martedì 23 aprile 2013

Katie Ward, Girl reading


Donne… e lettura e arte, tra le altre cose

Attraverso il tempo e lo spazio…
Sette racconti ambientati in luoghi e tempi diversi, dove le donne sono le figure centrali e arte e lettura si incontrano, in qualche modo, in modi diversi. Dalla Siena medievale a uno studio fotografico dell’epoca vittoriana, dalla Amsterdam del XVIII secolo al vicino globalizzato futuro del 2060, da una dimora nella campagna inglese alla fine del Settecento a un’altra durante la Prima guerra mondiale, fino a un pub di Shoreditch, a Londra, nei giorni nostri.

Libro che narra delle storie in cui le protagoniste principali sono donne. Da dove vengono queste storie? Pare, talvolta, che, davanti a una o più opere d’arte, l’autrice abbia deciso di inventarsi il racconto dietro alla sua/alla loro realizzazione; in altri casi, le opere parrebbero solo un punto di partenza per immaginare una storia non direttamente connessa con la loro creazione.

E la lettura e quel Girl reading? In ogni storia, in qualche modo, la lettura fa la sua comparsa: qualche volta è una comparsa fugace, qualche altra volta la lettura viene rifiutata, qualche altra volta ancora è davvero un aspetto importante del racconto ed è sulle donne che leggono che ci si concentra. L’arte legata ai racconti, poi, ritrae sempre una donna con un libro in mano.

Quando il lettore incomincia un nuovo capitolo, si trova catapultato nel bel mezzo di un racconto, nell’esistenza di qualcuno, di diverse persone; mano a mano che ci si addentra nella lettura, si recupera il bandolo della matassa, si incomincia a intuire di che storia si tratta, cosa stanno facendo i personaggi, in che contesto si muovono. Direi che i finali sono tutti chiusi, ma a libera scelta del lettore, che si porrà qualche quesito riguardante la trama e dovrà rispondersi da solo… se proprio vuole.

L’autrice, per ogni capitolo, tende a utilizzare un linguaggio diverso, cambiare l’atmosfera e creare personaggi differenti e ben caratterizzati. La lettura risulta piuttosto scorrevole, dopo che ci si abitua ad alcune particolarità, come l’assenza di virgolette per il discorso diretto e quel venire scaraventati all’interno di una storia all’improvviso, sentendosi disorientati, persi.

Il libro di Katie Ward è stato scelto per The TV Book Club di Channel 4, nel Regno Unito, nel 2012. Possibile, quindi, reperire sul sito del programma degli interessanti contenuti, quali l’intervista all’autrice e la registrazione della puntata dedicata alla discussione di Girl reading. Credo che il video sia visibile solo da chi si trova nel Regno Unito, ma se ne trova uno scorcio, disponibile per chiunque, su YouTube.

Da quel che ho inteso dall’intervista completa, l’arte, nella creazione della Ward, non è semplicemente una fonte di ispirazione, non è paratesto, bensì è parte integrante dell’opera; il che renderebbe Girl reading qualcosa che va al di là della semplice narrativa e la parte scritta andrebbe integrata con la visione – quanto meno la visione – delle opere a cui l’autrice fa riferimento e che si possono trovare in parte citate alla fine del volume e in parte sul suo sito. Personalmente mi è capitato di iniziare e finire questo libro su dei mezzi di trasporto e di recuperare le opere a cui si rifà a lettura conclusa, praticamente ho finito per trattarlo come una raccolta di racconti e considerare l’arte collegata come semplice epitesto. Un’esperienza mutila, in un certo senso, ma non necessariamente controproducente. La scrittrice stessa, rivolgendosi al pubblico riguardo la propria opera, si concentra soprattutto sull’esperienza della lettura sul proprio sito, offrendo anche qualche domanda per aprire una discussione sul libro nella reading group guide. Se uno dei quesiti riguarda effettivamente la necessità o meno per il lettore di guardare alle opere a cui si rifanno le storie narrate, gli altri sono più generici e si focalizzano soprattutto sul testo scritto e sulle riflessioni che ci può ispirare.

In conclusione, alcuni aspetti importanti riguardanti Girl reading. Tanto per incominciare il titolo che gioca una sua parte mentre si legge. Sopra ho scritto che, talvolta, la lettura è appena accennata o, addirittura, rifiutata, ma quel Girl reading è un tarlo nella testa del lettore, che tenderà a ricercare e concentrarsi, in ogni racconto, sull’atto del leggere o sulla presenza dei libri. Altra caratteristica fondamentale è che il volume è considerato – e presentato come – un romanzo. Ho parlato di storie, addirittura di raccolta di racconti, non in modo arbitrario, bensì perché non volevo usare la parola «romanzo», un’espressione che, per quanto nebulosa a causa dell’infinità di significati che contiene, diventa sempre qualcosa di sorprendentemente chiaro nella nostra mente. Proprio per la parte importante che gioca l’arte nell’opera ho preferito rimanere vaga e non rimandare a concetti troppo precisi per Girl reading. Da un punto di vista solo narrativo, tuttavia, il libro viene dato in pasto al pubblico come un romanzo e ciò, proprio come il titolo, ha una grande importanza. L’ho considerato un romanzo? Sino alla conclusione no, non l’ho considerato tale, anche se forse sarebbe stato interessante farlo, esattamente come sarebbe stato interessante guardare le opere d’arte che sono parte integrante di Girl reading di racconto in racconto e non solo alla fine.


E ora, sì, una decisione un po’ arbitraria: in barba a quanto scritto, ironicamente e per comodità, ho comunque deciso di etichettare questo post e, quindi, anche Girl reading in «narrativa inglese.»

Bibliografia e URL:
Katie Ward, Girl reading, London, Virago, 2012
Pagina dedicata a Girl reading sul sito di The TV Book Club: http://www.channel4.com/programmes/the-tv-book-club/articles/book-6-girl-reading
Katie Ward - Girl reading su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=CmJo-wKqzJU
Sito di Katie Ward: http://www.katieward.co.uk/
Pagina da cui si può scaricare la reading group guide: http://www.katieward.co.uk/?page_id=56

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