola libreria dedicata alle pubblicazioni italiane, a Londra, a un tiro di schioppo da Piccadilly Circus! Anche se non la conosco, avrei voluto che Francesca fosse lì con me in quel momento. Ho solo una fotografia a prova della mia scoperta (molto incuriosita da questo libro, l'ho ordinato via internet un paio di settimane fa, ma l'ho fatto recapitare in Italia; l'esemplare che ho trovato al The Italian Bookshop, quindi, l'ho lasciato sullo scaffale. Personalmente, spero di poter leggere il romanzo il prossimo settembre, quando sarò in visita in patria.)


Da Warwick Street a Piccadilly la strada è poca, come ho fatto intuire sopra e Piccadilly vuol dire Waterstone's Piccadilly, la libreria più grande d'Europa, e Hatchard's, la libreria più antica di Londra.

In questi due luoghi semplicemente mi sono lasciata andare e ho comprato, non come se non ci fosse un domani, ma consapevole del domani, di oggi, in cui non sarei passata vicina ad alcuna libreria.

E così si conclude questo post sulla mia prima giornata a Londra. Spero di riuscire presto a condividere altro del mio soggiorno.

Mi scuso per le sgrammaticature di cui sicuramente questa entry sarà infarcita, ma non ho tempo di rileggere... sono on the move, come dicevo all'inizio.

URL:
Royal Opera House: http://www.roh.org.uk/
A day in the life of a ballerina: http://www.youtube.com/watch?v=rryxZjqLtNs 
Blackwell's Charing Cross: http://bookshop.blackwell.co.uk/stores/london-charingcrossroad/ 
Foyle's: http://www.foyles.co.uk/ 
Patisserie Valerie: https://www.patisserie-valerie.co.uk/ 
The Italian Bookshop: http://www.italianbookshop.co.uk/
Blog Piccolo sogno antico di Francesca Diotallevi: http://piccolosognoantico.blogspot.co.uk/ 
Waterstone's Piccadilly: http://www.waterstones.com/waterstonesweb/pages/200003/
Hatchard's: http://www.hatchards.co.uk/    

12 commenti:

Endimione Birches ha detto...

bellisimo post Ludo!!! L'ho apprezzato tanto da farne copia e conservarla per il prossimo viaggio a Londra!!!!
Grazie ^ ^
Endi

Elisa ha detto...

Bello, bello, bello... ^_^
Che voglia di tornare a Londra!!!

Manuela Pigna ha detto...

ah Londra...
e che cosa meravigliosa per Francesca!
io sarei stramazzata al suolo di fronte a questa foto... gliel'hai detto?
tra l'altro un bellissimo libro Ludo, non puo' non piacerti. :)

Ludo ha detto...

@Endi Sono lieta che abbia trovato il post interessante.

Sono appena tornata e Londra già mi manca un pochino (ho persino guardato sull'agenda se ci sono possibilità per un'altra capatina nella capitale in un vicino futuro.)

Spero di riuscire a condividere sul blog anche i miei altri due giorni nella City of Westminster.

Ludo ha detto...

@Elisa Io sono appena tornata e già ho voglia di ritornare. Dall'Inghilterra, tra l'altro, è più facile che dall'Italia e la tentazione è fortissima.

Ludo ha detto...

@Manuela Ho scritto un commento sul blog di Francesca. Spero che abbia l'occasione di leggerlo.

Manuela Pigna ha detto...

tra l'altro grazie per il libro di Dimitri che non riuscivo a trovare, ho provato questa mattina a prenderlo, ma il sito non ha preso i miei dati e ora non ho piu' tempo per riprovare... :(
beh, prima o poi ce la faro' o aspetto che esca in ebook, tanto prima o poi uscirà anche in ebook...
grazie ancora!
intanto ho letto gli estratti di Pan e quello che hai letto tu, e ho preferito Pan, cosi' per il momento ho acquistato quello.
Ora manca solo il tempo per leggerlo.

Francesca D. ha detto...

Ommioddioooooo!!!!
Ludo... sono senza parole, altro che stramazzare!! Ho fatto un salto sul tuo blog, senza sapere che mi avevi scritto (perché seguo più i blog degli altri che il mio, in effetti) e... senza parole, davvero! Posso solo dirti: grazie! Grazie, grazie, grazie per questa foto e questa preziosissima informazione, di cui non avevo la minima idea! Incredibile, è praticamente introvabile nelle librerie italiane, ma si trova a Londra! (ah, e grazie anche per averlo ordinato, sono davvero curiosa di sapere il tuo parere^^)

Ludo ha detto...

@Manuela Non so se e quando La ragazza ideale diventerà un e-book, ma visto che sembra produrranno il film, potrebbe ritornare disponibile.

Pan mi ispira moltissimo e spero di leggerlo presto.

Ludo ha detto...

@Francesca Ah, sono contenta che tu sia capitata qui, allora. Devo ammettere che è stata davvero una sorpresa trovarlo sullo scaffale.

Nina Pennacchi ha detto...

Ma che post fantastico, anche io come Endimione me lo conserverò per un - spero prossimo - viaggio a Londra. Fantastico leggere il tuo resoconto e ritrovarsi in tutti quei libri, la storia... insomma, una poesia tra le strade che solo tu riesci a trasmettere quando parli di luoghi.
Ma la notizia del libro di Francesca ha surclassato il resto! Ho amato quel libro e mi sono sentita stupidamente orgogliosa di sapere che a Londra qualcuno verrà a contatto con gli autori italiani anche tramite quel bel testo. Perché a Londra sì e qui da noi no? Il mondo a rovescio...

Ludo ha detto...

@Nina Ritrovarsi davanti a Le stanze buie è stata davvero una sorpresa, qualcosa di completamente inaspettato, che non mi sarei mai immaginata, proprio perché è praticamente impossibile trovarlo in una libreria in Italia. L'Italian Book Shop, per altro, è davvero piuttosto piccino, per lo meno è ristretta l'area dei libri che tengono a scaffale.

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