sabato 27 luglio 2013

Due romance, un chick lit e un test austeniano anche per uomini

Romance #1: Mary Balogh, The notorious rake


The notorious rake è il terzo libro di una serie di tre romanzi di Mary Balogh, composta da The trysting place, The counterfeit betrothal e, appunto, The notorious rake, editi in italiano con titoli, rispettivamente, Un posto per l'amore, Fidanzati per finta e Il celebre libertino. Nel 2013 la Dell ha ripubblicato, in unico volume, il secondo e il terzo della trilogia dopo ventuno anni.

Tempo fa mi capitò di leggere The notorious rake in inglese, quando ormai il libro era già fuori catalogo. Mi piacque moltissimo e, ancora oggi, rimane uno dei miei romance preferiti. Devo ammettere che lo carico soprattutto di un valore sentimentale: è tra i primi romanzi rosa che lessi ed è un romance molto classico e, in un certo senso, d'altri tempi, con un protagonista maschile pieno di rabbia e risentimento, che non si comporta praticamente mai con quella grazia che, almeno di facciata, i gentiluomini dovrebbero mostrare nelle situazioni sociali, al contrario, sa essere particolarmente rude. In ogni caso, proprio perché l'avevo apprezzato tanto, mi industriai per procurarmene una copia nell'edizione italiana, da edicola, di Mondadori. Sfortunatamente, notai immediatamente che Il celebre libertino presentava diversi tagli rispetto all'originale. Quando, ancora nel 2011, la Balogh annunciò che ne era prevista la ripubblicazione, quindi, incominciai a tenere monitorato il sito dell'autrice per ulteriori notizie in proposito. Finalmente, lo scorso aprile, The notorious rake è stato di nuovo disponibile insieme a A counterfeit betrothal.

Londra, periodo della reggenza
Lord Edmond Waite e Mary Gregg, Lady Mornington, sono quanto di più diversi l'uno dall'altra, ma si ritrovano, loro malgrado, nello stesso gruppo in una serata a Vauxhall Gardens e, successivamente, bloccati al riparo dello stesso gazebo durante una tempesta. Mary è terrorizzata dai temporali a causa di una esperienza traumatica e, atterrita da lampi e tuoni, agisce di impulso e si abbandona alla passione con quell'uomo che aveva sempre disprezzato perché debosciato e privo di senso morale. Edmond rimane talmente colpito dalla notte trascorsa con Mary, dalla passionalità della donna che aveva sempre giudicato insipida e di cui non aveva mai apprezzato gli interessi intellettuali, che decide di volerla come amante. Ma per quanto Mary si senta attratta da lui, non ha intenzione di cedere alla sua proposta oltraggiosa e di venire meno ai suoi principi. Inizia, così, tra i due una estenuante battaglia...

Si tratta di un libro rosa tradizionale, quindi il lieto fine è assicurato. Il punto forte è l'eroe: un uomo detestabile, che fa di tutto per farsi detestare, dietro cui si nasconde una persona persa, danneggiata e profondamente ferita. Si tratta di un'opera datata della Balogh, dove rabbia e angustia sono sentimenti ben radicati, lontana e diversa dai libri più zuccherosi degli ultimi anni. Proprio per questo è un romanzo piuttosto controverso e molte delle lettrici di oggi criticano severamente la figura di Edmond, che non rispecchia l'eroe che va per la maggiore adesso, il quale, per quanto pieno di difetti, nutre un rispetto incondizionato nei confronti dell'eroina. Edmond, al contrario, sa essere duro e scortese e, come se non bastasse, gli capita di criticare aspramente Mary, quando non di offenderla, soprattutto se la crede insincera o se trova si comporti in modo ipocrita.

I miei due romanzi preferiti di Mary Balogh sono questo e A summer to remember (Un'estate da ricordare, disponibile anche in liberia, in edizione integrale.) Si scambiano spesso il primo e il secondo posto sul podio, ma in questo periodo la medaglia d'oro va a The notorious rake.

Romance #2: Julie Klassen, The tutor's daughter


Inghilterra, periodo della reggenza
Emma Smallwood è la figlia di un insegnante vedovo e inconsolabile. Dalla morte della moglie, infatti, il signor Smallwood non si cura più di se stesso e della sua accademia per l'educazione di giovani gentiluomini che, di conseguenza, sta sprofondando nella rovina. Vista la triste situazione, l'invito che Sir Giles fa a Mr. Smallwood di trasferirsi a Ebbington Manor per fare da precettore ai minori dei suoi quattro figli non può che essere accolto di buon grado da Emma e dal padre, che decidono di partire alla volta della Cornovaglia. Giunti a destinazione, niente è come si aspettavano: la famiglia Weston pare non attendesse il loro arrivo e, poi, succedono cose strane... Chi è che suona il pianoforte la notte? Nel frattempo, Emma reincontra Philip e Henry Weston, i maggiori dei figli di Sir Giles, che già aveva conosciuto durante la loro permanenza all'accademia del padre. I due sembrano così uguali a come se li ricordava, ma pure così diversi e uno di loro si sente immancabilmente attratto da lei... Ma Emma? E che segreti nascondono i Weston e Ebbington Manor?

AAA Trattasi di Christian fiction, narrativa cristiana. Personalmente la Chrstian fiction non mi dispiace, anche se cerco di non imbarcarmi in letture dai toni troppo predicatori e i contenuti eccessivamente morali perché, essendo poco abituata a quei tipi di registro, spesso mi suona un po' stonata. La narrativa contemporanea a marcato stampo cristiano è molto diffusa negli Stati Uniti, mentre qui in Italia — per quel che ne so — lo è decisamente meno. Ciò che apprezzo dei romanzi rosa cristiani è che hanno delle trame più articolate rispetto a quelli tradizionali e che sono decisamente disincantati: tendono a essere libri a forte sfondo sentimentale, dove alla fisicità dei romance classici si sostituiscono un numero maggiore di ostacoli da superare, una più complessa crescita dei protagonisti e in cui il lieto fine non è un «e vissero felici e contenti,» ma qualcosa di più realistico e umanamente realizzabile.

Dopo tutta questa premessa, mi trovo a confessare che non sono riuscita ad apprezzare del tutto questo libro di Julie Klassen. Perché? Proprio perché troppo predicatorio. Ci sono rimasta maluccio, devo ammettere. Della Klassen avevo letto The girl in the gatehouse, in cui i temi cristiani di perdono e redenzione erano presenti, ma la religione non risultava pervasiva. The tutor's daughter, al contrario, è proprio... preachy! La vena moralizzante si sente molto e la lettura, per me, si è fatta più pesante. Detto ciò, rimane un romanzo in cui si uniscono romanticismo e mistero nella Cornovaglia di inizio Ottocento, un'area che nascondeva delle insidie e che era tristemente famosa per i terribili naufragi che si abbattevano sulle sue coste (e i naufragi, in questo libro, sono importanti.)

Chick lit: Kim Izzo, The Jane Austen marriage manual


Siamo negli Stati Uniti, nel 2008, in piena crisi e in piena recessione. E proprio a causa della crisi, Kate, giornalista beauty sulla soglia dei quaranta anni, viene lasciata a casa. La rivista per cui aveva lavorato fino a qualche giorno prima, tuttavia, decide di affidarle un articolo da free lancer: provare la teoria che, in tempi economici difficili, sposare un buon partito sia la soluzione migliore per una donna. Strapazzando Jane Austen e i temi a lei cari, Kate proverà a capire se l'uomo ricco possa essere anche l'uomo giusto, decidendo di mettersi in gioco in prima persona, con l'obiettivo di sposarsi adeguatamente. La sua missione la porterà da Palm Beach a St Moritz e, poi, a Londra e nel resto di Inghilterra.

Questo è un chick lit che, oltre al titolo, da Jane Austen prende giusto uno spunticino, qualche caratteristica di un paio dei suoi personaggi e alcune delle situazioni (in una versione modernizzata) che si trovano nei suoi libri. All'inizio di ogni capitolo si trova una citazione da uno dei suoi romanzi che si collegherà opportunamente con quello che ci si accinge a leggere.


Kim Izzo ha scritto un chick lit romantico con una protagonista problematica: Kate è una donna con una situazione familiare difficile che la influenza negativamente, spingendola a prendere delle decisioni sbagliate e, soprattutto, sbagliate per lei perché non solo non farebbe certe scelte se fosse più serena, ma pure quelle stesse scelte non la fanno sentire meglio e non offrono le soluzioni ai suoi problemi. Credo che l'autrice sia stata brava a mantenersi leggera nei toni, anche nell'affrontare le parti più drammatiche e nel presentarci i lati più oscuri di Kate, come i suoi tratti mercenari nel lanciarsi sul mercato del matrimonio e alcuni comportamenti disonesti nei confronti degli amici. Simpatizzare con Kate non è sempre facile, ma diventerebbe difficile se la Izzo non ci regalasse momenti di sollievo umoristico e frizzanti scenette.

Il libro ha quasi 400 pagine nella mia edizione (Hodder, 2012), ma si legge velocemente e ci si fa coinvolgere facilmente dalle avventure e disavventure di Kate, così come dei personaggi che le girano attorno, familiari, amici e nuove conoscenze. Ad eccezione della protagonista, gli altri personaggi sono piuttosto stereotipati, specialmente quelli maschili, ma si iseriscono perfettamente nella vicenda. Bello il finale lieto, ma non over the top e in cui la protagonista riesce anche a ritrovare se stessa.


The Jane Austen marriage manual è stato pubblicato in Italia, con titolo Amore, ragione & sentimento, da Sperling & Kupfer.

Test austeniano 



Perfetto dopo The Jane Austen marriage manual.
Simon Thomas, come suo ultimo contributo all'OxfordWords blog, ha deciso di scrivere un test per tutti i lettori giocosi. Da bravo dottorando in letteratura inglese e amante di Jane Austen, il test è Which Jane Austen character are you? E la cosa più interessante è che c'è spazio di gioco sia per le donne che per gli uomini, quindi non solo le persone di sesso femminile potranno vedere se la loro personalità sia più vicina a quella di Elizabeth Bennet o Anne Elliot, ma anche i maschi avranno la possibilità di scoprire se sono una sorta di incarnazione di Mr. Darcy o chissà quale altro personaggio dei romazi della Austen. Io sono risultata essere Elizabeth Bennet, ma avrei preferito essere Anne Elliot. 

Bibliografia e URL:
Mary Balogh, A counterfeit betrothal. The notorious rake, New York, Dell, 2013
Sito di Mary Balogh:  http://www.marybalogh.com/
Sito della casa editrice Bantam Dell: http://bantam-dell.atrandom.com/
Julie Klassen, The tutor's daughter, Bloomington, Bethany House, 2012
Sito di Julie Klassen: http://www.julieklassen.com/index.html
Kim Izzo, The Jane Austen marriage manual, London, Hodder, 2012
Sito di Kim Izzo: http://kimizzo.com/wdp/ 
Blog personale di Simon Thomas: http://www.stuck-in-a-book.blogspot.co.uk/
OxfordWords blog: http://blog.oxforddictionaries.com/
Test Which Jane Austen character are you?: http://blog.oxforddictionaries.com/2013/07/jane-austen-quiz/

domenica 21 luglio 2013

Luigi Capuana, C'era una volta


C'era una volta è una raccolta di fiabe scritte da Luigi Capuana e pubblicate nel 1882.
 
«[...] le deliziose fiabe di C'era una volta che rimangono forse l'opera più felice del Capuana» (Giulio Cattaneo)

Le fiabe sono dedicate ai nipotini dell'autore, ma idealmente si potevano rivolgere a tutti, sicuramente alla prole dei piccolo e medio borghesi, gli stessi ambienti sociali da cui proveniva l'autore.

La particolarità delle fiabe del Capuana è che sono tutte originali: non sono racconti della tradizione orale siciliana messi per iscritto (come credeva Giovanni Verga,) nemmeno in parte (come riteneva Giuseppe Pitrè). Come fa notare il Cattaneo, Capuana non è animato da sentimento folkloristico e non si fa influenzare dalle tendenze positiviste a raccogliere storie come documenti della psicologia popolare; le sue sono invenzioni, una «deliziosa allucinazione» (prefazione dell'autore all'opera.)

I racconti della raccolta sono tutti brevissimi e molto densi, scritti con una prosa priva di fronzoli in cui sono presenti delle ripetizioni, che funzionano come dei ritornelli, e le cantilene tipiche delle fiabe. La scrittura impersonale (senza esagerare) e la stereotipizzazione (propria del genere) rendono C'era una volta un interessante e innovativo esempio di letteratura verista, in particolar modo se si considera quanto fosse eterogeneo il panorama verista e che Capuana non diede mai il meglio di sé come narratore:

«Le sue facoltà critiche furono anzi superiori alle sue capacità inventive; manca nella sua narrativa proprio quello che il Capuana cercava nell'opera d'arte: la "forma vitale", la "nuova e più eccelsa Natura", i "simboli vivi, che ignorano le loro qualità di simboli".» (Giulio Cattaneo)

Mi sono imbattuta in questo volume per caso ed è stata una grande fortuna, sia per l'originalità dei racconti che per la freschezza nel trattare i topoi fiabeschi. La mia edizione di C'era una volta si chiude con il meraviglioso Il racconta-fiabe, meta-racconto dal saggio e criptico finale con Capuana come protagonista ed 'eroe'.

Bibliografia e URL:
Luigi Capuana, C'era una volta, Bussolengo, Demetra, 1996
Pagina dedicata a Luigi Capuana su Liber Liber dove si può trovare anche l'opera C'era una volta: http://www.liberliber.it/libri/c/capuana/index.php
Le citazioni e le osservazioni di Cattaneo sono tratte da: Giulio Cattaneo, Prosatori e critici dalla Scapigliatura al verismo, in Storia della letteratura italiana, diretta da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno, VIII, Dall'Ottocento al Novecento, Milano, Garzanti, 1968, pp. 367-372. Quella a cura di Cecchi e Sapegno è una storia della letteratura dagli indubbi convenzionali meriti; secondo me è anche estremamente spassosa.
Giuseppe Pitrè pubblicò, nel 1875, quattro volumi di fiabe e racconti popolari siciliani, come si legge nell'introduzione a C'era una volta nell'edizione Demetra.

lunedì 15 luglio 2013

Marcello Simoni, I sotterranei della cattedrale


Urbino, 1789
Il cadavere del professor Lamberti, docente di filosofia all'università, viene ritrovato all'interno della cattedrale. L'ipotesi è che sia precipitato dalle impalcature erette per la ricostruzione della cupola, distrutta da un terremoto. Ma Vitale Federici, il suo allievo più brillante, intuisce subito che dietro quella morte si cela qualcosa di poco chiaro. Inizia dunque la sua personale indagine sugli ultimi giorni di vita del Lamberti, finché viene a conoscenza di un fatto sconcertante: l'uomo era sulle tracce di un antico tempio dedicato alle Ninfe, nascosto nel sottosuolo della città. Vitale si appassiona immediatamente al mistero, ma la sua ricerca lo porta ben presto di fronte a un'inquietante verità: il Lamberti deve essere stato assassinato. Ma da chi? Tanti sono i sospettati, e tutti hanno interesse a tenere Vitale lontano da un segreto che non deve essere rivelato...
(Sinossi riportata dal retro della copertina del volume.)

I sotterranei della cattedrale è un giallo storico breve (121 pagine) che ho saputo particolarmente apprezzare in un intervallo tra la fine di un libro e il successivo, quando ancora non mi ero decisa sul... che cosa leggere dopo? Si tratta di un racconto dalla trama, tutto sommato, accattivante, che si divora in poche ore e che ha il pregio di avere un finale misto, né lieto né tragico. E se Simoni non è stato il primo a scrivere un finale misto nella narrativa occidentale in prosa (il merito credo che vada a Frances Burney e alla sua Cecilia) e la ridondanza lessicale non pare essere una consapevole scelta stilistica (ma è probabilmente dovuta a dei particolari processi di revisione,) ho trovato la storia piacevole e si è fatta leggere che era una meraviglia, tanto era scorrevole.

Leggerò qualcos'altro di Marcello Simoni? Non lo so, forse tra l'autore italiano e Andrew Taylor, sceglierei quest'ultimo. D'altro canto Simoni, per me, potrebbe funzionare se assunto a piccole dosi e durante una pausa tra una lettura e l'altra, quindi se pubblicasse qualche altro racconto, a un prezzo accessibile, potrei comprarlo.

Bibliografia e URL:
Marcello Simoni, I sotterranei della cattedrale, Roma Newton Compton, 2013
Pagina dedicata a I sotterranei della cattedrale sul sito della casa editrice Newton Compton: http://www.newtoncompton.com/libro/978-88-541-5150-5/i-sotterranei-della-cattedrale
Pagina dedicata a Marcello Simoni sul sito Newton Compton: http://www.newtoncompton.com/autore/marcello-simoni
Sito dell'autore Andrew Taylor: http://www.andrew-taylor.co.uk/ 

mercoledì 10 luglio 2013

È uscito Verde oscurità di Anya Seton

È disponibile da qualche giorno, in italiano, Verde oscurità di Anya Seton, ripubblicato dalla Beat nella collana SuperBeat.


Ho parlato un pochino di Anya Seton qui, dove, nei commenti, accenno anche a Verde oscurità, che io lessi, in inglese, tempo fa.

Anya Seton, Green darkness


Inghilterra, 1968
Richard Marsdon e la giovane moglie Celia sono sposati da poco, ma il loro rapporto appare già in crisi. Durante un finesettimana trascorso con amici nella magione di campagna di Richard, le cose tra loro peggiorano fino a sfociare nella violenza, che porterà alla caduta in coma di Celia e all'auto-isolamento di un Richard in stato confusionale da tutto e tutti. Celia rivivrà, in uno stato tra la vita e la morte, una sua esistenza precedente e troverà la chiave di volta per evitare che il presente sprofondi in tragedia.
Inghilterra, 1552-1559
La giovanissima Celia da Bohun diviene allieva del prete cattolico Stephen Marsdon e se ne infatua. Con il passare degli anni i due si incontreranno e si scontreranno, andranno incontro ad alterne vicende e intanto crescerà il loro amore, un sentimento impossibile da coronare vista la loro situazione all'epoca, ma destinato a non estinguersi nel tempo.

Green darkness (1972) è un romanzo storico che trae spunto da una storia vera, quella di Celia e Stephen, e utilizza l'espediente della reincarnazione - Celia/Celia e Richard/Stephen - per raccontarcela, riportandoci indietro all'epoca dei Tudor e agli sconvolgimenti religiosi seguiti alle riforme di Enrico VIII e inaspriti dall'alternarsi sul trono di sovrani appartenenti a fedi diverse (Edoardo VI, Maria la Sanguinaria ed Elisabetta I).

Il punto forte del libro, secondo me, è la creazione di atmosfere decisamente suggestive per il lettore contemporaneo. La Seton ci descrive la violenza come non siamo abituati a conoscerla, si sofferma su abitudini sessuali e costumi placidamente adulterini degli appartenenti - prevalentemente maschi - alle classi più e meno agiate, i matrimoni combinati, la superstizione, la magia e le feste pagane anche all'interno delle comunità cristiane, la condizione precaria e la mentalità della donna, la povertà delle campagne, il degrado della città, le lande sperdute e selvagge del Nord. Il tutto si fonde perfettamente in un intreccio ben congeniato in cui personaggi reali e fantasiosi interagiscono tra loro sullo sfondo di un panorama politico e sociale turbolento.

La caratterizzazione è un altro aspetto vincente: non solo i protagonisti principali sono ben tratteggiati, ma anche i numerosi personaggi secondari, che hanno tutti un loro fascino, talvolta pericolosamente sinistro, in particolare le donne.

È una lettura densa e intensa, piacevolmente scorrevole e molto avvincente per chi apprezza i romanzi storici ambientati nell'Inghilterra dei Tudor. 

Bibliografia e URL:
Pagina dedicata a Verde oscurità sul sito della Beat:  http://www.beatedizioni.it/collane_dett.php?id_coll=23&id_lib=658
Anya Seton, Green darkness, London, Hodder, 2007

domenica 7 luglio 2013

Birmingham... di sfuggita

Birmingham, al primo sguardo, appare una città piuttosto moderna. Vi sono capitata di passaggio e l'ho visitata in poche ore, un po' a casaccio...

Victoria Square è la piazza su cui si affacciano il palazzo del consiglio comunale e il municipio. Vi campeggiano la statua della regina Vittoria e diverse installazioni moderne.

Victoria Square con la statua della regina Vittoria e la Council House


Arte moderna in Victoria Square

Birmingham è dotata di un buon sistema di canali navigabili. Per la precisione, la città si definisce il cuore della rete di canali della Gran Bretagna. Incuriosita, mi sono messa a scarpinare per raggiungere la Canal Side Walk, imbattendomi in diversi interessanti palazzi. Qui di fianco, si possono vedere la sede di Birmingham del Kaplan (un istituto che organizza corsi e tirocini di contabilità e finanza), in bianco, e la nuova biblioteca (aprirà nel settembre del 2013), con secondo piano e torretta dorati.

Volete trovare il passeggio lungo il canale, ma le indicazioni non fanno altro che confondermi e indirizzarvi dalle parti sbagliate? Volgete lo sguardo verso l'alto e guardatevi intorno: scorgerete un palazzo sul quale la forma della croce continua a ripetersi tra pieni e vuoti. Raggiunto quello, avrete raggiunto anche il canale...

Come volevasi dimostrare. Qui, a destra, si può vedere un canale, in lontananza una chiatta e, sullo sfondo, il palazzo con le croci.

Se si ama fare spese, Birmingham offre molto, soprattutto per chi ha uno sviluppato gusto anglo-sassone, ma non esclusivamente. La città è considerata un'importante capitale dello shopping, grazie al Bullring, uno dei più grandi centri commerciali d'Europa, vicino al quale si trova un alro shopping centre di rispetto, Pavilions.



Il toro (bull) fuori dal Bullring

Per chi non ama le marche o, quanto meno, i prodotti con etichette e marchi stampati ovunque, c'è sempre Muji, che tratta dall'abbigliamento al mobilio.

Il negozio che ho più apprezzato è la sede di Waterstones (a Birmingham ancora Waterstone's, a dispetto del processo di modernizzazione del nome a cui il marchio è andato incontro qualche anno fa) in 128 New Street. Libreria di dimensioni notevoli all'interno di un palazzo vittoriano costruito tra il 1867 e il 1869, precedentemente sede centrale della Midland Bank (vedi qui.)

Veduta d'insieme (per quanto possibile) del palazzo che ospita Waterstones

Gli interni sono davvero splendidi:




 
Pavimento originale nel piano inferiore della libreria

Va da sé che ho fatto un acquisto libresco. Ho comprato The American boy di Andrew Taylor, pubblicato in Italia, per Nord, con titolo Il ragazzo americano. Altri due romanzi li ho presi, invece, in svendita da WHSmith. Si tratta di The shadow of the lynx di Victoria Holt (alias Jean Plaidy e una mezza dozzina di altri pseudonomi, ma alla nascita Eleanor Hibbert) e The poison diaries di Maryrose Wood.

Bibliografia e URL
Kaplan Birmingham: http://financial.kaplan.co.uk/aboutkaplan/ourlocations/kaplan-birmingham/pages/kaplan-birmingham.aspx
The new Library of Birmingham: http://www.libraryofbirmingham.com/article/libraryofbirminghamwebsite
Bullring Birmingham: http://www.bullring.co.uk/
Pavilions Birmingham: http://www.pavilionsshopping.com/
Muji: http://www.muji.eu/
Waterstones: http://www.waterstones.com/waterstonesweb/
Informazioni sul palazzo in cui si trova Waterstones 128 New Street: http://birminghamdailyphoto.blogspot.it/2008/05/waterstones-128-new-street-midland-bank.html
Andrew Taylor, The American boy, London, Harper Perennial, 2004
WHSmith: http://www.whsmith.co.uk/
Victoria Holt, The shadow of the lynx, London, Harper, 2006
Maryrose Wood, The poison diaries, London, Harper Collins, 2010
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