martedì 19 novembre 2013

Stuck with 2 books

Nel senso che mi ci è voluto parecchio tempo per leggerli, questi due libri... 


Jo Baker, Longbourn 
Ho già fatto cenno a questo libro qui. Spesso ci si riferisce a questo romanzo come a un Orgoglio e pregiudizio raccontato dal punto di vista dei domestici, di Sarah, la protagonista, in particolare. Approcciarsi a Longbourn in quest'ottica è decisamente fuorviante. Non è così. La sovracoperta, nell'edizione britannica, specifica: "Pride and prejudice the servants' story". E così è, infatti: la storia dei domestici e, soprattutto, di Sarah. Certo, i domestici in questione gravitano nell'universo di Orgoglio e pregiudizio, si trovano a essere alle dipendenze di Mr Bennet e a servire Lizzie e compagnia, ma chi pensa di rileggere la storia di Jane Austen vista da occhi diversi, si prepari a una bella doccia fredda.

In Longbourn i protagonisti di Pride and prejudice si vedono appena e se ne mettono in luce quei tratti che, nella società di oggi, ci parrebbero un po' stonati, ma che, all'epoca, erano abituali per gli appartenenti alla classe gentilizia. L'autrice si mette, quindi, a sottolineare come Elizabeth Bennet, si fosse dovuta preoccupare di lavare i propri indumenti, non si sarebbe mai sognata di camminare sbarazzina in campi fangosi. In generale, la Baker cerca di mettere in evidenza tutti quegli aspetti un po' più ombrosi di gentiluomini e gentildonne dell'età georgiana che la Austen non si era preoccupata di sottolineare perché dava per scontati e perfettamente consoni, che noi — in fondo, in fondo — ci aspettiamo, ma che preferiremmo non venire attribuiti ai personaggi che abbiamo conosciuto in Orgoglio e pregiudizio.

Preparatevi, quindi, a seguire Sarah nelle sue avventure, Sarah che, a causa di un brutto scherzo del destino, si trova a essere una serva, Sarah con le sue speranze, le sue illusioni. Cosa significava essere un domestico per un accidente di nascita o per un brutto tiro mancino? Preparatevi a scoprire i segreti di Hill e suo marito, a leggere tutto quello che c'è di sporco dietro stoviglie luccicanti e buone maniere.

Longbourn è, tutto sommato, drammatico e piuttosto triste (il capitolo I del volume terzo è stata davvero una mazzata,) per leggerlo ho impiegato molto più tempo di quanto credessi e, in tutta onestà, ho persistito soprattutto per quegli stralci di Orgoglio e pregiudizio che si potevano captare qui e là... In un certo senso, una sconfitta: sarebbe stato meglio concentrarsi di più sulla storia di Sarah, ma era così...   disperatamente triste.



John Crowley, Aegypt
Ah, questo libro... Ho comprato Aegypt dopo aver letto un articolo in cui Lisa Tuttle (Il codice delle fate, La maledizione del ramo d'argento) cita i suoi fantasy alternativi preferiti. Dove alternativi sta per romanzi che non contengano draghi, vampiri e così via. Ora, i libri che ho letto di Lisa Tuttle mi sono piaciuti parecchio, quindi ho deciso di procurarmi alcune delle opere che consigliava su «The Guardian» online.

Aegypt è il primo di una serie di quattro romanzi scritti da John Crowley, in cui viene esplorata estensivamente l'idea che le arti magiche, astrologiche e tutte quelle credenze rinascimentali che sono state sbaragliate dalla scienza o dalle persecuzioni fossero reali e potessero schiudere la porta a un mondo che era stato e di cui non abbiamo più reminiscenza, un mondo in cui le leggi fisiche di oggi non esistevano... ma se le cose erano diverse una volta e, poi, sono cambiate, non possono cambiare di nuovo?

La trama mi intrigava parecchio e, quindi, me lo sono portata in treno per un viaggio dall'Inghilterra alla Scozia. Non l'avessi mai fatto! Sono capitata su un treno pieno di ubriachi che tornavano da una partita del Manchester United, persone che cantavano o tentavano di attaccare bottone con i viaggiatori sobri che si trovavano vicini, anche quando questi non erano interessati. Ecco, non era la situazione ideale per leggere Aegypt, che è piuttosto denso e complesso. Canti, chiacchiere e urla continuavano a farmi perdere la concentrazione e a distrarmi. E, dopo questo funesto principio, non sono praticamente quasi più riuscita a leggere questo romanzo come avrei voluto e come si sarebbe meritato.

La struttura del libro, per altro, non mi ha aiutata: in tutta la prima parte si presentano i personaggi e il protagonista, Pierce Moffet, in particolare; sono raccontate vicende del passato e del presente, come a formare uno strato di humus, in cui, poi, fare crescere rigoglioso il resto; tutto risulta piuttosto criptico ed è difficile intendere quanto sia utile all'economia della storia.

Aegypt è un romanzo in cui si vede come la risposta ai quesiti che riguardano i misteri dell'universo possano influenzare la vita delle persone di tutti i giorni. Si parlerà anche di grandi cose, soprattutto nel prologo e nell'ultima parte del romanzo, ma, per il resto, tutto si svolge intorno all'esistenza di persone comuni, come noi, che per accidente o per scelta intraprendono la loro avventura in Aegypt e nell'universo dalle mille possibilità di Crowley.

Libro ben scritto e — volendo — scorrevole, è molto denso ed ermetico. Mi ha dato del filo da torcere, ma alla fine mi ha fatto venire voglia di prendere in mano gli altri della serie... poi mi sono informata online e ho lasciato perdere. Non sono ancora pronta.  

Bibliografia e URL:
Jo Baker, Longbourn, London, Doubleday, 2013
John Crowley, Aegypt, London, Gollancz, 2013
Pagina dedicata a Aegypt sul sito della Orion Group: http://www.orionbooks.co.uk/books/detail.page?isbn=9780575083141 
Articolo su «The Guardian» in cui Lisa Tuttle parla dei suoi libri fantasy preferiti: http://www.theguardian.com/books/2013/aug/28/lisa-tuttle-top-10-fantasy-novels  

10 commenti:

Roberta ha detto...

Longbourn continua ad ispirarmi, mi piacciono molto le storie ambientate 'downstairs' peccato sia così triste...

Ludo ha detto...

Penso che Longbourn sia un romanzo molto interessante, ma rischioso: si potrebbe finire per leggerlo con l'idea che sia un Orgoglio e pregiudizio raccontato dal punto di vista della servitù e, allo stesso tempo, chi conosce il romanzo austeniano leggerà Longbourn sotto la 'pesante' influenza di Orgoglio e pregiudizio.

Roberta ha detto...

Effettivamente le aspettative contano molto, e Orgoglio e pregiudizio è un richiamo molto pesante, vedremo quando riuscirò a metterci mano!

manu ha detto...

Io non riesco a leggere rifacimenti, spin off o diversi punti di vista dei romanzi della Austen, non ce la faccio. Neanche una cosa come Longbourn riuscirei, mi sembrerebbe di ,in un certo senso, "sporcare"l immagine che ho di quel mondo e di quei personaggi. .. non so come dire... preferisco rimanga tutto immutato. Mentre volevo sapere perché per Aegypt ti sei informata sui seguiti e hai desistito? In che senso? Cos è che ti ha fatto desistere?

Ludo ha detto...

Dopo aver letto la trama dei seguiti di Aegypt, mi è sembrato di intuire che i libri sarebbero stati ancora più ermetici ed esistenzialisti del primo romanzo della serie.

Soprattutto un elemento del secondo (che non riferisco per non fare spoiler) mi ha lasciata di stucco.

La genialità di questo romanzo, in ogni caso, sta nel far vedere come i grandi cambiamenti spesso agiscono in scala minore sul singolo, ma non per questo hanno un effetto meno travolgente o sconquassante (in un certo senso ti fa vedere un'altra faccia dell'intimismo.)

Roberta ha detto...

Ho iniziato ieri a leggere Longbourn e devo dire che mi sta piacendo molto, anche se confermo la 'tristezza' del romanzo, o meglio, dato che sono appena all'inizio - ho letto una cinquantina di pagine - ho la sensazione che la storia sarà molto molto pessimista. Sigh.

Ludo ha detto...

@Roberta Sono lieta che ti stia piacendo. L'ho trovato ben scritto, ma piuttosto cupo... anche se ha tutto senso, riflettendoci. Avrei, comunque, fatto a meno della gran mazzata che l'autrice non ci risparmia...

Roberta ha detto...

E' dalle prime pagine che aspetto una mazzata :D vedremo... Invece mi sono spoilerata il segreto di Mrs. Hills (in parte, e sapendo quella parte è stato tutto ovvio). Ora sono al flashback di James...

Obsidian M ha detto...

Curioso il fatto che John Crowley faccia riferimento alle pratiche di John Dee (e immagino alla Golden Dawn). Sai, vero, che tutto questo ha molto a che fare con uno specchio di ossidiana?

Ludo ha detto...

In effetti si accenna alle creature angeliche in Aegypt, anche se il primo volume della tetralogia di Crowley è decisamente introduttivo.

Sapevo dello specchio di ossidiana perché l'avevo incontrato in The Queen's Fool di Philippa Gregory.

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