lunedì 9 settembre 2013

Uno, nessuno e centomila... Sanditon

Sanditon è una delle opere incomplete di Jane Austen a cui l'autrice lavorò, stando alle annotazioni sul manoscritto, tra il gennaio e il marzo del 1817, prima di morire nel luglio dello stesso anno. La Austen scrisse solo i primi undici capitoli: i due esemplari più antichi che ci rimangono sono quello di mano della stessa scrittrice e una copia fatta dalla sorella Cassandra, conservati rispettivamente al King's College di Cambridge (visibile qui) e al Jane Austen's House Museum a Chawton.

Frammento della prima pagina del manoscritto di Cambridge di Sanditon

Il frammento di Sanditon ci presenta l'eroina, Charlotte, che si trova a trascorrere alcune settimane nella località marina di Sanditon, ospite della famiglia Parker, il cui capofamiglia, Robert, è votato al lancio della cittadina come luogo di villeggiatura alla moda. Verso la fine del frammento compare quello che doveva essere l'eroe, Sidney Parker, fratello di Robert. Jane Austen descrive con pungente umorismo le idiosincrasie da ipocondriaci dei Parker (quando lei, all'epoca, era gravemente malata) e tratteggia con ironia i progetti turistici temerari degli ambiziosi Mr Parker e della signorotta del luogo, Lady Denham.

Anna Austen Lefroy, nipote della Austen, scrisse una continuazione di Sanditon in un manoscritto venduto, poi, all'asta da Sotheby's nel 1977, insieme ad altre pagine, sempre della Lefroy, contenenti informazioni sull'intreccio e la composizione di Sanditon, il cui frammento originale era stato lasciato nelle sue mani. Queste pagine furono pubblicate nel 1983 (per la prima e unica volta, per quanto ne so.)

In un certo senso, quindi, i progetti di continuazioni di opere letterarie di autori particolarmente amati hanno una storia più lunga di quella immediatamente recente, in cui continuazioni, reinterpretazioni e riscritture sembrano spuntare come funghi.



Il mio primo incontro con Sanditon avvenne diversi anni fa grazie a un'antologia di scritti della Austen risalente alla fine degli anni Ottanta e trovata in una biblioteca. Rimasi davvero colpita da questo incompleto e, quindi, quando di recente la Newton lo ripubblicò, corsi a comprarlo.

Negli ultimi anni è riscoppiato il fenomeno Jane Austen e adattamenti e riadattamenti delle sue opere più celebri sono andati moltipilicandosi. Da questa fervente attività non sono stati del tutto travolti i lavori incompleti e giovanili dell'autrice. Qualcosa, però, si trova.



Per quanto riguarda Sanditon, dopo quella di Anna Lefroy, la continuazione più datata dovrebbe essere quella del 1975 di Marie Dobbs, riedita nel 1998 dalla Simon & Schuster, dove il nome della scrittrice non compare sul frontespizio, in cui come continuatrice è indicata un'anonima "Another Lady".
L'ho letto di recente e mi è piaciuto, nonostante la Dobbs non sia la Austen e si capisce quasi subito: la scrittura di Jane Austen è decisamente più complessa e pregnante, sempre mantenendo la prosa estremamente scorrevole, mentre la Dobbs scrive in modo più lineare ed è da questa sua 'semplicità' che deriva la prosa sciolta della sua opera. Marie Dobbs, inoltre, talvolta si fa prendere fin troppo la mano, si lascia andare a delle piccole esagerazioni, soprattutto alla fine, dove ricorda quasi Georgette Heyer (per temi, non per stile.) Il punto è che la Heyer non ha continuato una storia di Jane Austen, mentre la Dobbs ha voluto completare Sanditon. Marie Dobbs fa pure delle scelte interessanti, facendo provenire Sidney Parker — bello, brillante e geniale manipolatore e creatore di situazioni — da Londra e facendo intendere che la vita insieme dei due protagonisti si sarebbe, poi, svolta nella capitale, deviando da quelle che erano state le scelte della Austen nei suoi precedenti lavori. Probabilmente l'autrice ha voluto così sviluppare quel senso di profondo cambiamento sociale che Jane Austen ha reso mostrando sì le bizzarrie di alcuni rappresentanti della classe gentilizia di Sanditon, ma anche l'arretratezza di chi legava le proprie fortune esclusivamente al possesso terriero.

Mi sono sorpresa a scoprire — e i diritti d'autore? — che è accessibile gratuitamente un'edizione digitale dell'opera della Dobbs, qui (anche se il testo non è impaginato secondo le normali norme editoriali, ma è un unico flusso di parole a imitazione, e nel segno della continuità, della versione originale, e ancora in lavorazione, di Jane Austen.)

   
Di più recente pubblicazione è un completamento di Sanditon di mano di Juliette Shapiro, che non ho mai letto e di cui non ho sentito parlare nei termini più lusinghieri. Non ho i mezzi per dare un'opinione sul romanzo della Shapiro né per confrontarlo con quello della Dobbs, ma ci tengo a sottolineare che si tratta di due libri diversi!

Si è conclusa da poche settimane, infine, la web series ispirata a Sanditon Welcome to Sanditon e nata da una costola de The Lizzie Bennet Diaries. Nella produzione su YouTube Gigi Darcy (sorella di Fitzwilliam) si ritrova a Sanditon per testare la meta-piattaforma Domino e si ritrova intricata nelle vicende di una comunità divisa tra coloro che la vogliono fare diventare una località turistica modaiola, come il sindaco Tom Parker, e chi vuole che rimanga quella di sempre, come la gelataia Clara Breton (la Clara Brereton, ospite di Lady Denham, nel frammento austeniano.) La particolarità di questa serie web è che alla sua realizzazione potevano contribuire anche gli spettatori, fingendosi abitanti di Sanditon e inviando i propri video che, poi, venivano selezionati e inseriti nel programma. Personalmente non è riuscita a conquistarmi come avevano fatto le video-cronache di Lizzie Bennet, ma è questione di gusti. Qui sotto la prima puntata:


Bibliografia e URL:
Un'edizione di Sanditon e altri scritti di Jane Austen è accessibile attraverso la piattaforma Internet Archive: http://archive.org/details/Sanditon_and_other_miscellanea
Jane Austen, Lady Susan. I Watson. Sanditon, Roma, Newton, 2011 
Pagina dedicata a Jane Austen su Project Gutenberg: http://www.gutenberg.org/ebooks/author/68
Pagina dedicata al frammento di Cambridge di Sanditon sul sito Jane Austen's Fiction Manuscripts, da cui si può accedere alle riproduzioni dei manoscritti di Jane Austen: http://www.janeausten.ac.uk/edition/ms/SanditonHeadNote.html
Immagini del frammento di Cambridge di Sanditon: http://www.janeausten.ac.uk/manuscripts/sanditon/b1-1.html 
Jane Austen and Another Lady, Sanditon. Jane Austen's last completed novel, New York, Simon & Schuster, 1998 (nota: il titolo sul frontespizio differisce da quello sulla copertina: Sanditon. Jane Austen's last novel completed)
L'opera di Marie Dobbs è accessibile attraverso la piattaforma Internet Archive: http://archive.org/details/Sanditon 
Link della prima puntata di Welcome to Sanditon su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=Jaf3F_jacIs 
 

5 commenti:

Nina Pennacchi ha detto...

Che ricostruzione interessante, Ludo. Io non ho mai letto Sanditon, sai? L'idea di un incompleto mi mette una tristezza infinita. Sapere come va a finire è importante per me, ma anche più di questo, mi chiedo anche... lo so forse è una cosa sciocca... ma chissà quali cambiamenti Jane avrebbe fatto al testo finale? Sarebbe rimasto così? A lei avrebbe fatto piacere sapere che lo leggiamo lo stesso?
...
Troppe paranoie, mi sa :)

Ludo ha detto...

Sicuramente leggere un incompleto, così come gli scritti privati di uno scrittore, è una grande invasione dnella sua sfera privata. Qualche volta ci penso anche io e comprendo perfettamente le persone che non si sentono di scavare laddove non era stato supposto lo si facesse.

Per quanto riguarda Sanditon, è probabile che Jane Austen, fosse vissuta per terminarlo, avrebbe apportato numerose modifiche. Una riflessione basta su tutte, conosciuto come Sanditon soprattutto grazie al contributo che nella storia del frammento ha avuto Anna Lefroy, Cassandra sosteneva che la sorella aveva pensato di intitolarlo The brothers... sarebbe stato un titolo bomba nel repertorio austeniano e chissà che cosa avrebbe significato nello sviluppo della narrazione? Probabilmente sarebbe stato un romanzo in cui la presenza maschile si sarebbe sentita maggiormente... chissà. Non lo sapremo mai.

Spero che la Austen riposi in pace, nonostante tutto.

Nina Pennacchi ha detto...


>> Spero che la Austen riposi in pace, nonostante tutto

Oh, sì, io credo di sì :D Non fraintenderà l'affetto che dopo duecento anni le lettrici ancora le portano (e le porteranno sempre)... in fondo, ci potrebbe essere gioia più grande di questa, per uno scrittore?

Francesca D. ha detto...

Io detesto i derivati austeniani. Ultimamente te li lanciano dietro e, la maggior parte delle volte, sono scritti senza nessun tipo di cognizione di causa >__<
Molto meglio leggersi un inconcluso di jane Austen che perdersi dietro diecimile sequel e prequel, ma questa è solo la mia opinione^^ (e io sono estremista quando si tratta di classiciXD)
Cara Ludo, prima di farmi prendere dalla foga, ero passata per segnalarti questo post: http://piccolosognoantico.blogspot.it/2013/09/le-stanze-buie-il-mio-primo-romanzo.html
Spero tanto che passerai a dare un'occhiata!

Ludo ha detto...

Comprensibilissima la tua posizione. Anche io rifuggivo i derivati austeniani, poi ci sono caduta dentro. Ne leggo pochi, ma capita (ne è un indizio il mio prossimo post.)

Sono passata dal tuo blog proprio stamattina. Complimenti per essere riuscita a realizzare un progetto di tale portata e in bocca al lupo per i traguardi futuri.

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