martedì 17 settembre 2013

So many books, so little space, so much weight

Ah, partire con i libri... Quanto può essere difficile se non si dispone di un e-reader o se, semplicemente, si ama la carta.

Sapevo di dovermene andare da settimane e ho trascorso giorni e giorni a pensare a quali libri portarmi dietro, tenendo presente i limiti di peso imposti dalle compagnie aeree e i miei limiti perché i libri occupano spazio e sono pesanti da portarsi appresso.

Inizialmente ero un’inconsapevole piena di belle speranze: avevo selezionato circa una dozzina di libri, tutti voluminosi, alcuni in carta patinata o quasi e cercando di seguire dei criteri tematici, per cui certi romanzi sarebbero stati adatti per il periodo di Halloween e altri per quello natalizio… Che illusa! Con il passare del tempo il numero è iniziato a diminuire e i volumi stessi sono stati cambiati, pescando e ripescando dalla scorta di libri.


Alla fine sono riuscita a incastrare nel bagaglio a mano sei romanzi: Profumo di mandorle amare di Hella S. Haasse, Dragonwyck di Anya Seton, La desinenza in A di Carlo Dossi, La rivincita di Gemma di Libba Bray, The mistaken wife (La moglie francese) di Rose Melikan e Camilla di Frances Burney.


Profumo di mandorle amare l’avevo scelto apposta per il viaggio ed è stato divorato durante gli spostamenti. Romanzo storico ambientato all’inizio del V secolo in una Roma che, ormai, ha poco a che vedere con quella tra i secoli I a. C. e I d. C. Volumetto corto, narrato a più voci, molto introspettivo (l’azione è più ricordata dai personaggi che non direttamente vissuta.)


Il giorno dopo aver toccato il suolo straniero sono entrata in una libreria e non ho potuto fare a meno di comprare un romanzo di cui avevo letto sul blog L’angolo di Jane: Longbourn di Jo Baker. Non credevo l’avrei letto: tempo fa avevo anche espresso i miei dubbi in un commento al post dedicato al romanzo da bluewillow. Ora, invece, è rigorosamente in lettura. Non si tratta esattamente di Orgoglio e pregiudizio visto dal punto di vista dei domestici, ma proprio della storia della servitù nei tempi narrativi in cui si svolge il romanzo di Jane Austen. Per ora l’opera della Baker riesce a stuzzicare la mia curiosità, ma probabilmente se non fosse legato all’universo di Orgoglio e pregiudizio non avrei davvero mai considerato di leggerlo.

«If Elizabeth Bennet had the washing of her own petticoats, Sarah thought, she would be more careful not to tramp through muddy fields.» (dalla quarta di copertina dell’ed. Doubleday 2013.)

URL:
Post dedicato al romanzo Longbourn sul blog di bluewillow: http://blog.libero.it/angolodijane/commenti.php?msgid=11905613&id=43736#comments 

3 commenti:

Nina Pennacchi ha detto...


Urca, Ludo... ecco cosa intendevi quandi dicevi "alcuni in questo periodo sono incasinati"! E cosa significa Halloween? Natale?... Insomma, quando torni? E... torni, vero?
Non dimenticarci anche se sei lontana. E raccontaci tutto quando rientri, se ti va... io (stazionaria come un bradipo) sono curiosissima. Promesso?

Ludo ha detto...

In realtà è da un annetto che mi capita di andare avanti e indietro dal Regno Unito. Questa volta dovrei starci fin verso Natale. Al contrario di altre volte, mi trovo in un posto non conosciutissimo e un po' sperduto nel Distretto dei laghi.

Spero di avere presto cose interessanti da raccontare su quest'area piuttosto diversa dai luoghi di cui si sente parlare di solito.

Nina Pennacchi ha detto...

Beata te, Ludo! Io viaggerò un po' con la fantasia in attesa dei tuoi resoconti. Intanto buon viaggio :)

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