martedì 31 dicembre 2013

Condividendo... il 2013

Incominciamo da quello che ho — effettivamente — condiviso nel 2013, sul blog. Non si tratta di molto, ma qualcosa c'è.

Highlights
I tre post più letti o guardati di sfuggita del blog sono stati: quello dedicato all'uscita di Verde oscurità di Anya Seton, quello su Bellman & Black di Diane Setterfield e quello in cui manifesto le mie opinioni su I sotterranei della cattedrale di Marcello Simoni.

Lessi l'opera di Anya Seton, in lingua originale, tempo fa e rimasi stregata dall'accattivante ricostruzione storica e dall'approfondita caratterizzazione dei numerosi personaggi. Fui così colpita da questo romanzo, che mi misi alla caccia di altre opere di Anya Seton e, per ora, mi sono procurata un'edizione del 1970 di Dragonwyck, storia gotica ambientata attorno alla metà dell'Ottocento nello stato di New York.

Che dire di Bellman & Black se non che è diversissimo dal precedente libro di Diane Setterfield? Storia di fantasmi non tradizionale, caratterizzata da toni vagamente goticheggianti. Credo sia probabile un'uscita anche in Italia... probabilmente nel 2014?

I sotterranei della cattedrale: nel bene o nel male, purché se ne parli! Si è parlato e scritto moltissimo del racconto lungo di Marcello Simoni, soprattutto male, ma non tutti lo hanno disprezzato. A me, ad esempio, non è dispiaciuto: è stata una lettura di evasione ideale tra un libro e l'altro. 

Non solo libri
Nella gran parte dei miei post ho parlato di libri, ma non ho scritto solo di quelli. Tra le entry che sono state più visitate, ci sono state quelle dedicate a Rosslyn e Fort George.


Tutti luoghi che si trovano in Scozia. Rosslyn è la cappella che gioca un ruolo particolarmente importante ne Il codice da Vinci di Dan Brown. Ma quanto la finzione e la fantasia hanno prevalso sulla ricostruzione storica e hanno influenzato le opinioni delle persone?

Fort George si trova nelle Highlands, ragionevolmente vicino a Inverness. Si tratta di una caserma militare attiva dalla metà del XVIII secolo, costruita per prevenire possibili rivolte giacobite, entrò in funzione dopo la battaglia di Culloden (1746), dopo la definitiva sconfitta dei sostenitori degli Stuart, quando ormai qualsiasi azione giacobita era impensabile.

Ho scritto un pochino anche di film e TV. Uno dei post che ha avuto più successo, quanto meno per quanto riguarda visite o sbirciatine, è stato quello dedicato al detective Mr Whicher, personaggio storico realmente esistito, sul quale Kate Summerscale a scritto un saggio costruito come un giallo, dal quale ITV ha tratto due film, uno completamente di fantasia.


Ciò che condivido ora
Highlights
Il trasferimento in Cumbria per lavoro e la scoperta di quella che è definitia una non-metropolitan county e del Lake District.

Tra i libri che ho preferito nel 2013, ci sono:
The woodlanders (Nel bosco) di Thomas Hardy, per l'abilità con cui interseca farsa e tragedia, per la proprietà di linguaggio e per l'approfondita caratterizzazione dei personaggi;
Possession (Possessione) di A. S. Byatt, per la capacità di raccontare tante storie che, intrecciandosi, ne formano quasi una sola, quella raccontata in un romanzo, che si dispiega attraverso tanti stili diversi; 
Il vaso d'oro e altri racconti di E. T. A. Hoffmann, di cui ho parlato qui, insieme ai racconti di Iginio Ugo Tarchetti. 

Film e TV  
Le serie televisive che ho seguito con più gusto quest'anno sono:
Biblia Koshodo no Jiken Techou, prodotta dalla Fuji, i protagonisti lavorano in una libreria in cui si vendono libri usati, per ogni episodio ci sono un caso da risolvere e qualche curiosità letteraria da scoprire;
Dokushin Kizoku, altra produzione Fuji, ha anche un titolo inglese, The swinging single, e parla di un produttore cinematografico che sembra essere completamente immune all'amore, fino a quando non incontra un'aspirante sceneggiatrice che, piano piano, lo conquista...;
Witches of East End, produzione statunitense, mi basti confessare che ho un debole per le streghe, non c'è altro da dire...

Video
I canali che ho guardato di più nel 2013 sono quello di The Lizzie Bennet Diaries e quello di prismatic310.
Esiste un video che ho rivisto decine di volte quest'anno, quello qui sotto:


Si tratta di un video ASMR soft spoken di una ragazza (italianwhisper) che parla dei suoi libri preferiti, con una voce morbida e tenue per rilassare tutti gli spettatori e ascoltatori.

Teatro

Nel 2013 sono stata solo una volta a teatro: sono andata ad assistere alla Christmas pantomime, ispirata alla storia di Hänsel e Gretel, nel villaggio di Grasmere, nel Lake District. La recita mi ha divertita moltissimo: gli attori, tutti dilettanti e abitanti del villaggio, sono stati bravissimi, soprattutto gli uomini che hanno fatto parti di donne e i bambini, grandicelli e più piccini. Ammetto, tuttavia, che lo spettacolo che si merita il primo posto quest'anno è l'Onegin messo in scena dal balletto Bolshoi la scorsa primavera, con Olga Smirnova e Vladislav Lantratov nei ruoli principali.  Sono riuscita a vederne una registrazione dilettantesca che, nonostante i fruscii e i colpi di tosse in sottofondo, è riuscita a incantarmi. Io adoro Onegin, a partire dal romanzo originale, in versi, di Puškin, per arrivare all'opera, fino proprio al balletto.

Esposizioni
La mostra che mi è piaciuta maggiormente nel 2013 è stata quella dedicata a Mary Stuart, al National Museum of Scotland. La mostra è ormai conclusa e non mi resta che ammirare il catalogo che contiene le immagini di una parte consistente degli splendidi oggetti che erano stati esposti, in particolare quadri e gioielli.

E questo è quanto, per lo meno è quanto mi ricordo e mi è venuto in mente. Non mi resta che sperare in un 2014 altrettanto ricco di cose belle e augurare un buon anno nuovo, in generale.        

URL:
Post dedicato a I sotterranei della cattedrale: http://ludo-ii.blogspot.it/2013/07/marcello-simoni-i-sotterranei-della.html
Post dedicato a Rosslyn: http://ludo-ii.blogspot.it/2013/05/rosslyn.html 
Post dedicato a Fort George: http://ludo-ii.blogspot.it/2013/06/fort-george.html
Post dedicato a Mr Whicher: http://ludo-ii.blogspot.it/2013/08/dalla-realta-al-libro-alla-tv-allopera.html
Trailer di The suspicions of Mr Whicher: the murder in Angle Lane: https://www.youtube.com/watch?v=SdmuFTg9q9M
Post dedicato a E. T. A. Hoffmann e Iginio Ugo Tarchetti: http://ludo-ii.blogspot.it/2013/09/racconti-hoffmann-e-tarchetti.html
Sito di Biblia Koshodo no Jiken Techou: http://www.fujitv.co.jp/biblia/index.html 
Sito di Dokushin Kizoku: http://www.fujitv.co.jp/dokusinkizoku/index.html
Sito di Witches of East End: http://www.mylifetime.com/shows/witches-of-east-end
Canale di The Lizzie Bennet Diaries: http://www.youtube.com/user/LizzieBennet/featured
Canale d prismatic310: http://www.youtube.com/user/prismatic310/featured 
Video ASMR: https://www.youtube.com/watch?v=T0leaETMbWw 
Pagina dedicata alla mostra Mary, Queen of Scots: http://www.nms.ac.uk/our_museums/national_museum/past_exhibitions/mary,_queen_of_scots.aspx 

venerdì 27 dicembre 2013

24, 25 e 26 dicembre

In viaggio
La mia vigilia di Natale è incominciata con un viaggio dall'Inghilterra all'Italia. Mi trovavo nelle Isole britanniche proprio mentre erano afflitte dal maltempo: pioggia e violente raffiche di vento che hanno causato morti e inondazioni. Sono stata fortunata a raggiungere l'aeroporto e a riuscire a partire. Il brutto tempo, purtroppo, mi ha seguita e ha cominciato a martoriare anche l'Italia in un periodo in cui tutti dovrebbero godersi un po' di serentià.

The mistletoe bride

La sera della vigiglia l'ho passata a letto a leggere storie di fantasmi ispirata da un libro terminato di recente. Trattasi di The mistletoe bride & other haunting tales di Kate Mosse, che mi ha permesso di venire a conoscenza della leggenda del ramo di vischio (o della sposa del vischio.) Secoli fa, in una magione inglese, il giorno di Natale, due novelli sposi stanno festeggiando le loro nozze, quando si propone di giocare a nascondino. La giovane moglie decide di nascondersi in una vecchia cassapanca, ma finisce per rimanervi chiusa dentro, la famiglia non la trova e muore soffocata. Sembra che molte dimore inglesi siano infestate dalla presenza del fantasma della povera ragazza. La Mosse propone due variazioni della leggenda, una intitolata The mistletoe bride e l'altra The yellow scarf, e fornisce delle informazioni interessanti sulle versioni scritte della storia: Samuel Rogers la mise per iscritto per primo, in versi, nel volume Italy, pubblicato nel 1823, ambientandola, però, in Italia e non a Natale, dandole il titolo Ginevra; un'altra versione è quella di Henry James, intitolata La romanzesca storia di certi vecchi vestiti, pubblicata nel 1868, ambientata negli Stati Uniti, in cui lo spunto originale è sviluppato solo alla fine del racconto.


Il 24 dicembre, prima di andare a dormire, mi sono messa a leggere il poemetto di Rogers e il racconto di James, nonostante in entrambi si rinunci all'ambientazione natalizia.

Natale con i miei


Il giorno di Natale l'ho trascorso all'insegna della tradizione: in famiglia.

Varie tra Natale e Santo Stefano
Il giorno di Natale, tra le altre cose, ho visto il mini-prequel della terza stagione di Sherlock, Many happy returns, disponibile su YouTube:


Ho scoperto che la BBC avrebbe diffuso questo prequel in un video di Prismati310 (grazie, Federica!)
Sempre il 25 dicembre ho iniziato la lettura de Il viaggio di Elisabet di Jostein Gaarder, romanzo tipicamente natalizio, che funziona un po' come un caendario dell'avvento: ogni capitolo corrisponde a una casella. Joakim, uno dei protagonisti, si trova tra le mani un calendario dell'avvento particolarissimo, che per ogni casella che apre gli racconta una tappa del viaggio attraverso lo spazio e il tempo di Elisabet, che si sta recando in Terrasanta per la nascita di Gesù.

Desideravo da tempo immergermi in quest'opera e volevo farlo nel periodo natalizio. Finalmente io e l'opera ci siamo trovati  nello stesso luogo e nel periodo più opportuno, ma... mi sono fermata al 10 dicembre, nonché decimo capitolo. Perché? Non ho saputo resistere al richiamo di Master Keaton (as simple as that.)

Master Keaton è un manga creato da Naoki Urasawa, Hokusei Katsushika e Takashi Nagasaki. Taichi Hiraga Keaton, il protagonista, è un eroe che neanche Indiana Jones. Laureatosi in Archeologia a Oxford, è un ex membro dello Special Air Service britannico, e ora si divide tra la sua vera passione, l'archeologia, e il lavoro di investigatore privato per una compagnia assicurativa, che lo allontana dai suoi sogni di studioso, ma gli permette di mantenersi.

Io adoro Master Keaton! Lo scoprii mesi fa e ne rimasi stregata. Taichi è un eroe imperfetto e umano che si trova sempre coinvolto in situazioni improbabili e a vivere avventure da film che, appunto, neanche Indiana Jones. Quando torno in Italia e lo trovo sulla mia scrivania (grazie a un'anima gentile che mi procura ogni uscita mentre sono all'estero,) non posso rimandare a lungo la lettura. Al mio arrivo in patria c'erano due volumetti ad attendermi, il 3 e il 4: una vera festa per una fan come me.


Il giorno di Santo Stefano ho trovato il modo di vedere The tractate Middoth, film di circa 36 minuti, scritto e diretto da Mark Gatiss e tratto dall'omonima storia di M. R. James. Bella storia di fantasmi, gestita piuttosto bene in un tempo decisamente ridotto, cosa che ho apprezzato molto.

E, così, i primi giorni di festa sono trascorsi, passati in poche ore piene e frenetiche. Vedremo che cosa mi attende per la fine dell'anno.   

Bibliografia e URL:
Kate Mosse, The mistletoe bride & other haunting tales, London, Orion Books, 2013 
Il poema di Samuel Rogers si può trovare in The complete poetical works of Samuel Rogers del 1854, di cui esiste una versione digitalizzata accessibile da archive.org: https://archive.org/details/completepoetical00roge
Henry James, La romanzesca storia di certi vecchi vestiti, in  Id., Racconti di fantasmi, Torino, Einaudi, 2005, pp. 3-20.
Prequel alla terza serie di Sherlock, intitolato Many happy returns: http://www.youtube.com/watch?v=JwntNANJCOE
Video di Federica Frezza grazie al quale ho scoperto dell'esistenza di Many happy returns: http://www.youtube.com/watch?v=Ma4oNAmqfWc 
Jostein Gaarder, Il viaggio di Elisabet, Milano, Tea, 2011
Naoki Urasawa, Master Keaton, 3, Modena, Planet Manga, 2013
Naoki Urasawa, Master Keaton, 4, Modena, Planet Manga, 2013 

mercoledì 18 dicembre 2013

Sherlock fever

Sherlock ritornerà l'1 gennaio 2014 con un episodio di circa 90 minuti, scritto da Mark Gatiss, intitolato The empty hearse (letteralmente, Il carro funebre vuoto.)


Qui sopra il trailer lancio della BBC, che si trova su YouTube (adoro il modo di parlare di Mark Gatiss/Mycroft Holmes.) BBC One ha realizzato anche uno speciale trailer interattivo che, per quanto ne so, è visibile solo nel Regno Unito. Il trailer interattivo dà accesso a ulteriori video e a gallerie di immagini.

© BBC

© BBC
Sherlock lives, è vivo e vegeto, torna ed è sulle tracce di Watson, ma, come Mycroft gli spiega, John non è più la persona che il fratello si è lasciato alle spalle due anni prima. Si è fatto crescere i baffi, i capelli sono diventati sale e pepe, non vive più in Baker Street e... ha trovato l'amore, nella persona di Mary Morstan (Amanda Abbington, compagna di Martin Freeman anche nella vita reale.)


© BBC
Watson prova dei sentimenti contrastanti riguardo al ritorno di Sherlock: è felice che l'amico non sia morto, ma è preoccupato dell'impatto che potrebbe avere sulla propria esistenza, soprattutto sulla sua vita sentimentale.

Nel frattempo, Sherlock si sente totalmente spaesato: non riconosce più nella Londra di oggi quella che aveva lasciato, troppo è cambiato. E non poteva scegliere momento peggiore — o migliore, a seconda dei punti di vista — per rientrare in scena perché la sua città si trova sotto la minaccia di un attacco terroristico...

Non vedo l'ora di vedere The empty hearse. E la voglia di rituffarsi nel mondo di Sherlock non ha preso solo me, la Sherlock fever sta mietendo vittime in Gran Bretagna, anche grazie a tutta una serie di gadget che si possono trovare in commercio.



Oggi mi sono imbattuta in una versione tutta sherlockiana di Cluedo e nell'edizione natalizia di "Radio Times" che ha organizzato una sorta di raccolta punti per regalare i libri di Conan Doyle che hanno ispirato la terza stagione di Sherlock. A parte questa interessantissima iniziativa, la rivista contiene anche un'intervista a Benedict Cumberbatch condotta dal co-autore della serie, Steven Moffat. L'intervista sembra confezionata apposta per stuzzicare tutti i fan che attendono con impazienza e un pizzico di tensione la messa in onda di The empty hearse.

Il primo giorno dell'anno sarò ancora in Italia, quindi mi troverò davanti a due possibilità: aspettare di ritornare in Inghilterra e guardare la puntata su BBC iPlayer o trovare altri modi per vederla...


La seconda puntata di Sherlock, intitolata The sign of three, andrà in onda il 5 gennaio. Per ora non si sa alcunché sul terzo episodio, che sarà anche il conclusivo della stagione.

In other news
Mark Gatiss sarà una presenza dominante della stagione natalizia. Prima di Sherlock, infatti, Il giorno di Natale, sarà trasmesso il suo debutto alla regia, The tractate Middoth, tratto dall'omonimo racconto di M. R. James, probabilmente il più famoso autore britannico di storie di fantasmi. 

URL:
Homepage di Sherlock sul sito della BBC: http://www.bbc.co.uk/programmes/b018ttws
Trailer della terza stagione di Sherlock su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=9UcR9iKArd0 
Trailer interattivo della terza serie di Sherlock: http://www.wirewax.com/sherlock 
Sito di Radio Times: http://www.radiotimes.com/ 

mercoledì 11 dicembre 2013

A. K. Benedict, The beauty of murder


Stephen Killigan si è da poco stabilito al Sepulchre College di Cambridge in qualità di nuovo docente di Metafisica. Sta ancora cercando di adattarsi alla cittadina universitaria quando, una sera, trova il cadavere di una ragazza scomparsa mesi prima. Chiama subito la polizia, ma, quando gli agenti arrivano sul posto, il corpo è sparito e tutti si convincono che Stephen sia un visionario o che stia cercando l'attenzione dei media.

Stephen, tuttavia, sa di non essere in balia di allucinazioni e ora non può fare a meno di cercare la ragazza morta che sembra essersi volatilizzata praticamente sotto i suoi occhi, finendo inevitabilmente sulle tracce del suo assassino Jackamore Grass, un omicida freddo e calcolatore, sfuggente, elusivo e con tutto il tempo di questo mondo...

Ho scoperto questo libro sul blog di Endimione Birches, Bostonian Library, qui. The beauty of murder è stato, infatti, pubblicato in Italia, da Castelvecchi, con titolo L'assassino che viaggiava nel tempo. La Castelvecchi sta pubblicando la Trilogia vittoriana di Felix J. Palma, che io adoro, quindi mi capita di prendere in considerazione con grande interesse tutte le sue uscite perché potrebbe sempre pubblicare qualcosa che mi streghi allo stesso modo dei libri dell'autore spagnolo.


Prima di mettermi a scrivere i miei pensieri riguardo al romanzo di A. K. Benedict sono andata a rileggermi proprio la recensione di Endimione per vedere se le sue riflessioni rispecchiavano le mie o se me ne stimolavano di nuove.

The beauty of murder è un giallo caratterizzato da un elemento paranormale importante, quello del viaggio nel tempo: un assassino che viaggia nel tempo può fare affidamento su tutta una serie di mezzi che un normale omicida non ha, dando la possibilità alla Benedict di costruire un murder mystery in cui può essere un po' più originale nel trattare topoi vecchi e nuovi. Allo stesso modo un protagonista trentacinquenne, insegnante di filosofia, pieno di tatuaggi e con un passato complicato alle spalle è sicuramente un personaggio accattivante, per quanto difficile da gestire, e offre l'occasione di parlare di filosofia, naturalmente, in particolare estetica (e l'estetica in Inghilterra è intesa in modo leggermente diverso che in Italia,) libero arbitrio e determinismo.

Stephen è sicuramente riuscito a conquistare me: ho sviluppato una sonora cotta per lui, una di quelle sbandate che tendo a prendere solo per personaggi letterari perché penso mi sarebbe diffice relazionarmi con persone come il Dr. Killigan nella realtà. Scrivevo sopra che un personaggio del genere non è facile da gestire come protagonista in un romanzo: estremamente multisfaccettato, la sua struttura a cipolla viene rivelata al lettore poco a poco, ma non ai suoi comprimari, per cui a volte mi sono trovata a chiedermi come potessero l'interesse sentimentale, Lana, e la poliziotta, Jane, finire sempre per fidarsi o dargli fiducia, a parte l'attrazione che entrambe provavano per lui e una forte componente istintiva.

Oltre al post su Bostonian Library, ho dato una scorsa anche ad altre recensioni all'Assassino che viaggiava nel tempo. Qualcuno riteneva che il libro fosse scritto malissimo e tradotto anche peggio. Ora, non mi posso esprimere sulla traduzione perché ho letto l'edizione originale. Per quanto riguarda la scrittura, se si è alla ricerca di una certa armonia nella composizione di figure e tropi e di una struttura sobria e solida nella costruzione dell'intreccio, probabilmente questo libro non fa per voi ed è meglio buttarsi su qualcosa come Il cimitero di Praga di Umberto Eco (in cui non ci saranno viaggi nel tempo, ma c'è altro che può intrigare i lettori.) Leggerlo in traduzione è, poi, naturalmente controproducente perché probabilmente — ma non ne posso essere sicura — si perdono assonanze e altri giochi di linguaggio (e non mi riferisco solo ai frequenti smart ass statements che, sorprendentemente, mi hanno fatta più ridere che prudere le mani.)

Il romanzo di A. K. Benedict, alla fin fine, mi è piaciuto parecchio: l'ho trovato avvincente, particolarmente scorrevole e mi sono affezionata moltissimo — moltissimo! — a Jane, lasciata affascinare da Stephen e ho seguito con interesse Jackamore Grass, ossia i tre narratori della storia. L'autrice si è lasciata aperta la possibilità per un seguito che, da un lato, sarei curiosa di leggere, ma che, dall'altro, temo potrebbe rivelarsi una delusione senza pari. 

Bibliografia e URL:
A. K. Benedict, The beauty of murder, London, Orion Books, 2013
Post dedicato a L'assassino che viaggiava nel tempo sul blog di Endimione Birches: http://bostonianlibrary.blogspot.co.uk/2013/09/recensione-lassassino-che-viaggiava-nel.html 
Sito di A. K. Benedict: http://akbenedict.com/  

domenica 8 dicembre 2013

Condividendo... la stagione natalizia

Dicembre è il mio mese preferito perché adoro l'atmosfera natalizia. Ciò non significa che sia sempre del morale adatto per godermela appieno...

Ieri sono stata a Liverpool. Avevo programmato la visita da tempo, per comprare un po' di regali, ed ero piuttosto eccitata all'idea. Sfortunatamente ieri ero di morale nero e la mia trasferta è stata un insuccesso: non ho guardato la città con gli occhi curiosi che avrei voluto, non ho sfruttato la presenza di tanti negozi — non presenti nel Lake District — per lo shopping e me ne sono tornata a casa presto, rimuginante, con solo sei misere decorazioni natalizie da appendere all'albero. Forse la cosa più stupida è stata non scattare fotografie... chi lo sa se e quando avrò di nuovo l'occasione di vedere Liverpool sotto Natale!

Lancaster. Da notare gli abetini (veri) attaccati ai muri degli edifici
Inutile dire che questa mattina mi sono pentita amaramente di non aver combinato granché ieri e, quindi, nonostante l'idea di starmene a letto a poltrire mi allettasse parecchio, mi sono alzata presto per recarmi a Lancaster.
Per partire con il piede giusto, la prima cosa che ho fatto, una volta arrivata, è stata andare in un bar a prendermi un cappuccino e un muffin arancia e mirtilli e, per non farmi mancare nulla, ho pensato di mangiarmi anche uno yogurt greco con frutti rossi... E, poi, via, per negozi a comprare regali per colleghi, carta e nastri per impacchettarli e, soprattutto, biglietti d'auguri. Sì, perché in Gran Bretagna il biglietto d'auguri è un must. Ce li scambiamo anche in Italia, ma qui è strano e inusuale non prepararne un bel numero per colleghi, amici e conoscenti vicini e lontani. Si distribuiscono e ricevono più biglietti d'auguri che non regali.


Lancaster. Una delle entrate del disretto commerciale di Market Gate


A Lancaster ho combinato molto di più che nella ben più attraente — da un punto di vista commerciale Liverpool. Mi sono anche imbattuta in cose interessanti... Una su tutte il cane qui a destra, che attendeva doverosamente che i suoi padroni terminassero il loro giro di compere (probabilmente da Marks & Spencer... cliccate per lo spot natalizio.)

Visto che le librerie di Lancaster sono più grandi di quelle che si trovano nei miei paraggi, ovviamente non ho potuto fare a meno di entrarci. Se mi sono trattenuta dal comprare, pensando alla solita scorta di libri tendente a infinito, ho scoperto però dei vecchi titoli che sono stati forniti di nuove copertine sull'onda delle prossime produzioni televisive.

Nella stagione natalizia, infatti, la televisione britannica ha in serbo film e miniserie, i cui spot già non mancano di accattivarmi.

Death comes to Pemberley: nuova e vecchia copertina a confronto

Ok, confesso che il romanzo di P. D. James, Morte a Pemberley non mi ispira affatto, ma mi sento decisamente più positiva nei confronti della produzione televisiva, con Matthew Rhys nei panni di Mr Darcy.



Ne ho parlato molto, forse fino alla nausea, ma attendo con interesse anche il film The thirteeenth tale, tratto da La tredicesima storia di Diane Setterfield.

La nuova copertina di The thirteenth tale

Credo, in realtà, che Olivia Colman sia un po' troppo grandicella per interpretare Margaret... mi piace come attrice, però, e sono curiosa di vederla in azione. Purtroppo non sono riuscita a trovare uno spot esclusivo per questa produzione, che sarà trasmessa dalla BBC 2, ma ci si può fare una vaga idea dal video qui sotto:


Cose che mi piacerebbe fare per Natale...
Vorrei leggere... The mistletoe bride di Kate Mosse, una raccolta di storie di fantasmi. Questa è la seconda possibilità che do all'autrice e spero di non pentirmene. Della Mosse avevo già letto The winter ghosts (La notte degli innocenti) e se ne apprezzai le atmosfere intimiste della prima parte, il modo di trattare l'elemento soprannaturale nella seconda non gratificò il mio gusto personale. Spero, quindi, che la scrittura, sul fronte fantasmi, mi sia più congeniale questa volta.
Vorrei vedere... (a parte le produzioni BBC di cui ho parlato) The nutcracker, versione 2000, del Royal Ballet e sono sicura che lo farò perché finisco per guardarlo ogni anno. È una tradizione ed è nostalgico al punto giusto: quasi tutti i ballerini che vi si vedono nei ruoli principali non ballano più alla Royal Opera House o hanno terminato la loro carriera. Sicuramente anche il DVD di Persuasion, versione 2007, sarà rispolverato; non è una trasposizione particolarmente fedele al romanzo della Austen, ma rimane la mia preferita.


Bibliografia e URL:
Spot natalizio Marks & Spencer: http://www.youtube.com/watch?v=O7Xw1IL3oh0
Spot per Death comes to Pemberley: http://www.youtube.com/watch?v=PhmgTlVXbxw
Kate Mosse, The mistletoe bride & other haunting tales, London, Orion Books, 2013

martedì 26 novembre 2013

Martyn Waites, The woman in black. The sequel. Angel of death


 
La Hammer ha commissionato il seguito della famosa storia di fantasmi di Susan Hill, The woman in black. Il risultato è la novella di Martyn Waites, Angel of death. E, giusto per non farsi mancare niente, la Hammer ha in produzione anche il film, in uscita nel 2014.

Ora, io ho un debole per le storie di fantasmi, sia che si tratti di manifestazioni spettrali che di fantasmi della mente; mi piacciono le atmosfere sinistre, l'idea di infestazione e apprezzo il fatto che, per la maggior parte, si tratti di racconti brevi che si possono leggere tutti in una volta, quando si ha un po' di tempo da dedicare alla lettura, magari durante un giorno libero.

Ho finito per procurarmi Angel of death esclusivamente perché si trattava del sequel de La donna in nero perché, di per sé, l'ambientazione del libro non mi ispirava e, nonostante i caratteri cubitali, superava le trecento pagine. Ma veniamo alla trama...

Inghilterra, Seconda Guerra Mondiale
Dei bambini, insieme a due insegnanti, Eve Parkins e Jean Hogg, fuggono da Londra e dai bombardamenti verso la più sicura campagna e... Eel Marsh House, dove qualcuno li sta aspettando, una donna, La donna in nero.
Ho esordito descrivendo questo libro come il seguito di The woman in black di Susan Hill, ma pare che sia la continuazione del film tratto da quel racconto. Dico pare perché non ho visto la produzione cinematografica, ma la cosa ha senso, visto che la Hammer ha in mano il franchise de La donna in nero.

Che cosa dire? L'ho trovato piacevole, ma mi sono addentrata nella lettura di Angel of death consapevole che non vi avrei trovato la scrittura particolarmente curata della Hill. Penso che chi abbia letto The woman in black e voglia ora immergersi nel racconto di Waites debba avere la stessa consapevolezza o potrebbe essere vittima di una cocente delusione.
Tanto per incominciare Waites ha una scrittura decisamente più lirica di contro a quella piuttosto impersonale della Hill, poi la struttura dell'intreccio di Angel of death è meno armoniosa e sobria di quanto non fosse quella di The woman in black. Mettere in evidenza le differenze tra i due libri e i due racconti, tuttavia, è controproducente: sono diversi, anche se viene usato il termine sequel e tanto vale esserne perfettamente coscienti per decidere se si vuole o meno legggere The angel of death.
  
Ripeto, a me il racconto è piaciuto, anche se poteva essere un tantino più originale.
 
Questa non è la prima volta che la Hammer collabora con una casa editrice, lo ha fatto per diversi racconti e romanzi dell'orrore e lo ha fatto, lo scorso anno, per la storia di fantasmi The greatcoat, scritta da Helen Dunmore. Sinceramente ho preferito quest'ultimo, ma non mancherò di tenere d'occhio future pubblicazioni della Hammer e di cercare nuove storie di fantasmi.

Bibliografia e URL:
Sito della Hammer: http://www.hammerfilms.com/ 
Sito di Martyn Waites:  http://www.martynwaites.com/index2.php 
Pagina dedicata a Angel of death sul sito della Random House: http://www.randomhouse.co.uk/editions/the-woman-in-black-angel-of-death/9780099588498 
Martyn Waites, The woman in black. The sequel. Angel of death, London, Arrow books in association with Hammer, 2013 
Pagina dedicata al film The woman in black. Angel of death sul sito della Hammer: http://www.hammerfilms.com/productions/film/filmid/376/the-woman-in-black-angel-of-death 

martedì 19 novembre 2013

Stuck with 2 books

Nel senso che mi ci è voluto parecchio tempo per leggerli, questi due libri... 


Jo Baker, Longbourn 
Ho già fatto cenno a questo libro qui. Spesso ci si riferisce a questo romanzo come a un Orgoglio e pregiudizio raccontato dal punto di vista dei domestici, di Sarah, la protagonista, in particolare. Approcciarsi a Longbourn in quest'ottica è decisamente fuorviante. Non è così. La sovracoperta, nell'edizione britannica, specifica: "Pride and prejudice the servants' story". E così è, infatti: la storia dei domestici e, soprattutto, di Sarah. Certo, i domestici in questione gravitano nell'universo di Orgoglio e pregiudizio, si trovano a essere alle dipendenze di Mr Bennet e a servire Lizzie e compagnia, ma chi pensa di rileggere la storia di Jane Austen vista da occhi diversi, si prepari a una bella doccia fredda.

In Longbourn i protagonisti di Pride and prejudice si vedono appena e se ne mettono in luce quei tratti che, nella società di oggi, ci parrebbero un po' stonati, ma che, all'epoca, erano abituali per gli appartenenti alla classe gentilizia. L'autrice si mette, quindi, a sottolineare come Elizabeth Bennet, si fosse dovuta preoccupare di lavare i propri indumenti, non si sarebbe mai sognata di camminare sbarazzina in campi fangosi. In generale, la Baker cerca di mettere in evidenza tutti quegli aspetti un po' più ombrosi di gentiluomini e gentildonne dell'età georgiana che la Austen non si era preoccupata di sottolineare perché dava per scontati e perfettamente consoni, che noi — in fondo, in fondo — ci aspettiamo, ma che preferiremmo non venire attribuiti ai personaggi che abbiamo conosciuto in Orgoglio e pregiudizio.

Preparatevi, quindi, a seguire Sarah nelle sue avventure, Sarah che, a causa di un brutto scherzo del destino, si trova a essere una serva, Sarah con le sue speranze, le sue illusioni. Cosa significava essere un domestico per un accidente di nascita o per un brutto tiro mancino? Preparatevi a scoprire i segreti di Hill e suo marito, a leggere tutto quello che c'è di sporco dietro stoviglie luccicanti e buone maniere.

Longbourn è, tutto sommato, drammatico e piuttosto triste (il capitolo I del volume terzo è stata davvero una mazzata,) per leggerlo ho impiegato molto più tempo di quanto credessi e, in tutta onestà, ho persistito soprattutto per quegli stralci di Orgoglio e pregiudizio che si potevano captare qui e là... In un certo senso, una sconfitta: sarebbe stato meglio concentrarsi di più sulla storia di Sarah, ma era così...   disperatamente triste.



John Crowley, Aegypt
Ah, questo libro... Ho comprato Aegypt dopo aver letto un articolo in cui Lisa Tuttle (Il codice delle fate, La maledizione del ramo d'argento) cita i suoi fantasy alternativi preferiti. Dove alternativi sta per romanzi che non contengano draghi, vampiri e così via. Ora, i libri che ho letto di Lisa Tuttle mi sono piaciuti parecchio, quindi ho deciso di procurarmi alcune delle opere che consigliava su «The Guardian» online.

Aegypt è il primo di una serie di quattro romanzi scritti da John Crowley, in cui viene esplorata estensivamente l'idea che le arti magiche, astrologiche e tutte quelle credenze rinascimentali che sono state sbaragliate dalla scienza o dalle persecuzioni fossero reali e potessero schiudere la porta a un mondo che era stato e di cui non abbiamo più reminiscenza, un mondo in cui le leggi fisiche di oggi non esistevano... ma se le cose erano diverse una volta e, poi, sono cambiate, non possono cambiare di nuovo?

La trama mi intrigava parecchio e, quindi, me lo sono portata in treno per un viaggio dall'Inghilterra alla Scozia. Non l'avessi mai fatto! Sono capitata su un treno pieno di ubriachi che tornavano da una partita del Manchester United, persone che cantavano o tentavano di attaccare bottone con i viaggiatori sobri che si trovavano vicini, anche quando questi non erano interessati. Ecco, non era la situazione ideale per leggere Aegypt, che è piuttosto denso e complesso. Canti, chiacchiere e urla continuavano a farmi perdere la concentrazione e a distrarmi. E, dopo questo funesto principio, non sono praticamente quasi più riuscita a leggere questo romanzo come avrei voluto e come si sarebbe meritato.

La struttura del libro, per altro, non mi ha aiutata: in tutta la prima parte si presentano i personaggi e il protagonista, Pierce Moffet, in particolare; sono raccontate vicende del passato e del presente, come a formare uno strato di humus, in cui, poi, fare crescere rigoglioso il resto; tutto risulta piuttosto criptico ed è difficile intendere quanto sia utile all'economia della storia.

Aegypt è un romanzo in cui si vede come la risposta ai quesiti che riguardano i misteri dell'universo possano influenzare la vita delle persone di tutti i giorni. Si parlerà anche di grandi cose, soprattutto nel prologo e nell'ultima parte del romanzo, ma, per il resto, tutto si svolge intorno all'esistenza di persone comuni, come noi, che per accidente o per scelta intraprendono la loro avventura in Aegypt e nell'universo dalle mille possibilità di Crowley.

Libro ben scritto e — volendo — scorrevole, è molto denso ed ermetico. Mi ha dato del filo da torcere, ma alla fine mi ha fatto venire voglia di prendere in mano gli altri della serie... poi mi sono informata online e ho lasciato perdere. Non sono ancora pronta.  

Bibliografia e URL:
Jo Baker, Longbourn, London, Doubleday, 2013
John Crowley, Aegypt, London, Gollancz, 2013
Pagina dedicata a Aegypt sul sito della Orion Group: http://www.orionbooks.co.uk/books/detail.page?isbn=9780575083141 
Articolo su «The Guardian» in cui Lisa Tuttle parla dei suoi libri fantasy preferiti: http://www.theguardian.com/books/2013/aug/28/lisa-tuttle-top-10-fantasy-novels  

domenica 10 novembre 2013

The perks of being... in Cumbria: notizie di prima mano

Mi trovo in Inghilterra, ma non in una città grande o famosa e nemmeno in una zona particolarmente conosciuta e frequentata dai turisti italiani. Abito in un piccolo centro della Cumbria.


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La Cumbria è occupata, per una buona parte, dal parco nazionale del Distretto dei Laghi, un'area particolare e unica in Inghilterra. Nonostante in Cumbria non ci siano città paragonabili a Londra e nemmeno a Manchester o Newcastle, nonostante a volte ci si possa sentire un po' isolati, vivere in Cumbria ha i suoi vantaggi e può riservare delle piacevoli sorprese.
A ottobre, per esempio, l'essere in Cumbria mi ha dato accesso ad alcune interessanti notizie che non so quanti sappiano al di fuori della contea.

Filming of Jamaica Inn
Avete mai sentito parlare di Jamaica inn? Trattasi di un romanzo di Daphne du Maurier, pubblicato nel 1936, in cui, nella Cornovaglia dell'Ottocento, una giovane donna si trasferisce presso gli zii, al Jamaica Inn, e si trova invischiata, suo malgrado, in tutta una serie di oscuri complotti. Nel 1939 Hitchcock vi trasse una pellicola cinematografica e, ora, è in produzione un film TV che dovrebbe andare in onda nel 2014, probabilmente a Pasqua.


Beh, a prescindere dall'originale ambientazione in Cornovaglia, parte delle esterne sono state girate in Cumbria e, in particolare, a Kirby, che è stato trasformata per una settimana in un set cinematografico, come si legge nell'articolo tratto dal «The Westmorland Gazette» del 24 ottobre 2013 (qui sopra) e anche in un contributo nella versione online del giornale locale, qui.
Tra le comparse... io non ci sono, ma non mancano rappresentanti locali.

Qui sotto, 3 video che ho trovato su YouTube con immagini delle riprese:
http://youtu.be/RbfkiiMEV3U
http://youtu.be/MHeixv66J5k
http://youtu.be/E5L5cINjPPU
(non so che cosa non vada in Blogger, ma non c'è verso di inserire direttamente il video.)

The thirteenth tale in TV


Il 25 ottobre scorso ho partecipato a un incontro con Diane Setterfield allo Waterstone's di Kendal, tra le piccole città più grandi della Cumbria dopo Carlisle. Devo ammettere che, quando nella vetrina della libreria, ho visto publicizzato l'evento mi sono sorpresa: non mi aspettavo che l'autrice venisse a promuovere Bellman & Black proprio a Kendal e, per giunta, nemmeno all'interno di un festival o in un periodo particolarmente ridente per il turismo. Ovviamente la cosa mi ha fatto un gran piacere e ho comprato immediatamente il biglietto.


La serata con Diane Setterfield si è rivelata appagante. Avevo già letto il suo ultimo romanzo e sentirne parlare dall'autrice, in persona, è stato particolarmente interessante: sapere quali sono state le sue fonti di ispirazione più importanti, quale è stato l'approccio alla scrittura. Naturalmente farsi autografare Bellman & Black ha rappresentato la ciliegina sulla torta, non fosse altro perché questo è stato il mio primo vero book signing event.

In ogni caso, quel che qui mi preme comunicare è che è stato praticamente completato il film TV The thirteenth tale (La tredicesima storia,) tratto dall'omonimo romanzo della Setterfield (ne avevo già accennato qui.) L'autrice ha detto che dovrebbe essere trasmesso nel periodo natalizio e che la parte di Vida Winter sarà interpretata da Vanessa Redgrave.

Ammetto di essere particolarmente intrigata da entrambi questi film. Non ho ancora letto Jamaica inn, ma mi piacerebbe farlo prima dell'uscita del film. La tredicesima storia mi incuriosisce: sono tra i lettori che hanno apprezzato il libro, senza, però, gridare al miracolo come hanno fatto altri; in ogni caso la produzione televisiva mi intriga e conto di vederla.
 
Bibliografia e URL:
Un sito dedicato a Daphne Du Maurier: http://www.dumaurier.org/
Allan Tunningley, Market town back to the future as TV crews leave, in «The Westmorland Gazette», 24 Ottobre 2013, p. 14.
Anna Clarke, Kirby Lonsdale transformed into 1820s Cornwall for BBC drama, http://www.thewestmorlandgazette.co.uk/news/10742085.Kirkby_Lonsdale_transformed_into_1820s_Cornwall_for_BBC_drama/, 17 ottobre 2013 [ultima cons. 2013.11.10]
Video con le immagini delle riprese di Jamaica Inn a Kirby Lonsdale:
http://www.youtube.com/watch?v=RbfkiiMEV3U
http://www.youtube.com/watch?v=MHeixv66J5k
http://www.youtube.com/watch?v=E5L5cINjPPU
Diane Setterfield, Bellman & Black, London, Orion Books, 2013
Ho parlato di Bellman & Black qui: http://ludo-ii.blogspot.com/2013/10/diane-setterfiel-bellman-black.html
Avevo già accennato all'adattamento televisivo de La tredicesima storia qui: http://ludo-ii.blogspot.fr/2013/06/fantasmi-in-arrivo.html
Pagina dedicata a Bellman & Black sul sito della casa editrice Orion Books: http://www.orionbooks.co.uk/books/detail.page?isbn=9781409128045

lunedì 28 ottobre 2013

Web series: The autobiography of Jane Eyre... Yes, you read me right

The Lizzie Bennet Diaries pare abbiano fatto da apripista a diverse web series ispirate a classici della letteratura.
Di recente, grazie a The book junkie (che ne ha parlato qui,) ho scoperto una produzione canadese liberamente tratta da Jane Eyre. Trattasi di The autobiography of Jane Eyre, in cui la nostra Jane decide di non perseguire la carriera di infermiera, per cui ha studiato, e di afferrare l'occasione di fare da tata alla geniale Adele, figlia del giovane e ricco imprenditore... Mr Rochester, ovviamente. Ma vogliamo parlare proprio di Mr Rochester? Quando lo vedo mi vengono in mente due parole: dandy e punk. Dandy-punk è il modo migliore per descriverlo, dal mio punto di vista...

Qui sotto la prima puntata della serie:

 

URL:
The Lizzie Bennet Diaries su YouTube: http://www.youtube.com/user/LizzieBennet/featured
The book junkie mette nella sua classifica dei Best non Austen adaptation la versione moderna di Jane Eyre, sul web, qui:   http://www.youtube.com/watch?v=54pqdFfKBf0
Homepage di The autobiography of Jane Auste su YouTube: http://www.youtube.com/user/TheAOJaneEyre/featured

mercoledì 23 ottobre 2013

Diane Setterfield, Bellman & Black


Inghilterra, età vittoriana
William Bellman è un bambino che mira con una fionda a un corvo e, rimanendo lui stesso esterrefatto, lo colpisce, trovandosi per la prima volta a faccia a faccia con la morte.
Qualche anno dopo William Bellman è un uomo intelligente e fortunato negli affari, talmente capace da riuscire a trionfare in qualsiasi impresa commerciale decida di intraprendere, prima nel mulino di campagna in cui incomincia la sua scalata verso il successo e, poi, nel suo enorme emporio dedicato al lutto, che vende tutto quello che è necessario per affrontare la morte di qualcuno, dalle bare agli indumenti, all'oggettistica.

William Bellman è una persona che, a un certo punto della propria vita, ha iniziato a dedicarsi esclusivamente al lavoro. Perché? Perché la sua esistenza è perseguitata dall'oscurità?

Avevo parlato dell'uscita di questa pubblicazione qui. Si tratta del secondo libro di Diane Setterfield dopo il successo di The thirteenth tale (La tredicesima storia) del lontano 2006. Bellman & Black è definito sulla sovracoperta una storia di fantasmi, espressione che, opportunamente, non compare sul frontespizio. Il romanzo non è una storia di fantasmi, quanto meno non vi si trova alcuna manifestazione ectoplasmatica o fantasma classico alla Ghostbusters. William Bellman è, però, un uomo tormentato da fantasmi interiori e rincorso dall'oscurità ed è un uomo che corre lui stesso, sempre in fuga, che si nasconde, seppellendosi nel lavoro.

Questo secondo lavoro della Setterfield è decisamente diverso dal primo, La tredicesima storia, e chi si aspetta un'opera dai vaghi richiami gotici, che racconti di misteri e libri non li troverà in Bellman & Black. Questo è un romanzo che parla di un uomo, del modo in cui ha deciso di affrontare alcuni aspetti della propria vita, in particolare, e delle conseguenze che ne seguono; è un libro che è stato ispirato dai corvi, che nel testo diventano delle figure simboliche, e dei quali si scopriranno interessanti abitudini e mitiche leggende.

Per me il punto forte di Bellman & Black è la scrittura: la prosa è sciolta ed estremamente curata, densa e pregnante, tant' è vero che, nonostante la scorrevolezza, la lettura è risultata moderatamente lenta. Le atmosfere del romanzo mi hanno riportato alla mente The woodlanders (Nel bosco) di Thomas Hardy, per quanto riguarda la prima parte, e Al paradiso delle signore di Émile Zola, nella seconda parte, al punto da farmi chiedere se sono state delle letture che hanno particolarmente colpito la Setterfield o se le porto profondamente incise nella testa io. Superfluo scrivere che in Bellman & Black si può vedere anche qualcosa di Henry James, come è un po' inevitabile quando i personaggi di un libro sono afflitti da fantasmi della mente.

Bellman & Balck è un libro dove non esistono coincidenze, bensì solo connessioni, dove nulla accade per caso. Bellman & Black è un romanzo impregnato di morte e credo sia giusto sottolinearlo, ma personalmente l'ho trovato così ben scritto che non ho fatto fatica a leggerlo, infatti è vero il contrario.

Bibliografia e URL:
Pagina in cui parlavo della prossima uscita di Bellman & Black: http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2013/06/fantasmi-in-arrivo.html
Diane Setterfield, Bellman & Black, London, Orion Books, 2013
Pagina dedicata a Bellman & Black sul sito della casa editrice Orion Books: http://www.orionbooks.co.uk/books/detail.page?isbn=9781409128045 
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