domenica 23 giugno 2013

Viaggi nel tempo d'altri tempi

Di recente non sono mancati libri su viaggi nel tempo. La trilogia delle gemme di Kerstin Gier ha avuto un buon successo e anche i primi due volumi de La trilogia vittoriana di Felix J. Palma hanno conquistato una loro nicchia di lettori (io sono tra questi e non vedo l'ora che esca l'ultimo romanzo della serie.) Di viaggi nel tempo, però, si scrive da parecchio, anche prima di Herbert George Wells e La macchina del tempo (1895.) Quelli qui sotto sono tre libri del secolo scorso, pubblicati negli anni Cinquanta e Sessanta, che offrono delle suggestioni diverse da quelle che troviamo nelle pubblicazioni di oggi.

Marghanita Laski, The Victorian chaise-longue


Pubblicato nel 1953, The Victorian chaise-longue è un racconto lungo e, nella mia edizione Persephone Books, un libro di sole 99 pagine. Attualmente Persephone Books è l'unica casa editrice che ha in catalogo questa opera e, come la gran parte delle sue pubblicazioni, sovracoperta e carta della legatura sono grigie, mentre sulle sguardie è stampato il motivo di un tessuto dell'epoca (come da immagine qui sopra.) Nel mercato dell'usato e del fuori catalogo si possono trovare altre edizioni.

La storia ha per protagonista Melanie Langdon, una giovane donna dell'Inghilterra degli anni Cinquanta del secolo scorso, che si sta riprendendo da un parto e dalla tubercolosi, malattia che l'ha costretta a letto per mesi. Finalmente il suo medico, il dottor Gregory, le permette di spostarsi dalla camera al salottino adiacente e sdraiarsi su un vecchio chaise-longue risalente all'epoca vittoriana. Melanie si addormenterà sull'agrippina e finirà per risvegliarsi nella Londra del 1864, nei panni di Milly Baines, una ragazza stremata dalla tisi, la quale pare custodire un oscuro segreto, che le sta rendendo la già misera esistenza sempre più ardua, soprattutto per quanto concerne il rapporto con la sorella Adelaide. Con il passare del tempo, in Melanie crescerà la disperazione nel realizzare di essere imprigionata nel corpo di Milly e, nel frattanto, verrà a conoscere sempre meglio il suo 'alter-ego', rendendosi conto che entrambe hanno avuto esperienze simili, ma destini estremamente diversi a causa delle differenti epoche in cui si sono trovate a vivere. In un crescendo di tensione, sempre più impaurita e impotente, Melanie si convince di aver trovato finalmente la chiave di volta, il modo di ritornare al proprio tempo, alla propria vita e nel proprio corpo, ma a quel punto il racconto si avvia alla conclusione...

Scritto con grande cura nella costruzione dell'intreccio, The Victorian chaise-longue nella prima parte è narrato a due voci, quella di Melanie e quella del dottor Gregory, mentre nella seconda parte dal punto di vista di Melanie/Milly. Il dottor Gregory è fondamentale per inquadrare la protagonista e le sue considerazioni sono importanti perché regalano al lettore una prospettiva più ampia sulle premesse della storia e, con tutta probabilità, anche sull'interpretazione della seconda parte del racconto. Allo stesso modo, più nella seconda parte ci si renderà conto delle similitudini delle esistenze di Melanie e Milly, più ciò che accade nel XIX secolo sembrerà gettare nuova luce anche sulle situazioni che ci sono state presentate nella prima parte.

Tra gli aspetti che più mi hanno affascinata, il fatto che, mentre Melanie si trova nel corpo di Milly, gradualmente incomincia a percepire e assumere i suoi ricordi. Altra bella trovata l'impossibilità di Melanie di dar voce ai propri pensieri, così come avrebbe potuto fare nella propria epoca: non è capace, ad esempio, di parlare di fatti accaduti dopo il 1864 o di aerei, perché non avvenuti o non inventati.

The Victorian chaise-longue è una storia estremamente accattivante in cui il viaggio nel tempo avviene ed è sviluppato in modo un po' diverso rispetto a quello a cui si è abituati oggi: ci si chiede se ciò che sta vivendo Melanie sia un'esperienza onirica o una sorta di reincarnazione al contrario e l'incubo dell'imprigionamento è l'elemento a cui è dato maggiore risalto nel racconto e che mantiene alta la tensione. La trama è misteriosa e non mancano dei buchi neri, caratteristiche che, tuttavia, è difficile percepire come difetti quanto piuttosto come i punti forti dell'opera.


Quello di The Victorian chaise-longue è un finale chiuso, ma a libera scelta del lettore, quindi qualcuno potrebbe considerarlo un po' irritante. Eh sì, nella mia esperienza esistono libri che finiscono, ma il lettore deve darsi una risposta definitiva da solo.

Daphne du Maurier, The house on the strand


Pubblicato nel 1969, The house on the strand è il penultimo romanzo di Daphne du Maurier. Il libro è disponibile nell'edizione Virago, del gruppo Little, Brown. Tempo fa è stato pubblicato anche in lingua italiana, per BUR  e Il clbub degli editori, con titolo La casa sull'estuario.

A Dick Young viene offerto dall'amico scienziato, Magnus, l'occasione di trascorrere le vacanze estive nella sua casa in Cornovaglia, insieme alla possibilità di sfuggire la realtà ed esplorare il passato attraverso una nuova droga, la quale permette di farsi dei trip indietro nel tempo, ma solo mentalmente, mentre fisicamente si rimane nella realtà presente. Dick assisterà, così, da testimone invisibile e silente agli eventi che si succedettero a Tywardreath nel XIV secolo, immergendosi in un universo tutto nuovo, e rimanendo particolarmente affascinato dalla vita dello steward Roger e della bella Isolda Carminowe. Allo stesso tempo, incomincerà a perdere interesse per la vita presente, compromettendo il rapporto con la moglie, già caratterizzato da tensioni.

Se il protagonista è tutto preso nei suoi viaggi nel tempo, l'attenzione del lettore sembra concentrarsi maggiormente sui rapporti che legano i personaggi e le dinamiche che li dividono. In un certo senso, il tema del viaggio nel tempo non la fa padrone: più che essere conquistati dalla scoperta di un passato remoto, suggestivo, selvaggio e pericoloso, il focus è sulle relazioni personali tra i vari personaggi, sulla complessa figura di Dick Young e queste sono alla base dell'evoluzione della trama. The house on the strand non si accosta, quindi, a quei romanzi di avventura o fantasy che presentano come componente principale il viaggio nel tempo.

La scrittura è particolarmente scorrevole e la lettura risulta veloce. Da sottolineare, tuttavia, che i personaggi medievali della storia portano spesso tutti gli stessi nomi: inizialmente è necessario ricorrere continuamente all'albero genealogico all'inizio del volume, poi si intuirà di chi si sta parlando perché si riuscirà a ricondurlo agli specifici tratti caratteriali e ai tipici contesti d'azione.

Decisamente un libro particolare e insolito rispetto agli attuali che trattano il topos del viaggio nel tempo. Questo romanzo, come The Victorian chaise-longue, ha un finale chiuso, ma a libera scelta del lettore, confezionato in modo sapiente, ma che potrebbe comunque risultare snervante.


Jack Finney, Time and again


Pubblicato per la prima volta nel 1970, Time and again è un romanzo illustrato, dal sapore un po' nostalgico, edito da Simon & Schuster. In Italia è stato pubblicato dalla Mondadori prima e dalla Marcos Y Marcos poi, con titolo Indietro nel tempo, ma è piuttosto difficile da trovare.

Simon (Si) Morley è un artista ventottenne che lavora per un'agenzia pubblicitaria di New York. Con un divorzio alle spalle e una carriera che non lo soddisfa pienamente, finisce per accettare di partecipare, senza pensarci troppo, a un segretissimo programma del governo che si scoprirà studiare la possibilità di viaggiare nel tempo e tentare di realizzare l'impresa. E, alla fine, ovviamente, ci riesce e Simon si ritrova nella New York del 1882, un altro mondo rispetto alla sua Grande mela, quella della fine degli anni Sessanta. Un uomo all'avventura, un po' una cavia da laboratorio, persino un improvvisato investigatore, Si ci fa vivere la New York della fine del XIX secolo, senza mancare di sorprenderci... Sapevate che un braccio della Statua della libertà giacque in Madison Square per diverso tempo prima che ci si decidesse ad assemblara su Bedloe's Island (ora Liberty Island?) Questo romanzo ce ne fornisce anche una prova: una fotografia dell'epoca.

Credo che meno si sappia di questo libro, meglio sia. Per il lettore contemporaneo è tutto un viaggio nel tempo perché viene catapultato prima nella New York della seconda metà del secolo scorso e, poi, in quella della fine del precedente. Da questo punto di vista, leggere l'inizio della storia è stato molto interessante, perché Finney scriveva prima di Harry Potter e prima che l'elemento paranormale diventasse un aspetto dominante di tanta della narrativa di oggi. Sì, c'era la fantascienza, ma questo è più una sorta di romanzo storico con giusto un pizzico di fantascienza e precede il famoso Bid time return (Appuntamento nel tempo) di Richard Matheson, del 1975, da cui è stato tratto il film Somewhere in time (Ovunque nel tempo.)

Un mistero da risolvere, un appena accennato romanticismo e le domande ricorrenti sugli effetti che si possono generare interferendo con il passato e, soprattutto, se sia giusto farlo. Time and again risulta un po' datato alla lettura, ma per me è stato qualcosa di positivo e, infatti, sopra ho utilizzato l'aggettivo «nostalgico.»

Il finale è tradizionalmente chiuso, ma lascia spazio al dibattito.

Ho scoperto questo libro grazie al blog di Weirde Santippe, L'arte dello scrivere... forse, nella pagina dedicata ai romanzi che trattano di viaggi nel tempo.

Bibliografia e URL:
Marghanita Laski, The Victorian chaise-longue, London, Persephone Books, 2010
Pagina dedicata a The Victorian chaise-longue sul sito di Persephone Books: http://www.persephonebooks.co.uk/books/the-victorian-chaise-longue/
Sito Persephone Books: http://www.persephonebooks.co.uk/
Daphne du Maurier, The house on the strand, London, Virago, 2011
Pagina dedicata a The house on the strand sul sito del gruppo Little, Brown: http://www.littlebrown.co.uk/books/detail.page?isbn=9781844080427
Un sito dedicato a Daphne du Maurier: http://www.dumaurier.org/
Sito Little, Brown: http://www.littlebrown.co.uk/
Jack Finney, Time and again, New York, Simon & Schuster, 2012
Pagina dedicata a Time and again sul sito Simon & Schuster: http://books.simonandschuster.com/Time-and-Again/Jack-Finney/9780684801056#
Sito di Simon & Schuster: http://www.simonandschuster.com/
Blog di Weirde Santippe, L'arte dello scrivere... forse: http://www.weirdesplinder.tumblr.com/
Pagina dedicata ai libri che trattano di viaggi nel tempo sul blog di Weirde Santippe: http://weirdesplinder.tumblr.com/post/13393806532/libri-con-viaggi-nel-tempo

7 commenti:

Nina Pennacchi ha detto...


A essere sincera i viaggi nel tempo mi lasciano un po'... così, come in genere mi lasciano un po' così tutte le cose troppo "magiche". Che poi, ben realizzate, sono molto belle; penso a una serie tv dal titolo "Life on Mars" della BBC, eccezionale da questo punto di vista e che, se avessi seguito i miei pregiudizi, non avrei mai guardato.

Ludo ha detto...

A ognuno il suo, immagino. Io, ad esempio, leggo davvero pochi gialli e solo dopo averci pensato e ripensato.

Confesso, però, di guardare volentieri sia i film del tenente Colombo che le puntate de La signora in giallo.

Nina Pennacchi ha detto...

Hai ragione, c'è da tenere in conto il diverso mezzo di comunicazione. Leggere non è come guardare la tv. Però dovrei provare a superare il pregiudizio. Non so, mi viene in mente "La Straniera" della Gabaldon di cui sento tanto parlare e che snobbo per partito preso...
PS. Davvero non ti piaccioni i gialli? Ma le storie di fantasmi, che se ho capito bene non disdegni, spesso nascondono qualche mistero... (Sarà che io amo i gialli. Le personalità dei personaggi, per forza di cose, devono essere complesse e di non chiara schematizzazione.)

Ludo ha detto...

Anche io snobbo La straniera, però leggo con gusto la saga spin off di Lord John, personaggio di cui sono innamorata perdutamente, nonostante tutto (e qui mi fermo per non fare spoiler.)

Non sempre i gialli mi prendono, ma mi capita di leggerne. Tendenzialmente leggo i gialli ambientati nel passato o scritti nel passato, tipo quelli di Agatha Christie, per intenderci. Oppure leggo quelli in cui l'elemento di mistero prevale su quello investigativo, tipo Anatomia dei fantasmi di Andrew Taylor, o quelli in cui il la trama gialla resta un po' sullo sfondo... Dicevo sopra che tendevo a rifletterci parecchio prima di prendere in mano un giallo? Mi lascio andare a tutta una serie di considerazioni prima di scegliere un giallo, mentre - che so? - quando scelgo un romance tutto mi viene con maggiore scioltezza.

Nina Pennacchi ha detto...


:) capito cosa intendi. Ma se ti va, prova la PD James, grande scrittrice oltre che giallista... io l'adoro anche se i suoi gialli sono spesso amarissimi.
Per quanto riguarda me, proverò "Anatomia dei fantasmi", mi ispira...

PS. Innamorata di Lord John? Innamorata? Un Lord? Ok, mi toccherà approfondire questo indizio di lettura... :)

bluewillow ha detto...

Adoro i libri sui viaggi nel tempo. The Victorian Chaise-Lounge sembra molto interessante, mi ricorda un po' un libro di Ambrose Bierce che ho letto qualche tempo fa "L'uomo che credeva di essere se stesso", chissà che Bierce non si sia ispirato proprio a questo racconto di Laski. Devo inziare a leggere la trilogia di Palma, magari approfitterò dell'estate. Tutti suggerimenti di lettura interessanti, compresa la Du Maurier in versione insaspettatamente sci-fi :), peccato alcuni siano di difficile reperibilità, a meno di leggerli in lingua originale.

Ludo ha detto...

L'uomo che credeva di essere se stesso mi era sfuggito. Mi pare essere estremamente interessante.

Il racconto della Laski è carino... vero che, purtroppo, è disponibile solo in lingua originale.

Per quanto riguarda i libri di Palma, a me sono piaciuti parecchio, ma so che hanno suscitato reazioni controverse tra i lettori. Se deciderai di immergerti nella Trilogia vittoriana, spero non ti deluderà.

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