domenica 2 febbraio 2014

(Le mie) Illusioni perdute e i libri del consolo

Settimana dura per me, settimana di illusioni perdute, in più di un senso...

Questa per me è stata proprio una brutta settimana, praticamente da dimenticare, e spero che le successive mi portino qualcosa di meglio. Parte del titolo che ho dato a questo post — (Le mie) Illusioni perdute — calza a pennello la mia situazione, ma visto che preferisco non lasciarmi andare, diciamo che si addice anche a qualcosa di molto pratico: non sono riuscita a organizzarmi e a recarmi a Edimburgo per andare a vedere, al cinema, la diretta del balletto Illusioni perdute del Bolshoi. Lo spettacolo viene trasmesso oggi alle 15 (16 ora italiana) e, logisticamente, mi risultava complicato andare in Scozia per 4 ore e, poi, ricorrere a prendere un treno che mi avrebbe riportata in Cumbria a tarda sera. Illusioni perdute sarà trasmesso anche in Italia, ma non solo oggi, bensì anche il 18 marzo in differita. Chi è interessato, quindi, e non riesce a correre al cinema oggi, guardi qui per le proiezioni alternative. Spero di riuscire a procurarmi una registrazione, come succedette per Onegin lo scorso anno, ma sono dubbiosa...

I libri del consolo...
Per fortuna le letture si sono rivelate belle e consolatorie. 

L'ultimo romanzo che ho terminato è Jamaica inn di Daphne du Maurier. La du Maurier ricompare sul blog: avevo, infatti, dedicato parte di un post sui viaggi nel tempo al suo The house on the strand (La casa sull'estuario), qui. Ho deciso di leggere questo libro in previsione dell'uscita del film che ha ispirato, di cui avevo già parlato, qui. Il romanzo si ambienta all'inizio dell'Ottocento, in Cornovaglia, a Jamaica inn (tutt'ora esistente) e nell'area circostante.

La giovane Mary Yellen, rimasta orfana, decide di esaudire l'ultimo desidero della madre e trasferirsi presso la zia Patience, in Cornovaglia. Arriva così a Jamaica inn, una lugubre locanda nel bel mezzo della brughiera, dove trova una zia irriconoscibile e uno zio prepotente e violento, Joss Merlyn. Presto Mary scoprirà i terribili segreti che Jamaica inn nasconde e dovrà combattere per non farsi sopraffare dall'oscurità e contro i suoi stessi sentimenti che potrebbero metterla in pericolo...

Romanzo storico, caratterizzato da atmosfere goticheggianti, Jamaica inn è il quarto libro di Daphne du Maurier e precede quello che è considerato il suo capolavoro, Rebecca. Non ho mai letto Rebecca, che sto tenendo da parte, però ho letto il penultimo romanzo dell'autrice, The house on the strand di cui sopra, che ho apprezzato maggiormente. Jamaica inn è un action-packed novel: succede sempre qualcosa, ti prende alla sprovvista, probabilmente perché è anche un romanzo d'avventura, nonostante la vicenda si dipani in un'area circoscritta. Mi è piaciuto, ma ho trovato la scrittura de La casa sull'estuario più matura e riflettuta, i personaggi meglio delineati, per quanto ad alcuni venga dedicato poco spazio. Nonostante i continui colpi di scena, poi, Jamaica inn è piuttosto prevedibile per quanto riguarda lo svolgimento della trama.

Ciò che ho più apprezzato del romanzo è l'importanza che è dedicata all'attrazione per l'oscurità, il pericoloso... il male? Chi in misura maggiore e chi in misura minore, tutti i personaggi chiave del libro vi soccombono. Mary compresa, sua zia prima di lei e via dicendo e il fascino del lato oscuro (della forza) non viene visto necessariamente come negativo e lasciarcisi andare, anche solo un pochino, potrebbe essere proprio la cosa giusta da fare.

Lessi The restorer di Amanda Stevens tempo fa, in formato e-book, e mi ripromisi di comprarlo il prima possibile in formato cartaceo, poi, tuttavia, non lo feci più... fino a qualche settimana fa, quando lo trovai in una libreria di Lancaster e lo agguantai repentina e tutta contenta. Il libro è stato pubblicato anche in Italia, da HM Harlequin Mondadori, nel 2012 (per informazioni, qui.)

Amelia Gray è una restauratrice di cimiteri che vede fantasmi, esseri temibili e da rifuggire, come le ha insegnato il padre. Tutto, però, vacilla e cambia quando Amelia accetta una commissione per restaurare un particolare cimitero a Charleston: il cadavere di una donna assassinata viene trovato proprio in questo cimitero e il poliziotto John Devlin entra nella vita di Amelia, sconvolgendola, perché Devlin è tormentato da due fantasmi che lo seguono come ombre e, quindi, è una persona estremamente pericolosa per Amelia, anche se se ne sente immediatamente attratta...

Perché desideravo tanto una copia cartacea di The restorer? Sostanzialmente perché ricordavo con immenso piacere la narrazione introspettiva. La voce narrante è quella di Amelia, una ragazza introversa e riservata, che coltiva particolarmente la propria vita interiore, tutte caratteristiche che si riflettono sulle modalità di narrazione. Ciò significa che viene lasciato relativamente poco spazio a tutte quelle forme che rendono la lettura e, soprattutto, l'evoluzione della storia spedite, quali i dialoghi per esempio. I sentimenti e i pensieri di Amelia impregnano il romanzo e, per quanto la scrittura sia scorrevole, l'azione è poca e il romanzo potrebbe apparirne privo a chi non è sulla stessa onda di Amelia o non ama la narrazione introspettiva.

Altro aspetto interessante di questo libro è l'approccio nei confronti del mondo dei fantasmi. Nell'universo di Amelia, i fantasmi vanno evitati e ignoranti, non bisogna attrarne l'attenzione ed è impensabile l'idea di chiedere loro che cosa vogliano al fine di aiutarli a passare nella luce o cose del genere. A parte le differenze evidenti con fenomeni recenti, quali Ghost whisperer, The restorer si distacca un po' da quello che ci ha insegnato a fare la psicanalisi, quella dei primordi, in particolare. Con la psicanalisi, i fantasmi e gli esseri fantastici incominciarono a essere considerati mali interiori o proiezioni di tali mali, quindi qualcosa da affrontare. Le cose sono cambiate, ma anche oggi l'approccio è simile: si viene incoraggiati a cercare di capire che cosa vogliano le manifestazioni aliene che percepiamo attorno a noi. Questo criterio non viene ritenuto valido in The restorer e, quando il contatto con i fantasmi si realizza, viene percepito come qualcosa di drammatico e pericoloso che risulterà in eventi infausti.  

Bibliografia e URL:
Pagina dedicata a Illusioni perdute su Picture House, dove sono elencati i cinema in cui viene trasmesso: http://www.picturehouses.co.uk/film/Bolshoi_Lost_Illusions/ Navigando per il sito, si possono vedere gli altri balletti del teatro Bolshoi in programma nelle sale cinematografiche britanniche.
Illusioni perdute verrà trasmesso anche in Italia, gli interessati possono vedere quando e dove qui: http://www.nexodigital.it/1/id_329/Teatro-Bolshoi---Illusioni-perdute.asp
Daphne du Maurier, Jamaica inn, London, Virago, 2013
Uno dei siti più noti dedicati a Daphne du Maurier: http://www.dumaurier.org/
Nel post Viaggi del tempo in altri tempi parlo di The house on the strand di Daphne du Maurier: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2013/06/viaggi-nel-tempo-daltri-tempi.html 
Nel 2014, probabilmente attorno a Pasqua, è prevista l'uscita del film TV Jamaica inn. Parte delle riprese sono state girate in Cumbria, nella cittadina di Kirby Lonsdale: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/search/label/Daphne%20du%20Maurier
Jamaica inn esiste ancora... vi va di andare a visitare la locanda/covo di contrabbandieri più famosa della Cornovaglia?: http://www.jamaicainn.co.uk/ 
Amanda Stevens, The restorer, London, Mira, 2012
Sito di Amanda Stevens: http://amandastevens.com/ 
Pagina dedicata a The restorer sul sito HM Harlequin Mondadori: http://www.harlequinmondadori.it/the_restorer.html  

2 commenti:

Roberta ha detto...

Bellissimi libri! Conto anch'io di leggere Jamaica Inn quest'anno. Mi dispiace per la tua brutta settimana e ti auguro di cuore che questa sia molto, molto migliore!

Ludo ha detto...

Jamaica inn è un bel libro, è il secondo della du Maurier che leggo e lo consiglio. Per ora il mio preferito rimane La casa sull'estuario... adesso mi toccherà buttarmi su Rebecca.

Speriamo che, a incominciare da questa settimana, il destino mi faccia un po' più l'occhiolino.

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